16/04/2026
COME SASSO NELL’ACQUA
Il fatto che se ne parli tanto mi rende solo che felice.
Il fatto che tanti colleghi, tante colleghe del mondo della salute, del mondo olistico, della relazione d’aiuto, parlino di quanto sia importante ritrovare dentro, e quindi fuori, l’energia del maschile e del femminile, il gioco dell’equilibrio
le loro distinzioni e i loro ruoli, è importantissimo da osservare.
E non significa, ripetiamolo ancora, quasi come un mantra, una preghiera, “ora pro nobis”, che questo sia un sentirsi o essere incompleti, ma soltanto che dentro di noi abitano queste forze, e alcune di queste trovano più spazio di altre.
Ecco,
l’ottimale sarebbe che dentro ognuno di noi abitassero queste forze qui, non silenziate ma in equilibrio, e incontrare poi fuori, nei momenti, nelle situazioni, nelle connessioni, persone e vibrazioni che portano questa energia.
Il maschile protegge.
Il maschile agisce attraverso la sua forza e la mente logica
comanda o esegue un comando, in modo netto e definito verso una situazione.
Non gli interessa, o meglio, non gli è utile, l’esplorazione
gli è utile arrivare all’obiettivo.
Non gira intorno, ma va dritto.
E questo lo fa attraverso quella forza del maschile, un’attenzione limpida all’obiettivo.
Il femminile sta
“agisce” il corrispettivo dell’andare, che è lo stare nell’accoglienza
Ma questo stare non è immobile, anzi.
Lo stare, inteso nel femminile, è
immagina un sasso nello stagno che genera cerchi.
Quei cerchi che si espandono sono l’energia femminile primaria, siamo anche nell’acqua
Ecco, l’immagine è perfetta
mentre il maschile è il sasso che entra nell’acqua e penetra in profondità,
il femminile è l’onda, il cerchio dell’acqua stessa che si propaga in orizzontale.
L’uno ha bisogno dell’altra, l’altra ha bisogno dell’uno.
E allora il movimento nell’Unione
immaginalo così
come se il sasso scendesse eseguendo una spirale, sempre più ampia.
Il femminile qui porta cura, porta attenzione, porta ascolto, porta presenza.
Porta quello stare di cui parlavamo.
Porta comprensione, nel senso più pieno del termine
comprende, accoglie, include.
Tante sono le immagini
Il vaso, La Rosa, l’acqua, la Luna, la Lupa,
la yoni per il femminile
Altrettante per il maschile
La freccia, la quercia, l’orso, la montagna
L’obelisco, lingam
Poi c’è il radicamento di entrambi.
Quando si dice che il maschile è radicato, è perché, se vuole andare tanto in alto, deve stare altrettanto in basso. Così come energia
Immagina appunto la quercia, le sue radici.
Immagina l’iceberg, quanto affonda nel profondo la sua struttura.
Così possiamo immaginare il maschile e il femminile nelle storie che ti racconto
il guerriero e la strega.
La strega cura e porta quell’amore nel mondo.
Il guerriero le guarda le spalle, non perché la strega non sia in grado di farlo, ma perché è orientata a curare ciò che è dentro e ciò che è fuori.
Il custode è il suo guerriero alle spalle, che custodisce affinché lei possa svolgere il suo lavoro.
Io non porterò mai, e lo ripeto, mai, la separazione.
Io porterò sempre l’unione.
Che tu, guerriero, sia in grado di curarti da solo, sono contento per te.
Che tu, strega, sia in grado di difenderti da sola, ben venga.
Non avete bisogno di nulla.
Siete già completi. Lo siamo tutti
Osserva
Occorre bilanciare
Portare protezione e Portare Cura
C’è bisogno di ritornare all’energie primarie, c’è bisogno di ripristinare l’ordine di queste energie
E far sì che ci si possa esprimere con tutta la propria potenza con tutta la propria accoglienza.
La forza e meraviglia.
Ecco di cosa c’è bisogno.
C’è bisogno di riprendere e di tornare a sentire,
a sentirsi vivi nel proprio corpo,
pronti nel proprio animo e saldi nel proprio essere.
C’è bisogno di tornare all’amore
Che porto e porterò sempre
l’unione del maschile col femminile,
della strega con il suo guerriero.
Alessandro Catanzaro