01/12/2025
Sabato 13 e domenica 14 nuovo lab IPP per coppie in attesa ❤️❤️❤️♥️
Lo yoga è una dimensione di conoscenza e
trasformazione personale in guido alla riscoperta di sè
01/12/2025
Sabato 13 e domenica 14 nuovo lab IPP per coppie in attesa ❤️❤️❤️♥️
22/09/2025
09/09/2025
Da Spazio M’ama riprendiamo le lezioni di Movimento in gravidanza e di Giocoyoga genitori-bimbi, e da quest’anno aggiungiamo le classi di movimento post parto con bebè (da 2 a 11 mesi) e senza (anche dopo 2-5-10-20 anni!)
Vi aspettiamo!!!
Alcuni corsi si possono frequentare anche online da casa.
19/09/2024
Da Spazio M’Ama APS ci prendiamo cura delle future mamme con un percorso di movimento in gravidanza 🤰🏻adatto a tutti i trimestri.
Ogni lezione per prepararsi al travaglio e al parto prevede:
- ascolto e connessione con il corpo e la propria creatura 💖
- respirazione 💨
- posizioni e movimenti 🏃🏻♀️
- pavimento pelvico 🌸
- rilassamento 😴
- visualizzazioni/meditazione 🧘🏻♀️
- cenni di hyponibirthing ✨
Vi aspettiamo ogni martedì alle 18:10 a Brescia in via Rose di Sotto n. 15
30/04/2024
Vuoi scoprire gratuitamente cos’è un laboratorio Hypnobirthing?
Ti offro questa possibilità in collaborazione con e per festeggiare insieme la 🌺
Sabato 4 maggio in via dell’Industria 7 a Travagliato per il primo modulo del laboratorio vedremo insieme che ruolo hanno utero e cervello durante il travaglio e il parto, come dialogano, come sono influenzati dagli eventi esterni e come aiutarli al meglio.
La partecipazione ai successivi 3 moduli è facoltativa.
Puoi iscriverti compilando il form che trovi al QR code o contattandomi direttamente.
28/02/2024
Il tuo partner sarà accanto a te al momento del parto?
Se la risposta è sì allora chiediti:
- ti basta che ci sia?
- vorresti che ci fosse con le competenze per essere davvero di supporto e non d’ostacolo?
Perché la verità è che i compagni assistono al parto da pochissimo tempo, e c’è modo e modo di esserci.
Lo scopo di questo laboratorio per coppie è trovare insieme strumenti e strategie adatti ad ogni singola coppia, partendo da qualche nozione di neurofisiologia del parto, in modo che chi affianca la donna che partorisce sappia innanzitutto cosa NON fare!
Sperimenteremo insieme:
- respirazioni
- posizioni
- movimenti
- massaggi
- visualizzazioni
- rilassamenti
Indicato dalla 35 settima in poi.
26/02/2024
Soprattutto nelle giornate “no” può essere d’aiuto fermarsi e trovare delle cose positive per cui comunque si puó essere grate.
Oggi ne ho avuto bisogno come noi mai.
Insieme alla triste consapevolezza che siamo in un mondo che ad una persona che dice di stare male, di essere stanca, anziché rispondere “ti credo, mi dispiace, posso fare qualcosa per te”, sminuisce o ironizza: “ma va, tirati su”.
Certo, a comando, come sempre, reprimiamo le emozioni scomode, fingiamo che non esistano, stringiamo i denti e andiamo avanti, ignoriamo il nostro malessere per non turbare la sensibilità altrui, e soprattutto facciamo così da esempio ai nostri figli, in modo che anche loro imparino a non ascoltarsi, a non darsi tempo e spazio.
Che triste società quella che anziché accogliere la fragilità e la vulnerabilità in un silenzioso abbraccio risponde ““di cosa ti lamenti?” (Di niente in verità, ho solo detto come mi sento con sincerità).
Ma sono fortunata, perchè ho amiche che mi hanno accolta, abbracciata, ascoltata, consigliata, senza farmi sentire giudicata, e sono ripartita da me con piccoli gesti di cura.
07/10/2023
Nuovo progetto!
La società cambia a partire dall’istruzione, sogniamo una scuola pubblica rispettosa degli interessi e dei bisogni dei bambini.
Se ti interessa scrivi in DM!
24/06/2023
Sai riconoscere la violenza ostetrica?
Questo è un esempio.
Questo è quello che una mia allieva ha sentito dire poche settimane fa, mentre saltava per aria ad ogni punto di sutura dell’episiotomia, mentre chiedeva almeno un’anestesia locale.
L’ha detto il ginecologo che la stava suturando all’ostetrica che gli chiedeva di accogliere la sua richiesta di sollievo, come se lei non fosse nemmeno stata lì a subire e sentire tutto.
E nonostante la richiesta di non praticare l’episiotomia fosse scritta nero su bianco sul suo piano del parto che nessuno ha degnato di uno sguardo.
E questo non è successo in un ospedalino di provincia, bensì in uno degli ospedali principali della mia città.
A molte donne succede questo al momento del parto, e per molte è normale.
Ma non lo è.
Queste é violenza ostetrica, questa è oggettificazione, infantilizzazione, banalizzazione della donna in uno dei momenti più intensi e vulnerebili della sua vita.
Perché la verità è che i punti di sutura sui genitali fanno un male cane, forse peggiore degli stessi dolori del parto.
Perché per qualsiasi altro punto di sutura, anche in parti del corpo meno sensibili, te la fanno un po’ di anestesia.
Perché, anche se nessuna anestesia locale può davvero azzerare quel dolore, negarla soprattutto se richiesta non è solo un atto di violenza, ma di disumanità.
Perché pretendere di sapere quanto dolore un’altra persona stia o non stia effettivamente sentendo (fosse anche con una soglia bassissima e una propensione ad essere melodrammatica, ma non è questo il punto), non è solo violenza, ma anche arroganza.
Di fronte a questi racconti io rimango spiazzata e incazzata.
Perché questa è violenza sulle donne, e noi la accettiamo come parte del prezzo da pagare per avere nostro figlio tra le braccia.
Ma non può e non deve essere così.
E sono preoccupata, perché ho la sensazione che stiamo perdendo il contatto con il fondamento dell’essere umano.
Tutto ciò si contrasta facendo scelte informate, sul luogo del parto, sulla fisiologia del parto, sulla violenza ostetrica, sui propri diritti. E poi denunciando.
Se volete saperne di più io ci sono.
| Lunedì | 18:45 - 19:45 |
| Mercoledì | 20:00 - 21:15 |
| Giovedì | 10:15 - 11:00 |
| 18:00 - 19:30 |