18/09/2026
Il tempo per costruire un'identità sta per scadere. Non la si poteva pretendere subito dopo aver cambiato mezza squadra sul mercato e dopo il cambio in panchina, ma ora sono passate 5 giornate e di progressi non se ne vedono.
Torniamo a parlare di una Juve Stabia con un' organizzazione di gioco lacunosa, un modulo che fa acqua e con il destino di ogni partita affidato al talento di pochi singoli.
Se il Cesena ci avesse creduto, non avesse sbagliato goal a porta vuota e poi rallentato, l'avrebbe vinta senza grandi problemi.
La prova del centrocampo per almeno un'ora è stata semplicemente imbarazzante.
Nessuna costruzione, neanche una palla servita a Di Nardo, nessun filtro difensivo con l'avversario che affondava indisturbato.
Forse è proprio lì la vera differenza con lo scorso anno. In mezzo al campo con Leone, Correia e Mosti la musica era completamente diversa.
A parziale discolpa dell' allenatore, va ammesso che i sostituti arrivati dal mercato purtroppo non si stanno rivelando di pari livello come si sperava, a parte Karic.
Ma a parte questo attenuante, De Giorgio deve comprendere che continuare cosi significa proiettarsi inevitabilmente all'esonero e significa mettere in pericolo la nostra permanenza in B.
In 3 settimane non deve cambiare solo la condizione fisica di alcuni giocatori, devono cambiare meccanismi, posizioni in campo e spirito.