01/06/2026
Vi è una particolare qualità nel ritrovarsi nei luoghi da cui si è partiti. Non la circolarità del tempo che scorre invano, ma quella del cerchio che si chiude e nel chiudersi, rivela il senso di tutto ciò che lo ha percorso. La nostra stagione è iniziata a Latina, contro una squadra che il destino ha voluto fosse anche l'ultima ad attenderci: due volte la stessa sfida, a sancire l'inizio e il compimento di un percorso intero. E ieri sera, quando quel cerchio si è chiuso, lo ha fatto nel luogo più giusto che potessimo immaginare, il Sat 29 Beach Club, lo stesso posto da cui tutto era cominciato, ad agosto 2025, con poco più di una convinzione condivisa: che questa città meritasse ancora una squadra capace di emozionare, di aggregare, di rappresentare. Da campioni del girone DR3, promossi in DR2, quella convinzione si è trasformata in certezza.
Questo risultato non appartiene soltanto al campo. Appartiene a ogni allenamento vissuto nell'ombra, a ogni sacrificio silenzioso, a ogni momento in cui si sarebbe potuto cedere e si è scelto invece di restare. Appartiene a Alessio Di Mascolo, Simone Massarella, Francesco Lamanna, Stefano Valerio, Vittorio D'Agostino, Gianpaolo Stravato, Alessandro Fazzone, Armando Iannone, Gabriele Sepe, Lorenzo De Bonis, Marco Di Cicco, Pierluigi Nocella, Vincenzo Mattei, Matteo Morella, Michele Iacovacci, Alessandro Lauri, Matteo Biasillo, Elio Di Manno e Matteo Andreola, uomini prima ancora che atleti, che hanno onorato questa maglia con una dedizione che va ben oltre la prestazione sportiva.
Appartiene al coach Franco Di Fazio, che ha saputo leggere nei suoi giocatori non solo le capacità tecniche ma il carattere, e ha costruito su quello. E appartiene a una dirigenza che ha fatto della discrezione la propria cifra stilistica: presente in ogni dettaglio, silenziosa nelle celebrazioni, infaticabile nel lavoro quotidiano. Claudio Fiore, Paolo De Santis e Dario Malfi hanno tenuto insieme visione e realtà, entusiasmo e rigore, senza mai perdere di vista ciò che questo progetto vuole essere: non una squadra di calcolo, ma una comunità che si riconosce in una maglia. Abbiamo dimostrato che lo sport autentico non si misura soltanto nei punti segnati, ma nella qualità delle relazioni che genera, nella dignità con cui si affronta ogni avversità, nel valore che si restituisce alla comunità che lo ospita.
La stagione si chiude. Il progetto no. Anzi! Ciò che verrà nella prossima stagione supera, per ampiezza e significato, tutto ciò che abbiamo costruito finora. Non è ancora il momento di svelarlo. Ma chi conosce questa società sa che quando ci muoviamo, lo facciamo con intenzione. E questa volta non faremo eccezione.