27/05/2026
https://www.instagram.com/p/DY2Eccqs7Rh/?igsh=dzk0ZXVvb25vb3hv
Ti accompagno nel tuo viaggio interiore. Respira, muoviti, sii presente. Crea il tuo spazio. ��
27/05/2026
Dicono che Utthita Trikonasana (triangolo) sia una posizione di pura geometria: linee rette, triangoli che si intersecano, radicamento a terra e slancio verso l'alto.
Tutto vero, ma per me lo yoga è soprattutto questo: trovare il proprio spazio di comfort e sicurezza nelle posizioni, tanto da poterci sorridere dentro. 😊
Quando le fondamenta (i piedi) sono allineate nel rispetto della nostra anatomia, tutto il resto del corpo si libera e la mente si rilassa. Non cercate la perfezione da manuale, cercate la vostra stabilità.
Ci vediamo sul tappetino🧘🏼♀️
22/05/2026
Ci sono percorsi che nascono da una scelta.
E poi ce ne sono altri che sembrano aspettarti da sempre, in silenzio, finché non sei pronta a riconoscerli.
Da bambina c’era qualcosa nel modo in cui il mio corpo si muoveva a cui non davo un nome. Lo facevo in modo naturale, spontaneo. Oggi so che lo yoga, già allora, mi faceva compagnia e mi stava già cercando.
Mi veniva naturale sedermi in posizione del loto, cercare equilibri, inversioni, movimenti complessi. Passavo ore a esplorare il corpo come uno spazio libero, senza tecnica né teoria, guidata soltanto dall’istinto. Ero anche spericolata: mi lanciavo dal tavolo del salotto facendo la spaccata in volo. Ma dentro quell’irruenza c’era anche qualcosa di armonioso, una sorta di grazia spontanea nel modo in cui vivevo il movimento.
Da adolescente iniziarono sogni ricorrenti.
Luoghi mai visti ma stranamente familiari: una montagna, un grande fiume, una barca che scivolava sull’acqua. Non davo allora un significato preciso a quelle immagini. Solo molto più tardi ho iniziato a leggerle come qualcosa di simbolico, come una traccia interiore che ancora non sapevo riconoscere.
La vita poi mi portò altrove.
Avrei voluto studiare danza classica, ma presi altre strade. Ho praticato palestra, fitbox, allenamenti con i pesi, discipline molto lontane dallo yoga. Poi è arrivato anche il lavoro nel mondo della fotografia, dello spettacolo e della moda. Un ambiente molto diverso da quella dimensione più interiore che, anche se non sapevo ancora nominare con chiarezza, sentivo comunque dentro di me.
Quel mondo da una parte mi affascinava, dall’altra sentivo che non mi apparteneva fino in fondo. Mi restituiva continuamente una distanza da quello che, in modo ancora confuso ma reale, sentivo come mio.
Ma proprio grazie al lavoro sono arrivata in un villaggio turistico per uno shooting fotografico.
Lì ho incontrai lui. Uno yogi indiano. È stato un incontro difficile da spiegare a parole: non c’è stata costruzione, né ricerca, solo una sensazione immediata di riconoscimento, come se quel momento fosse già scritto in qualche modo.
E lui, guardandomi, coi suoi occhi nerissimi, mi disse una frase semplice ma precisa: "La tua strada, non è qui e tu lo sai."
Nei momenti di pausa, lui mi guidava nel respiro ed io li, ho iniziato a ritrovarmi. È cambiato tutto.
Ho iniziato a praticare con un’insegnante che ha saputo trasmettermi amore e rispetto per questa disciplina. Molte asana mi venivano naturali, ma per la prima volta iniziavo a comprenderne la profondità.
Durante la pandemia la pratica è diventata quotidiana.
A casa, attraverso video e studio personale, lo yoga è entrato ancora più intensamente nella mia vita. Non era più soltanto movimento: era ascolto, disciplina, presenza.
Con il tempo arrivarono gli attestati, i diplomi, la formazione e poi l’insegnamento.
Era un passaggio che sentivo profondamente mio, qualcosa che desideravo davvero costruire e rendere concreto, non un caso o una direzione improvvisata.
Ma la verità è che tutto questo si è innestato su qualcosa che era già vivo molto prima: una predisposizione naturale, una sensibilità corporea e una connessione con la pratica che avevo sempre portato con me, anche senza darle un nome.
I miei primi passi da insegnante sono nati a Roma, subito dopo la pandemia.
In una sala piccola, con un gruppo di allievi che si era creato in modo spontaneo attorno a me. E lì ho compreso una cosa fondamentale: ciò che arrivava alle persone non era soltanto la pratica fisica, ma il modo in cui veniva vissuta.
Non ho mai insegnato lo yoga come competizione o performance.
Ho sempre cercato di trasmettere ascolto, rispetto del corpo e della propria storia personale. Ogni corpo è diverso, ogni vissuto è unico, e guardare l’altro per imitare spesso ci allontana da noi stessi.
Ciò che conta davvero è superare ogni volta un piccolo limite interiore. Anche minimo, ma autentico.
Poi mi sono trasferita a Frascati e ho dovuto lasciare quella prima realtà.
Non avendo subito una sala, ho iniziato a praticare all’aperto, nella splendida Villa Torlonia. Un piccolo gruppo, il verde intorno, una pratica semplice ma molto viva.
È stato proprio quel gruppo, nel tempo, a spingermi a cercare uno spazio stabile. Così è arrivata la sala di Cocciano. E da lì è iniziata una nuova fase della mia vita, che continua ancora oggi.
Nel frattempo ho vissuto anche momenti profondi e delicati, come la malattia di mio padre. Gli raccontavo il mio percorso e vedevo nei suoi occhi orgoglio e felicità. Questo mi dava forza, perché sentivo che ciò che stavo costruendo aveva un senso anche per chi mi era vicino.
Oggi vivo la pratica come una ricerca continua, dentro e oltre me stessa.
Non insegno solo asana o tecnica, anche se la precisione ha il suo valore. Quello che cerco di trasmettere è soprattutto energia, presenza e consapevolezza.
La cosa più significativa che ricevo dai miei allievi è la trasformazione del gruppo: persone che non si conoscevano diventano una comunità, si sostengono, si ascoltano, si riconoscono.
E forse questo è il punto più autentico del mio lavoro:
creare uno spazio in cui le persone possano sentirsi viste, accolte, e libere di tornare a sé stesse attraverso il corpo.
Perché, in fondo, lo yoga nella mia vita ha fatto proprio questo:
mi ha ritrovata.
13/03/2026
𝑪𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒍𝒖𝒐𝒈𝒉𝒊 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒊𝒍 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒃𝒓𝒂 𝒓𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆.
𝑫𝒐𝒗𝒆 𝒊𝒍 𝒓𝒆𝒔𝒑𝒊𝒓𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒏𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂.
𝑺𝒂𝒃𝒂𝒕𝒐 28 𝒎𝒂𝒓𝒛𝒐 𝒑𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆𝒓𝒆𝒎𝒐 𝒚𝒐𝒈𝒂 𝒊𝒏 𝒖𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒍𝒖𝒐𝒈𝒉𝒊: 𝒊𝒍 𝑷𝒂𝒓𝒄𝒐 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝑨𝒄𝒒𝒖𝒆𝒅𝒐𝒕𝒕𝒊.
𝑻𝒓𝒂 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒉𝒊 𝒂𝒄𝒒𝒖𝒆𝒅𝒐𝒕𝒕𝒊, 𝒄𝒊𝒆𝒍𝒐 𝒂𝒑𝒆𝒓𝒕𝒐 𝒆 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒕𝒓𝒂𝒎𝒐𝒏𝒕𝒐, 𝒗𝒊𝒗𝒓𝒆𝒎𝒐 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝒖𝒏’𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒔𝒑𝒆𝒄𝒊𝒂𝒍𝒆:
𝒀𝒐𝒈𝒂 𝒕𝒓𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒊𝒄𝒉𝒊𝒕𝒂̀, 𝑪𝒊𝒆𝒍𝒐 𝒆 𝑴𝒂𝒈𝒊𝒂.
Per info qui👇👇👇
06/02/2026
𝐃𝐎𝐕𝐄 𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀 𝐋𝐀 𝐓𝐔𝐀 𝐂𝐀𝐋𝐌𝐀
𝘚𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘴𝘤𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘵𝘦
𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀.
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐬𝐜𝐚𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐨 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚𝐫𝐞.
𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐬𝐢 𝐮𝐧 𝐩𝐨’ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐥 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨.
𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐥𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐭𝐨,
𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐚̀ 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐭𝐚.
𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞.
𝐂𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐬𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐚𝐥𝐦𝐚, 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐭𝐚.
𝐔𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨
𝘗𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘵𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘨𝘶𝘪𝘥𝘢𝘵𝘢
🕯 𝘥𝘶𝘳𝘢𝘵𝘢 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘢 60 𝘮𝘪𝘯𝘶𝘵𝘪
🧘♀️ 𝘮𝘰𝘷𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘰𝘭𝘤𝘦 + 𝘷𝘪𝘴𝘶𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦
🌙 𝘢𝘵𝘮𝘰𝘴𝘧𝘦𝘳𝘢 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢, 𝘭𝘶𝘤𝘪 𝘴𝘰𝘧𝘧𝘶𝘴𝘦, 𝘮𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘢𝘷𝘷𝘰𝘭𝘨𝘦𝘯𝘵𝘦
Un incontro per tornare a casa, senza forzature.
Piano piano, torniamo dentro.
📍𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐒𝐂𝐀𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐈 𝐐𝐔𝐈𝐍𝐓𝐈𝐋𝐈 𝐂𝐨𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 (𝐅𝐫𝐚𝐬𝐜𝐚𝐭𝐢)
🗓️ 𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 28 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 – 𝐇 𝟏𝟔:𝟎𝟎
💶 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐎 𝟏𝟎€
📩 𝐈𝐍𝐅𝐎 𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐪𝐮𝐢 👇
🧿 𝐏𝐎𝐒𝐓𝐈 𝐋𝐈𝐌𝐈𝐓𝐀𝐓𝐈 🧿