12/09/2026
IMPARIAMO DAI PIU' FORTI
Ci sono obiettivi e obiettivi.
Quelli che scaturiscono da una gestione programmata, oculata e seria, che mirano a costruire un organico competitivo e all’altezza, e quelli sbandierati al vento senza però elementi concreti a supporto.
Quando si parla di promozione in Serie A, la Sampdoria oggi ricade senza dubbio nel secondo insieme.
Abbiamo avuto modo di commentare le uscite estive e le prime tre giornate, nelle quali sono emerse sostanzialmente tutte le lacune che avevamo anticipato: dai calciatori alla ricerca della migliore forma fisica, a quelli che devono ancora abituarsi al campionato di Serie B, fino a quelli mediocri e non adatti a competere a certi livelli. E, ultimo ma non per importanza, uno staff tecnico alla sua prima esperienza.
Guardando la partita di lunedì sera contro il Palermo, crediamo sia stato facile per tutti giungere alla conclusione che c’è stata — e c’è tuttora — una differenza abissale, a livello tecnico e sulla carta, tra Palermo e Sampdoria, proprio in virtù dei punti sopra menzionati, infortuni inclusi.
La squadra si è fatta valere, soprattutto lasciando intravedere buone cose nel secondo tempo, anche considerando che alcuni titolari non sono ancora disponibili o non sono ancora a pieno regime.
Tuttavia, non concordiamo con chi sostiene che la Sampdoria avrebbe meritato di vincere.
Il Palermo, forte di una società ambiziosa, di un allenatore esperto e di alcuni giocatori letteralmente fuori categoria, ha fatto quello che deve fare una squadra che vuole vincere: studiare l’avversario, agire nel momento in cui bisogna essere decisivi e portare a casa il risultato, resistendo alle azioni offensive avversarie.
Perché la Samp ha creato occasioni, sì, ma non ha saputo assolutamente concretizzare. E, se ci è riuscita, è stato soltanto in una circostanza su tante: il gol di Insigne.
Qui la differenza la fa la qualità.
Premesso che serve sempre quel pizzico di fortuna nelle partite, perché gli episodi fanno parte del gioco del calcio, se una squadra, su innumerevoli tentativi, riesce a segnare un solo gol mentre l’avversario segna tre volte su un minor numero di tentativi, allora c’è un tema di qualità, ma anche di identità di gioco.
E su questo crediamo che il Palermo ci abbia dato una vera e propria lezione di calcio.
Una lezione che ci è costata tre punti, vero.
Tuttavia, non possiamo considerare oggi il Palermo come un diretto avversario della Samp.
Va bene così. Complimenti a loro.
Ci dissociamo dalle lamentele post-partita di Insigne, che comunque ha giocato bene, e di Corradi, che sta cercando di trovare una quadra, anche se non è facile.
Capiamo la frustrazione, ma dobbiamo fare leva sul materiale a disposizione.
La squadra deve compattarsi. Ci vorrà tempo affinché tutti i lungodegenti e gli acquisti last minute si rimettano in sesto. Servirà pazienza affinché la squadra assorba i meccanismi che Corradi chiede.
Solo a quel punto, e quando le vittorie arriveranno, si potrà parlare di una Sampdoria in grado di competere nella categoria.
Per il momento, anche alla luce della campagna acquisti che la società ha deciso di mettere in atto, non vediamo come questa squadra possa oggi ambire alle prime 7 posizioni.
Impariamo dalle squadre che costruiscono obiettivi con dei presupposti seri. Diffidiamo da una società mediocre che cerca il consenso dei tifosi per distogliere l’attenzione dai problemi che, purtroppo, esistono.
Lo diciamo per il bene dei tifosi.
Lo diciamo per il bene della Sampdoria.
E ora testa al Mantova, domani: altra trasferta insidiosa contro una squadra ben organizzata e una guida tecnica esperta.
E speriamo che stavolta il pubblico in trasferta possa dare il suo contributo. Noi ci saremo. È stato un peccato che a Palermo la prefettura abbia vietato la trasferta ai residenti in Liguria. Questo non è il calcio che ci piace, quel settore ospiti vuoto nella foto qui sotto grida vendetta.
Ci fermiamo qui per il momento. Lasciamo parlare il campo e torneremo da voi.
E tu, che cosa ne pensi del momento che stiamo vivendo?
Scrivicelo nei commenti! 💙🤍❤️🖤
_Perchè si può anche mugugnare, ma lo si fa sempre per amore_