Il Mugugno Blucerchiato

Il Mugugno Blucerchiato Perché si può anche mugugnare, ma lo si fa sempre per amore. Forza Sampdoria!

IMPARIAMO DAI PIU' FORTICi sono obiettivi e obiettivi.Quelli che scaturiscono da una gestione programmata, oculata e ser...
12/09/2026

IMPARIAMO DAI PIU' FORTI

Ci sono obiettivi e obiettivi.

Quelli che scaturiscono da una gestione programmata, oculata e seria, che mirano a costruire un organico competitivo e all’altezza, e quelli sbandierati al vento senza però elementi concreti a supporto.

Quando si parla di promozione in Serie A, la Sampdoria oggi ricade senza dubbio nel secondo insieme.

Abbiamo avuto modo di commentare le uscite estive e le prime tre giornate, nelle quali sono emerse sostanzialmente tutte le lacune che avevamo anticipato: dai calciatori alla ricerca della migliore forma fisica, a quelli che devono ancora abituarsi al campionato di Serie B, fino a quelli mediocri e non adatti a competere a certi livelli. E, ultimo ma non per importanza, uno staff tecnico alla sua prima esperienza.

Guardando la partita di lunedì sera contro il Palermo, crediamo sia stato facile per tutti giungere alla conclusione che c’è stata — e c’è tuttora — una differenza abissale, a livello tecnico e sulla carta, tra Palermo e Sampdoria, proprio in virtù dei punti sopra menzionati, infortuni inclusi.

La squadra si è fatta valere, soprattutto lasciando intravedere buone cose nel secondo tempo, anche considerando che alcuni titolari non sono ancora disponibili o non sono ancora a pieno regime.

Tuttavia, non concordiamo con chi sostiene che la Sampdoria avrebbe meritato di vincere.

Il Palermo, forte di una società ambiziosa, di un allenatore esperto e di alcuni giocatori letteralmente fuori categoria, ha fatto quello che deve fare una squadra che vuole vincere: studiare l’avversario, agire nel momento in cui bisogna essere decisivi e portare a casa il risultato, resistendo alle azioni offensive avversarie.

Perché la Samp ha creato occasioni, sì, ma non ha saputo assolutamente concretizzare. E, se ci è riuscita, è stato soltanto in una circostanza su tante: il gol di Insigne.

Qui la differenza la fa la qualità.

Premesso che serve sempre quel pizzico di fortuna nelle partite, perché gli episodi fanno parte del gioco del calcio, se una squadra, su innumerevoli tentativi, riesce a segnare un solo gol mentre l’avversario segna tre volte su un minor numero di tentativi, allora c’è un tema di qualità, ma anche di identità di gioco.

E su questo crediamo che il Palermo ci abbia dato una vera e propria lezione di calcio.

Una lezione che ci è costata tre punti, vero.

Tuttavia, non possiamo considerare oggi il Palermo come un diretto avversario della Samp.

Va bene così. Complimenti a loro.

Ci dissociamo dalle lamentele post-partita di Insigne, che comunque ha giocato bene, e di Corradi, che sta cercando di trovare una quadra, anche se non è facile.

Capiamo la frustrazione, ma dobbiamo fare leva sul materiale a disposizione.

La squadra deve compattarsi. Ci vorrà tempo affinché tutti i lungodegenti e gli acquisti last minute si rimettano in sesto. Servirà pazienza affinché la squadra assorba i meccanismi che Corradi chiede.

Solo a quel punto, e quando le vittorie arriveranno, si potrà parlare di una Sampdoria in grado di competere nella categoria.

Per il momento, anche alla luce della campagna acquisti che la società ha deciso di mettere in atto, non vediamo come questa squadra possa oggi ambire alle prime 7 posizioni.

Impariamo dalle squadre che costruiscono obiettivi con dei presupposti seri. Diffidiamo da una società mediocre che cerca il consenso dei tifosi per distogliere l’attenzione dai problemi che, purtroppo, esistono.

Lo diciamo per il bene dei tifosi.

Lo diciamo per il bene della Sampdoria.

E ora testa al Mantova, domani: altra trasferta insidiosa contro una squadra ben organizzata e una guida tecnica esperta.

E speriamo che stavolta il pubblico in trasferta possa dare il suo contributo. Noi ci saremo. È stato un peccato che a Palermo la prefettura abbia vietato la trasferta ai residenti in Liguria. Questo non è il calcio che ci piace, quel settore ospiti vuoto nella foto qui sotto grida vendetta.

Ci fermiamo qui per il momento. Lasciamo parlare il campo e torneremo da voi.

E tu, che cosa ne pensi del momento che stiamo vivendo?

Scrivicelo nei commenti! 💙🤍❤️🖤

_Perchè si può anche mugugnare, ma lo si fa sempre per amore_

PUÒ PASSARE IL TEMPO, MA SIAMO SEMPRE NOIÈ la mattina del 23 agosto, una domenica calda e con molta umidità. Abbiamo un ...
03/09/2026

PUÒ PASSARE IL TEMPO, MA SIAMO SEMPRE NOI

È la mattina del 23 agosto, una domenica calda e con molta umidità. Abbiamo un biglietto in mano, la maglia blucerchiata addosso e un’auto con cui, durante il viaggio, ci fermeremo in autogrill per uno spuntino.

Siamo in direzione Cesena, stadio Manuzzi, per assistere all’esordio della nostra amata in campionato.

Lo facciamo per amore, ma anche con la speranza che qualcosa, quest’anno, possa cambiare. Che non sia il solito campionato in cui si gioca soffrendo, ma che si possa finalmente vedere un vero e proprio cambio di registro.

D’altronde, la società interviene sul mercato, sì, ma alcune scelte lasciano più di qualche dubbio, soprattutto se si vuole davvero cambiare registro.

Serve dunque la nostra voce, il nostro supporto. Anche quando ci brucia la gola, continuiamo a cantare per lei.

E allora: tre, due, uno… via.

Al fischio d’inizio di Cesena-Sampdoria si vede una Samp coraggiosa nei primi dieci minuti, che però si sfalda alla prima vera azione offensiva del Cesena. Esposito sbaglia la marcatura, arriva la sponda per Shpendi, che brucia sul fuorigioco sia Viti che Gartenmann e insacca alle spalle di un immobile Vindahl.

La reazione è molto timida e, all’inizio del secondo tempo, due gol del Cesena non entrano in porta perché, evidentemente, così voleva il destino.

Prendiamo un briciolo di coraggio, ripartiamo e arriva una trattenuta avversaria su chiara occasione da gol: espulsione. La Samp gioca in superiorità numerica, 11 contro 10.

Tanti tiri in porta, troppi tentativi a vuoto e poi Henderson la butta dentro… di faccia.

Finisce così.

Un punto da tenersi stretto, dato che la squadra è scesa in campo senza molti titolari e la partita non si era messa proprio benissimo.

Pazienza. In casa sarà tutt’altra cosa.

Un tifo incessante, il record di abbonamenti, la rosa a disposizione che è bene o male la stessa, con l’eccezione di Makoumbou subito in campo al posto di Bellemo e Insigne convocato per la prima volta.

La Juve Stabia, però, si mostra subito messa meglio in campo e con un’idea di gioco. La Samp fatica.

Esposito si accascia a terra e Depaoli sembra soffrire per un affaticamento. Fuori loro due, dentro Begić e Verschaeren.

I cambi danno brio alla partita.

Poi, su rimessa laterale, Di Pardo serve Sinani, che trova Verschaeren in area. Palla al centro per Tutino.

È gol.

Arrivato in un momento in cui non ce lo aspettavamo nemmeno noi.

Lo stadio esplode, i tifosi seguono lo speaker nell’annuncio del gol e scandiscono a gran voce il suo nome:

“Tu-ti-no!”

È l’inizio di una svolta?

La squadra prenderà coraggio e serenità, non solo con un tifo sfegatato alle spalle, ma anche grazie alla posizione di vantaggio?

Ebbene, nonostante il gol segnato, all’inizio del secondo tempo la Samp scende in campo timida, con pochi tiri in porta.

La Juve Stabia sembra non sfaldarsi: tiene le posizioni in campo ben salde e riparte, ora forte anche della sua nuova punta, Antonio Di Nardo. Che guarda caso, aveva trattato proprio con la Sampdoria, prima di trasferirsi a Castellammare.

Il tifo chiede alla squadra di segnare, soprattutto nei momenti in cui spinge.

Corradi non fa cambi.

È calcio d’angolo per gli stabiesi. Bellich colpisce astutamente di testa, ma ancora una volta la difesa della Samp si fa trovare impreparata, con Vindahl che manca completamente la direzione della palla.

È pareggio.

Il pubblico è incredulo e ammutolito.

Si vede nuovamente una timida reazione, con i tentativi da fuori di Makoumbou e Verschaeren.

Poi la ripartenza della Juve Stabia: palla a Di Nardo, molto defilato sulla destra. Tiro in porta che trafigge un Vindahl non esente da responsabilità. No, non è una barzelletta.

Da lì Corradi capisce che qualcosa non va e, con le risorse a disposizione in panchina, butta nella mischia Insigne e Mezzotero. Una mossa più dettata dalla disperazione che dalla ragione.

Come si può intuire, niente cambia e la Samp incassa la prima sconfitta stagionale, proprio in casa sua.

La ruota non sembra neppure girare dalla nostra parte.

Oltre a Esposito e Depaoli, Viti subisce un grave infortunio al ginocchio, che poi si rivelerà essere la rottura del crociato.

Triste sorte, che va a braccetto con la lunga lista di giocatori attualmente infortunati, alcuni dei quali determinanti per questa categoria.

La società ha ancora la possibilità di intervenire sul mercato.

Prende un terzino, Mbabu, un difensore centrale, Delli Carri, e un terzo portiere, invece di un titolare, Massolo.

Non un attaccante.

Non un centrocampista di qualità.

Inutile girarci intorno: questa rosa, a partire dal suo staff tecnico, ha delle grosse lacune.

Sono stati acquistati giocatori che si sono rivelati validi nei campionati esteri, ma che vengono da periodi di inattività e che non hanno mai giocato in Italia.

Ravanelli è un buon innesto e ha fatto vedere belle cose in Serie B, ma è infortunato e non si conoscono i tempi di recupero.

Insigne sarebbe un giocatore di un’altra categoria. Purtroppo non è più un ventenne ed è rientrato in gruppo solo da pochi giorni.

Dietro c’è uno staff tecnico esordiente tra i professionisti, visto che Corradi non ha mai fatto il primo allenatore.

Basta questo per dire che la società ha operato bene sul mercato, affinché la Sampdoria possa ambire ai playoff?

Invitiamo tutti i tifosi a riflettere, soprattutto confrontando semplicemente la rosa e la preparazione atletica, molto discutibile nella Sampdoria, con quelle di squadre abituate alla “zona playoff”. Unico obiettivo Serie A? Guardiamo le risorse a disposizione e parliamone. Anche se il parco giocatori è sulla carta più forte di quello con cui siamo partiti in anno fa.

Ovviamente ci sentiamo di escludere compagini come Palermo, Cremonese e Pisa, forti candidate alla promozione diretta.

Sul fronte cessioni sono state fatte ottime cose, seppur non prive di costi, dato che la Sampdoria ha dovuto pagare cospicue buonuscite per liberarsi dei rispettivi contratti.

Resta ancora da definire la posizione di Riccio e presumibilmente la società valuterà se ricorrere al mercato degli svincolati o meno, cosa che in buona parte ha già fatto.

Ed insomma, dopo due giornate ci ritroviamo con un solo punto, perso contro un avversario molto alla portata in casa, e con davanti due trasferte molto vicine.

A Palermo, sinceramente, non vediamo molte speranze di portare a casa punti.

E allora eccoci qui.

Può passare il tempo, ma siamo sempre noi.

Tifosi che non fanno altro che sostenere in maniera incondizionata la propria squadra, con una passione incredibile, e una società che sembra non voler imparare dai propri errori e che gioca ancora una volta col fuoco.

Sì, perché se si vuole essere competitivi in Serie B, lo si deve fare con un progetto serio e con staff tecnico e giocatori abituati alla categoria.

Azzardare acquisti provenienti da campionati esteri lo si può fare, ma per puntellare la rosa, non per farci pieno affidamento.

Ad oggi, se Lauritsen, Verschaeren, Gartenmann e Vindahl non si dimostreranno all’altezza, la coperta diventerà molto corta e i punti arriveranno sempre con più difficoltà.

La Serie B è spietata e noi, poco più di un anno fa, ci siamo ustionati e non poco.

Siamo stufi di correre sempre gli stessi rischi dopo tante parole buttate al vento dalla società.

Ormai il mercato si è chiuso. Sosterremo la squadra fino alla fine, come sempre.

Ma la società deve comunicare forte e chiaro ai suoi tifosi quale sia il reale obiettivo a fine campionato.

Perché, sulla base delle condizioni attuali, raggiungere il settimo/ottavo posto equivarrebbe a realizzare un vero e proprio miracolo.

E voi, che cosa ne pensate di questo avvio?

Scrivetecelo nei commenti! 💙⚪️🔴⚫️

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CI SIAMO RIMASTI DI STÜCKLERNon era di certo questo il regalo di compleanno che si aspettava la Sampdoria — e con lei, i...
18/08/2026

CI SIAMO RIMASTI DI STÜCKLER

Non era di certo questo il regalo di compleanno che si aspettava la Sampdoria — e con lei, i sampdoriani — a pochi giorni dalla celebrazione degli 80 anni.

Eppure, la vittoria contro il Parma aveva fatto riaffiorare un po' di entusiasmo tra i tifosi, complice il fatto che di fronte c'era una squadra di Serie A e che alcuni nuovi arrivati avevano offerto una buona prestazione, con Lauritsen subito a segno con una bella incornata.

Da quel giorno sono arrivati il portiere Vindahl, quello che dovrebbe partire titolare con l'obiettivo di far crescere Krastev nel frattempo, il terzino sinistro Meijer e il centrocampista offensivo Verschaeren. All'appello, insomma, mancherebbe ancora un attaccante (Pierini?), soprattutto qualora si riuscisse a cedere uno tra Depaoli, La Gumina e Bellemo.

Ma, a parte questo, la stagione della Sampdoria sembra ormai avviata e non c'è più tempo per stravolgimenti nella rosa. Corradi e il suo staff dovranno affrontare il campionato con i giocatori oggi a disposizione: alcuni in buona forma fisica, altri ancora in piena fase di recupero; alcuni già navigati nel calcio italiano e in Serie B, altri completamente nuovi a questa categoria e ancora in fase di adattamento.

Ma questo è un elemento che la società deve aver considerato nelle proprie valutazioni, così come deve aver ponderato le scelte fatte sul mercato e quella dell'allenatore.

Per questo motivo, non riteniamo che i tifosi possano aspettarsi una squadra competitiva fin da subito. Come se non fosse stato sufficientemente chiaro nelle ultime stagioni, ci sarà da soffrire e bisognerà avere pazienza.

La prima gara ufficiale della Sampdoria, ieri sera in Coppa Italia, sembra proprio muoversi in questa direzione.

La rosa è deficitaria di alcuni giocatori potenzialmente chiave, ancora in infermeria, e di questo va dato atto. Tuttavia, è fuori dubbio che buona parte dei giocatori scesi in campo non sia ancora in buone condizioni atletiche, mentre alcuni sono sembrati piuttosto disorientati.

Su tutti ci viene da citare Gartenmann, anche in occasione del primo gol subito; i tre di centrocampo — con Esposito che, lasciando stare il rigore sbagliato, è riuscito ieri sera a farci rimpiangere Ricci e Vieira — e un Lauritsen lasciato troppo solo là davanti.

Morale della favola: Bolzano ancora una volta indigesta. Forse sarà meglio “sbagliare” strada la prossima volta.

Molti tifosi commentano che si tratta “solo” di una partita di Coppa Italia e che è calcio di agosto. Ci sentiamo di concordare, almeno in parte.

Tuttavia, le partite si giocano con intensità e agonismo per 90 minuti, non per una mezz'ora scarsa. E questo indipendentemente dal tasso tecnico dei giocatori in campo.

Poi si può anche perdere con la Cremonese, non è questo il problema. Parliamo di una forte candidata alla promozione diretta, con qualità soprattutto da centrocampo in avanti, e che gode di un allenatore che ieri ci ha dato una bella lezione di calcio.

Di quelle che qui abbiamo avuto la fortuna di gustare anni addietro.

Ma la vita è strana: molti tifosi sembrano aver dimenticato in fretta, o forse non vogliono ammettere quanto la Sampdoria di Giampaolo ci abbia fatto divertire rispetto a quello a cui stiamo assistendo da anni.

E quindi, tanto per citare Olly, consentiteci un po' di “Balorda nostalgia”.

Adesso, “Tutti a casa” e pensiamo già alla partita con il Cesena di domenica sera.

Corradi dovrà lavorare molto sull'atteggiamento di questi giocatori e trovare una quadra di gioco che possa quantomeno impensierire un avversario abituato a confermarsi in zona playoff da qualche anno.

Non verranno recuperati molti giocatori da qui a domenica. Bisogna lavorare s**o e in fretta, perché la Serie B non aspetta nessuno. Entrare in condizione fisica troppo tardi significherebbe perdere punti preziosi, prima di tutto in chiave salvezza, che negli ultimi due anni si è rivelata una battaglia tutt'altro che semplice per questa società.

Non vogliamo puntare il dito contro i giocatori, perché molti di loro avranno bisogno di tempo per assestarsi nelle dinamiche di questa categoria. Un lavoro tutt'altro che semplice per Corradi e il suo staff.

La società osserva, cerca di capire cosa aggiustare attraverso il calciomercato, in quei pochi giorni che rimangono. Ma non smetteremo di sottolineare quanto alcune scelte ci risultino rischiose e, a nostro avviso, azzardate.

Il tempo potrà smentirci o darci ragione.

Nel frattempo, noi domenica sera saremo nel settore ospiti, per sostenerla a squarciagola.

E voi, cosa ne pensate di questo avvio di stagione? Scrivetecelo nei commenti!

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MEGLIO SE IL BUONGIORNO NON SI VEDE DAL MATTINOSi dice che a volte bisogna avere fede. Ebbene, il tifoso sampdoriano, in...
07/08/2026

MEGLIO SE IL BUONGIORNO NON SI VEDE DAL MATTINO

Si dice che a volte bisogna avere fede. Ebbene, il tifoso sampdoriano, in quanto a fede calcistica, non deve prendere lezioni da nessuno. Negli ultimi anni, più che godere di un bel calcio e di risultati soddisfacenti, ha dovuto stringere i denti e continuare a credere nei colori blucerchiati.

Dopo quanto commentato la volta scorsa, oggi ci troviamo ad ascoltare il silenzio assordante del nostro calciomercato. È vero, nelle ultime settimane sono state concluse alcune operazioni funzionali alla rosa, come l'arrivo di Viti e le partenze di Girelli e Pedrola. Tuttavia, essere ormai alle porte della nuova stagione senza conoscere ancora il portiere titolare, un terzino sinistro di spinta e l'ultimo centrocampista in grado di fare da vice Esposito (che tra l'altro, non sembra neanche il lontano parente del giocatore osservato nella stagione 2024-2025) e adattarsi al ruolo di Conti finché quest'ultimo non ritroverà la migliore condizione fisica, non rappresenta certo un buon segnale.

La partita contro il Novara, dopo le prime due amichevoli estive, non ha rassicurato la tifoseria. Questa squadra mostra ancora evidenti lacune sia nella costruzione del gioco sia nella fase di finalizzazione. In difesa, invece, le pedine per costruire un reparto dignitoso ci sarebbero, ma i meccanismi devono ancora essere assimilati.

Insomma, dopo due stagioni molto travagliate, il tifoso sampdoriano non merita di assistere ancora a questa mediocrità.

Tra dieci giorni ci sarà l'esordio in Coppa Italia contro la Cremonese e Lorenzo Insigne, il colpo di mercato tanto osannato dai media e da una parte della tifoseria, sarà già ai box, con l'auspicio che possa rientrare a inizio settembre... toccando ferro.

In dirigenza, come al solito, tutto tace. Filtra l'immagine di una società che lavora nell'ombra, che non si espone e che cala le proprie carte soltanto quando è pronta a giocarle. Peccato che, e Walker lo sa bene, la Sampdoria non sia una società di scommesse né un tavolo da gioco. Qui bisogna intervenire sul mercato, e in fretta. Altrimenti i profili migliori troveranno sistemazione altrove e la Sampdoria rischierà di rimanere con il classico cerino in mano... come purtroppo è già accaduto.

Naturalmente ci basiamo su ciò che leggiamo tra giornali, blog, siti e pagine social. Paleari sembra gradire la destinazione Samp, ma è anche attratto dalla proposta di rinnovo del Torino. Audero appare un sogno praticamente irrealizzabile, e questo lo si sapeva già. Lykogiannis continua a prendere tempo nell'attesa di una chiamata che ancora non arriva: forse sarebbe meglio guardare altrove. A centrocampo, il ritorno di Pierini sembra sempre più un obiettivo per il finale di mercato. Il belga Verschaeren piace molto a Fredberg, ma restano gli ostacoli dell'ingaggio e della disponibilità del giocatore a scendere in Serie B senza solide garanzie tecniche.

Non conosciamo a fondo il giocatore, ma una cosa ci sentiamo di dirla: il tempo degli esperimenti dovrebbe essere finito. Se servono innesti di qualità, meglio puntare su certezze. Pierini rappresenterebbe un profilo già affidabile per la Serie B, mentre Verschaeren, almeno oggi, sarebbe una scommessa.

Speriamo dunque che questa apparente situazione di confusione sia soltanto il preludio a un deciso cambio di passo già nel weekend, in occasione dell'amichevole contro il Parma in programma domenica.

E voi cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti!

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UN NUOVO INIZIO, MA SU QUALI BASI?Il percorso verso la nuova stagione è iniziato con un cambiamento a livello dirigenzia...
27/07/2026

UN NUOVO INIZIO, MA SU QUALI BASI?

Il percorso verso la nuova stagione è iniziato con un cambiamento a livello dirigenziale, nello staff tecnico e, in parte, anche nella rosa. La Sampdoria arriva da due stagioni che l'hanno portata a toccare il punto più basso e umiliante della propria storia: è quindi normale che la tifoseria si aspetti un deciso cambio di rotta e che la società costruisca una squadra capace, quantomeno, di affrontare la Serie B senza il costante rischio di sprofondare.

Come sempre sarà il campo a parlare, ma le premesse lasciano spazio a più di qualche dubbio. La direzione sportiva è stata affidata a un dirigente senza alcuna esperienza in Serie B e, più in generale, nel calcio italiano, mentre la guida tecnica è stata consegnata a un allenatore al suo esordio assoluto come primo responsabile di una squadra. Scelte precise, sulle quali la società ha deciso di puntare con convinzione.

Va comunque riconosciuto che il direttore sportivo Branco ha saputo impostare e chiudere operazioni che, almeno sulla carta, possono rivelarsi interessanti: Insigne, Lauritsen, Sinani, Ravanelli e Gartenmann sono profili che possono dare un contributo, ma rappresentano comunque scommesse, soprattutto in una categoria difficile e imprevedibile come la Serie B. Allo stesso tempo, mancano ancora giocatori che offrano vere garanzie per questo campionato e resta molto lavoro da fare sul fronte delle cessioni.

Anche il calendario, pubblicato la scorsa settimana, non sembra particolarmente favorevole. Nelle prime giornate la Sampdoria sarà chiamata ad affrontare diverse trasferte ravvicinate, proprio quel contesto che nelle ultime stagioni si è rivelato uno dei principali punti deboli della squadra.

A oggi la rosa è ancora incompleta. Servono un portiere titolare, un difensore centrale, un terzino sinistro, un vice Esposito e una punta. Le amichevoli contro Taverne e Cagliari hanno evidenziato ancora una volta le difficoltà nel creare occasioni da gol e nel concretizzare quanto prodotto, oltre a confermare alcune fragilità difensive. In più di un'occasione il giovane portiere Krastev è stato chiamato a interventi più che decisivi.

Insomma, dopo due stagioni altamente deludenti, il tifoso sampdoriano meriterebbe qualcosa di diverso. Nessuno pretende una rosa costruita per la promozione diretta in Serie A, ma è lecito aspettarsi una squadra in grado di vivere un campionato tranquillo, senza dover lottare per evitare la retrocessione o i play-out, e possibilmente capace di competere per obiettivi più ambiziosi.

Anche sotto questo aspetto, però, la sensazione è che la società continui a puntare soprattutto su scommesse e giocatori dal potenziale interessante, ma ancora privi di esperienza nella categoria. Il tutto affidandosi a un allenatore al debutto assoluto in panchina.

E allora la domanda è inevitabile: cosa dobbiamo aspettarci da queste ultime settimane di mercato e dall'inizio della stagione, ormai alle porte con l'esordio ufficiale in Coppa Italia contro la Cremonese?

Diteci la vostra nei commenti.

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22/07/2026

Cari Tifosi Blucerchiati, cari Lettori,

benvenuti sulla pagina de Il Mugugno Blucerchiato!

A prima vista, e già dal nome, questa pagina potrebbe sembrarvi scorbutica, criticona, pessimista e forse persino un po' autolesionista. E sapete una cosa? In parte potreste anche avere ragione.

Questa pagina nasce infatti dal malumore che, negli ultimi anni, si è inevitabilmente creato attorno alla nostra amata Sampdoria. Un malumore alimentato da gestioni societarie discutibili, da decisioni difficili da comprendere e da due stagioni che hanno lasciato nei tifosi più delusioni che soddisfazioni. Ma nasce soprattutto dall'amore per questi colori, perché spesso è proprio chi ama di più a pretendere di più.

Ognuno di noi vive la Sampdoria in modo diverso. C'è chi ha avuto la fortuna di festeggiare trofei, chi ha esultato per promozioni in Serie A o qualificazioni europee e chi, invece, ha conosciuto soltanto salvezze sofferte o retrocessioni. È normale, quindi, che ogni tifoso abbia un proprio punto di vista, influenzato dall'età, dalle esperienze e dal modo in cui vive questa maglia.

Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce Il Mugugno Blucerchiato: uno spazio dedicato al confronto, dove idee diverse possano incontrarsi senza dover necessariamente coincidere. Discuteremo di partite, prestazioni, operazioni di mercato, società e di tutto ciò che riguarda il mondo blucerchiato.

Lo faremo con contenuti realistici, talvolta provocatori, ma sempre basati sui fatti e con l'obiettivo di alimentare un confronto sincero. Non ci tireremo indietro quando ci sarà da elogiare ciò che merita di essere elogiato, così come non eviteremo di esprimere critiche quando le riterremo motivate.

Non aspettatevi, quindi, una pagina fatta di facili entusiasmi o sviolinate di circostanza. Qui si discuterà, si analizzerà e, inevitabilmente... si mugugnerà.

Naturalmente, ogni opinione sarà la benvenuta, purché espressa con educazione e rispetto verso gli altri utenti, siano essi tifosi sampdoriani o di altre squadre, e restando in tema con la discussione. La libertà di opinione è fondamentale, ma lo è altrettanto mantenere un ambiente civile: commenti offensivi, provocazioni gratuite o comportamenti non appropriati saranno rimossi.

È importante precisare, inoltre, che questa pagina non è gestita da membri dell'U.C. Sampdoria né da giornalisti. Tutti i contenuti sono scritti da semplici tifosi, accomunati dalla passione per questi colori e dalla voglia di creare uno spazio aperto al dialogo.

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Seguite la pagina, partecipate alle discussioni e fate sentire la vostra voce. Che siate ottimisti, pessimisti o semplicemente innamorati della Sampdoria, qui ogni opinione argomentata avrà sempre il suo spazio.

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