Volti e risvolti del calcio che fu

Volti e risvolti del calcio che fu Un angolo dove il tempo pare essersi fermato...il calcio che fu qui brilla come allora...

FERMO IMMAGINE È una squadra rossonera monstre, gli olandesi dettano legge assieme agli italici campioni, ma quel giorno...
22/09/2026

FERMO IMMAGINE
È una squadra rossonera monstre, gli olandesi dettano legge assieme agli italici campioni, ma quel giorno la copertina se la prende un uomo venuto dal profondo Nord che a venti minuti dalla fine infilza i rossoneri condannandoli alla sconfitta... è il tripudio di uno stadio colmo d'amore per la sua provinciale❤️⚽
Riconoscete la gara e ricordate il marcatore?

INDOVINA LA FIGURINA Calciatore lombardo fisicamente molto potente che cresce nella squadra della sua città a suo tempo ...
22/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Calciatore lombardo fisicamente molto potente che cresce nella squadra della sua città a suo tempo impegnata sempre tra cadetteria e serie C1; lo notano in Irpinia e gli regalano la A, lui torna un anno a casa a maturare e poi è per due stagioni una delle colonne del miracolo biancoverde.
Come altri suoi compagni, anch'egli approda alla corte di Madama, ma il suo apporto è davvero marginale, forse perché nelle intenzioni del club c'era l'idea (non realizzata) di darlo in prestito; il successivo anno a Bergamo è nuovamente un buco nell' acqua, così scende in B e si veste di rossoblù ritrovando una certa continuità. Successivamente scende in Salento contribuendo alla salita in A, poi si sposta in Romagna per giocare in massima serie e quando decide di chiudere torna dalle parti di casa a livello di C....
STIAMO PARLANDO DI???...

LA REGGIA DI REGGIOLOTrenta chilometri dal capoluogo dove spesso si gioca la B e qualche volta s'è fatto anche la A, sit...
22/09/2026

LA REGGIA DI REGGIOLO

Trenta chilometri dal capoluogo dove spesso si gioca la B e qualche volta s'è fatto anche la A, situato nella Bassa Reggiana con i suoi abitanti che oscillano tra gli 8500 e i 9000, Reggiolo a metà anni novanta ha vissuto un sogno forse irripetibile, protagonista nell' allora interregionale, una categoria che spesso ospitava città blasonate in cerca di rilancio e cittadine abituate a far la spola con la serie C, realtà insomma ben più grandi del piccolo paese che dette i natali a Carlo Ancelotti, ottimo giocatore prima e super allenatore poi.
L'exploit della squadra cittadina si deve soprattutto all' imprenditore Gianfranco Morini in quegli anni anche presidente della Reggiana che giocava in serie A; Morini però aveva nel cuore quella Reggiolo che lo aveva adottato imprenditorialmente e cercò di sdebitarsi occupandosi per molti anni della società calcistica cittadina. Certo l'Interregionale non era una passeggiata, nel 93/94 ad esempio il girone comprendeva diciotto squadre tra le quali Sassuolo, Alzano Virescit (erede della squadra che sul finire degli ottanta sfiorò la B), Fanfulla, Castel San Pietro, Oltrepo' e Fidenza, tutte realtà ben più attrezzate per esibirsi su certi palcoscenici.
Patron Morini però ha la carta Rossini, Mister Franco è un'istituzione nella Bassa e mette giù un undici che saprà dire la sua, a cominciare dal portiere Dal Pozzo che in carriera vanta un passato da professionista alla Spal; ma è nella sua totalità che il Reggiolo vale, dietro ad esempio ecco Carlo Borsella che vanta oltre 100 gare in C col Fano e con lui Antonio Grani il quale ha fatto la B ad Empoli e la C1 alla Sambenedettese, roba grossa insomma. È un bel mix il complesso biancorosso, Pennacchioni tra Mantova e Sassuolo ha dimostrato colpi da C, Residori ha vinto uno scudetto col Verona (senza esordire ma con qualche panchina in A) e dopo si è confermato a Sassuolo in C2, Ernesto Foglia, che è il più vecchio del gruppo coi suoi 34 anni, ha fatto la B a Parma per poi scoprirsi ottimo a Mantova e bomber a Viadana, il giovane Zuppini conta esperienze con la primavera della Lazio e Roberto Muzi può raccontare di aver esordito in C1 con la Regia (al secolo Reggiana).
Ma i nomi forti sono là davanti per il piccolo Reggiolo, la coppia di attaccanti è da fare invidia a chiunque, Brescello compreso che salirà in C2, sì perché un attaccante è Antonio Marafioti ex Cuneo in C2 e poi protagonisti in categoria con, tra le altre, Imperia ed Acqui, l'altro è il super bomber Adriano Mosele che in C ha segnato in piazze come Ferrara e Varese, un lusso per la categoria!
A fine stagione infatti proprio Mosele sarà il re del gol della squadra con 12 centri, nove invece per Marafioti; arriva una salvezza risicata che letta dalla classifica non rende onore ai biancorossi. La Bagnolese retrocede da quart'ultima con 32 punti ed il Reggiolo ne fa 33, ma tanto per rendere l'idea l' Albinese è sesta con 34,dieci squadre in due punti!
Il difetto della truppa di Rossini è la difesa, infatti con 53 gol subiti i biancorossi risultano la peggior retroguardia del girone, epico il 3-6 casalingo subito dal Sassuolo così come le debacle esterne a Capriolo (5-2) e Lodi (5-1 per il Fanfulla); ma storico è anche il successo di San Lazzaro di Savena (3-4) così come le belle affermazioni casalinghe, su tutte il 2-0 al Chiari.
Epoca irripetibile probabilmente per Reggiolo, oggi la squadra cittadina gioca in seconda categoria ed il Presidentissimo Morini è venuto a mancare qualche anno addietro, chissà se un giorno arriverà un altro patron capace di un exploit del genere, sognare in fondo non costa nulla....
In foto: il Reggiolo 93/94 (dal sito della società)

INDOVINA LA FIGURINA Regista mancino di origini Sud americane che gioca anche una decina di gare con la sua nazionale, i...
21/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Regista mancino di origini Sud americane che gioca anche una decina di gare con la sua nazionale, in Italia arriva all'alba degli anni ottanta vestendo il.granata per due campionati nei quali trova anche una discreta vena realizzativa, poi passa nelle Marche e pare il colpaccio dell' estate, invece la stagione sarà un flop clamoroso sotto tutti gli aspetti.
Lui saluta la compagnia e torna a casa dove gioca ancora parecchi anni tra una comparsata in Messico e ritorno...
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CANTI GREGORIANISensazioni differenti quelle dei due protagonisti della foto in quell' undici Dicembre del 1983, Roberto...
21/09/2026

CANTI GREGORIANI

Sensazioni differenti quelle dei due protagonisti della foto in quell' undici Dicembre del 1983, Roberto Bergamaschi da Cassano d'Adda era al terzo campionato di serie A, questa volta affrontato con la gloriosa maglia del Genoa dopo aver indossato il nerazzurro di un' Internazionale che lo aveva cresciuto e portato fieramente sul petto la Leonessa di Brescia nel torneo 80/81, in mezzo due esperienze a Pisa dove era maturato come uomo e calciatore. Lo rincorre nel disperato tentativo di arginarne l'azione Massimo Gregori da Monterotondo, classe 1964 ha assaggiato la serie A sedendo sulla panchina della Roma alla quinta giornata del campionato 82/83, si era a Napoli e i capitolini passarono 1-3, tappa fondamentale verso uno storico scudetto del quale il giovane difensore può dire di averne assaporato qualche istante.
Nel neopromosso Catania ci arriva alla fine di Ottobre e quell' undici Dicembre esordisce in A, emozione, volontà di non sfigurare, soddisfazione e realizzazione di un sogno si mischiano nella testa di questo diciannovenne che al termine del campionato totalizzerà sei presenze, quattro da titolare, ed una triste retrocessione in B.
Quel giorno la spunta Bergamaschi con un netto 3-0 poi i due si sfideranno al ritorno quando Gregori gioca la gara per intero e Bergamaschi subentra ad Antonelli al 59', finisce 1-2, ancora per il Grifone; anche Bergamaschi retrocede a fine stagione e si ferma a Genova nonostante una B da affrontare, Gregori invece scende in C1 a Cava de' Tirreni dove con 29 presenze guadagna una chanche in B col Catanzaro. Nel torneo cadetto 85/86 ritroviamo i due protagonisti a confronto, Bergamaschi è a Cagliari mentre Gregori, come detto, a Catanzaro, vincono entrambe le gare i calabresi (0-1 in Sardegna e 4-0 in Calabria con Soda autore di una doppietta) ma all'andata l'ex interista è assente e Gregori entra nel finale (84') per Piccioni, mentre nel ritorno Bergamaschi è in campo per novanta minuti e l'ex Catania rimane in panchina; questa volta poi Bergamaschi e il Cagliari restano in B mentre Gregori retrocede in C1.
A questo punto le strade si dividono, l'ex interista si ferma ancora un anno in Sardegna prima di accettare l'offerta biennale del Brindisi in C1 e Gregori dopo aver vendicato la retrocessione con l' immediato ritorno in B da protagonista (29 presenze) non rinnova e si ritrova in Interregionale tra le fila della Paganese.
Il campionato 88/89 fa però rincontrare i due, Bergamaschi è ancora brindisino e Gregori passa al Perugia, è il girone B di una C1 di alto livello, destino vuole che nei due incontri i contendenti non incrocino le armi, all'andata (Brindisi-Perugia 1-1) l'ex interista è assente e Massimo disputa per intero i novanta minuti, nel ritorno invece Gregori non c'è e Bergamaschi è protagonista dello 0-2 con una rete dopo quarantuno minuti di gioco. Sarà l'ultima volta che i due si trovano in campionato, per l'ex interista si riaprono le porte cadette con un biennio da titolare alla Reggiana che precede altri due anni a La Spezia in C1 dove diventa beniamino del pubblico, poi una parentesi in D al Fanfulla prima di un'ultima stagione a Spezia ancora in C1 nel 94/95, l'ultima di una carriera incominciata sul finire degli anni settanta.
Gregori invece vive una stagione negativa nella Sambenedettese edizione 89/90, la squadra trova la seconda retrocessione consecutiva e scivola in C2, poi passa a Fasano (ancora C2) dove nonostante un personale rendimento positivo retrocede nuovamente; nel torneo 91/92 eccolo in Interregionale a rinforzare un' Acilia che arriva prima ma perde lo spareggio con L'Aquila, quindi un ritorno a Fasano dove al primo colpo sale in C2 ed al secondo ottiene un ottimo quinto posto sotto la guida di Mister Gagliardi. Nell' estate del 1994 torna a casa per difendere i colori della sua città, un biennio in Interregionale a Monterotondo col primo anno ottimi terzi (in attacco c'è bomber Di Chio) ed il secondo idem (in rosa anche l'ex Lazio e Genoa Marini Giancarlo) anche se Maceratese e Narnese fanno un campionato a parte.
La promozione agli spareggi nazionali di Eccellenza col Rieti è un' altra perla vincente per Gregori che nell'estate 1997 torna in Interregionale a Fasano dove con Del Zotti ed Insanguine deve arrendersi per soli due punti al Nardò di Vantaggiato; la chiusura con Sezze e Sorianese è una maniera per cercare d'insegnare ai giovani ciò che negli anni ha imparato, con la speranza che qualcun'altro potesse vivere le emozioni che lui stesso conobbe in quel lontano undici Dicembre del 1983.
A proposito, quel giorno lontano il fratello minore di Massimo, Attilio, sarà stato felice di vederlo in serie A, chissà se lo avrà ricordato quando anni dopo con la maglia del Genoa è salito in serie A da numero uno!

In foto: Gregori con la maglia del Catania rincorre Bergamaschi versione genoana.

INDOVINA LA FIGURINA Giocatore capitolino molto dotato tecnicamente che tocca la massima serie con il biancazzurro che l...
20/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA
Giocatore capitolino molto dotato tecnicamente che tocca la massima serie con il biancazzurro che lo cresce, ma sono anni duri per la sua società, retrocede in B e resta, poi parte per la Puglia dove trova continuità in C1 e Sempre nella stessa regione torna cadetto con una famosa società rossonera che tra fine ottanta ed inizio novanta gioca un calcio spettacolo. Prova poi l'avventura irpina fermandosi quattro anni in biancoverde, ma la società non è più quella di qualche tempo prima, così si "sposa" con la strega e scende in C2, poi scende in Interregionale con i rossoblù aquilani prima di risalire in C1 nella provincia salernitana.
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MARACANAZO A TERNI28 Maggio 1990, al "Liberati" di Terni si sviluppa una favola di quelle che solo il calcio sa scrivere...
20/09/2026

MARACANAZO A TERNI

28 Maggio 1990, al "Liberati" di Terni si sviluppa una favola di quelle che solo il calcio sa scrivere, un copione stravolto dove colui che dovrebbe essere sconfitto diventa vincitore ed addirittura eroe lasciando negli occhi e nel cuore della gente quel senso di riscatto divino che lo sport sa regalare in ogni sua sfaccettatura, Umbria - Brasile 1-0, linea allo studio.
Sì, avete letto bene, c'è stato un giorno nel quale una selezione di calciatori appartenenti a Ternana, Perugia e Gubbio ha sconfitto il pluri campione mondiale Brasile formato all'epoca da assi quali Careca del Napoli, Muller del Torino, Taffarel che sarà idolo a Parma, Il Dunga di Pisa e Fiorentina, la coppia d'oro Romario e Bebeto, più i vari Silas, Ricardo Rocha, Alemao e compagnia cantante.
Ma chi poteva riuscire in un'impresa del genere? Chi c'era dall'altra parte del campo quel giorno a fare da sparring partner per far divertire i 15000 accorsi al "Liberati"?
Una selezione delle tre squadre citate poc'anzi che tra l'altro in quel 1990 non se la passano benissimo, Perugia e Ternana vivacchiano in C1, il Gubbio sopravvive al piano inferiore, senza infamia né lode; già il fatto di riuscire ad unire tre realtà tra loro molto rivali è un mezzo miracolo ed ecco tra i pali il perugino Vinti che si alterna con l' eugubino Riommi, il primo più esperto con esperienze anche a Barletta e Venezia, il secondo un giovane in rampa di lancio che arriverà in B a Trieste.
La comitiva è composta da 17 elementi agli ordini di mister Tobia e comprende cinque perugini, otto ternani e quattro eugubini, quelli un po' più esperti sono Arcangelo Sciannimanico che è un classe 1956 e vanta esperienze nella sua Bari, a Salerno e Foggia, Roberto Borrello che da giovanissimo ha messo piede in A a Catanzaro, Vittorio Cozzella che ha fatto la B a Pescara e Giulio Forte ex Bari e Modena in B; poi c'è un gruppo di buoni giocatori a cominciare dall' ex cesenate Luca Giunchi che gioca nel Gubbio e a suo tempo disputò, da promessa, un mondiale under 20 con gli azzurri, l'ex fanese Rossi (al Gubbio anche lui) è un nome grosso della C, così come il sardo Luiu che poco più avanti verrà prelevato dalla Triestina in cadetteria, c'è anche Giorgio Eritreo un giocatore con colpi da categoria superiore che è uscito dalle giovanili della Roma, ha fatto la B a Varese e in quei giorni è idolo di Terni e con lui Valentini, cresciuto a pane e Perugia; della truppa dei giovanissimi poi fanno parte lo scuola Juventus Alessio Del Piano, Simone Altobelli che arriverà in A col Lecce, Mirko Taccola un domani chance all' Inter, l'ex aretino Di Matteo e l' aquilano Fabrizio Catelli che è uno dei prospetti più interessanti della C tanto da attirare l'attenzione dell' Atalanta; l'ultimo della lista è un attaccante giovanissimo che ha però già vissuto un po' di esperienze a cominciare da quella nelle giovanili della Lazio per poi passare tra Cynthia, Roma e Vicenza fino ad esplodere a Frosinone (9 reti), si chiama Edoardo Artistico ma per tutti è Ciccio.
E proprio Ciccio ci mette otto minuti dal fischio del signor Cupelletti a scrivere la favola, c'è una punizione da una distanza siderale (oltre venti metri) che Artistico si incarica di ba***re, tutti pensano che scodellerà una palla in area, ma lui ha un'altra idea. Calcia un missile che sorprende l'impreparato Taffarel e si insacca lasciando esterrefatto anche il pubblico, secondo copione doveva segnare la Selecao ed anche parecchie volte visto che il test di pochi giorni prima a Gubbio è terminato 14-1!
Vabbè, ci sono ancora 82 minuti più recupero, il tempo non manca; Vinti prima e Riommi poi però non hanno molta voglia di raccogliere palloni nel sacco, così come tutti gli altri che si alternano in campo, è una partita di sofferenza ok, ci si salva parecchie volte anche di fortuna và bene, ma si arriva al triplice fischio con l' 1-0 di Artistico che basta a scrivere una favola splendida.
Giulio Forte, Luca Giunchi, Giorgio Eritreo, Giovan Battista Luiu e tutti gli altri hanno sconfitto i carioca di Lazaroni menzionati in apertura ed ai quali ci si può aggiungere anche il genoano Claudio Branco col suo calcio potentissimo.
Favole che solo il calcio sa scrivere, favole che è bello rievocare ed impossibile dimenticare, Umbria - Brasile 1-0, dal "Liberati" è tutto, linea allo studio.
In foto: Ciccio Artistico si prepara a calciare una punizione storica (dal Web)

INDOVINA LA FIGURINA Per lui può tranquillamente valere il detto di essere profeta in patria visto che con la squadra de...
19/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA
Per lui può tranquillamente valere il detto di essere profeta in patria visto che con la squadra della sua città ci ha vinto pure uno storico scudetto.
Il vizio del gol nelle vene nonostante non fosse propriamente compito suo e l'esplosione in provincia a livello di serie B, ottimo poi anche in Abruzzo, sia in A che in C2...
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E adesso raccontalo a papà tutto quello che hai combinato con quella palla nei piedi, digli anche che quaggiù chi ama qu...
19/09/2026

E adesso raccontalo a papà tutto quello che hai combinato con quella palla nei piedi, digli anche che quaggiù chi ama quello sport che è stato il calcio, il vostro calcio, non lo ha mai dimenticato.
Come sarà per te, ciao Campione ❤️⚽

VIGOR, LA VOLTA SCORSA! È un sogno che si infrange forse, oppure una cavalcata interrotta sul più bello, di sicuro un'av...
19/09/2026

VIGOR, LA VOLTA SCORSA!

È un sogno che si infrange forse, oppure una cavalcata interrotta sul più bello, di sicuro un'avventura scolpita nel cuore ed impressa nella storia quella della Vigor Lamezia di Francesco Scorsa.
Siamo nella stagione 91/92, latitudine C2 longitudine girone D, fuoco, fiamme e dannazione ogni maledetta Domenica; il mister ha già regalato sogni nella vicina Sicilia quando a Licata si è costruito un nono posto in serie B addirittura impensabile. A Lamezia non chiedono troppo, le aspettative sono un buon campionato di C2 nel quale ci sarà da non rimetterci la faccia con il titolato Catanzaro che un tempo battagliava tra Milano, Genova e Torino.
Il "D'Ippolito" fortino sul quale costruire qualcosa di importante, e l'esperienza di un giocatore come Gregorio Mauro un elemento imprescindibile per arrivare allo scopo; tra i pali un giovanotto che in C pianterà le tende per tutta la carriera, Oscar Verderame con ricambio nel fido Ricci che lo sostituisce in sei occasioni.
Il veneto trapiantato in Calabria Cristiano Babuin costituisce un pezzetto di una difesa che vede protagonista anche lo scuola Rende Antonio Chiappetta (poi colonna del Castrovillari d'oro), il siciliano Di Stefano che poi partirà per Catania, Alessandro Serra da Rimini e che arriverà in B con Cesena e Ravenna dopo aver sfiorato il miracolo nel Gualdo di Novelliniana memoria e l'abruzzese Ruscitti, un classe1967 cresciuto ad Avezzano e con esperienze tra Francavilla, Fano e Siracusa; dirige tutto il libero-Stopper Tony Elia!
Scorsa conta anche sull'affidabilità di Maurizio Conte che nel centrocampo della Vigor ci bazzica dal 1986, poi c'è Max Drago che arriva a Novembre dal Licata e segna tre reti, ha esordito qualche anno prima in B con l'Avellino; Lasagni Oscar invece ha scritto la favola del Cesena che nel Febbraio 1990 è andata a vincersi un Viareggio storico, la Vigor sarà una tappa della tantissima C in carriera tra Pesaro, Mantova, Casarano ed altro ancora.
Tedesco di nascita ma italianissimo invece Vincenzo Mazzeo, il Verona lo aveva adocchiato già nel 1989, sei gare in A e la consapevolezza di dover maturare ancora, a Lamezia incomincia un percorso che lo porterà in B tra Perugia, Lecce e Pescara e poi in A a Cagliari, mai mollare!
Fantasia e gol li garantiscono la coppia Intrieri-Brescini, il primo un calabrese scuola Emilio Morrone che si è formato a Rende e poi sarà protagonista anche a Catanzaro e Catania, quell'anno ne butta dentro undici in trentasette gare!
Brescini è un marchigiano alla perenne ricerca del gol, uscito da un'altra Vigor (Senigallia) ha già buona esperienza in C ma a Lamezia esplode con 11 reti andando in doppia cifra per la prima volta in carriera. L' Inter ha inviato due giovanotti che Scorsa prova a lanciare, Galliano e Trovò, quest'ultimo in venti apparizioni segna quattro reti, il primo troverà spazio in sole otto gare; c'è poi il prodotto locale Gatto che scende in campo in una decina di occasioni, appena meno che l'altro giovane Contartese che si guadagnerà l'opportunità chiamata Reggina.
Scorsa dà il volto ad un complesso che entusiasma la folla, il 5-0 al Campania nell'esordio pare da attribuirsi alla pochezza dell' avversaria, ma poi sei vittorie e sei pareggi non li ottieni per caso, la Vigor cade per la prima volta a Formia alla quattordicesima, si rialza battendo il Bisceglie e col doppio pari tra Matera e Savoia, poi altro stop a Potenza (i rossoblù saliranno in C1)e chiusura dell'andata con 3-0 alla Turris e primo posto in solitaria, seguono Lodigiani, Potenza ed appena sopra la metà il Catanzaro.
Il ritorno è una lenta discesa dall' altalena dei sogni, si perde subito a casa di un vendicativo Campania e si cadrà altre otto volte; il quinto posto finale con 40 punti è comunque qualcosa di speciale, e pazienza se nella seconda parte del torneo i lametini risultano ultimi in quanto a punti conquistati (solamente 14).
Ancora oggi dalla parti dal "D'Ippolito" nessuno ha dimenticato gli eroi di quella stagione, un sogno è più bello se si realizza, ma resta stupendo anche per il solo fatto di averlo accarezzato.
A proposito, la faccia da perdere col Catanzaro?
Andata al "Ceravolo" 1-1 con il difensore Ruscitti che si mette sul piano di bomber Mollica e ritorno 0-0, si chiude a meno quattro dai giallorossi (44 a 40) ma se si mettono a confronto le rose ci vuole poco a capire chi fece meglio!
In foto la Vigor Lamezia nella stagione 91/92, Gregorio Mauro è il capitano (dal Web)

Indirizzo

Isola Del Cantone
16017

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