SARRI ALLA JUVE

SARRI ALLA JUVE cultura

25/10/2026
18/10/2026

Una meditazione profonda sulla condizione umana, in cui Marco Aurel...

Lo specchio nella   dei monaci.
09/10/2026

Lo specchio nella dei monaci.

Plenilunio per Zara Sei arrivata per caso,inaspettata,con giochi, salti e allegria innata.Sette anni sempre al mio fianc...
28/08/2026

Plenilunio per Zara

Sei arrivata per caso,inaspettata,
con giochi, salti e allegria innata.
Sette anni sempre al mio fianco
di soffice manto, nero e bianco.

In giro, a caccia libera per la campagna
un istinto che al dì là ti accompagna.
Oltre al ricordo, lo spirito permane
Un sorriso fedele,'amicizia immane.

  Dottato
15/08/2026

Dottato

CAPODANNO A MEZZO AGOSTO Etimologicamente la parola Ferragosto deriva da feriae Augusti, giorno di riposo istituito da A...
15/08/2026

CAPODANNO A MEZZO AGOSTO

Etimologicamente la parola Ferragosto deriva da feriae Augusti, giorno di riposo istituito da Augusto nel 18 a. C., sulla falsariga dei Consualia, antiche feste romane celebrate alla fine dei lavori agricoli e dedicate a Conso, il dio dei granai e della fertilità.
Giorno di riposo dunque, alla fine del periodo del raccolto, per consentire ai lavoratori e agli animali utilizzati nei campi di recuperare le energie. In tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli; durante la giornata era uso comune, inoltre, che i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni ricevendo in cambio una piccola mancia. Anticamente celebrati il primo giorno di agosto, nel VII secolo i festeggiamenti furono spostati al 15 del mese per volontà della Chiesa Cattolica, nel tentativo di ricondurre le celebrazioni pagane alla festività dell’Assunzione di Maria in Cielo, il cui dogma, proclamato nel novembre del 1950 da papa Pio XII, stabilisce che la Vergine Maria è stata assunta, accolta in cielo, sia con l’anima sia con il corpo.
Da sempre dunque, questa festività presenta una duplice connotazione, civile e religiosa.
Se per il calendario liturgico cristiano è tempo di fede e devozione, tempo forte e festa di precetto che celebra l’Assunzione al Cielo di Maria, nell’orizzonte temporale contadino, in cui lo scorrere del tempo segue i ritmi della natura, progressivamente conformati al tempo liturgico proposto dalla Chiesa, essa conserva il significato arcaico dei tempi più remoti: spartiacque fra le attività che sono state e quelle che saranno. CAPODANNO A MEZZO AGOSTO per l’appunto, un nuovo inizio, nuovi contratti per i lavoratori, nuove prospettive per le famiglie. Oppure nuovi problemi.
Nelle masserie , ad esempio, il 15 di agosto avveniva la compravendita della manodopera. Ad acquistare erano i fittavoli, i massari, i proprietari; ad essere acquistata la fatica, per un intero anno, di bovari, carrettieri e pastori, uomini e ragazzi, presi questi ultimi per un nuovo mestiere. Le mansioni da svolgere, il salario, le festività, il numero degli animali presi in carico erano stabiliti attraverso la stipulazione di contratti, incidendo i ‘dati’ su uno stelo di asfodelo o su un ramo di lentisco (diviso poi in due parti, in modo da essere leggibile solo una volta ricomposto), utilizzando segni convenzionali.
La Festa dell’Assunta dunque, foriera di cambiamento, di lavoro, di rinnovamento ma, ahimè anche di sofferenza e sconforto, quando a rinnovarsi in quella data erano gli affitti delle case o dei terreni di coloro che impossibilitati a pagarli, pativano lo sfratto o altre conseguenze: "Giurnu ti li tiluri "era popolarmente chiamata a Manduria la festività di Maria Assunta in Cielo.
Ad ogni modo, il 15 di agosto erano numerosi i manduriani che si recavano nella chiesetta, percorrendo la Štrata longa, oggi via Tommaso Maria Ferrara, riccamente addobbata dai devoti con vasi di piante e luci accese, in onore della Vergine Maria.

Testo estrapolato dal sito Manduria in giro riferimenti bibliografici di : JURLARO R. Continente Masseria ,alle radici del sud Mediterraneo , Longo ed. Ravenna 1995
TARENTINI L., Manduria sacra, ed. a cura di E. Dimitri, Barbieri, Manduria 2000.

Lu SCIANNÌBBULU del MarcheseTra le dune di sabbia e rocciaun tronco di albero s'intrecciaLa radice penetra nel salmastro...
08/08/2026

Lu SCIANNÌBBULU del Marchese

Tra le dune di sabbia e roccia
un tronco di albero s'intreccia
La radice penetra nel salmastro
giù fino al mare, detto Nostro.

Disteso e chinato sul limitare
all' apparenza immobile appare
Quando è luce sveglia lo Ionio
dopo a sera ne condivide il buio.

Quanti abitanti sotto dimora
trovano il fresco che li ristora:
ieri il corsaro, oggi il turista,
nulla lo smuove da quella vista.

In questo raro angolo di Mondo,
lu sciannìbbulu dal profondo,
con la sua chioma sempreverde,
fiero resiste e mai si arrende.

Il "Ginepro coccolone" (così chiamato perché i suoi frutti sono denominati anche "coccole") è una pianta caratteristica delle dune del litorale Ionico con foglie aghiformi e falsi frutti pruinosi e rotondi, detti "galbuli", dall'odore di resina.
In passato, i sciannìbbuli venivano usati dai bambini a mo' di biglie per giocare in riva al mare.
In passato i galbuli sono stati usati dai frati per la realizzazione, di coroncine del rosario.
A San Pietro in Bevagna, marina di Manduria, in via dei Susini, è presente un albero plurisecolare tanto grande da essere chiamato dai contadini "lu mbracchiu" (l’ombracolo), poiché la sua chioma, in passato, serviva da riparo per loro e per gli animali da soma.

Questo termine dimenticato, il cui uso e la cui comprensione appaiono fortemente circoscritti ai soli contesti popolari, SCIANNÌBBULU dall’ambito botanico è passato a indicare figurativamente un individuo (un bambino o un giovane adulto) di piccola corporatura ma perspicace, dotato di abilità insospettabili per la sua età o per le sue condizioni di vita: «Štu sciannibbulu, quantu nn’ai!» («Vedi un po’ questo piccoletto di cosa è capace!»).

Il giglio di mare (nome scientifico: Pancratium maritimum), noto anche come giglio di San Pancrazio o giglio sabbioso, è...
16/07/2026

Il giglio di mare (nome scientifico: Pancratium maritimum), noto anche come giglio di San Pancrazio o giglio sabbioso, è uno splendido fiore bianco che spunta spontaneamente dalla sabbia e dalle rocce costiere.
Si tratta di una pianta tipica delle dune sabbiose e degli ambienti litoranei mediterranei, in grado di sopravvivere a condizioni estreme — come l'elevata salinità, caluria a forti venti e siccità — grazie a un apparato radicale a bulbo molto profondo.
La fioritura avviene in estate, tra luglio e settembre. I suoi fiori, grandi e candidi, emanano un profumo intenso specialmente di sera, una strategia naturale per attirare gli impollinatori notturni (come le sfingi, grandi farfalle notturne). Oggi è una specie protetta in molte regioni d'Italia: la progressiva antropizzazione delle coste e il calpestio delle dune ne stanno purtroppo minacciando l'habitat naturale.
Il nome del genere, Pancratium, deriva direttamente dal greco antico:
pân (πᾶν), che significa "tutto";
krátos (κράτος), che significa "forza" o "potere".
(Un chiaro riferimento alla straordinaria resistenza di questa pianta capace di prosperare in contesti così difficili).

Indirizzo

Manduria
74024

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