Groundhopping Europe

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Raccontare ,descrivere ,fotografare e documentare ogni Società di tutte le Categorie di ogni Paese ,Stato ,Regione e Popolo in Europa .

Il Groundhopping Europe nasce in Italia negli anni 90 durante i Mondiali ,dapprima come collezione di maglie ,poi grazie alla rivista Guerin Sportivo ,sviluppa il progetto di seguire tutti i campionati Europei ...31 porte per raccontare di Calcio . Il Groundhopping Europe nasce in Italia negli anni 90 durante i Mondiali ,dapprima come collezione di maglie ,poi grazie alla rivista Guerin Sportivo ,

05/08/2025

Molte cose cambiano lungo il proprio percorso di vita...in meglio o in peggio poco importa ,l'evolversi di noi stessi accende una luce..poi un'altra e un'altra ancora 🌟
L'emozione di provare...guardare..sentire...nn serve aggiungere altro 💚⚽️🖤






03/08/2025

Hai contribuito tanto alla collezione di Maglie esposte nel museo...sempre disponibile ,i tuoi racconti sul Lugano li porto con me...hai dato tanto al Club e a tutte le persone che hanno frequentato Cornaredo .
R.I.P. Amico mio...grande Uomo...grande tifoso 💚⚽️🖤
(Flavio Lodigiani - il miglior magazziniere FC Lugano)

01/08/2025

Coppe Europee...racconti affascinanti dei primi turni...un susseguirsi di emozioni a suon di gol...leggendolo mi vien in mente "tutto il calcio minuto per minuto" 💚⚽️🖤

TUTTA LA MARATONA DI CONFERENCE LEAGUE DI STASERA, RACCONTATA!

È la grande notte della Tonnara®. Allacciate le cinture, reclinate il sedile e mettetevi comodi (velocità smodata) che qui si parte per un viaggio attraverso tutta l’Europa in una notte! Abbiamo dato priorità alle gare aperte, mentre di quelle di fatto già decise trovate solo il risultato in fondo in fondo. Buona lettura e hasta la Conference League siempre!

🎯Dila Gori-Riga è stata una di quelle partite emblematiche di questi turni. I georgiani dovevano rimontare un gol, cosa che hanno fatto per tre volte, e per tre volte sono stati raggiunti dai lettoni. È successo veramente di tutto (trovate gli highlights nei commenti) con incornate di testa imperiose, rimpalli, rigori, traverse, discese perentorie palla al piede e portieri sconsolati a ogni gol subito. È finita quindi così, una partita da raccontare ai nipotini tipo “ho visto Dila Gori-Riga 3-3 e voi non vedrete mai una partita così in tutta la vostra vita”. Passa ovviamente il Riga. Che cosa bella.

🎯Il Polissya Zhytomyr è una di quelle squadre minori ucraine che esistono da sempre ma che nessuno conosce davvero. Una settimana fa avevano deciso di perdere di misura contro il Santa Coloma sul neutro della Tatran Arena della slovacca Prešov, non lontana dal confine ucraino – con le squadre andorrane che avevano maramaldeggiato. Stasera ad Andorra è finita invece 1-4, con anche un gol di un uomo dal cognome bellissimo come Bohdan Mykhaylichenko.

🎯L’hanno ribaltata anche gli ungheresi del Gyor, che in Europa hanno una lunghissima storia ma mancavano da un decennio intero. Stasera i biancoverdi hanno superato il Pyunik 3-1 grazie anche alla doppietta dello spilungone algerino Benbouali, che sembra trovarsi bene sul Danubio. Ora per loro una doppia sfida impegnativa contro gli svedesi dell’AIK.

🎯Da panico la serata dell’HJK Helsinki che già aveva dovuto recuperare uno svantaggio mostruoso al 1° turno, e stasera la combina grossissima contro gli sconosciuti bulgari dell’Arda Kardzhali. Dopo il 2-1 di Teemu Pukki c’era solo da tenere il risultato, ma in Finlandia c’è anche l’ex leggenda del Loko Plovdiv, Birsent Karagaren, che la manda ai supplementari. Qui i finlandesi dovrebbero vincere, gli avversari non tirano in porta, ma si va ai rigori. Pukki segna il primo, poi i suoi compagni mandano tutto alle ortiche. Arda al 3° turno, impensabile al momento del sorteggio.

🎯Vince di goleada in Georgia un assai cinico Omonia Nicosia, che ha giocato il girone lo scorso anno e vorrebbe ripetersi. Finisce 0-4 a Kutaisi nonostante la Torpedo chiuda con 8 tiri in porta a 5… ad ogni modo la banda allenata da Henning Berg (ex nazionale norvegese) e con in gol gente come W***y Semedo e addirittura Stevan Jovetić va tenuta altroché d’occhio.

🎯Serata col brivido in Estonia, dove gli irlandesi del Saint Patrick’s Athletic avevano un gol di vantaggio da difendere ma hanno subito gli avversari e anche due gol nonostante le loro tante occasioni. Questo finché al 90’+1 un beniamino come Joe Redmond non è riuscito a portarla ai supplementari. Passano tre minuti e arriva il 2-2 di Jack Mulraney che ha giocato a lungo in MLS prima di tornare a casa. Sarà il gol decisivo. Pats quindi al 3° turno.

🎯Si butta via l’Universitatea Cluj, che inseguiva i fasti cittadini del più noto CFR, contro l’Ararat Armenia, dopo il pari senza gol della scorsa settimana. I rumeni segnano subito, poi c’è quasi solo l’Ararat in campo, con Hovannisyan (32 anni, lunga carriera in Kazakistan) che trova il pari a inizio secondo tempo. Si arriva ai supplementari dove fatica e paura hanno la meglio, fino al gol assurdo al 115’ di tale Paul Ayogo, arrivato in Armenia dal Leiria (la prima squadra allenata da Mourinho). È proprio lui a mandare l’U-Cluj fuori dalla Conference di quest’anno…

🎯Se AZ Alkmaar-Ilves Tampere era stata la gara più assurda dell’andata con il suo epico 4-3, stasera in Olanda è finita malissimo per i finlandesi. 5-0 senza appello dove splende la stella di Troy Parrott, classico caso di irlandese sputato dal sistema – a lungo giovanili del Tottenham per lui – che in Eredivisie segna con costanza. Seguitelo nel proseguo di questa stagione, è un bel profilo.

🎯Bene il Milsami Orhei in rimonta contro il Budučnost, dopo che in Montenegro era finita 0-0. Stasera Ivan Bojovic illude i suoi a inizio secondo tempo, ma poi arrivano le due reti moldave, con il sigillo del nazionale Radu Ginsari. Occhio perchè al prossimo turno quelli del Milsami trovano i sammarinesi della Virtus, quindi probabilmente avranno un match-ball per andare a giocare il girone.

🎯Tripletta del palestinese nato in Svezia Assad al-Hamlawi nella qualificazione roboante dell’Universitatea Craiova, che ribalta con un 4-0 la sconfitta di misura a Sarajevo. Per l’attaccante 23enne sono le prime reti europee e crediamo che non saranno neanche le ultime. Occhio perché la squadra che fu gloriosa negli anni ’80 sogna in grande e ha fatto una campagna di calciomercato importante per gli standard del campionato rumeno. Sotto a chi tocca (in questo caso lo Spartak Trnava).

🎯Discorso simile a livello di risultato di serata per lo Sparta Praga, che l’anno scorso era in Champions League e ora si trova qui a remare fra le onde, sconfitto in Kazakistan 7 giorni fa, ha mostrato stasera di essere ben superiore all’Aktobe, a cui rifila un pesantissimo 4-0 condito da un tambureggiante gioco d’attacco su tutti i 90’. Ora il cammino può continuare per i cechi contro l’Ararat Armenia.

🎯Siccome non c’è due senza tre, va di goleada anche il Losanna che prima di questo turno mancava in Europa dal 2011 quando giocò proprio con lo Sparta Praga e…col Palermo. In questo turno dopo aver perso a Skopje con il Vardar, stasera fa felice il suo pubblico con un 5-0 che vede come grande protagonista il giovane senegalese Mamadou Kaly Sene (su cui chiediamo lumi a Calcio Svizzero). Ad ogni modo sarebbe bello vedere in Europa stabilmente una squadra non lontana dai nostri confini nazionali.

🎯Succede tutto nel recupero tra Neman Grodno e Kosice: dopo il 2 a 3 bielorusso dell’andata è Oleg Evdokimov a sigillare la qualificazione al 91’; la rete di Michal Domik al 93’ riaccende il lumicino della speranza ma non basta. Passa il Neman, vincitrice in carica dell’ultima Coppa di Bielorussia e a questo punto squadra feticcio della Conference League 2025/26 non solo per il suo simbolo.

🎯In maniera piuttosto inaspettata lascia invece la competizione il Maribor: con un gol da recuperare al Paksi dall’andata, gli sloveni vanno avanti col neoacquisto francese ex Quevilly Isaac Tshipamba, ma vengono ripresi da Kristóf Papp, dal 2015 a servizio della squadra ungherese. Quasi quanto il tempo di stanza dei legionari romani a Lussonium, castrum romano che sorgeva proprio nei dintorni di Paks e che era il centro di riferimento del limes danubiano nel settore pannonico. Da visitare.

🎯Al neutro di Debrecen pareggio a reti inviolate tra Hapo3l Beer Sh3va e AEK, che qualifica i greci dopo l’1 a 0 dell’andata. Altro non aggiungiamo, se non che godiamo parecchio, e non solo perché siamo filoellenici e vivremo di ouzo e portokalopita ad ogni pasto.

🎯Esce mestamente dalla Conference League l’Aris Salonicco, in quella che sulla carta avrebbe dovuto essere una grande stagione, visti i proclami, e invece finisce così il 31 luglio contro gli stranissimi azeri dell’Araz Nahcivan. La sconfitta esterna andava vendicata al Vikelidis, ma è arrivato uno 0-2 pesantissimo già a fine primo tempo. L’occasione di rientrare ci sarebbe tutta visto che il portoghese Igor Ribeiro si fa cacciare al 52’ e Fabiano fa 1-2 al 62’, ma non cambia molto, mancano proprio le energie mentali a questa squadra. Il pareggio 2-2 arriva con ex-Valladolid Monchu al 90’, per creare un po’ di suspence. Ma finisce così Aris fuori, Araz avanti e atteso dall’Omonia Nicosia.

🎯Restano in Europa i simpatici azzorriani del Santa Clara, che nel loro peculiare stadio locale – di cui vi abbiamo narrato qualche anno fa – ribaltano lo svantaggio contro il Varteks Varazdin grazie alle reti di Vinicius Lopes e Gabriel Silva. Occhio che proprio Lopes, ex Botafogo, è un profilo da seguire attentamente in questa stagione dopo le 8 reti della scorsa.

🎯A Reykjavik finisce l’avventura del simpatico Valur, che incappa in una sconfitta con quelli di Kaunas – il Kauno Zalgiris – molto più pericolosi in attacco e a segno con un georgiano (Chobadze) e con un algerino-belga (Benchaib). A questo punto al 3° turno c’è una sfida assolutamente imprevista come quella con l’Arda Khardzali. Lituani contro bulgari e che vinca il migliore.

🎯Nella stessa città (altro stadio) andava invece in scena la gara al cardiopalma tra il Vikingur e gli albanesi di Scutari del Vllaznia. Qui si partiva dall'1-2 dell'andata, ma sarebbe finita in fretta in favore degli islandesi se non fosse per i due rigori trasformati da Balaj che hanno portato la gara ai supplementari. Qui il nuovo entrato Thorkelsson (che giocava in MLS con Montreal) ha portato i suoi in paradiso. Vikingur avanti, e alta la bandiera.

🎯Tutto (troppo) facile a Belfast per il Linfield che nel suo stadio ritrova smalto e batte con un perentorio 2-0 l’altro Zalgiris, quello di Vilnius, con il lusso di sbagliare anche un rigore. La rincorsa alla prima partecipazione alle coppe europee continua quindi per i blues nordirlandesi, che ricordiamo sono dal lato delle squadre campioni e giocheranno al prossimo turno contro i faroesi del Vikingur.

🎯Segna un gol fondamentale quel mattacchione di Filip Krovinovic – lunga carriera tra Benfica, West Brom e Nottingham – per l’Hajduk Spalato che si era fatto mettere paura dagli azeri del Zira (1-1 giovedì scorso). Per il resto è stata una partita davvero orrenda, con tutte e due le squadre che hanno fatto una fatica assurda a ti**re in porta. La pareggia infatti lo Zira in pieno recupero e si va ai supplementari. Pronti via e il centrocampista marocchino ex Nîmes e Caen Benrahou riporta la qualificazione a Spalato. Finisce così, con troppa sofferenza. Se continuano così, i croati faranno ben poca strada in questa stagione di coppe...

🎯La Dinamo Tirana avanza invece con un filo di gas, forte della vittoria 2-1 ad Andorra contro l’Atletic Escaldes. Stasera a Elbasan (giocano lì) in uno stadio quasi vuoto tra i casermoni socialisti è finita 1-1 con la miseria di 7 tiri in porta tra le due squadre. Ha battuto un colpo per la Dinamo tale Zabergja al 18’ a coronamento di una bella azione corale, ha risposto il marocchino Domi Berlanga a inizio secondo tempo in un attimo di distrazione della difesa.

🎯Tra Charleroi, che qualcuno definisce la città più br**ta d’Europa, e Hammarby regna ancora l’equilibrio dopo lo 0 a 0 dell’andata. Erabi e Stulic portano la gara ai supplementari. All’ultimo minuto a disposizione è Victor Eriksson, forte difensore centrale classe 2000 e già nel giro della nazionale svedese, a regalare la qualificazione ai suoi.

🎯Non bastano 90’ nemmeno tra Prishtina e Larne, nella fotocopia della gara precedente: 0 a 0 all’andata, 1 a 1 al ritorno. Da segnare la rete del pareggio nordirlandese realizzata da Dan Bent, centrocampista titolare nazionale gibilterriano. Lo stesso è protagonista nella lotteria dei rigori che qualifica il Larne al turno successivo; decisivo l'errore di Bytyqi per i kosovari.

🎯Ooooovertime per dire alla Tranquillo pure tra Akureyri e Silkeborg. Nei 90’ il risultato si era bloccato sul 2 a 2: ai gol di Viðar Örn Kjartansson e Hallgrimur Mar Steingrimsson, per i quali non basta una riga, aveva risposto la doppietta di Tonni – non è un errore di battitura – Adamsen, quindici gol nell’ultima Superliga danese. Chi poteva risolverla, al 114’, se non il nostro Tonni? Islandesi a casa, passa il Silkeborg.

🎯Nel mese di luglio, ma pure sempre, se non tifate Klaksvik non vi vogliamo nemmeno conoscere. Perché? Perché ce l’hanno fatta un’altra volta, da sfavoriti, contro i serbi del Radnicki. È Páll Klettskarð l’eroe faroese questo giro, su assist di quel mattacchione di Árni Frederiksberg, che quando sente la musichetta della Conference si trasforma alla Goku dopo la morte di Criliin. 1 a 0 e via per un’altra cavalcata, chissà fin dove.

🎯Il Dungannon - ospitato dallo stadio del Cliftonville per l'occasione - non riesce a capitalizzare sul risultato dell'andata in Liechstestein e si arrende a un monologo degli ospiti (che giocano in Challenge League, la serie B svizzera) che creano una grande mole di gioco e la risolvono ai supplementari (ribaltando un 1-2 con uno 0-2). Scopo certamente facilitato dall'espulsione di Tiernan Kelly a metà primo tempo...

🎯Qui di seguito le gare di fatto già decise all’andata, che non vi abbiamo raccontato per ragioni di spazio, dato che c’era una squadra che si presentava con un chiaro vantaggio, poi confermato questa sera.

Bröndby - HB Torshavn 1-0 1-1
Viking-Koper 7-0 e 5-3 (sì, addirittura)
Austria Vienna-Spaeri 2-0 e 5-0
Rosenborg-Banga 5-0 e 2-0
Raków Częstochowa-Zilina 3-0 e 3-1
Oleksandriya-Partizan 0-2 e 0-4
Saint Joseph’s-Shamrock Rovers 0-4 e 0-0
Dečić Tuzi-Rapid Vienna 0-2 e 2-4
Hibernians-Spartak Trnava 1-2 e 1-5
Sutjeska-Beitar 1-2 e 2-5
Sabah Baku-Petrocub 2-0 e 4-1
AIK Solna-Paide 2-0 e 6-0
Dundee United-UNA Strassen 1-0 e 1-0
Basaksehir-Cherno More 1-0 e 4-0
Aris Limassol-Puskas Academy 3-2 e 2-0
Egnatia-Dinamo Minsk 2-0 e 1-0
Jagiellonia-Novi Pazar 2-1 e 2-0
Ballkani-Floriana 4-2 e 1-1
Maccabi-Zhodino 1-1 e 3-0

30/07/2025

LIGURIA 🟢🔴🔵 - 🇮🇹

LIGURIA 🟢🔴🔵 - 🇮🇹

“Dove sei ? In una terra che sa di basilico e mare ,le colline semirano voler sfiorare le nuvole e i colori sono pennellate di luce e incanto”
(Fabrizio Caramagna)

Sull'origine del termine "Liguria" ci sono due ipotesi:
I Greci chiamavano i Liguri “lígyes” , da cui il latino Ligures, dal significato di "stridolo", "risonante", probabilmente in riferimento alle grida che i Liguri erano soliti emettere prima di combattere oppure al forte rumore delle onde che sbattevano sugli scogli durante le tempeste.
Un Popolo quindi coriaceo nel difendere un territorio stupendo ,ove il mare combatteva per mostrare la sua potenza .
Secondo un'altra ipotesi il nome "Liguri" deriva dalla radice mediterranea dal significato di "melma", "fango", “palude”... in origine i Liguri, stanziati nei pressi dell'attuale città di Marsiglia, a causa delle invasioni dei Celti dovettero migrare più a est, nei territori protetti dalle Alpi. Proprio qui avrebbero fondato una città, che durante il Medioevo verrà chiamata Prata Liguriae e poi Liviera .

Eppure nella storia non si trova il nome “liguria” ,gli abitanti delle riviere, quando andavano in paesi stranieri, si autodefinivano genovesi.. la parola ligure, paradossalmente, nei dialetti di Liguria neppure esiste. Tutto questo è comprensibile se si considera che la storia della Liguria si identifica in certo senso con la lotta condotta da Genova per affermare la propria egemonia su quel territorio: egemonia apparentemente realizzata nel 1528 allorché, sottomesse le più agguerrite Città rivali, fu proclamata la Repubblica di Genova. Essa durò sino al 1797, anno in cui il regime aristocratico cadde e fu sostituito da uno Stato democratico il quale, volendo esser nuovo anche nel nome, si chiamò Repubblica Ligure. Allora per la prima volta questo nome di Liguria venne di moda per designare il Genovesato.
Nella Repubblica Genovese, che fino all’ultimo aveva mantenuto caratteristiche di Stato cittadino dove molte comunità sentivano come prevaricatrice la supremazia della Capitale , quelle parole "Ligure" e "Liguria" suonarono davvero rivoluzionarie e parvero a molti un presagio di progresso per l’intera Regione .

Dal punto di vista amministrativo i confini della Liguria sono infine stati delineati solo alla vigilia dell'unificazione nazionale, quando le due province di Porto Maurizio e di Genova giunsero ad abbracciare un territorio quasi identico a quello della Liguria odierna.

Legata e influenzata molto dalla città di Genova ,ora può mostrare tutta la sua bellezza in un territorio misto ,non solo paesaggistico ma di culture tra le sue Province e sportive…numerosi derby accendono i weekend calcistici ,rivalità antiche e piene di fascino .








27/07/2025

ITALIA 🇮🇹

ITALIA 🇮🇹

“L’Italia ,cosi come gli italiani ,è un paese ricco di contraddizioni ,amabile e colto ,ma allo stesso tempo disordinato e indisciplinato . Non è facile definire chi siamo e cosa vogliamo ,in quanto raramente uniti se non davanti a una partita di pallone “

Medioevo ,è il titolo che vogliamo dare all’Italia in questo racconto ,un termine come definizione di un Paese sia calcistico che in sviluppo-culturale …sempre a rincorrere le grandi potenze europee…apparentemente aggiungerei ,la storia della Pen*sola in quel periodo tra il 493 e il 1454 (praticamente mille anni) è stato caratterizzato da numerosi cambiamenti significativi ,motivo o risposte ad alcune frazioni ,rivalità e divisioni attuali…sportive e non solo .

L’arrivo dei Longobardi (569) pose fine all’unità politica dell’Italia, che sarà riunificata solo nel 1861… tutto il settentrione e la Toscana formavano il Regno Longobardo con capitale Pavia, mentre al centro-meridione i Longobardi controllavano i Ducati di Spoleto e Benevento , la restante parte della Pen*sola rimase ai Bizantini e fu suddivisa tra Esarcato d'Italia, con sede a Ravenna, Ducato Romano, Ducato di Napoli, Ducato di Calabria e Thema di Sicilia, quest'ultimo dipendente direttamente dall’Imperatore di Costantinopoli.
Già nel Medioevo la divisione tra nord e sud (il centro un po a metà) è distinta ,tornando al racconto storico ,dal nord giungono i Franchi (sotto la guida di Carlo Magno) che riuscirono a sconfiggere i Longobardi nel 774 ,istituendo il Regnum Italicum ,che fu subito dotato di una larga autonomia, riuscendo a instaurare un'organizzazione abbastanza centralizzata delle funzioni amministrative, giudiziarie e finanziarie del Regno.
L'Italia meridionale longobarda mantenne invece l'indipendenza e si suddivise in Ducati rivali tra loro che consentirono la conquista islamica della Sicilia e delle città di Taranto e Bari. Il X secolo vide l'inizio della dinastia Ottoniana che unì il Regnum Italicum al Sacro Romano Impero spostando la capitale imperiale a Roma .

Nel 1059, con il concordato di Melfi, cominciò la conquista Normanna dell'Italia meridionale, che portò all'unificazione politica della Regione. Nel XII secolo, le Repubbliche di Venezia, Genova e Pisa, favorite anche dalle crociate, estesero i loro commerci verso oriente, mentre, al settentrione, le autonomie cittadine si svilupparono dando inizio all'età comunali indipendenti che spinse l'Imperatore Federico Barbarossa a scendere in Italia, ma questi, riuniti nella Lega Lombarda, lo sconfissero a Legnano nel 1176.
Nella seconda metà del XIII secolo, i comuni si trasformarono in signorie, guidate dai gruppi familiari più potenti… in Val Padana, si insediarono i Visconti a Milano, i Gonzaga a Mantova, gli Estensi a Ferrara e gli Scaligeri a Verona. Tuttavia, il quadro politico dell’Italia centrosettentrionale fu rivoluzionato dai Visconti, che non solo riuscirono a controllare, tutta la Lombardia, il Canton Ticino, il Piemonte orientale e parte dell’Emilia, ma, riuscirono a impadronirsi anche di buona parte del Veneto, di Bologna e di Pisa, Siena, Perugia e Assisi. Tuttavia, la prematura scomparsa di Gian Galeazzo Visconti nel 1402 causò uno sgretolamento del suo vasto dominio. Il vuoto fu sfruttato dalla Repubblica di Venezia, che, nonostante fosse da tempo impegnata nelle guerre contro Genova, riuscì a estendere ulteriormente i suoi possedimenti in terraferma estendendosi in tutto il nord-est. Nella prima metà del XV secolo, nelle Alpi occidentali, si formò il Ducato di Savoia, mentre, a Firenze, salì al potere Cosimo I de' Medici, che prese parte con Milano e Venezia alle guerre di Lombardia, che si conclusero nel 1454 con la pace di Lodi .

Ora esistono rivalità calcistiche tra Squadre…tifosi..Comuni&Province…dal Medioevo ad oggi si è creata quella che rivalità che appassiona persone ,tifosi ,addetti ai lavori…accendendo le sfide nei weekend di Campionato…il bello&meraviglioso mondo dell’Italia medievale-calcistica .









Photos from Sachseninformer's post 26/07/2025
22/07/2025

Ranking UEFA Luglio 2025 💚⚽️🖤

RANKING UEFA DI LUGLIO: GROSSE SORPRESE DALLE RETROVIE!

Per ovvie ragioni non ha senso riportarvi le prime posizioni del ranking UEFA per club per nazioni. Nessuna squadra dei campionati sopra a quello svedese è ancora scesa infatti in campo, quindi le posizioni sono quelle che vi abbiamo riportato qualche settimana fa nel ranking iniziale. Molto, ma molto, ma molto più interessante guardare alle retrovie del calcio europeo, che sono letteralmente zeppe di sorprese dopo che il 1° turno di qualificazione delle tre coppe è andato in archivio.

La bomba? Che i campionati al 46°, 47° e addirittura 51° posto nel ranking non hanno ancora squadre eliminate. Si tratta di Montenegro, Andorra e Georgia, dove al massimo può esserci stata una sconfitta indolore in Champions League con annessa "retrocessione" in Conference, ma per il resto, tutto bene. Il merito va al Dila Gori (eliminato il Racing lussemburghese), alla Torpedo Kutaisi (eliminato l'Ordabasy kazako), al Sutjeska Niksic (eliminata la Dynamo Brest partendo da una sconfitta esterna e a cui infatti avevamo dedicato la copertina del nostro pezzo di giovedì), al Decic Tuzi (eliminato il Sileks), all'Atletic Escaldes (eliminato addirittura il Dudelange), e ovviamente al Santa Coloma che ha eliminato il Borac Banja Luka dalla Conference (dopo che la scorsa stagione avevano giocato gli ottavi di finale). Pazzesco il balzo avanti di Andorra, che a questo punto avrà quattro squadre nelle coppe quasi di sicuro.

Ovviamente se qualcuno ride qualcun altro piange. Lettonia ( #34) e Bosnia ( #36) sono gli esempi in negativo, con Auda, Daugavpils, Borac e Zeljo già a casa. Con loro anche Galles, Nord Macedonia e San Marino, ma ecco in quel caso ce lo potevamo attendere, visto che parliamo delle ultime nazioni del ranking, se escludiamo Gibilterra.

Inoltre va ricordato che c'è una nazione che quest'anno perde punti UEFA in modo davvero stupido. È il campionato irlandese, dove il Drogheda si sarebbe anche qualificato, non fosse che il club appartiene agli stessi proprietari del Silkeborg in Danimarca, e che per una strana combinazione astrale anche loro sono in Conference League. La UEFA ha quindi negato la licenza agli irlandesi, che non sono stati rimpiazzati perché....nessun altra squadra irlandese ha chiesto e ottenuto una licenza. Quindi con quattro slot, l'Irlanda ha solo tre squadre che possono portare punti, e si divide per quattro ugualmente.

Curiosamente la nazione con il miglior coefficiente annuale non è nessuna delle già menzionate, ma è la Bielorussia (?) In Conference League il derelitto campionato est-europeo, tuttora sottoposto a un ban internazionale con partite da disputarsi in campo neutro a porte chiuse (l'admin viennese avrebbe voluto andare a Gyor in Ungheria a vedersene una, ma ha scoperto che non vendono proprio i biglietti). Ad ogni modo, il merito per questo incredibile 1.375 a luglio lo dobbiamo alle doppie vittorie (casa+trasferta) del Neman Grodno e della Torpedo Zhodino. Se per i secondi l'avversario, rappresentato dal Rabotnicki Skopje poteva anche far pensare a un successo, non era certo così per i cervi del Neman, che hanno sbattuto fuori d'autorità gli armeni dell'Urartu (che per i più smemorati non è altro che il vecchio Banants).

Nessuna sorpresa comunque per i campionati di livello più alto, con le prime teste che inizieranno a rotolare a terra (teste di serie, che avevate capito?) con il 2° turno di qualificazione, solitamente ben più squilibrato del 1° in termini di abbinamenti. È il turno di partite come Rosenborg-Banga, Rapid Vienna-Decic Tuzi, Hamrun Spartans-Dinamo Kiev e Stella Rossa-Lincoln Red Imps, per intenderci. Non vediamo l'ora che si dia inizio alle danze stasera con la Champions League e poi il resto, a seguire.

Noi invece ci risentiamo coi rankings tra due settimane, a 2° turno completato, per tracciare verdetti ben più pesanti di questi, visto che avremo le prime nazioni rimaste già senza squadre in Europa a fine luglio.

21/07/2025

EINTRACHT FRANCOFORTE - 🇩🇪

EINTRACHT FRANCOFORTE: LE AQUILE SONO TORNATE PER VINCERE

✍ Articolo a cura di Gabriele Anello.

Le aquile sono tornate per davvero. Non è stato solo un caso, un periodo di successo passeggero - l’Eintracht Francoforte si prepara alla prossima Champions League, la seconda da giocare negli ultimi tre anni, dopo aver vinto l’Europa League nel 2022 e la Coppa di Germania nel 2019. È un bel momento per essere un tifoso dell’Eintracht, specie perché la programmazione la fa da padrona nella maniera giusta.

Hugo Ekitiké sembra sulla strada della partenza: il Liverpool è pronto a spendere 95 milioni, più o meno la stessa cifra che avevano tirato fuori per Darwin Nunez tre anni fa, salvo esser delusi dal rendimento dell’uruguayano (che ha chiaramente bisogno di andarsene e vedere se c’è qualcosa di salvabile nella sua giovane carriera). 95 milioni, come quelli che il PSG tirò fuori per prendere Randal Kolo-Muani, sempre dall’Eintracht, due stagioni fa.

Se fate un salto sulla pagina delle cessioni più remunerative nella storia del club, c’è da perdere la testa: 95 milioni per Kolo-Muani ed Ekitiké, i 75 arrivati per Marmoush a gennaio, i 113 complessivi sfilati a Real Madrid e West Ham rispettivamente per Jovic e Haller. Poi ci sono i 30 per Lindstrom al Napoli, i 40 al PSG per Pacho (quella per fortuna è andata bene) o i 23 per André Silva al RB Leipzig.

Una barca di soldi, ma se vedete come poi l’Eintracht li spende… non ci sono follie. A oggi, l’acquisto più pesante nella storia del club è arrivato a gennaio: una volta venduto Marmoush, a Francoforte è arrivato Elye Wahi da Marsiglia - dove De Zerbi non lo vedeva bene, ma che ha un grosso potenziale e ha solo 22 anni. 24,5 milioni, che potrebbero essere pareggiati dall’arrivo di Ritsu Doan dal Friburgo.

Ma in generale, l’Eintracht Francoforte sta vivendo un’epoca d’oro a livello sportivo. Dal 2016, ha avuto solo quattro allenatori: Nico Kovac (poi andato al Bayern Monaco e oggi al Dortmund), Adi Hütter (che ha fatto benissimo al Monaco), Oliver Glasner (l’uomo delle imprese impossibili: l’Europa League con l’Eintracht e la F.A. Cup con il Crystal Palace) e Dino Toppmöller (che è arrivato terzo in carrozza l’anno scorso nonostante le cessioni). In più, in rosa già ora c’è il giusto bilanciamento tra esperienza e promesse. Da una parte i Kevin Trapp e Mario Götze del caso, dall’altra le nuove leve da valorizzare: è arrivato Jonathan Bukhardt dal Mainz, per aggiungersi ad Ansgar Knauf, Nathaniel Brown, Nnamdi Collins, Hugo Larsson. E poi ci sono anche i talenti che devono ancora esplodere veramente, come Jean-Mattéo Bahoya or Can Uzun.

In un certo senso, l’Eintracht era quello che il Borussia Dortmund aveva cercato di essere, ma poi si era autosmentito con politiche folli a livello di entrate di calciomercato. Sì perché l’Eintracht Francoforte ha persino una delle rose più giovani della Bundesliga - 25,3 anni di media, solo cinque squadre sono più giovani. In più, negli ultimi cinque anni, l’Eintracht è arrivato nelle Top 7 quattro volte - anche se il terzo posto dell’anno scorso è il miglior risultato del club dal 1992-93. E lo stadio è sempre pieno, con la media spettatori che negli ultimi tre anni ha superato abbondantemente le 50mila presenze!

A tutto questo ha contribuito una dirigenza veramente oculata - Markus Krösche è il CEO dell’area sport, che ha fatto bene a Lipsia e poi è passato all’Eintracht nel 2021. Stesso destino per il direttore sportivo Timmo Hardung. E ora l’Eintracht si ritrova con una pepita d’oro in mano, proprio nel momento storico in cui Lipsia e Dortmund stanno faticando. Che le gerarchie del calcio tedesco siano a un punto di svolta? Chissà che non sia ora di pensare a rivincere quella Bundesliga che manca dal lontanissimo 1959…

[Qualcosa di Nuovo - Episodio 116]

16/07/2025

Calcio mercato ... siamo in 🇬🇷

CALCIOMERCATO IN GRECIA: UN PAIO DI BOTTI IN USCITA, TANTE OPERAZIONI IN ENTRATA

In Grecia il calciomercato è una cosa bellissima, perché è sempre un po’ il mercato delle idee. Ci sono delle costanti che restano uguali a se stesse negli anni, come una girandola di giocatori portoghesi, spagnoli e brasiliani, che sembrano attendere solo la chiamata del Mar Egeo per fare la valigia e partire, spesso e volentieri a parametro zero. Alcuni si fermeranno, altri resteranno il tempo di una stagione, in cui imparare qualche parola di greco e via. Poi vanno tenuti presente i numeri, le cifre. Fin qui siamo a 45 milioni in entrata e 28 in uscita, ma attenzione perché se togliamo Kostoulas dall’equazione, sono solo 10 i milioni in entrata.

Però insomma, anche se i soldi sono quelli che sono – e vanno magari rimpolpati con i premi UEFA – c’è sempre l’opportunità di piazzare qualche colpo a sorpresa. Allora andiamo a vedere che mercato hanno fatto fino a questo 16 luglio le squadre di SuperLeague greca, concentrandoci sulle grandi e su qualche altro acquisto pop.

Partiamo dall’Olympiacos, che torna dopo 5 anni a giocare la Champions League e incassa quindi tutti i maxibonus del caso. In più c’è la cessione di Kostoulas al Brighton, che basterebbe anche da sola. Ci si potrebbe aspettare fuoco e fiamme, invece fin qui è stato un mercato decisamente conservativo, senza grandi botti. Quel che c’è di positivo è la linea verde – il Thrilos non è certo famoso per avere rose giovani – che parte dai due acquisti di peso, che sono due centrocampisti centrali di prospettiva. Uno è il portoghese Diogo Nascimento (22 anni) che arriva per 4 milioni dal Vizela, e l’altro è l’argentino Lorenzo Scipioni (20) pagato 3.5 al Tigre (la squadra per cui giocava anche Retegui). Classico acquisto per allungare la rosa invece quello del trequartista Rémy Cabella (35), svincolato dal Lille e con 330 presenze in Ligue 1.

A ruota segue come sempre il PAO (Panathinaikos per chi non segue il calcio greco). Qui non ci sono soldi delle cessioni da usare e bisogna agire con cura per non sbagliare. Si è deciso comunque di lasciar andare una serie di ultratrentenni a fine contratto. Partono da Atene quindi Ruben Pérez (36), Willian Arao (33), Bart Schenkeveld (33), Hördur Magnússon (32) e anche il 29enne Aitor Cantalapiedra. E in entrata? È arrivato Yorgos Kyriakopoulos (29) dal Monza per 2 milioni, stessa cifra spesa per il mediano Pedro Chirivella (28) del Nantes, e insieme a loro l’algerino Ahmed Touba (27) dal Basaksehir a 1 milione. Chiaro l’intento di puntellare il reparto difensivo con elementi di sicuro affidamento, vista invece l’abbondanza di talento offensivo, sperando anche nella ripresa del capitano Fotis Ioannidis.

Terzo viene il PAOK Salonicco che come al solito fa un mercato che sembra né carne e né pesce e non risolve l’annoso problema del centravanti, che resta tuttora Fedor Chalov, e per il quale non c’è un rimpiazzo. Parte per ben 5 milioni il portiere croato Kotarski (25), destinazione Copenhagen, e saluta anche Tissoudali, che ha deluso, alla volta degli emirati (1.7 milioni). Dall’altra parte della lista, viene acquistato a titolo definitivo l’ex Torino Meité dal Benfica per 1 milione, e arriva anche il portierone georgiano Luka Gugeshashvili (26) che tanto aveva fatto bene al Panserraikó. L’acquisto più affascinante è però a parametro zero: arriva infatti il piccoletto Greg Taylor (27) dal Celtic, pronto ad arare la fascia sinistra partendo da dietro, con quel suo stile anni ‘70. Terzino destro in entrata è invece Jonjoe Kenny (28) dall’Hertha Berlino. Se son rose, fioriranno?

Quarto ovviamente l’AEK Atene, che effettua il più classico degli acquisti da campionato greco. Arriva infatti un centrale portoghese, non da una grande ma dal Vitoria Guimaraes per 3.5 milioni, dal nome di Felipe Relvas (25) con la speranza di blindare la difesa. Anche qui curiosamente arriva un terzino sinistro scozzese, ma stavolta da Edinburgo sponda protestante: è James Penrice (26) e il suo cartellino è stato pagato 2.6 milioni agli Hearts. Un milione invece va all’Atromitos per la giovane speranza dell’under21 Dimitrios Kaloskamis (20), che sta recuperando dopo essersi rotto la clavicola. In uscita niente da segnalare, solo cinque svincoli di giocatori non più funzionali al progetto, come l’iraniano Ehsan Hajsafi (35) che saluta dopo 118 presenze con il club in quattro stagioni.

E le altre? L’Aris tira fuori ben 3 milioni per assicurarsi i servigi del serbo Uros Racic (27) del Sassuolo – era in prestito allo Sporting Braga lo scorso anno – sperando di portare peso e centimetri a una mediana altrimenti debole. Insieme a lui arriva anche il terzino destro Noah Fadiga (25) dal Gent per 1.5 milioni. L’Asteras Tripoli affida invece la casella di terzino sinistro a Issiaga Sylla (31), 82 presenze in nazionale guineana e ex bandiera del Tolosa in Ligue 1. Arriva a parametro zero in SuperLeague. Lascia il campionato senza clamori invece la stella sprecata di Amr Warda (31), egiziano tanto talentuoso quanto senza testa, che in quest’ultima stagione era all’Atromitos ma ricorderete sicuramente al PAOK (e al mondiale). Molto interessante l’acquisto dell’ala sinistra argentina Thiago Nuss (24) da parte dell’OFI: all’Argentinos Juniors vanno 800mila euro. Saluta Creta invece l’esperto portiere Demetrios Sotiriou (37). Il Panetolikos cerca invece un leader difensivo credibile in Unai Garcia (33) che si mette in gioco da svincolato in Grecia dopo una carriera all’Osasuna. Infine il Panserraikós si prende un rischio mettendo tra i pali il portiere uruguaiano Francisco Tinaglini (26) che giocava in seconda divisione al Montevideo City Torque (squadra del gruppo City).

Per ora siamo a questo punto qui. Per ogni altra operazione, ci risentiamo tra qualche settimana!

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