04/09/2026
In questi giorni ho ripreso gli incontri individuali cercando di portare nelle mani l’ampiezza dei paesaggi attraversati durante il viaggio.
Il corpo conserva la memoria di ciò che ha vissuto. Possiamo richiamare quelle sensazioni e lasciare che entrino nel tocco e nella relazione.
Le immagini che ci accompagnano mentre tocchiamo trasformano la qualità del contatto e possono lasciare il processo più libero e aperto.
Nel tocco cellulare partiamo da qui: poca pressione, nessuna direzione iniziale e un ascolto che osserva senza giudicare.
È una delle pratiche della formazione Embodiment del Movimento: serve ad affinare la qualità del tocco e dell’ascolto, per accompagnare i processi dell’altra persona senza anticipare o forzare.
La formazione inizia il 26 e 27 settembre e restano soltanto 2 posti.
Se lavori con il corpo, il movimento o la relazione e senti che questa qualità può trasformare il tuo modo di accompagnare,
scrivimi ora per ricevere il programma e informazioni dettagliate.
24/08/2026
Chi decide di frequentare la formazione “Embodiment del Movimento” lavora in ambiti molto diversi tra loro.
C’è chi accompagna le persone in un percorso psicoterapeutico, chi insegna yoga, chi lavora come chinesiologa, chi porta il corpo sul palco come ballerino.
Il percorso applica i principi del Movimento Somatico e del Body-Mind Centering®️, e lavora sull’uso della voce e del tocco come strumenti per facilitare il movimento e il processo di repatterning.
Ogni professionista arriva con la propria pratica e professione e trova, in questi strumenti, qualcosa da portare nel proprio lavoro quotidiano.
In partenza a Settembre, a Milano. Link in bio o DM per info♥️
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21/08/2026
Hai presente quelle p***e di vetro che, quando le scuoti, si riempiono di neve?
Per tornare a vedere chiaramente il paesaggio, devi lasciarle ferme e aspettare che la neve si depositi.
Tra le cose che mi porto dietro da questi giorni di cammino, nuoto e tempo nella natura, c’è una riflessione sulla pausa.
Fermarsi può essere riposo, spazio, respiro.
Ma può anche rendere più visibile ciò che, mentre continuiamo a fare, riusciamo a tenere sullo sfondo.
Nel silenzio incontriamo ciò che ci nutre, ma anche quello che non va come vorremmo: le domande rimaste aperte, le direzioni che chiedono di essere riviste.
Che cosa possiamo fare quando una risposta ancora non c’è?
Il corpo può aiutarci a ritrovare un appoggio e a stare lì, per un po’, senza dover subito spingere verso una soluzione.
Possiamo imparare a distinguere ciò che sentiamo dal racconto che costruiamo intorno a ciò che sentiamo. A regolare la distanza da quello che è troppo intenso. A riconoscere un movimento possibile, anche piccolissimo.
L’embodiment, per me, è la possibilità di stare in relazione con ciò che accade, mantenendo il contatto con le nostre risorse anche quando non riusciamo ancora a sentirle chiaramente.
Il corpo può aiutarci a restare, a orientarci e, quando arriva il momento, a rimetterci in movimento.
Questa, secondo me, è creatività: la capacità di riorganizzarsi quando la forma precedente non ci corrisponde più. A volte questo passaggio attraversa anche il dolore o lo smarrimento.
Come nella palla di vetro, forse non dobbiamo vedere subito tutto il paesaggio. Possiamo aspettare che la neve si depositi e lasciare che una direzione torni, poco alla volta, a mostrarsi.
Nei prossimi giorni continuerò a esplorare le risorse creative del corpo: la sua capacità di orientarsi, adattarsi e generare nuove possibilità, con fiducia.
18/08/2026
Il colore dell'alba in pineta è diverso da quello che ricordavo. Il profumo dei pini e della terra rossa, al mattino presto, è più intenso ai primi respiri, prima che l'abitudine lo spenga.
Lo sguardo si appoggia sulla quiete del mare piatto, l'immergermi come in un'acqua sacra, che immagino terapeutica, quando tutto ancora è silenzioso. Ho trovato modi nuovi di scivolare nuotando, tecniche che non conoscevo, che il mio corpo, giocando, ha incontrato istintivamente nella relazione con l'acqua.
Il mio corpo aveva bisogno di ritrovare la sintonia con le cose semplici, le forme del legno e dei sassi, i suoni, cose che la città nasconde.
Le creature che mi hanno parlato di più, in questi giorni, sono stati i bambini e gli elementi naturali.
"Il cuscino più comodo che abbiamo mai avuto è la placenta", mi dice una bambina, mentre laviamo i piatti insieme, non so da dove arrivi quella frase ma è uno sguardo di chi osserva le cose per la prima volta con stupore.
Per i bambini nasce una nuova passione per le exuvie delle cicale — gli esoscheletri trasparenti abbandonati sui tronchi, segno che quegli esseri, da qualche parte, ne hanno già uno nuovo.
La convivialità, scelta e vissuta con piacere alternata ai momenti di solitudine, di ciò che poteva rigenerarmi.
E quando ho sentito urgenza — quella cosa che parte dalla pancia e vuole subito una direzione — sono tornata alla schiena. Ad appoggiarmi, invece che spingere. Ho lasciato andare la spinta in avanti, per un momento, quando non mi era richiesto. A volte arriva istintivo, avere fretta, ma poi ricordo l'insegnamento del corpo, ciò che il corpo mi dice: respiro.
Dieci giorni così. Ora sono qui, un po' più lenta, pronta a raccontarvi cose nei prossimi giorni.
06/08/2026
Vado offline.
Sento il bisogno di prendermi un tempo diverso: un tempo per il respiro, per l'ascolto e per lasciare che le esperienze trovino il loro spazio, senza la fretta di passare subito a quelle successive.
Per qualche giorno metterò un po' di distanza dai dispositivi e mi dedicherò al mare, alle nuotate, alle passeggiate, ai libri, agli amici, alle fotografie e alla scrittura.
Voglio vivere pienamente ciò che accade, per tornare a raccontarlo con quello stesso piacere che da sempre mi accompagna nel condividere il mio lavoro e le mie esperienze.
Per me anche questa è una pratica di cura.
Ci ritroviamo tra un po'.
📩 Se nel frattempo desideri informazioni sulla formazione, sulle lezioni registrate o sulle consulenze, puoi scrivermi a [email protected].
Ti auguro un'estate ricca di esperienze da vivere fino in fondo. ❤️
01/08/2026
Conoscere il corpo non basta. Occorre sentirlo, saperlo osservare e riconoscerne il potenziale evolutivo.
Ogni percorso nasce dall'integrazione tra anatomia esperienziale, fisiologia, ideokinesi, Body-Mind Centering®, osservazione e facilitazione del movimento.
È rivolto ai professionisti del movimento, della salute, della cura, dell'educazione e dell'arte che desiderano sviluppare competenze profonde, affinare la capacità di embodiment, osservazione e accompagnare le persone nel processo di scoperta, apprendimento e sviluppo del proprio potenziale e della creatività attraverso il corpo-mente.
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• Lezioni online registrate
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