Bkb.Milano

Bkb.Milano

Condividi

Blog indipendente di ricerca storica e tecnica sul pugilato a mani n**e e sulle sue trasformazioni nel tempo.

Attività sportiva e formazione atleti →
@molonlabe_boxing_club

08/02/2026

LA BOXE SI CHIAMA BOXE… MA NASCE DAL PUGNO
In un’immagine tratta dalla Chirologia di John Bulwer (Londra, 1644) si vede una mano chiusa accompagnata dalla scritta pugno, dal latino pugnus: mano serrata, pronta a colpire.
In Inghilterra il latino era conosciuto ma restava la lingua delle élite: Chiesa, università, giuristi.
Termini come pugil e pugilism esistevano e venivano usati soprattutto nei trattati.
Il combattimento vero però rinasce altrove: tra campagne, porti e taverne, in ambienti popolari....
E in quegli ambienti la gente non parla latino,
usa un verbo semplice di origine germanica, to box : colpire, dare un colpo.
Così anche se inizialmente per descrivere i combattimenti si adoperarono termini latini, alla fine si impose la parola della gente che saliva davvero a combattere:
BOXING

31/01/2026

SECONDS… OUT

Mi sono divertito, così per curiosità, a dare vita a una foto storica che raffigura Molineaux vs Cribb, uno dei match più famosi del pugilato a mani n**e di inizio Ottocento.
E una cosa che balza subito all occhio è che c'è troppa gente sul ring. All’epoca infatti, prima delle London Prize Ring Rules, i secondi stavano proprio sul ring dietro al loro pugile e come tutt'ora assistevano il pugile tra un round e l’altro anche se in modo leggermente diverso.. pulivano sangue e sudore, buttavano addosso acqua, aceto o brandy, massaggiavano come potevano e quando serviva sorreggevano o trascinavano il pugile fino all’angolo o alla linea dello scratch...
Ma non finiva lì, In un mondo dove il confine tra lecito e illecito era parecchio sfumato i secondi spesso diventavano parte attiva della scena: si mettevano in mezzo ai combattenti, intervenivano fisicamente, protestavano, difendevano il loro uomo in modo anche vigoroso, insomma nei match più duri la differenza tra assistente e alleato combattente poteva essere davvero sottile.

E diciamolo…
ancora oggi, in certe occasioni, facendo il secondo ti viene una gran voglia di salire sul ring 😂😂ma fortunatamente rimaniamo civili e rispettosi delle regole.... O vi piacerebbe tornare alle Broughton rules 😂?

26/01/2026

LE CATEGORIE DI PESO

Per secoli il pugilato non ha conosciuto categorie di peso.
Nel combattimento a pugno n**o tipico dell’Isola Britannica, il peso rappresentava un vantaggio ma non era decisivo.
La mano nuda fa più male in superficie: lacera, taglia e rompe con maggiore facilità ma presenta anche limiti strutturali evidenti che ne frenano la trasmissione della potenza, non sempre si tratta di una limitazione volontaria del colpo bensì di un vincolo imposto dal corpo stesso che espone il pugile al rischio immediato di fratture e lesioni alla mano rendendo meno continua e meno sostenibile l’espressione della potenza.
Con l’introduzione delle Marquess of Queensberry Rules e del guantone, che protegge la mano, si riduce il danno superficiale e aumenta la sopportazione ai colpi ma allo stesso tempo amplifica la massa efficace del colpo consentendo di trasferire con maggiore continuità il peso corporeo sull’avversario, Il danno cambia natura e diventa prevalentemente neurologico non più cutaneo o osseo.
Già le cronache sportive e i commenti tecnici tardo-ottocenteschi osservano come con l’uso dei guantoni le differenze di peso producano rischi maggiori di incontri poco equilibrati rispetto al pugilato a mani n**e.
Questo cambiamento tecnico è uno dei fattori che contribuisce a mutare il ruolo del peso nel pugilato, da semplice variabile fisica a moltiplicatore di trauma, insieme alla progressiva professionalizzazione dello sport e alle esigenze di sicurezza e organizzazione.
In sintesi:
il pugno n**o limita in parte l’incidenza del peso, il guantone la amplifica e rende indispensabili le categorie di peso.

21/01/2026

Dove il "vecchio" incontra il nuovo.

21/01/2026

BOXE E LIBERTÀ
Una riflessione da un trattato del 18 secolo.

Leggere i vecchi trattati di boxe non significa soltanto studiare tecniche o curiosità del passato.
Significa entrare nel mondo che ha generato quelle tecniche, comprenderne le paure, i valori e le contraddizioni.
Qualche giorno fa rileggendo un trattato inglese del Settecento di autore anonimo mi sono imbattuto in una riflessione che mi ha colpito perché dopo secoli continua ad alimentare un dibattito ancora aperto e tutt’altro che risolto.
L’autore parla di libertà, ordine e difesa personale e lo fa senza ambiguità,
Il suo punto è chiaro:
quando una società tenta di controllare ogni aspetto della vita dei suoi membri rischia di diventare oppressiva,
La libertà non si difende moltiplicando le regole, perché nel tentativo di eliminare ogni eccesso si finisce per soffocarla.
In quel contesto storico per l'autore imparare a boxare diventa una responsabilità personale e sociale.
La Boxe non come violenza gratuita né semplice intrattenimento ma inquanto saper combattere per l’uomo del Settecento, in un epoca dove lo stato non garantiva sicurezza diffusa, significa non delegare, difendere sé stessi, la propria dignità e se necessario proteggere i piu deboli.
Non per sostituirsi alla legge ma per non dipendere totalmente da un intervento esterno in ogni circostanza.
La forza in questa visione non è sinonimo di caos o sopraffazione ma un dovere morale, la capacità di reggersi sulle proprie gambe, di assumersi le conseguenze delle proprie azioni e di non delegare completamente la propria sicurezza.
A distanza di tre secoli viviamo in società infinitamente più regolamentata, più protetta, più strutturate eppure il nodo centrale resta irrisolto.
La storia non offre risposte pronte ma pone domande che resistono al tempo e questa è una di quelle.
Ogni epoca la declina a modo proprio, resta da capire come scegliamo di farlo oggi.

12/01/2026

2014
Primo seminario dedicato al pugilato a mani n**e in Italia.
All’epoca non esisteva un movimento.
Esistevano studio, ricerca e pratica.
Il resto è storia.
Forse qualcuno di voi era presente allora....

Photos from Bkb.Milano's post 06/01/2026

Il pugilato nasce come arte civile di difesa personale in una società avviata verso una transizione post-armata, società che per secoli ha però interiorizzato la logica marziale di arma e scudo.
Questa logica riaffiora anche nei trattati pugilistici, Captain Godfrey nel 1747 ad esempio, quando parla di "shielding arm" ed "executive arm" nel pugilato, sembra ragionare ancora come un uomo d’armi.
Secondo voi questa tattica è davvero scomparsa o la vediamo usata ancora oggi?

19/12/2025

Questa fasciatura per la bare knuckle boxing è frutto di una mia idea, non nasce per proteggere la mano ma per disciplinarla: educa il pugile a colpire in modo pulito e corretto con le nocche grandi secondo l’insegnamento dei grandi manuali di pugilismo.

12/10/2025

IL RING

Il ring è un luogo consacrato.
Uno spazio separato dal mondo, dove regna un ordine assoluto e peculiare. Un recinto proibito, isolato, dove valgono regole speciali e dove tutto ciò che accade resta dentro quelle corde.
È un mondo temporaneo, sospeso, dedicato a un atto che non appartiene alla vita di tutti i giorni.

All’inizio, però, il ring non era una struttura fisica come lo conosciamo oggi. Era un cerchio spontaneo, creato dal pubblico: uomini che si tenevano per mano per delimitare lo spazio del combattimento. Accadeva nei mercati, nelle fiere, nelle piazze pubbliche. Spazi illimitati che, per qualche minuto, diventavano un’arena.
Quell’anello umano, anche se improvvisato, dava legittimità al duello. Lo separava agli occhi della gente ,e della legge, dalle risse e dalle aggressioni.

Il ring delimitava chiaramente il campo di gara e imponeva una regola ferrea: solo due uomini potevano combattere alla volta.
Se il cerchio si rompeva, se la folla invadeva lo spazio, il match cessava di essere pugilato e tornava ad essere una rissa.

Con il tempo, il ring per necessità di mantenere quell'ordine naturale richiesto dal pubblico ,si evolse.
Dalla staccionata permanente, probabilmente ispirata ai recinti dei duelli giudiziari, fino all’intuizione di James Figg, che ebbe l’idea ,ancora oggi attuale ,di sollevare il palco per isolarlo dal resto del mondo.
Oggi, dopo secoli di standardizzazione, nuove organizzazioni stanno sperimentando forme diverse: dalla pedana all’ottagono, fino al cerchio e al triangolo.
Ma, al di là della forma, una cosa è certa:
senza il ring, il pugilato non potrebbe esistere.
è proprio quel confine a dargli senso,
e dentro quel confine, l’uomo incontra se stesso.

18/09/2025

Non importa se considerate la boxe nelle sue forme più o meno violenta: ciò che conta sono i valori che trasmette attraverso il confronto, valori capaci di rendere la società, nel suo insieme, meno violenta.

12/09/2025

In questi giorni, dopo gli ultimi tragici eventi, è tornato alla ribalta il dibattito sulle armi.
Al netto della mia personale opinione, che non discuterò certo qui, mi è tornato in mente un particolare curioso sulla nascita del pugilato in Inghilterra che vorrei condividere!

Il divieto di portare armi, specialmente spade, nelle grandi città inglesi a partire dal XIII secolo contribuì in modo significativo all’emergere della lotta a mani n**e. Re e autorità cittadine, preoccupati per disordini, crimini e risse pubbliche, iniziarono a limitare il porto d’armi nelle aree urbane e in presenza del Re o in chiesa.

A Londra, ad esempio, un proclama di Riccardo II del 1381 vietava il porto d’armi a chiunque entrasse in città, ad eccezione dei cavalieri. Anche la comune usanza di portare coltelli cominciò a cadere in disuso e Il monopolio delle armi passò gradualmente nelle mani delle autorità centrali e la violenza privata venne scoraggiata.

In questo contesto, ricorrere ai pugni per risolvere i conflitti divenne il naturale sfogo e il combattere a mani n**e un’alternativa “virile”, ma meno letale, ai duelli e alle risse disorganizzate.

Inoltre un aspetto peculiare della cultura inglese dell’epoca era che un uomo armato, se sfidava un disarmato, era obbligato a combattere a pugni e non con le armi: un codice d’onore non scritto che la folla stessa faceva rispettare, pena in alcuni casi il rischio di linciaggio.

Con il tempo, questo costume di risolvere le questioni senza armi si evolse nello sport che tutti conosciamo.
Un esempio affascinante di come una semplice restrizione, un fattore culturale e una scelta politica sia stata tanto cruciale quanto casuale nell’influenzare la nascita di uno sport iconico: il pugilato. 🥊

Vuoi che la tua azienda sia il Palestra più quotato a Milan?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Digitare

Telefono

Indirizzo


Milan