28/09/2026
La settimana scorsa, durante una conferenza stampa, il presidente ha annunciato di aver finalmente individuato i terreni su cui realizzare il nuovo centro sportivo, dopo aver visionato e scartato diverse ipotesi per svariati motivi. Il sito individuato si trova a Qualiano, nella periferia metropolitana di Napoli.
Si è poi soffermato sulla questione stadio, dichiarandosi pronto a investire nell'area ex Q8, tra San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, per realizzare un impianto ultramoderno da 70.000 posti. Un progetto ambizioso, che, se concretizzato, potrebbe rappresentare una svolta per il Napoli e per l'intero territorio.
Il presidente ha inoltre espresso le proprie perplessità sul progetto presentato dalle istituzioni in vista di Euro 2032, che prevede la ristrutturazione dello stadio Diego Armando Maradona a Fuorigrotta. Un investimento da circa 200 milioni di euro che, secondo la sua visione, non sarebbe sufficiente a trasformare realmente l'impianto in uno stadio moderno, ma servirebbe soltanto a dargli una rinfrescata.
Ho voluto prendermi qualche giorno prima di esprimere il mio pensiero su queste tematiche.
Partiamo dal centro sportivo. Credo che sia arrivato il momento di realizzarlo, senza ulteriori perdite di tempo. Di proclami ne abbiamo sentiti tanti e, sebbene sia consapevole che molti dei ritardi possano non essere dipesi direttamente dalla società, ritengo che sarebbe stato preferibile annunciare qualcosa soltanto una volta raggiunta la certezza assoluta di poter procedere. Ora, però, è il momento di passare dalle parole ai fatti. Il Napoli ha bisogno di una struttura all'altezza delle proprie ambizioni e non si può più rimandare.
Per quanto riguarda lo stadio, il discorso è diverso. L'idea di un nuovo impianto nell'area ex Q8, sul modello di quelli del Tottenham o dell'Arsenal, mi entusiasma. Uno stadio da 70.000 posti, moderno, funzionale e capace di offrire un'esperienza all'avanguardia sarebbe un sogno per Napoli e per i suoi tifosi.
Ma, al momento, siamo ancora nel campo delle ipotesi. Tra annunci, progetti e investimenti da concretizzare, la strada è lunga e restano tanti interrogativi. Per questo, prima di esprimere giudizi definitivi, aspetterei di capire se esistano davvero le condizioni per portare a termine un'operazione del genere.
Se il nuovo stadio non dovesse concretizzarsi, allora ben venga il progetto di riqualificazione del Maradona presentato in vista di Euro 2032. Perché, diciamoci la verità, vedere lo stadio in queste condizioni è una coltellata al cuore.
E non parlo soltanto degli interni o degli spalti, ma soprattutto dell'esterno.
Pensiamo a un turista che viene in vacanza a Napoli, magari percorre anche venti chilometri per raggiungere Fuorigrotta e ammirare da vicino lo stadio che porta il nome di Diego Armando Maradona. Un po' come facciamo noi quando siamo in vacanza e andiamo a visitare gli stadi delle città che ci ospitano.
E cosa si ritrova davanti? Una struttura che, per come si presenta oggi, non rende giustizia alla storia del Napoli, alla grandezza di Diego e alla passione di un'intera città.
Uno stadio che porta il nome di Maradona non può presentarsi così.