13/06/2026
Ha comunque un ottimo curriculum ❤️
E con la finezza dell'annuncio nel giorno del Santo... Benvenuto mister (Antonio) Calabro! ⚪🔴
www.TIFOPADOVA.it
Nati a Padova,Padova nella testa e biancoscudo nel ❤️
Con orgoglio IO #TifoPadova Siamo nati a Padova. Tifiamo Padova.
Ne tramandiamo storia, arte, cultura, tradizione. Amiamo il Calcio Padova, un club che ci regala gioie (poche) e delusioni (tante). Che importa, ne siamo orgogliosi. Amiamo il Biancoscudo, quel simbolo che ci è stato cucito sul cuore senza che lo chiedessimo, un bel giorno, sugli spalti di uno stadio. Siamo tifosi, orgogliosi, testardi e un po’ lunatici. Ci innamoriamo, cerchiamo di riderci su, ci
13/06/2026
Ha comunque un ottimo curriculum ❤️
E con la finezza dell'annuncio nel giorno del Santo... Benvenuto mister (Antonio) Calabro! ⚪🔴
13/06/2026
Di certo avrai di meglio a cui pensare ma, se ti capita, 𝘣𝘶𝘵𝘢 𝘶𝘯 𝘰𝘤𝘪𝘰 𝘢𝘯𝘤𝘢 𝘴𝘶 '𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘥𝘦 𝘣𝘢𝘦𝘰𝘯 𝘦 𝘯𝘰𝘪𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘵𝘪𝘧𝘰𝘴𝘪 ❤️
12/06/2026
Ah, sono cominciati i Mondiali. L'Italia gioca domani. Allenatore Caneo ❤️
FORZA PADOVA
11/06/2026
"In realtà, quella sera di marzo al Filò, sono io che avevo già deciso di mocarmela da Padova il prima possibile.
Non fiori ma opere (edili) di bene.
Casco sempre in testa, luci accese e prudenza... Sempre"
GRAZIE MISTER
E GRAZIE A CHI TI HA PRECEDUTO ⚪🔴
NEWS DEL GIORNO
Primo incontro per l'affidamento della gestione dell’Euganeo al Calcio Padova: via alla trattativa tra Comune e società!
Oggi primo incontro pubblico tra il sindaco Sergio Giordani e l'azionista di maggioranza del Padova Alessandro Banzato che parte da una lettera tramite la quale il Padova esprime ufficialmente al Comune il proprio pensiero per gestire in prima persona l'impianto.
06/06/2026
Nuovo allenatore del Padova, si stringe la rosa dei candidati.
Ormai rimasti solo 5 nomi in ballo: Mirabelli sceglierà uno tra Mourinho, Guardiola, Klopp, Ancelotti e Calabro.
(By Umberto dallo spogliatoio)
03/06/2026
PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI FINE STAGIONE... ULTIMA PARTE: FUORI DAL CAMPO!
ANDREOLETTI : su di lui potremmo scrivere un poema epico cavalleresco, un trattato enciclopedico, un romanzo della Harmony, ma non lo faremo… O forse si. Si presenta al ritiro di Pievedicadore da grande boss e comincia subito a martellare i suoi, cinesini e omini gonfiabili compresi, tanto che qualcuno cerca di prendere il volo a mo’ di pallone sonda. Per lui è la grande occasione di mettersi in luce con i palcoscenici che contano e inizialmente le aspettative non vengono tradite: la squadra, nonostante i limiti, gira a mille (anzi, 300 all’ora, cit.) e la classifica sorride: nel suo sangue non scorre l'uranio impoverito bensì il plutonio imbestialito, le vene del collo sono a rischio esplosione, la sua rabbia e grinta schiumosa gli escono da tutti i pori. In campo vola di tutto: consigli, parolacce, qualche bestemmiuccia, a volte anche qualche bottiglietta. Distribuisce parolacce e incoraggiamenti con tale generosità che, ce l’avessimo noi ogni mattina, non ci troveremmo a dover imprecare al creatore andando a lavorare. Con il suo sguardo inquisitorio da rimorchiatore seriale, il suo portamento, il suo ciuffo antisismico e la sua camminata da sergente (ma come diceva mia mamma: “stava ben anca co un vaso de geranei in testa”), ha dato lezioni di stile e classe a 3/4 di serie B: era dai tempi dell’impeccabile Caneo - in tuta con l’elastico alle caviglie dei pantaloni - che non si vedeva un portamento così. Nel girone di ritorno però qualcosa comincia a non andare: la squadra pare stanca, i risultati cominciano a frenare: “fraintendimenti” di mercato (dove vengono scambiati attaccanti per difensori) e un calendario al limite del sadomasochismo lo mandano definitivamente in tilt, come il flipper, nel senso che ghe gira tanto. Mirabelli, con lo stesso spirito della mamma con la ciabatta in mano “vien qua che no te fasso gnente“, rassicura tutti, anticipando fra le righe la tragedia, infatti la partita dopo contro il Palermo, viene comunicato il suo esonero, portando ad una scena mai vista, almeno a Padova: una tifoseria in rivolta, lacrime e dispiaceri a profusione. Perché Matteo si è fatto volere bene davvero da tutti: educato, mai una parola fuori posto, anzi, con conferenze stampa che erano più lezioni di italiano, con tempi verbali sempre azzeccati - sconosciuti anche a qualche giornalista -, empatico, è riuscito a riunire la biosfera della tifoseria biancoscudata (e ci dispiace non sia riuscito a vedere la Sud piena), cosa tutt’altro che scontata. Inoltre - ma questo forse non depone a suo favore 😂 - ha dimostrato nei nostri confronti una particolare benevolenza... Quindi, semmai dovessi mai leggere queste pagelle: grazie Matteo, speriamo sia solo un arrivederci... Aabbiamo ancora un video che ci avevi promesso in sospeso!
BREDA: arriva circondato da mille perplessità e sguardi inquisitori in una fredda serata di marzo (o marziana) e il primo gruppo di tifosi che incontra casualmente è proprio quello dei Biancoscoppiati, che già gli creano le prime perplessità (ma dove c***o sono finito?). Viene ingaggiato come prima scelta (beh, forse no…) e rapito dal bocciodromo di Porto Caleri mentre stava spiegando, con uno dei suoi video di YouTube, agli over 75 come affrontare la sbocciata decisiva senza apprensione e dover ricorrere al defibrillatore. Chiamato per portare pace e serenità a bordo del Titanic (e qualche scialuppa di salvataggio) si presenta con la sua anda da via crucis, un mazzo di carte da Briscola e un mazzo di foglietti che non abbandona mai durante le partite: i suoi biglietti da visita. Il primo impatto è un po' complicato con conferenze stampa criptiche a bisillabi, svenimento dei fotografi che non hanno più nulla di interessante da fotografare, anzi cominciano ad avere problemi col filtro del bianco, una sconfitta a Frosinone che ha del complicato. Dopo un piccolo periodo di rodaggio però l’effetto camomilla sembra funzionare e Breda ci diventa quasi simpatico, se non altro ci fa tenerezza la spensieratezza con cui affronta questo momento: la squadra improvvisamente reagisce, qualcuno miracolosamente risorge, le botte di c**o ritornano ad affacciarsi alla nostra finestra e, anche se con un po di patemi, il difficile compito di salvare la baracca viene portato a termine. Nei giorni scorsi pare ci sia stato un colloquio per il suo rinnovo, ma c’è stata una fumata grigia: quella del sigaro di Mirabelli.
BANZATO: “È un bel mega presidente! Un santo… Un apostolo!” È semi-citando l’esilarante sviolinata con cui il geometra Calboni e gli altri colleghi di Fantozzi osannano il mega presidente che partiamo, da far nostro, a omaggiare l’arrivo della nuova proprietà, nelle vesti di Alessandro (e Giovanni) Banzato: sí, perché di fronte abbiamo finalmente dei padovani, tifosi da sempre del biancoscudo, imprenditori di grande peso (l’acciaio mica è leggero) e che – INCREDIBILE – parlano di investimenti, futuro, programmazione, lungimiranza, stadio in concessione da sistemare, centro sportivo, identità, senso di appartenenza… Certo, anni di sberle e fallimenti senza vaselina ci hanno insegnato a essere diffidenti quindi largo ai fatti (come in zona stazione). La sensazione però, l’auspicio, la speranza (nostra e di tutti) è che, per i nostri colori, sia arrivato il momento di una svolta storica, la concreta possibilità di tornare davvero grandi, perlomeno i segnali vanno in questo senso, e già nelle piccole cose si scorge nitida l’impronta di mister Acciaierie Venete, “se te vardi ben anca i cessi dea curva nova curva xe in acciaio, fidate che no xe un caso” (cit.). Siamo con voi! 💪
BEPI DETTO FRANCO, ARMENO: Potremmo scrivere tutto e il contrario di tutto ma la cosa importante anzi fondamentale che va sottolineata è una, a metà tra la parafrasi e l’allegoria: abbiamo avuto come proprietario uno che non usa il bidè e nonostante ciò non ci siamo ritrovati a pulirci il c**o con i coriandoli (tradotto: con uno che negli ultimi 3 anni non aveva intenzione di mettere più un centesimo poteva finire male, molto male). Quindi, diciamolo: merci… !
HANNO INOLTRE PARTECIPATO:
LA NUOVA CURVA: dalle telecamere di sorveglianza dell’Euganeo si scorge il via vai di gente che, giornalmente, ad ogni orario, si reca di fronte alla curva nuova esclamando stupita “c***o, esiste davvero, non me l’ero sognata!”. Tralasciando per un attimo l’annosa e – a tratti tragicomica – genesi dell’opera va riconosciuto l’indiscutibile ruolo di 12° uomo in campo: se il Padova ha cambiato marcia proprio con la sua apertura un perché ci sarà… Peccato non abbia potuto assaporarla anche Andreoletti. Due ulteriori note di merito: una architettonica con l’opportunità – unico stadio al mondo – di poter pi****re continuando a seguire la partita grazie a dei meravigliosi oblò (più che una menzione questa è proprio una minzione d’onore agli architetti), l’altra per la tenuta antisismica: impassibile anche ad uno scossone del 94° grado della scala Pastina!
IL MAXI (🤣) SCHERMO: ripreso dal salotto di casa Penocchio, dove era stato furtivamente nascosto, lo fanno funzionare collegandolo con due cavi scoperti alla batteria della Bentley. Infatti spesso vengono proiettati risultati a caso.
LE USCITE DAL PARCHEGGIO: sono diventate le new “esco a comprare le sigarette”, nel senso che esci di casa e non sai mai se e quando ci ritornerai (cena, colazione, partita successiva). Le nuove bestemmie udite sono qualcosa di poetico.
I PREPARATORI ATLETICI: personaggi mitologici, si sono susseguiti regalandoci materiale di rara bellzza: Molteni che pur di scappare dalle parolacce di Andreoletti si fa espellere in un gesto di ribellione e Matarangolo, diventato in poco tempo aizzatore di f***e nonché motivatore psicologico dei giocatori a furia di urla e viulenza.
IL RISTORANTE “AL FILÒ” : diventato a sua insaputa ritrovo ufficiale anche dei Biancoscoppiati, ci ha allietato le serate -anche quelle più tristi- con le sue fritture di pesce e i tiramisù.
IL RITIRO DI PIEVE DI CADORE: sarà stato anche un fatto scaramantico... Ma sinceramente ci eravamo un po stancati di dover guardare gli allenamenti senza una tribuna, senza un bar, dei prati con le mucche... E siccome il sole bacia i belli... Quest’anno la Val di Sole la conquistiamo noi!!
I LETTORI DELLE PAGELLE: grazie infine a tutti quelli che ci hanno dedicato un po' del loro tempo e ci hanno dato qualcosa da fare la sera... Non pensavamo di tornare ad avere un riscontro di tale portata... Grazie!!!
29/05/2026
Partite per il ponte sereni: a parte Colomba (che sta per firmare) per il resto staff tecnico biancoscudato della prossima stagione già completo
Dì la tua... Mirabelli ti legge
28/05/2026
LE PAGELLE BIANCOSCOPPIATE DI FINE STAGIONE - ATTACCO -
BORTOLO: Idolo indiscusso biancoscoppiato (perché risponde sempre con cordialità disarmante ai nostri messaggi idioti 😁 ) è il nostro gigante buono: sembra appena uscito da una battuta di caccia al tesoro delle Giovani Marmotte, sempre educato e gentile... Anche con i compagni che, talvolta, non gli passano palla.
Amante delle nuove compagnie, incassa più di un bagarino fuori dal Maradona, solo che qui parliamo di botte ricevute e ad ogni partita si porta sempre a spasso 2-3 difensori avversari instaurando rapporti epistolari... Cioé finisce a pistolettate. Monumentale per tutto il lavoro sporco fatto, soprattutto quello in lavanderia, resterà nella storia del Calcio Padova per aver segnato il primo goal sotto la nuova Curva Sud, guadagnandosi una statua in Prato della Valle. All'esordio in serie B sigla ben 10 canocchie, 5 delle quali su rigore, a rigore di logica quindi con percentuale di realizzazione del 100%: la freddezza di un groenlandese ma con l'accento marchigiano. A lui faremo ba***re qualsiasi cosa, anche i tappeti a casa.
SEGHETTI: allo stesso tempo colpevole e meritevole dell'ondata di cecità tra noi tifosi ad ogni suo goal, si laurea oculista ad honorem (anche se avrebbe preferito ginecologo) e apre un ambulatorio abusivo col dottor Munari. È l'uomo del Parmigiano Reggiano visto che alla Reggiana segna in entrambe le partite, pur dopo una lunga stagionatura nei magazzini della Guizza. Con i suoi compagni di catechismo Giunti e Di Maggio forma un trio di scalmanati che contro il Cesena ci regala uno spettacolo da leccarsi le orecchie... Quindi adesso diventerà anche otorinolaringoiatra?
DI MAGGIO: visto il cognome esplode a fine campionato, proprio nel periodo in cui la lotta salvezza ci fa proferire un rosario di Santi e Madonne. Rapito dall'Inter senza diritto di riscatto perché tanto soldi non ce n'erano, arriva col pesante fardello della maglia azzurra dell'under 21: calcolando che probabilmente quando la nazionale maggiore s'è giocata l'ultimo mondiale lui manco era nato, per lui forse c'è ancora speranza.
DI MARIANO/CAPRARI : col mercato di gennaio c'è assoluto bisogno di un difensore d'esperienza... E difatti arrivano loro (in coppia come i doppioni delle figurine Panini)!
Il primo, (stranamente per gli standard biancoscudati) già in forma, mostra grinta, una serie di tatuaggi alla Gomorra, baffo da Hulk Hogan con la tinta, cattiveria da rapinatore seriale e un piede (di porco) pronto ad esplodere sassate. Il secondo - questo sí come da tradizione - arriva rotto o comunque non del tutto aggiustato, insomma non in forma: inizialmente sembra incarnare il prototipo del tipico giocatore venuto a svernare in quel di Padova ma, dopo una lunga cura ricostituente a base di Svejarina, Pazienzarem e Vojadefarebenin in vena guarisce e contribuisce in maniera decisa alla salvezza riuscendo anche a segnare nell'ultima di campionato per la gioia di Sgarbi che inizia a urlare "Caprari! Caprari! Caprari!" come uno scalmanato.
BUONAIUTO : un po' l'oggetto misterioso della stagione biancoscudata... Parte con grandi aspettative poi, un po' alla volta, finisce nel dimenticatoio e forse abbandonato anche in qualche autogrill ligure. Si vocifera che la risposta a tutto sia nascosta dentro quella perenne fasciatura alla mano: i suoi infortuni, il quarto mistero di Fatima, chi ha ucciso Laura Palmer, la soluzione alle code in parcheggio all'Euganeo, i volantini della campagna abbonamenti con la faccia di zenga interrati sotto la nuova curva, insomma robe così.
LASAGNA: gran giocatore di biliardo (perché gioca di sponda) arriva fra mille perplessità legate soprattutto al cognome e la lunga tradizione biancoscudata di attaccanti che si mangiano l'impossibile davanti alla porta (Panzaggiato lo faceva anche fuori dal campo, vabbè). Dopo un periodo di antipasto / rodaggio nel quale provoca inappetenza e acidità di stomaco improvvisamente si sblocca con il gollonzo del millennio a La Spezia e diventa il compagno di merende preferito di Bortolo.
Poi, sul più bello, con l'appetito che vien lasagnando, si fa male e finisce nell'oblío degli infortuni inspiegabili, rinchiuso nella clinica di dimagrimento del professor Birkermaier (quello di Fantozzi) e usato come strumento di tortura visiva / olfattiva contro i pazienti.
PAPU GOMEZ: 𝘦𝘭 𝘱𝘢́𝘥𝘦𝘭 𝘦𝘴 𝘶𝘯 𝘥𝘦𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦 𝘳𝘢𝘲𝘶𝘦𝘵𝘢 𝘥𝘪𝘯𝘢́𝘮𝘪𝘤𝘰 𝘺 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭 𝘲𝘶𝘦 𝘯𝘢𝘤𝘪𝘰́ 𝘦𝘯 𝘔𝘦́𝘹𝘪𝘤𝘰 𝘦𝘯 𝘭𝘰𝘴 𝘢𝘯̃𝘰𝘴 60 𝘺 𝘴𝘦 𝘫𝘶𝘦𝘨𝘢 𝘴𝘪𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘳 𝘱𝘢𝘳𝘦𝘫𝘢𝘴. 𝘈 𝘥𝘪𝘧𝘦𝘳𝘦𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘯𝘪𝘴, 𝘴𝘦 𝘱𝘳𝘢𝘤𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘦𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘮𝘢́𝘴 𝘱𝘦𝘲𝘶𝘦𝘯̃𝘢 𝘳𝘰𝘥𝘦𝘢𝘥𝘢 𝘥𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘦𝘥𝘦𝘴 𝘥𝘦 𝘤𝘳𝘪𝘴𝘵𝘢𝘭 𝘰 𝘮𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘵𝘢́𝘭𝘪𝘤𝘢, 𝘭𝘢𝘴 𝘤𝘶𝘢𝘭𝘦𝘴 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘪𝘵𝘦𝘯 𝘲𝘶𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘭𝘰𝘵𝘢 𝘳𝘦𝘣𝘰𝘵𝘦 𝘺 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶́𝘦 𝘦𝘯 𝘫𝘶𝘦𝘨𝘰, 𝘭𝘰 𝘲𝘶𝘦 𝘥𝘢 𝘭𝘶𝘨𝘢𝘳 𝘢 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰𝘴 𝘮𝘢́𝘴 𝘭𝘢𝘳𝘨𝘰𝘴 𝘺 𝘦𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦́𝘨𝘪𝘤𝘰𝘴. 𝘚𝘦 𝘶𝘵𝘪𝘭𝘪𝘻𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘢𝘭𝘢 𝘴𝘰́𝘭𝘪𝘥𝘢 𝘺 𝘱𝘦𝘳𝘧𝘰𝘳𝘢𝘥𝘢 𝘦𝘯 𝘭𝘶𝘨𝘢𝘳 𝘥𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘢𝘲𝘶𝘦𝘵𝘢 𝘥𝘦 𝘤𝘶𝘦𝘳𝘥𝘢𝘴, 𝘺 𝘨𝘳𝘢𝘤𝘪𝘢𝘴 𝘢 𝘲𝘶𝘦 𝘴𝘶 𝘵𝘦́𝘤𝘯𝘪𝘤𝘢 𝘣𝘢́𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘦𝘴 𝘳𝘦𝘭𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘧𝘢́𝘤𝘪𝘭 𝘥𝘦 𝘢𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳, 𝘴𝘦 𝘩𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘷𝘦𝘳𝘵𝘪𝘥𝘰 𝘦𝘯 𝘶𝘯𝘰 𝘥𝘦 𝘭𝘰𝘴 𝘥𝘦𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦𝘴 𝘥𝘦 𝘮𝘢𝘺𝘰𝘳 𝘤𝘳𝘦𝘤𝘪𝘮𝘪𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘺 𝘱𝘰𝘱𝘶𝘭𝘢𝘳𝘪𝘥𝘢𝘥 𝘦𝘯 𝘵𝘰𝘥𝘰 𝘦𝘭 𝘮𝘶𝘯𝘥𝘰.
Risentendo probabilmente della pesante responsabilità ad essere erede di una bandiera argentina come Silvio Gabriel Rudman, tolta qualche anonima presenza in campo e un video in centro alla John Travolta lo vedremo...
Un'alTravolta, appunto.
Ci auguriamo possa ristabilirsi e offrire il suo contributo la prossima stagione, se non altro almeno per i poveri cristi del Macron Store che si ritrovano con 4000 magliette col suo nome ancora da vendere.
26/05/2026
Metti un like se anche tu sei commosso al limite dello sconvolto nella gestione del ritiro precampionato: siamo a fine maggio e si sa già dove, come, quando. Posto figo. Già comunicati gli orari degli allenamenti. INDICATO QUAL È IL CAMPO. C'è pure un sito internet DEDICATO !!!!!! ( https://www.visitvaldipejo.it/it/pianifica/appuntamenti/Ritiro%20Calcio%20Padova )
Ad ogni modo la vecchia di Pieve ci manca già ("signora dove xe che se allena el Padova?"
"no go idea"
"ma dove xeo el campo sportivo?"
"tacà a stassion a Calalzo" - era da tutt'altra parte -) ❤️
Ritiro Calcio Padova Il grande calcio torna a ba***re nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio: la splendida località di Cogolo di Pejo, ai piedi delle imponenti vette del Gruppo Ortles-Cevedale, ospiterà il ritiro precampionato del Calcio Padova dall’11 al 25 luglio 2026.