13/09/2026
RIASSUNTOTODELLAPARTITAINDUERIGHE: (ma anche in due parole) che as-Cul(i)!
Premessa: abbiamo portato a casa i 3 punti, siamo riusciti ad uscire dal parcheggio ancora con la luce del sole, i tornelli hanno funzionato, le scuole sono cominciate, il diesel è sceso di 2 centesimi… siamo felicissimi di tutto ciò… però l'amaro in bocca e un punto interrogativo rimangono. Diciamo che una partita un po' più "spumeggiante" da parte dei nostri ci sarebbe piaciuto vederla, nonostante un Ascoli veramente ben messo in campo e combattivo. Insomma, c'è sembrato che sia rimasto qualcosa di incompiuto, un po' quando mangi la carbonara con la pancetta… te la magni e sei felice, ma con il guanciale avrebbe un sapore migliore.. O quando fai il fritto nella friggitrice ad aria: con 3 kg di olio motore avrebbe un gusto più accattivante. Non so cosa c'entri con la partita, ma mi è venuta fame. Il succo del discorso (adesso mi è venuta anche sete) è che anche il fattore C conta, e non poco, quindi teniamoci il Culone!
SAN-RENTINO: per lui abbiamo finito di tessere le lodi, anche perché è stata più o meno un'Odissea. Viene chiamato poche volte in causa, ma è sempre decisivo. A furia di fare straordinari, lo manderanno in pensione prima del previsto. Soliti interventi repentini, un paio di rialzate da parkour e qualche spaccata come Roberto Bolle. A fine partita Bolle sul serio (nel senso che va a rischio esplosione) perché qualcuno gli fa partire la brocca. Ma lui può.
SAN PALO APOSTOLO: tutti che parlano della curva.. ma vogliamo parlare della porta sotto la Nord? Il nostro tredicesimo uomo, San Palo Apostolo, deve essersi preso in simpatia Sorrentino, perché lo protegge sempre.
DIFESA: da "segno dea crose". In affanno costante per 90 minuti (la coerenza sempre prima di tutto), riesce a fatica a frenare l'avanzata nemica, sfoderando l'artiglieria pesante: tacke, gomitate, scivolate, ascelle pezzate. Non entriamo nel dettaglio dei singoli perché sono tutti marcantoni e ci fanno un po' paura e non abbiamo ancora rinnovato il contratto con i nostri avvocati. Salutateci Sgarbi, se lo vedete, gli vogliamo bene.
CENTROCAMPO: se la difesa è da "segno dea crose", il centrocampo -titolare- è da "tripla X" (factor), nel senso che stecca. Pompetti "non p***a na sega" (cit. nobiliare), Varas deve essere appena uscito dal corso chierichetti perché sembra particolarmente mansueto e non morde come al solito, a Zuelli cade la catena e non ingrana manco in discesa e Carissoni sembra appesantito come se si fosse scofanato un buffet a un matrimonio sapendo che poi non c'è altro da mangiare. Meritano invece una stellina di merito al petto e una birra pagata al bar i nuovi entrati: Galazzi perchè entra e fa gol.. "Galazzi Galazzi.. e 'sti…" (altra perla nobiliare), Capelli perché dopo il suo ingresso finalmente si scopre che esiste un mondo anche oltre la 3/4 ed è bello vedere finalmente qualcuno che corre più veloce della luce, Cocchi e Fusi, che in settimana xè ndà dal gommista a farsi calibrare e vince il millesimo giallo per la sua collezione Panini (sto nominando un sacco di cose da mangiare, gò fame).
ATTACCO: sì, al tram. Arrivano palloni col contagocce (dello Xanax probabilmente); Lasagna si squaglia al caldo anche se è un alimento da forno (e vanti..), Moro -de caldo anca all'ombra- se non fosse che, nel secondo tempo, avrebbe la possibilità di chiuderla e far respirare un po' i tifosi e invece preferisce farli sudare fino alla fine sparando nella ionosfera. Caprari abbiamo capito che rende meglio in corso d'opera, come una ditta in subappalto.
BORTOLO: è appena diventato papà, quindi supponiamo sia rimasto in panca per congedo parentale. A parte fargli tante congratulazioni (ma solo perché -viva la ruffianaggine- è uno dei nostri preferiti), gli auguriamo di imparare a cambiare pannolini con la rapidità con cui la cacciava dentro l'anno scorso, e speriamo anche quest'anno.
CALABRO: in pieno clima Mostra del Cinema di Venezia, sfida l'Anticiclone Subtropicale Africano presentandosi in total black, perché va di moda, nonostante dopo 15' sia già a temperatura di ebollizione. Ad un certo punto lancia via anche gli occhiali, forse per non vedere come si stava giocando, e possiamo anche compatirlo. Parole buone per tutti, cerca di ravvivare la conferenza stampa un po' triste, gli consigliamo di provare con le barzellette la prossima volta. O col solletico sotto i piedi. Becca anche il giallo per invasione di campo, si vede che hanno avuto paura a placcarlo prima. Ricordiamo comunque che sabato, giochiamo contro il Palermo.
IL METEO: alla mattina ci eravamo illusi che le cose potessero andare bene: ci siamo alzati con quelle nuvolette vedo/non vedo che oscuravano il sole, un'arietta frizzantina da metà settembre, qualche simese ad anticipare la stagione della soia, una mezza felpetta tolta dall'armadio e invece… ore 14: si spalanca il cielo tipo Mosè, spariscono le nuvole e quella pallina gialla in cielo in versione forno statico comincia a sparare ventate tipo fon da albergo. Conseguenza: sole dentro le cornee, visibilità azzerata e linea dell'ombra che pian pianino sale inesorabile tipo ghigliottina facendo fuggire tutti i tifosi in zona bar, ammassati tipo Calcutta. Noi abbiamo trovato un buco libero in fondo la est, ma in fondo in fondo… tipo potevamo controllare il fuorigioco, ma quello dei tifosi ospiti sui gradoni della Nord. Visibilità pressoché nulla (bisognerebbe tagliare qualche colonna), porta di Sorrentino coperta dal maxischermo, ma il gol lo abbiamo visto. Il telescopio dell'osservatorio di Asiago ci avrebbe fatto comodo per capire il marcatore.
Ps. Non è che lo sponsor Acciaierie Venete ci può fornire con usufrutto gratuito per il periodo estivo qualche maschera da saldatura? grazie..
Architettura euganea a parte, c'è comunque da chiedersi quale malsana mente perversa possa continuare a far giocare le partite estive nel primo pomeriggio… forse vive in Val d'Aosta.
IL DOCUFILM SUGLI OASIS (fuori tema): "Lyla", suonata a palla a fine partita, ci ricorda che fra poco usciranno le date e i biglietti per i concerti degli Oasis, giusto per metterci un po' tanta ansia. Siamo andati a Lumezzane, Varese, Novara, all'amichevole di Abano dell'anno scorso.. vorrete mica non riuscire a prenderli!? (NO.)
Ps. andate a vedervi il Docufilm, è una roba da sbregamudande, ha lo stesso trasporto emotivo di una conferenza stampa di Eziolino Capuano. E poi alla fine fa anche riflettere sull'importanza del perdono (io sono sempre polemica quindi con me non funziona).
IL CALDO: è solo una questione mentale (semi cit.). E forse ergonomica.
L'ASCOLI: i bianconeri ascolani (mi viene voglia di olive) spuntano tenaci come cimici a ottobre (è quasi ora): i giocatori del Padova provano a cacciarli via, ma appena escono dalla finestra rientrano da un'altra parte. A parte il paragone poco simpatico (a proposito di spussa, tribunari della est lavatevi le ascelle!), abbiamo visto una gran bella squadra, che ci ha mangiato i risi in testa in molti frangenti. Un applauso doveroso ai tifosi ascolani: vengono su in tantissimi e, per il solo fatto di aver pagato 25 euro per vedere un partita in curva Nord all'Euganeo, meriterebbero almeno un Camogli all'autogrill offerto dalla società.
OMAR: si presenta al parcheggio dell'Euganeo quando ancora il sole deve sorgere all'orizzonte e tira fuori dalla macchina un arsenale degno di Masterchef: tavolino pieghevole in gres porcellanato, fornello da induzione da campo, pentolone da spedizione militare, tonnellate di pasta, sugo (col quale si sbrodola il grembiule), mestolo da tafferuglio e servizio di piatti in plastica (avanzata dall'ultimo ritocchino di Renzo). Mi dicono che la pasta fosse eccelenterrima. E' colpa sua se mi è venuta su fame.
Fine. Vado a mangiare.