16/08/2026
22 FORTIN: manda a fare in c**o Zaniolo -che sull'1-0 cerca di sbertucciarlo col cucchiaio- con una nonchalance da competizione, suscitando l'invidia di mezzo stadio, tifosi udinesi compresi. Una parata con un riflesso da giaguaro, ma nulla può in occasione del Gol, se non dire qualche parolaccia leggera di piccola entità.
8 CRISETIG: la fascia di capitano non gli basta più e ora ci proverà con quella tricolore alle elezioni, ma recupera palloni con la foga di un giocatore di bocce del torneo di ferragosto ai bagni Ausonia di Lignano.
10 CAPRARI: propositivo e scoppiettante si ritrova davanti dei marcantoni a cui può solo fare da matrioska. Comunque non sembra lui. Siamo sicuri sia lui?
14 POMPETTI : Calabro minaccia di gonfiarlo se non segue gli schemi. Lui si intimorisce e fa cose fino al 59', poi Spompetti. (23 DI MARIANO: entra giusto per sparare un cross a 2.000 all'ora scambiato per un razzo satellite di Elon Musk).
15 LASAGNA: con le alte temperature si frigge un po in campo, ma i suoi guizzi sono ben propositi.
21 ZUELLI: a Citta aveva il 9 e ci manda un po' in confusione, difatti non c'abbiamo capito niente.
24 CARISSONI: anche lui riproposto con un nuovo numero di maglia, ci crea scompiglio soprattutto per la mancanza del pantaloncino tirato su a "mutanda alta" che lo aveva contraddistinto a Cittadella.
27 DELLA VALLE: altra new entry, anghe se dal capello ci ricorda un po Dellicarri. Si fa fregare in occasione del gol, ma la sua partita è comunque positiva, non all'antidoping per fortuna.
32 SGARBI: sempre elegante nei suoi interventi, partecipa anche lui al la sfida su chi mena meglio Zaniolo.
58 PASTINA: tira un paio di roncolate a Zaniolo con una cattiveria che lo manda in spogliatoio piangendo. (5 LOVATO: lo sostituisce a metà ripresa per lasciare andare Pastina a finire Zaniolo in spogliatoio. (Cmq xe queo co e scarpe gialle).
98 ZANIMACCHIA: piu reattivo nel secondo tempo dobbiamo ancora studiare le sue potenziali doti, ma pare ci riserverà grosse sorprese, in un modo o nell'altro
20 BORTOLUSSI: ricomincia la stagione come l'aveva finita: venendo menato in campo.
CALABREOLETTI: ha un'apertura ascellare di 3 mt e un braccio tipo lottatore Wwe tanto che dalla paura Peghin preferisce guardarsi la partita lontano dalla panchina. In panchina la sua pelata trasuda cattiveria e si agita come un tarantolato, tanto che il Quarto Uomo è costretto a chiamare il Telefono Azzurro dopo uno scambio acceso di opinioni. In panchina è ritornata quell'aria di inquietudine misto terrore che ci aveva accompagnato per 3/4 della scorsa stagione.
LO STADIO DI UDINE: una perla ingeneristica di rara bellezza che tutti invidiano. Tribune rasenti campo, visibilità ottimale, cessi de luxe con carta igienica super soft, seggiolini comodi, effetto vulcano in eruzione all'ingresso delle squadre (che visto l'Etna va di moda) e servizio discoteca incluso con Dj a bordo campo che -vi dirò-, a fine primo tempo è stato anche piacevole, soprattutto se paragonato alle "ragaettonate euganee" di inizio partita.
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