Becos e Murones

Becos e Murones (SRD) Sos “Becos & Murones” sunt unu grupu de cumpanzos apassionados de escursiones e de archeologia, naschidu in su 2021 in Patada (SS).

Nos piaghet a crabarzare in sos montes de bidda, in chirca de nuraghes, tumbas de gigantes, putos, muraglias e bai. Sighide·nos si cherides bidere totu sas bellesas archeologicas chi s’agatant in Patada e in sas biddas a curtzu. (ITA) I “Becos & Murones” sono un gruppo di amici appassionati di escursionismo e archeologia, nato nel 2021 a Pattada (SS). Ci piace girovagare sui monti del nostro paese, alla ricerca di nuraghi, tombe dei giganti, pozzi, muraglie e così via. Seguiteci se volete vedere tutte le bellezze archeologiche presenti a Pattada e nei paesi vicini.

Козли и Муфлони 🇧🇬Salve a tutti! L’ultima volta a est siamo stati a Corfù, due anni fa. Stavolta ci spingiamo oltre, sin...
26/05/2026

Козли и Муфлони 🇧🇬

Salve a tutti! L’ultima volta a est siamo stati a Corfù, due anni fa. Stavolta ci spingiamo oltre, sino alla splendida Sofia! Incastonata nei Balcani alle pendici del Monte Vitoša (da cui prende il nome la famosa via), non troppo lontana dai confini con Kosovo e Macedonia del Nord, la capitale della Bulgaria rappresenta un esempio stupendo di varietà culturale, un crocevia tra Russia, Grecia e Turchia, abitata sin dai tempi dei Traci, passando per il dominio macedone, romano, bizantino, bulgaro e ottomano, passando poi tra monarchia, socialismo sino all’attuale regime liberale e presidenziale un po instabile. Nella città si reispira un forte orgoglio nazionale, a partire dalle innumerevoli strutture e siti intitolati al patriota Vasil Levski, ma anche ammirando il NDK (Национален дворец на културата, Natsionalen Dvorets na Kulturata), il Palazzo della Cultura, fatto costruire nel 1981 dal Partito Comunista Bulgaro per celebrare i 1300 anni della Bulgaria.

Tuttavia, questo non toglie spazio alle testimonianze del passaggio di tutte le altre culture, e un esempio lampante sono le rovine dell’antico insediamento di Serdica, nel cuore della città, letteralmente accanto al municipio. L’insediamento fu in origine un oppidum (città fortificata) dei Traci, per poi far parte del Regno di Macedonia a partire dal IV secolo a.C., per poi essere conquistata dalle armate romane di Marco Licino Crasso attorno al 29 a.C. È in questo periodo che prende il nome di Serdica (Ulpia Serdica).
Pare che la città, inizialmente, fosse di notevoli dimensioni e appunto fortificata, con varie zone dedicate all’assembramento, come un foro, un teatro, terme e via dicendo. Sotto Diocleziano, la città divenne capitale della provincia della Dacia Mediterranea, arrivando a essere definita da Costantino il Grande “la mia Roma”, essendo inoltre sede vescovile e sede di un Concilio. Infine, la città fu distrutta dagli Unni attorno al 467.

Attualmente, le rovine visitabili dell’antica città si trovano in un sito piuttosto particolare. Infatti, gli scavi (in parte accessibili liberamente e all’aperto, in parte protetti all’interno del Museo di Archeologia di Sofia) sono al centro di una serie di strutture che sono appunto testimonianza della ricchissima storia della città. In Viale Maira Luisa procedendo verso Viale Vitoša si trovano, nell’ordine:
- La sinagoga di Sofia
- La moschea di Banya Bashi
- Le rovine di Serdica
- La chiesa di San Giorgio, costruita sopra le terme della parte romana dell’antico insediamento
- La statua di Santa Sofia, posta nel 1991 al posto di quella di Lenin
- La cattedrale ortodossa di Sveta Nedelya

Lo scavo, delimitato praticamente dagli ingressi della metropolitana, si estende quindi per un centinaio scarso di metri, a circa 10 metri di profondità rispetto alla sede stradale, ed è appunto facilmente accessibile da Viale Maria Luisa. La parte esterna mostra quello che probabilmente era una zona non troppo centrale dell’antica città. Si possono ancora osservare i resti delle terme, delle latrine, le mura interne della città, i resti di un circolo, probabilmente usato per assemblee, i resti di una casa padronale e di un’altra dove è possibile ammirare persino l’ingegnoso sistema di riscaldamento ad aria: una serie di canali sottostanti al pavimento, un vero precursore degli attuali sistemi più sofisticati. Sempre in questa parte, si può appunto visitare la chiesa di San Giorgio, risalente al quinto secolo, costruita in cima alle vecchie terme.
All’interno del museo invece sono presenti le rovine dell’antica fortezza, delle mura e ulteriori resti.
Andando verso il Ponte dei Leoni, è possibile osservare i resti di un ponte, mentre nella cripta della Basilica di Santa Sofia sono presenti delle tombe.

In caso capitiate a Sofia, questa è una chicca da non perdere!

A presto, Stay Becos, Stay Murones

19/04/2026

🏃‍♂️🏰🏞️

🌳 Su chelcu de sa 'e Multinu ❄️
11/01/2026

🌳 Su chelcu de sa 'e Multinu ❄️

🔵 𝙉𝙪𝙧𝙖𝙜𝙝𝙚 𝙇𝙖𝙢𝙗𝙧𝙤𝙣𝙚 – 𝙇𝙤𝙘. 𝙎𝙖 ‘𝙚 𝙇𝙖𝙢𝙗𝙧𝙤𝙣𝙚 (𝙋𝙖𝙩𝙩𝙖𝙙𝙖)🗺️ Tra la moltitudine di siti nuragici presenti in Su Monte ‘e Subra n...
07/12/2025

🔵 𝙉𝙪𝙧𝙖𝙜𝙝𝙚 𝙇𝙖𝙢𝙗𝙧𝙤𝙣𝙚 – 𝙇𝙤𝙘. 𝙎𝙖 ‘𝙚 𝙇𝙖𝙢𝙗𝙧𝙤𝙣𝙚 (𝙋𝙖𝙩𝙩𝙖𝙙𝙖)

🗺️ Tra la moltitudine di siti nuragici presenti in Su Monte ‘e Subra non vi abbiamo mai parlato di quello di Sa ‘e Lambrone, massiccio monotorre poco conosciuto e un po’ snobbato, forse perché si trova in un’area poco frequentata, a poca distanza da Su Monte de Sa Muzere.

🥾 A farci da cicerone durante la visita al sito ci ha pensato Antonio, allevatore locale la cui azienda si trova proprio a ridosso del suddetto nuraghe, che molto gentilmente ha rubato un po’ di tempo al suo lavoro per farci conoscere i segreti di questo luogo.

🏞️ A differenza della maggior parte dei nuraghes della zona, solitamente costruiti sulle cime più alte dei nostri rilievi, questo si trova al centro di un bellissimo pianoro, anche se pur sempre a più di 900 metri sul livello del mare.

🗿 Difficile stabilire con chiarezza se si tratti effettivamente di un monotorre o di un polilobato, questo perché si riesce ad intravvedere almeno una seconda struttura circolare adagiata a quella principale, ma non sappiamo se questa sia coeva alla torre o costruita a posteriori. In ogni caso, la torre principale è purtroppo parzialmente interrata (non si vedono ingressi) e presenta numerosi crolli, tanto da non potervi accedere nemmeno da sopra. È probabile che il nuraghe si trovi in tale condizione da tantissimo tempo, dato che la terra depositatasi in mezzo ai crolli sia talmente tanta da aver permesso la crescita di numerose piante di leccio.

🛖 I massi che lo costituiscono, rigorosamente di granito, non sono particolarmente lavorati e hanno dimensioni veramente notevoli. Nelle immediate vicinanze sono presenti dei resti riconducibili a delle mura e anche due strutture circolari (forse antiche capanne?).

🌳 L’intero complesso si trova ai margini di un bellissimo bosco che conserva maestosi esemplari di querce secolari, la più grande delle quali presenta un tronco che raggiunge i sei metri di circonferenza, un vero e proprio monumento!



➡️ A questo link trovate la mappa in alta definizione dei Becos e Murones, contenente tutti i siti archeologici di epoca pre-nuragica e nuragica del territorio Pattadaese: https://drive.google.com/file/d/1aWY676_-W2Ng1pMSxLHkIa1l9TzxEsAy/view?usp=drivesdk

📢 Carissimi amici di Becos e Murones, siamo lieti di annunciarvi una nuovissima iniziativa! In collaborazione con Zaino ...
15/09/2025

📢 Carissimi amici di Becos e Murones, siamo lieti di annunciarvi una nuovissima iniziativa! In collaborazione con Zaino Sardo abbiamo deciso di organizzare un'escursione nel cuore più selvaggio ed ancestrale del nostro paese: OLOMENE.
Si tratta di un luogo a noi molto caro, in quanto è proprio lì che ha preso forma il nostro gruppo ed è nato il nostro nome. 🐐 🐏

🏰 Visiteremo la muraglia megalitica di Sas Domos de Sa Terra (la più grande di tutto il Monte Acuto!); arriveremo poi al villaggio abbandonato di Cugadu, con le sue caratteristiche casette di pietra; infine raggiungeremo la fortezza nuragica di Olomene, nota ai più come “Su Casteddu”, dalla cui sommità potremo godere di una vista spettacolare su tutte le regioni circostanti. 👀

⛰️ Il percorso si snoda lungo strette ed impervie valli a V, sovrastate da imponenti pareti granitiche lavorate dagli elementi e dal tempo, con rocce multiformi e guglie naturali degne del miglior architetto gotico, il tutto impreziosito da giganteschi alberi monumentali quali olivastri, sughere e roverelle. Un'occasione imperdibile per chi come noi è amante della natura e della storia del nostro territorio. 🌳

🎒 L'escursione verrà guidata proprio dalla guida ambientale escursionistica Zaino Sardo, il nostro amico Damiano Arminu. In calce al post troverete tutti i contatti per ulteriori informazioni e prenotazioni. I posti sono limitati, quindi non esitate a contattarlo!

🗺️ Caratteristiche percorso:
- lunghezza: ~ 7 km;
- dislivello D+: 500 m;
- difficoltà: Escursionistico (E);

📆 Quando? DOMENICA 28 SETTEMBRE, ORE 09:00;

📌 Ritrovo: PIAZZA D'ITALIA (Su Pebianu);

🚙 Trasferimento: con auto propria;

🥾 Cosa portare? Scarpe da trekking, felpa e/o giacca, acqua (almeno 2 litri), pranzo al sacco.

*PER INFO E PRENOTAZIONI:*
📞 +39 380 269 6302

*DAMIANO ARMINU - GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA*
🔗 Zaino Sardo
















🔵Su Casteddu 'e Olomene.➡️ Amici di Becos, in questo post vi racconteremo un po' di curiosità su una delle nostre prime ...
24/07/2025

🔵Su Casteddu 'e Olomene.

➡️ Amici di Becos, in questo post vi racconteremo un po' di curiosità su una delle nostre prime avventure. Tanto affascinati dal mistero che avvolge Olomene, ma ancora acerbi in fatto di escursioni, il giro previsto si è dimostrato abbastanza ostico ma molto soddisfacente.

⛰️ Al nostro secondo tentativo di raggiungere l’obiettivo nel giro di un paio di settimane, ci mettiamo in marcia seguendo una strada sterrata aiutati dal GPS, alla ricerca della via migliore per raggiungere il sito (scoprendo solo in seguito non essere il percorso canonico). Nonostante le forti pendenze del primo tratto, affrontiamo il dislivello senza particolari difficoltà aiutati da una sosta accompagnata da qualche bevanda ghiacciata, e una volta scollinato e giunti al punto di dover obbligatoriamente abbandonare la comoda via, iniziamo a navigare ad occhio e ad attraversare la macchia. Il cisto rallenta il passo, le ginestre spinose lasciamo perdere, sassi e rocce sempre più imponenti complicano ancora di più le cose le cose. Il primo scorgere delle vette da raggiungere e della meravigliosa vista della vallata verso Oschiri, il Coghinas e il Limbara ci ripaga di ogni sforzo, dimenticando rapidamente le difficoltà appena affrontate, con l’obiettivo sempre più visibile e vicino.

🙌 Poco prima di raggiungere il rudere sbagliamo clamorosamente direzione, ritrovandoci tutti su un versante ripido e non percorribile. A quel punto un componente esclama la famosa frase: "ma in custu mamentu bos intendides pius becos o pius murones?”, seguita da risate generali ma soprattutto, involontariamente, dando luce al nome del gruppo.

👀 Dopo un'ultima arrampicata arriviamo al complesso, di spalle rispetto alle mura principali: maestosi massi, muraglie larghe oltre il metro, superfici calpestabili, numerosi crolli, qualche architrave ancora presente. Cosa era tutto ciò? I racconti popolari parlano di "Su Casteddu", probabilmente inteso come fortezza di epoca nuragica, alcuni affermano il suo utilizzo fino all'epoca medievale, qualcuno racconta di un "Siddadu de Olomene". Questo rudere, arroccato su uno spuntone granitico e che si affaccia verso il nord Sardegna, con un panorama a 360 gradi di rara bellezza, merita certamente una nuova visita.

⚠️ Recuperata la via del ritorno, attraversando la valle in località Cugadu, arriviamo al punto di partenza con il sole già tramontato, le torce dei cellulari pronte ad accendersi e un meritato spuntino ad attenderci, rigorosamente sui cofani delle nostre auto.

Indirizzo

Pattada
07016

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