Andrea Stoppa

Andrea Stoppa

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From traditional Bujutsu to modern Budo. Using old principles for better results.

29/08/2026

Come praticante di Kyokushinkai sento il bisogno di dare il mio contributo a una discussione che spesso torna ciclicamente: quella sui miti, le imprese leggendarie e le storie che circondano i grandi maestri del passato.
Il maestro Masutatsu Oyama è stato senza dubbio una figura straordinaria. La qualità dei suoi allievi parla da sola, così come l’impatto che ha avuto sul karate mondiale.
Ma è altrettanto vero che Oyama ha saputo gestire la propria immagine in un periodo storico in cui la società giapponese aveva bisogno di simboli forti, di eroi capaci di incarnare disciplina, coraggio e spirito di sacrificio
Nell’immaginario dell’epoca, affrontare un vitello, un toro o qualsiasi animale di quel peso era percepito come un’impresa titanica.
E quelle immagini, quei racconti, hanno contribuito a costruire un’aura quasi mitologica attorno alla sua figura.
Ricordo ancora quando dormii nel vecchio Hombu Dojo di Ikebukuro: in una bacheca c’era il c***o dell’animale e il costume che Oyama aveva indossato, simile a quello di un gladiatore romano. Accanto, un biglietto scritto da lui:“È una cosa che non avrei voluto fare, ma a quei tempi ho dovuto farla.”Da lì nascono le leggende. E le leggende, si sa, crescono.
Così come sono cresciute attorno a tanti maestri giapponesi — anche quelli che hanno vissuto in Italia — e, perché no, anche attorno a me.
C’è chi racconta che abbia affrontato tre, cinque, sette, tredici malintenzionati in discoteca per difendere la mia fidanzata, mettendoli tutti KO.
Storie che fanno sorridere, ma che dimostrano quanto il mito sia parte integrante delle arti marziali.
La verità è che la validità del Kyokushinkai e l’eredità del maestro Oyama non dipendono da queste imprese, reali o presunte.
Tuttavia, in quegli anni hanno avuto un impatto enorme, proprio come le dichiarazioni di alcuni maestri di jiu-jitsu brasiliano che sostenevano di aver vinto 100, 150, 200 incontri consecutivi.
È importante ricordare che dietro ogni leggenda c’è sempre un contesto, una cultura e un bisogno.

28/08/2026

Massimo in vacanza all'estero tiene alto il nome della nostra accademia!

Photos from Andrea Stoppa's post 27/08/2026
26/08/2026
20/08/2026

Mentre eseguo Seipai qui in Val Pentina, circondato dalle montagne e dal silenzio che amplifica ogni gesto, sento quanto la natura trasformi il kata.

Il terreno irregolare, l’aria fresca, la luce che cambia: tutto diventa parte dell’allenamento, tutto obbliga il corpo a rispondere in modo autentico.

Allenarsi in mezzo alla natura è un richiamo alle origini del karate: non puoi scegliere il terreno dello scontro, quindi devi imparare a muoverti ovunque, ad adattarti, a restare centrato anche quando l’ambiente ti sfida.

Qui ogni passo è reale, ogni spostamento richiede equilibrio vero, non quello perfetto del tatami.

In questo contesto, mentre eseguo Seipai in versione URA, ogni tecnica speculare richiede ancora più attenzione.

Il corpo deve ripensare le direzioni, la mente deve restare vigile, il kata diventa un gioco di specchi che affina la consapevolezza.

Allenarsi così non è solo pratica: è esplorazione, è ascolto, è libertà del corpo e dello spirito.

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Martedì 18:00 - 21:00
Mercoledì 19:30 - 21:00
Giovedì 18:00 - 21:00
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