02/10/2024
"Se siamo intenzionati a fare la seconda squadra? Ci stiamo pensando. Certo, rappresenta un costo, ma le squadre che lo hanno fatto vedono i frutti del lavoro svolto. Insomma, non posso dire che è sicuro, ma ci stiamo facendo una riflessione.".
Sull’esonero di De Rossi:
«Non è una domanda facile a cui rispondere, e del cambio allenatore è meglio parlarne più avanti. Sicuramente è stato un momento difficile e doloroso per noi. Daniele è una leggenda del club, lo resterà per sempre, lo ringrazio perché mi ha accolto a braccia aperte, avevamo un rapporto franco e onesto. Ero toccato dalla situazione perché se l’allenatore fallisce anche io ne risento. Ma come Dan ha detto, avrà sicuramente una bella carriera e questa sarà sempre casa sua»
Perché esonerarlo dopo quattro giornate a fronte di un programma triennale:
«L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che capisco le tante domande sul momento e sui motivi di alcune scelte. Non voglio però alimentare un dibattito che sarebbe inutile: ormai la decisione è stata presa e penso sia il momento di andare avanti, facendo il nostro lavoro e continuando con il nostro progetto».
Il suo ruolo sul mercato tra Souloukou e Beppe Riso:
«Io sono arrivato quattro mesi fa e c’era già in piedi un’organizzazione abbastanza chiara con Lina come Ceo. Il mio obiettivo è stato quello di adattarmi e cercare di lavorare insieme a lei per trovare un equilibrio tra Ceo, diesse e tecnico. Sull’agente Riso non mi esprimo perché in quanto tale non ha un impatto decisionale all’interno della Roma. Ci sarà un nuovo Ceo che arriverà e il nostro obiettivo è creare una coesione e una relazione di lavoro che sia efficace».
Sulla trattativa tra Dybala e l'Al-Qadsiah:
«Su Paulo c’è stato l’interesse dell’Al-Qadsiah e come normale che sia ci ha riflettuto. Ha fatto una scelta di cuore ed è positivo per tutti, sia per le qualità del giocatore, sia per le sue connessioni al club, a Dan e Ryan, e ai tifosi. Noi essendo pragmatici, siamo stati costretti a prendere in considerazione la sua volontà di partire. Quindi da un lato avevamo l’opzione di dover essere pronti a sostituirlo, dall’altro invece il lato positivo di continuare ad avere un top player in rosa»
Non siete stati voi ad aver cercato questa offerta per Dybala, ma vi è arrivata?:
«Situazione normale come in tutti i mercati».
Oltre al nuovo Ceo, c'è intenzione di inserire un nuovo dirigente che potrà aiutare e sostenere l’allenatore?:
«Non sono al corrente se i Friedkin vogliano prendere un direttore tecnico, o che tipo di profilo di dirigente stiano cercando. Indipendentemente dalla figura che arriverà, il nostro lavoro è quello di cercare di costruire una struttura che lavori insieme in modo tale da creare un legame con lo staff e con l’esterno».
«Vogliamo creare una Roma performante e sostenibile, con questo equilibrio. Sono stati fatti investimenti importanti per giocatori giovani, con meno di 25 anni. A parte Dovbyk che è comunque il capocannoniere della scorsa Liga e rappresenta più la parte di performance. Il nostro compito è sostenere i calciatori, farli crescere e creare un valore».
Sul ritrovare il feeling con i tifosi.
«Rispettiamo al 100% il loro malcontento. Anche i giocatori sono toccati da questa situazione, il mio obiettivo è creare unità interna. Se viene fischiato un giocatore, viene fischiato tutto il club, tutta la squadra».
Su Juric:
«Sono molto contento per lui, è arrivato in un contesto difficile, con umiltà, con grande rispetto per Daniele e i giocatori. Ha fatto un lavoro ammirevole in pochi giorni, è riuscito a creare coesione in un momento comprensibilmente difficile. Sto scoprendo un uomo e un mister di qualità, di valore».
Obiettivo Champions:
«Sì, in Champions. Anche in termini di identità, Juric incarna i valori della Roma. È un allenatore che lavora molto e chiede ai giocatori di lavorare molto, e credo sia ciò che l’ambiente vuole sentire. Il lavoro è un valore che mi hanno inculcato fin dall’inizio, da quando sono arrivato. Anche con Daniele abbiamo visto le intenzioni di avere una Roma alta, che vada a pressare: anche Juric ha queste caratteristiche».
Sui Friedkin e l'Everton:
«I Friedkin sono chiari, vogliono il meglio per il club. Si impegnano sia a livello economico, che in termini di energie personali. Vincere ovviamente è una cosa, ma l’importante è come lo facciamo, ed è importante farlo con la formula di cui abbiamo parlato prima. Sta a noi lavorare ora con coerenza e uniti. Per quanto riguarda l’Everton, i Friedkin sono sempre stati chiari sull’impegno nei confronti della Roma. Nessuno qui si immagina con quanta forza e quanto impegno si occupino del club. Io ne sono testimone».
Svilar, Zalewski e Pisilli:
«Forse dico qualcosa che non ci aiuta nella trattativa, ma quando vedo la voglia di Baldanzi e Pisilli nell’entrare in campo, vedo il DNA che vogliamo in questa Roma. Abbiamo anche la volontà di portare giocatori del settore giovanile in prima squadra. Per quanto riguarda Zalewski, siamo nel dialogo costante con il giocatore e l’agente, e vedo due persone che amano il club e speriamo di trovare una soluzione il prima possibile. Perdere un giocatore del settore giovanile in questo modo non è un’opzione perché siamo la Roma. Per Pisilli abbiamo fatto riunioni con gli agenti, cercando una soluzione il prima possibile, ma ha già un contratto. È giusto che sia ripagato il suo lavoro, ma è importante continui così a essere performante. Su Svilar, lo rivedremo, lo merita, le sue prestazioni sono di alto livello».
Su Le Fée:
«Non ha mai avuto infortuni importanti, neanche da giovane. È un peccato, questo infortunio ha fermato un po’ la sua evoluzione. Era entrato bene con l’Empoli, al mister piace tanto, è importante recuperarlo. Anche qui vediamo però la qualità del gruppo. Avremo altri infortuni, con tante partite, ma abbiamo una rosa che ci permette di vedere la qualità dei giocatori».
Su Abdulhamid:
«Non è stato acquistato per fare il titolare, ha tante qualità. Si tratta di un calciatore appena arrivato in Europa dall’Arabia Saudita. Pensare che non abbia qualità vuol dire non conoscere il giocatore, non va giudicato per 15 minuti alla prima all’Olimpico, in un match così importante. Giocando a tre, abbiamo tanti giocatori per fare i quinti, anche a destra, lui fa parte di questi»
Fonte: Corriere dello Sport