Pro Trento

Patrimonio della città www.protrento.it

[07/11/14]   Il Comitato Pro Trento comunica che, come programmato e dando ancora una volta prova di coerenza e trasparenza, sono state ultimate in queste ore le procedure bancarie e paypal di restituzione delle quote ai legittimi intestatari. In caso di disguidi o ritardi, siete pregati di comunicarlo alla mail protrento @ pro trento.it
Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuti, aiutati, consigliati, i tanti che ci hanno tributato attestati di stima e chi ha avuto una sola parola. Anche da questo si giudicano le persone.

[07/05/14]   Comunichiamo che a partire da lunedì prende il via la restituzione quote ai legittimi intestatari. Ci sono dei tempi tecnici bancari indipendenti dalla nostra volontà per la ricerca dell'IBAN mittente, vi preghiamo quindi di pazientare. Chi volesse sveltire le operazioni è pregato di mandare via mail a [email protected] il proprio codice IBAN unitamente agli estremi comunicati a suo tempo e la data di versamento. Grazie a tutti.

[07/02/14]   Un altro pezzo della tifoseria aquilotta si ferma, in netta contrapposizione ai modi ed all'agire del gruppo fondatore dell'A.C. Trento. Ecco quanto riportato dal sito dei Fedelissimi, primo e storico baluardo in rete del tifo gialloblù.

I Fedelissimi Gialloblu prendono atto degli eventi che hanno impedito la partecipazione di una parte consistente della tifoseria (unita nel progetto “Pro Trento”) alla costituzione di una nuova realtà calcistica e per ora si fermano qui, sia nel sostenere il Trento che nell'aggiornare questo spazio web.
Ringraziando il comitato "ProTrento", che ha lavorato un anno per qualcosa nella quale abbiamo creduto in tanti, proviamo delusione nel constatare che, ancora una volta, la componente tifosi non viene presa in considerazione.
27 giugno 2014

[07/01/14]   Riceviamo ancora tanti attestati di stima da parte di chi ha creduto nel nostro tentativo di creare una società che avesse come cardini la condivisione e l'appoggio dei tifosi. La lista dei soci fondatori della neonata A.C. Trento ci convince ulteriormente che davvero non si è ancora capito a Trento cosa voglia dire "rispetto per i tifosi", gli stessi che da più parti danno segnali di abbandono definitivo, come ad esempio ci comunicano i ragazzi di Solo Trento, il portale che da tanti anni raccoglieva le speranze dei tifosi aquilotti. Ecco il loro comunicato di chiusura.

Sono passati oltre dodici anni da quel febbraio 2002 in cui, per la prima volta, il sito SoloTrento appariva sul web. Dodici anni in cui abbiamo cercato di dare un punto di riferimento alla tifoseria gialloblu, scontrandoci con risultati sportivi sempre più deludenti e con gestioni societarie a dir poco censurabili, tanto da portarci a due fallimenti in un decennio e ad un tragico cambio di denominazione imposto e fieramente osteggiato. L’obiettivo del sito e quello del gruppo di tifosi che in esso si riconoscono, è sempre stato solo e soltanto quello di dare dignità ad un blasone, una maglia ed una storia troppo spesso calpestati per incapacità o peggio per dolo. Nel corso degli anni, grazie al sito ed al forum, siamo stati in prima fila assieme agli altri gruppi del tifo organizzato in tutte le iniziative a salvaguardia dei nostri colori, del nostro nome e della nostra storia. Lo abbiamo fatto senza secondi fini, con il solo amore per questi colori che fin da bambini ci hanno reso orgogliosi e parte di una comunità. Per questo motivo abbiamo da subito abbracciato e condiviso il progetto Pro Trento, perché lo sapevamo fondato sull’ideale a noi caro: "Una società di calcio è patrimonio sociale, culturale ed affettivo della comunità cui appartiene e dei propri tifosi, non semplice impresa economica di coloro che ne sono temporaneamente proprietari". Oggi che questo progetto si è chiuso nel malo modo che tutti abbiamo potuto vedere, non troviamo più motivazioni per proseguire nella nostra avventura e quindi con estrema delusione e rabbia abbiamo deciso di chiudere il sito a breve e scioglierci, seguendo l'esempio dell'altra voce del tifo gialloblù sul web, i Fedelissimi. A partire dal prossimo 20 agosto Solo Trento si spegne.

Non ce la sentiamo, infatti, di sostenere o anche solo di considerare, la nuova società nata dall’acquisizione all’asta fallimentare dei diritti del fu Trento Calcio 1921, come rappresentativa della Città, piuttosto la riteniamo uno dei tanti Trento possibili e casomai rappresentativa dell’unico modo in cui a Trento, da almeno vent’anni, si riesca (o meglio non si riesca) a fare calcio, e cioè anteponendo gli interessi personali o lobbistici a quelli generali.

Una società che nasce ancora una volta dall’errore imperdonabile di aver estromesso i tifosi che, con la loro passione e la loro generosità, avrebbero potuto/dovuto essere la spina dorsale sulla quale appoggiarsi (e se lorsignori avessero avuto qualche scaltrezza in più, anche una facile foglia di fico dietro cui riparare i prossimi errori) sfruttando anche, ad esempio, le tante professionalità che già si erano rese disponibili a costo zero, come già si era evidenziato nella cura dedicata dalla Pro Trento al proprio sito, alle iniziative coinvolgenti e innovative per la definizione del logo societario e delle nuove maglie e alle tante altre già in cantiere per creare comunità.

Niente di tutto questo, quindi avanti con l’uomo solo al comando, avanti con la pletora di fiancheggiatori non paganti, i soliti noti, che sfruttano la scia per propria visibilità personale; avanti con gli ex per garantirsi quel flebile tasso di sangue gialloblu che a nessuno scorre nelle vene, con il facile benestare della politica a cui va bene tutto purché tutto resti invariato e i tifosi continuino a fare solo i tifosi a comando.

Prima di chiudere questa lunga, faticosa, emozionante esperienza che ci ha arricchiti come persone e tifosi e dedicarci ad altro, ci corre l’obbligo però di scrivere cosa pensiamo della stampa locale che ancora una volta ha mostrato il lato peggiore di sé, fornendo un'immagine ancora più collosa, collusa e distorsiva del loro agire. La stampa cittadina sembra avere come unico scopo quello di fare da cassa di risonanza per le iniziative dei soliti noti, prendendo per buono tutto quello che gli “imprenditori, gli “amministratori” o semplicemente “quelli che contano” hanno da dire, troppo spesso senza minimamente scendere nel dettaglio o considerare ed ascoltare le voci contrarie.

Tanto è successo in questi giorni in cui sui giornali (che sforzo chiamarli così) locali si sono susseguiti interviste e articoli a senso unico che incensavano l’operato di Giacca & Company, nei quali venivano evocati, come fondanti della nuova società in un assurdo ribaltamento del gioco delle parti, i principi cari al comitato Pro Trento proprio per attaccare il comitato stesso e nel contempo si riportavano informazioni fuorvianti circa la restituzione delle quote raccolte dai tifosi o una continuità ideale nella raccolta quote che invece non esiste, perchè l'AC Trento nasce per imposizione e non viene dal basso, non ha credibilità presso i tifosi. Si è poi insistito con una ostinazione che rasenta il dolo e l'approssimazione assoluta a definire i tifosi che avevano aderito al progetto Pro Trento con termini come "ultras" e "ala oltranzista del tifo" ben sapendo che invece si tratta di persone guidate nel loro operato solo da amore e passione per i colori gialloblu. Ma fin da subito, chissà per quale motivo la Pro Trento, nata dalla passione disinteressata era la "squadra degli Ultras" caricando con questa definizione tutti i possibili significati negativi che chi non sa di tifo e stadio può dare a questo termine. A questi signori vogliamo semplicemente dire di ricordarsi dei loro peana e delle loro azioni, del loro ostentato disinteresse per quanto avevamo da dirgli, quando a ottobre si recheranno al Briamasco per assistere alle partite del Giacca football club e si ritroveranno circondati solo da qualche decina di paganti (?), li contino uno per uno, perchè quelle sono le sole persone che ancora daranno loro credito e giustificano quello che con uno sforzo sovrumano ci tocca considerare un lavoro.

Noi ce ne andiamo, allora. Non consideriamo più tollerabile vedere il nostro amore per questi colori in ostaggio di chi se ne fa beffe, di chi liscia il pelo ai tifosi con facili parole ma poi agisce al contrario, di chi improvvisamente si scopre "appassionato tifoso gialloblu" dopo non essere mai stato avvistato negli ultimi 20 anni allo stadio, di chi a parole è per la rinascita del Trento ma meschinamente in TV o sui giornali gode e ridacchia dei fallimenti di questo progetto. Piccolo uomo. Anche solo nominarlo sarebbe dargli troppa importanza. Vogliamo ringraziare di cuore chi in questi dodici anni ci ha letto, scritto, chi ha partecipato al forum rendendolo uno strumento di condivisione e di unità del tifo aquilotto, chi ha speso tempo con noi per rendere le nostre pagine leggibili e godibili, chi con noi ha condiviso trasferte disperate verso sconfitte preannunciate (dove, guarda caso, non trovavamo mai nessuno dei vari "appassionati tifosi" che ora si prendono il Trento), chi ha steso la propria pezza in un settore per il solo orgoglio di dire "tifo Trento e ci sono, al di là del risultato". Ecco a tutto questo, i tanti professionisti che si sono presi il Trento, hanno rinunciato e proviamo imbarazzo e tristezza per come cercano in facili pubbliche dichiarazioni, impossibili cambi di umore e rotta del tifo. Non ce ne saranno perché i tifosi hanno imparato a distinguere e sono davvero stufi di farsi prendere in giro. Dopo oltre trenta anni di tifo per le Aquile per la prima volta ci sentiamo esausti, questo non è più il nostro luogo.

Avanti le Aquile, avanti i ragazzi del Trento, per sempre gialloblù. Solo Trento

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Comunicato 26.06.2014 da www.protrento.it
In seguito a quanto emerso negli ultimi giorni riteniamo con grande rammarico che non sussistano le condizioni necessarie per poter partecipare alla gara d'asta per l'acquisizione del titolo del Trento Calcio 1921.
Questo nonostante ci fossero i presupposti economici per farlo ma la nostra convinzione è che questa società avrebbe dovuto coinvolgere la città e la tifoseria intera, diventando un punto di riferimento, non semplice giocattolo nelle mani di alcuni.
Questo avrebbe dovuto essere l'anno zero del calcio aTrento, una ricostruzione totale per cancellare un passato carico di errori madornali, risulta evidente come invece non sussistano gli elementi per voltare pagina, che non siamo pronti a capire che una società di calcio è un patrimonio della città e senza tifosi, senza passione e condivisione di cui tanti si riempiono la bocca senza metterla in pratica, non ha senso costruire qualcosa che nasce sbagliato.

Allo stesso modo, sempre valutando la situazione attuale, crediamo non sia sensata la costituzione di una seconda società con i colori ed il nome di Trento per la partecipazione a campionati minori. Una situazione che, come già detto, produrrebbe evidenti effetti negativi ingenerando spaccature nella tifoseria.

Per questi motivi crediamo sia quindi necessario porre fine al nostro percorso, non senza pensare con delusione alla ennesima occasione persa per costruire qualcosa di condiviso, partecipato e pulito.
Noi ci fermiamo quindi, perché nel corso di questi mesi ne abbiamo sentite e viste troppe, abbiamo toccato con mano che con questi presupposti a Trento non si può creare un gruppo coeso ed importante, non c'è convergenza di intenti perché prevalgono altri interessi che non sono quelli della tifoseria. Ognuno si assuma le proprie responsabilità quindi ma di certo da oggi non si potrà mai più dire che la colpa sia dei tifosi. Il Trento non si compra, si ama.

Con il Trento nel cuore.
Comitato Pro Trento

protrento.it Comitato Pro Trento

[06/18/14]   Nelle ultime ore abbiamo avuto pressante la richiesta di chiarimenti da parte di chi ha aderito al nostro progetto, prendendo a cuore il nostro lavoro. Riteniamo doveroso quindi fornire spiegazioni sulla evoluzione dei fatti occorsi anche in virtù delle distorsioni non sappiamo quanto casuali o volute della stampa locale che, nonostante nostri ripetuti comunicati e inviti alla correttezza, continua a fornire versioni distorte senza interpellarci, spesso basando articoli sul "sentito nell'ambiente" o peggio dando per buona la versione di chi ha "il manico". Per questi motivi affidiamo ai nostri organi societari quanto abbiamo da comunicare.

Il Comitato Pro Trento, per il bene dei nostri colori e del progetto, ha da subito individuato la forma cooperativa come la migliore per crescere. Ha di conseguenza chiesto pubblicamente fiducia ai tifosi e nel contempo, con la volontà di fortificare il progetto, ha cercato alleanze col tessuto economico ed imprenditoriale.
La forma cooperativa prevede che un socio che versa la propria quota ha lo stesso potere di voto di ogni altro socio che, ogni anno, può legittimare il lavoro svolto dai quadri societari, non certo giudicare o estromettere gli sponsor.

Da qui anche nasce l'avvicinamento con il gruppoGiacca Impianti Elettrici che, dopo aver apprezzato pubblicamente il nostro operato lo scorso maggio in assemblea e arrivato al nostro tavolo da invitato, nelle settimane successive ha imposto al tavolo presenze di sua esclusiva fiducia, alcune certo non gradite ma da noi accettate in virtù del bene supremo dei nostri colori e con la visione comune di costruire finalmente qualcosa di solido, abbiamo chiesto la garanzia di una cospicua rappresentanza nel CdA dei rappresentanti dei tifosi.

Nel corso degli incontri utili a definire statuto e composizione del CdA il Signor Giacca ha poi ritenuto di non tener fede ad accordi presi dal gruppo di lavoro, sminuendo drasticamente l'apporto e la presenza del Comitato promotore nel futuro CdA e nel contempo assumendo atteggiamenti distanti rispetto ai sentimenti esternati in pubblico di fronte alla tifoseria, in questo sostenuto e consigliato dal Signor Brunialti, suo uomo di fiducia.

Crediamo che le reali intenzioni del gruppo Giacca possano trovare conferma nel gesto che ha visto lo stesso gruppo di lavoro continuare ad incontrarsi unilateralmente, in separata sede e senza preavviso alcuno, di fatto escludendo il Comitato Pro Trento da ogni comunicazione.

A questo punto la rottura era nelle cose, poiché veniva a mancare il mandato fiduciario che il Comitato aveva chiesto ed ottenuto nel corso di un anno di lavoro di tessitura con la tifoseria.

Ci rammarica constatare che, ancora una volta a Trento si stia partendo con un progetto col piede sbagliato, senza il coinvolgimento o il favore della tifoseria organizzata ma con un intento dirigistico che a parole parla di cooperazione ma nei fatti esclude una parte importante. Un errore pagato a caro prezzo in passato.

Ai tanti che ci spronano comunque a proseguire, vogliamo inoltre far sapere che, dopo essere stati avvicinati da altro sponsor di rilievo, stiamo valutando di partecipare all'asta per il titolo del prossimo 26 giugno ma che, in caso contrario o di sconfitta, non potremo pensare di ripartire dalla Seconda Categoria con la Pro Trento.

Abbiamo infatti più volte avuto nette indicazioni dalle istituzioni che un duplice Trento non sarebbe visto con favore, di conseguenza non potremmo giocare al Briamasco e soprattutto non è assolutamente nostra intenzione spaccare la tifoseria o recare danno ad un bene che per noi è supremo.

Comitato Pro Trento.
Patrimonio della Città

[06/17/14]   Ciao a tutti, sto eseguendo anche io il bonifico per la Pro Trento per le seguenti ragioni.
Conosco i ragazzi che portano avanti questo sogno/progetto e sono gli stessi con cui per anni ho esultato e con cui ho condiviso i discorsi dopo sconfitte ...quei famosi che "Ma ci vuol tanto a fare :
una maglia(GIALLOBLU),un nome(TRENTO)un sito, un addetto stampa, una squadra di ragazzi (trentini o delle giovanili) con, al massimo, qualche inserto da fuori MA DI QUALITA' (e non il contrario) ecc ecc. Cose semplici, banali ma che negli ultimi 20 anni sono scarseggiate.
Ho sentito molta gente indecisa e visti i recenti avvenimenti ,credo che ora sia fondamentale dare un ulteriore supporto perchè la scelta è fra il solito Trento (cambiano i nomi ma i magheggi son sempre quelli ..che girano attorno a qualsiasi cordata da almeno 10 anni ed hanno aspettato il fallimento con il sorriso) oppure un Trento diverso ma diverso da tutte le altre squadre d'Italia nato dai tifosi (e fatemelo dire che l'idea è partita soprattutto da un gruppetto di ultras che poi l'hanno allargata a tutta la tifoseria, quindi loro il primo passo lo hanno già fatto) che in futuro sceglieranno la loro dirigenza e imposteranno i paletti che chi vuole stare nella Pro Trento dovrà SEMPRE SEGUIRE.
Quindi o si fa la Pro Trento ora, oppure il solito vecchio Trento di Pedrotti e compagnia bella per me sarà identico a quello di Belfanti una squadra senza tifosi.
Indecisi diamo un segnale FORTE...arriviamo a 200 quote!!
Loris Mancosu

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