28/05/2026
☑️ Se ci si limita ad analizzare atteggiamento, corsa e disponibilità, la sua stagione potrebbe anche strappare una sufficienza piena. Il problema è che, in una piazza come Torino, voglia e professionalità da sole non bastano.
Il laterale norvegese non ha mai dato l’impressione di tirarsi indietro. Ha sempre lavorato, corso, accettato il sacrificio e provato a mettere intensità nelle due fasi. Un giocatore serio, applicato, che raramente è sembrato fuori dal contesto dal punto di vista mentale. E proprio questo, forse, rende ancora più frustrante il giudizio sulla sua annata.
Troppo poco preciso tecnicamente, troppo prevedibile negli ultimi metri e spesso incapace di spostare davvero gli equilibri sulla fascia. Pedersen ha attraversato la stagione lasciando più la sensazione di “non fare danni” che quella di poter rappresentare un valore aggiunto.
Ed è qui che nasce il 5,5 finale. Non una bocciatura vera e propria, perché l’impegno non è mai mancato. Ma neppure una sufficienza piena, perché il Torino non può permettersi di accontentarsi della sola dedizione. Per essere titolare in granata serve qualcosa in più: qualità, personalità e la capacità di incidere davvero nelle partite. Qualità che, almeno quest’anno, Pedersen ha mostrato soltanto a sprazzi.
27/05/2026
☑️ L’estate scorsa il suo arrivo era stato accolto con curiosità e discrete aspettative. Franco Israel sembrava destinato a raccogliere senza troppe discussioni l’eredità tra i pali granata, anche perché Alberto Paleari partiva ufficialmente come secondo. E invece la sua stagione si è trasformata rapidamente in tutt'altro.
I numeri raccontano tutto, 9 partite da titolare e 18 gol subiti. Ma sarebbe ingeneroso ridurre tutto alle statistiche. Israel, infatti, non ha vissuto una stagione fatta di papere clamorose. Piuttosto, il problema è stata quella costante sensazione di incertezza, di incompiutezza, di portiere mai realmente capace di trasmettere sicurezza alla squadra.
Tra uscite poco convincenti, letture non sempre impeccabili e una generale difficoltà nell’imporsi, il suo percorso non è mai davvero decollato. L’infortunio può aver inciso, così come la mancanza di continuità. Ma fino a un certo punto. Perché quando un portiere possiede qualità importanti, queste tendono comunque ad emergere anche durante la settimana, negli allenamenti, nelle gerarchie interne.
Non essere riuscito a riprendersi stabilmente il posto neppure contro un portiere che, almeno inizialmente, era stato presentato apertamente come riserva. Togliere la maglia a Paleari avrebbe dovuto essere naturale, potremmo dire automatico. Invece non è successo.
Il 4 finale nasce proprio da questo. Non per disastri memorabili, ma per non aver mai dato l’impressione di poter diventare davvero il padrone della porta granata.
27/05/2026
👉🏻 Dopo l’ottima stagione alla guida della Juve Stabia, culminata con il raggiungimento dei quarti di finale dei playoff di Serie B, Ignazio Abate pare molto vicino alla panchina granata.
27/05/2026
☑️ Quando Vanja Milinković-Savić ha salutato il Torino, in pochi avrebbero immaginato che il volto della porta granata potesse diventare Alberto Paleari. Arrivato quasi in sordina, senza particolari aspettative e con l’etichetta del comprimario affidabile, il numero uno granata si è invece ritagliato uno spazio importante nel corso della stagione.
La sua occasione è nata dall’infortunio di Franco Israel, che fino a quel momento non aveva convinto del tutto. E Paleari, partita dopo partita, ha saputo sorprendere. Non sempre impeccabile, certo, ma capace di trasmettere sicurezza nei momenti più delicati e di alternare prestazioni solide ad altre addirittura decisive. Emblematico il derby d’andata, dove è stato tra i grandi protagonisti della serata.
Poi, inevitabilmente, anche lui è inciampato. La debacle contro il Como ha riaperto il dibattito e riconsegnato a Israel quella che sembrava essere l’ultima occasione per riprendersi una maglia che, a inizio stagione, pareva destinata naturalmente a lui. Ma i cinque gol subiti tra Lecce e Milan hanno chiuso nuovamente la porta, in tutti i sensi, relegandolo ancora in panchina.
Da lì in avanti Paleari si è ripreso il posto senza più commettere papere clamorose, pur lasciando spesso una sensazione di normalità, di mediocrità tecnica più che di reale affidabilità assoluta. Eppure, proprio qui sta il senso del suo 6,5: non tanto per aver disputato una stagione memorabile, quanto per essere andato oltre ogni più rosea aspettativa. In pochi gli avrebbero pronosticato un’annata da titolare credibile in Serie A. Lui, invece, quella credibilità se l’è conquistata.
27/05/2026
TORO, ECCO L'ULTIMA PROVOCAZIONE DI CAIRO: "UN GIORNO ANDRÒ IN CURVA MARATONA COME PASQUALE BRUNO"
📝Mai banale Urbano Cairo. Ieri ha rilasciato diverse dichiarazioni ma quella che ha colpito maggiormente i tifosi ha il sapore di una provocazione.
"Un giorno andrò in Maratona come Pasquale Bruno" ovviamente riferendosi al fatto che una volta venduto il Toro potrebbe essere rimpianto da molti tifosi e quindi invitato in Curva Maratona.
Noi ce lo immaginiamo cosi.
E tu...lo vorresti?
26/05/2026
👉🏻 Ora è ufficiale, il Torino attiva la clausola contrattuale per il prolungamento del contratto di Emirhan İlkhan fino al 2027
26/05/2026
🎤 Urbano Cairo ai microfoni Sky: Avete sempre fatto grandi cessioni: avete già individuato il fiore all'occhiello della campagna cessioni di quest'estate?
“Ma non è che vogliamo fare cessioni... Purtroppo le fanno tutti e qualcosa va fatto. Ci sta, perché a volte i giocatori vogliono cambiare aria, hanno delle opportunità... Vediamo, la partita è appena cominciata”.
All'inizio pensavamo tutti che il Torino avesse fatto una buona campagna acquisti.
“Beh alla fine siamo arrivati 12esimi, siamo migliorati alla fine. I giocatori dipendono molto dall'allenatore che scegli, dal modulo che l'allenatore vorrebbe implementare, da quanto questo modulo è compatibile con la squadra che avevi e coi giocatori che hai. Ora stiamo vedendo le cose con molta attenzione...”.
Volete proporre un calcio più pimpante come il Como? Anche per portare più gente allo stadio?
“Il fatto che la gente venga allo stadio, si diverta, veda ragazzi del nostro settore giovanile che crescono, sono temi molto importanti. Poi Torino è una piazza molto esigente e se arriva un allenatore giovane deve avere già una certa scorza per riuscire a gestire una piazza che ha una domanda molto forte. Perché ci sono ricordi importantissimi del passato. Bisogna stare attenti a fare le cose giuste, perché se scegli una filosofia devi essere capace poi di implementarla, senza fare poi nuovi passi indietro”.
C'è un po' di amarezza e disappunto in quello che dice?
“Ma no, non c'è amarezza. Ci sta, purtroppo le contestazioni sono all'ordine del giorno, dappertutto... Anche per chi ha vinto scudetti, senza fare nomi. Ma conta capire che il mondo è questo, accettarlo e fare le cose migliori possibili, a prescindere che tu abbia il sostegno o meno. Se fai le cose bene, poi magari il sostegno ritornerà. Se invece arriverà qualcun altro, io lascerò!”.
Quanto è stata toccata la sua passione per il Toro da queste critiche?
“Non è mai stata minimamente toccata, io dedico al Torino la stessa passione e impegno che mettevo all'inizio. Poi io vedo le cose: negli anni '40 il Torino era una cosa pazzesca, negli anni '70 pure. Ma il mondo è cambiato, i fatturati contano molto di più di quanto non contavano 50 anni fa. Io ho preso un Torino fallito, che nei 10 anni prima di me aveva fatto 6 anni in B. Siamo in Serie A da 14 anni di fila, prevalentemente nella parte sinistra, con dei settimi posti. Abbiamo ricostruito il Filadelfia, con altre componenti, ma io ci ho messo personalmente una quota di investimento importante a fondo perduto, ma l'ho fatto volentieri perché era importantissimo che quel Filadelfia, che era demolito, distrutto, uno scempio, rinascesse e fosse ricostruito. Il Robaldo è pronto: 4 campi bellissimi per i giovani. Il settore giovanile ha sfornato 50 giocatori per la Serie A e per le altre squadre”.
Menzioniamo anche la solidità economica, in un contesto di tante società che sono in difficoltà, il Torino non lo è mai stato...
“Anche quest'anno noi potremo fare mercato tranquillamente, senza alcun tipo di blocco. Io dico: questo è quel che ho fatto. Poi se qualcuno meglio di me arriva, si presenta, io sono felice! Se il Toro fa bene, io sarò il primo tifoso! Magari vado anche in Maratona se mi accolgono, sennò vado in Tribuna. Quello che conta però è che il Toro sia sempre sugli scudi, faccia bene”.
26/05/2026
🗨️ «Anche se un giorno non dovessi più essere il presidente del Toro, sarò per sempre tifoso. Andrò allo Stadio, magari in Maratona se mi accoglieranno, altrimenti in tribuna!»
26/05/2026
🗨️ «L'anniversario dello scudetto del 76? Ho i brividi anche adesso parlandone. Pulici non mi vuole bene, ma quando lo vedo in quelle immagini mi emoziono sempre!»
26/05/2026
🗨️ «Amarezza per la contestazione? Il mondo è questo e va accettato così com'è. Oggi metto la stessa passione del primo giorno»
26/05/2026
🗨️ Le parole di Urbano Cairo a Sky sul possibile arrivo di Gian Piero Ventura.