SFIDE AURA 2026 🏃♂️😂
Ho guardato il video…
ho riguardato il video…
e alla fine mi sono fatto una domanda:
Ma sono sfide sportive o pugnette volanti? 😂
Sarà che sono vecchio stampo, ma quando sento parlare di “sfida” mi aspetto sudore, fatica, gambe che bruciano e qualcuno che arriva al traguardo chiedendosi perché l’abbia fatto.
Qui invece vedo… Aura. Vibrazioni. Punti. Sfide. 🤯
Forse sono io che non ho ancora capito il futuro.
Voi che ne pensate? È il futuro o siamo ufficialmente entrati nell’era delle pugnette volanti? 😂
Agostino Bosio.coach
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6:00/km e 4:15/km sono… due mondi diversi.
Eppure troppo spesso vedo programmi di allenamento costruiti quasi allo stesso modo per atleti con velocità, capacità aerobiche e obiettivi completamente differenti.
Un atleta che corre a 6:00/km e uno che corre a 4:15/km non stanno semplicemente correndo “più o meno forte”.
Cambiano:
🏃♂️ carichi muscolari
❤️ risposta cardiovascolare
🫁 richiesta energetica
⚡ economia di corsa
🔄 recuperi
📈 intensità delle ripetute
🎯 ritmi di lavoro e obiettivi fisiologici
Per questo non basta prendere una tabella e cambiare il passo.
L’allenamento deve essere costruito sull’atleta, sulla sua velocità e soprattutto sulla sua capacità di sostenere quel ritmo.
Nel video vi spiego alcune delle differenze più importanti.
Perché correre è uguale per tutti.
Allenarsi bene, decisamente no.
🏃♂️ GIOCHI DI CORSA ONLINE: MA AI RUNNER PIACCIONO DAVVERO?
Sfide, classifiche, badge, segmenti, obiettivi virtuali, kilometri da accumulare…
Per alcuni sono motivazione.
Per altri sono solo un altro modo per trasformare la corsa in una gara continua. 😏
Ma la domanda è semplice:
👉 Il runner corre perché si diverte… o perché deve ba***re qualcuno anche quando corre da solo?
Voglio sapere cosa ne pensa il popolo dei runner 👇
Team “mi motivano” ❤️
oppure
Team “corro e basta” 🏃♂️
🏃♂️ 21 KM per guadagnarsi l’apericena. 🍹
La vera gara? Arrivare al buffet prima degli altri! 😂
🤖🐕 E se fosse questo il tuo nuovo compagno di allenamento?
Un cane robot che corre e insegue chi corre… tecnologia o follia?
Ma soprattutto: voi correreste accanto a una cosa del genere? 😂
Dite la vostra nei commenti 👇
🤖 MONDIALI DI ATLETICA? NO. MONDIALI DEI ROBOT.
A Pechino un robot ha corso i 100 metri in 9”32, più veloce del record di Usain Bolt: 9”58. (ANSA.it)
E allora la domanda provocatoria è inevitabile:
Se un robot corre più forte di noi… cosa resterà davvero di umano nello sport?
La velocità si può programmare.
La potenza si può costruire.
Ma fatica, dolore, sacrificio, emozioni e voglia di superare i propri limiti… quelle ancora no.
Forse il futuro dello sport non sarà ba***re i robot.
Sarà ricordarci perché corriamo noi.
Lo sport deve essere inclusivo. Sempre.
Ma inclusività non significa trasformare i Master in carne da macello, utili solo a pagare un pettorale.
Significa fare cultura sportiva. Insegnare a conoscere il proprio corpo, rispettarlo e riconoscere i propri limiti di oggi.
Il limite non è una sconfitta.
È il punto di partenza.
Si lavora oggi per costruire, passo dopo passo, nuovi limiti domani.
Perché essere finisher a tutti i costi non è sempre sport.
A volte, lo sport vero è avere il coraggio di fermarsi, ascoltarsi e costruire salute e performance nel tempo.
Più cultura. Più rispetto. Meno business sulla pelle degli atleti.
CORRI AL RITMO GIUSTO 🏃
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Ti capita di uscire per una corsa tranquilla e ritrovarti, dopo pochi minuti, a spingere come se fossi in gara?
Correre sempre forte non significa allenarsi meglio.
In questa guida gratuita AgoCoach scoprirai come gestire ritmo e intensità in modo più consapevole, capire quando rallentare, riconoscere i segnali che indicano che stai esagerando e dare il giusto spazio al recupero.
All’interno parleremo di:
Test della conversazione
Zona 2 e come utilizzarla senza diventarne schiavi
Differenza tra corsa lenta, media e veloce
5 segnali che stai correndo troppo forte
Recupero e gestione dell’allenamento
Test AgoCoach per capire come ti stai allenando
🎁 La guida è completamente gratuita.
Scaricala, leggila e porta con te un concetto fondamentale:
Il punto non è correre di più.
È correre meglio.
Garmin Coach oggi, per me, è un NO.
8 × 10” con 3’ di recupero?
Un allenamento che, così proposto, per me ha poco senso.
E ti spiego perché: non basta mettere numeri dentro un algoritmo per costruire un allenamento efficace.
Nel video ti mostro cosa non mi convince e soprattutto ti do 3 alternative concrete, calibrate su tre livelli:
🏃 BASE
🏃♂️ INTERMEDIO
🏃♂️🔥 ÉLITE
Stesso obiettivo, ma stimolo completamente diverso in base all’atleta.
Perché allenarsi non significa semplicemente eseguire quello che dice l’orologio.
Significa sapere perché lo stai facendo.
Tu lo avresti fatto quell’8×10”? 👇
Ma stiamo ancora parlando di sport o solo di pettorali venduti?
Maratone, Ironman e T100 con tempi di arrivo sempre più dilatati: una volta esistevano limiti e criteri più stringenti.
Oggi, pur di far partire più persone, lasciamo atleti trascinarsi per ore verso il traguardo.
Ma fin dove è sport e da dove diventa business a scapito della salute?
Io una domanda me la farei: non sarebbe meglio meno pettorali, più qualità e più tutela per chi gareggia?
👇 Voglio sapere cosa ne pensate. Limiti più severi o porte aperte a tutti?
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