16/08/2026
UN TANTO AL C**O
VENEZIAMESTRE – MODENA 3-2
Popolo delle vacanze e riformati dalle ferie. Finalmente, dopo mesi passati ad impegnare weekend fissando il vuoto sotto una caldana infernale, si torna a far sul serio. Perché se un tempo l’estate era il periodo in cui per tre mesetti si impegnava l’incedere nel tempo giocando con i gioielli di famiglia come si giuoca al cubo di Rubik, ora è quel maledetto periodo dell’anno in cui si rischia l’infarto non appena si esce dall’abbraccio dell’aria condizionata e si lavora come muli per pagare i centri estivi ai propri figli, domandandosi come mai ai tempi che furono l’iscrizione al socio-psico-pedagogico non la si prese proprio in considerazione. Ma tant’è, ci siamo donati come cavalli al capitalismo che, se non ci ha portato la prosperità e il progresso, ci ha comunque regalato una campagna acquisti sinuosa e la possibilità di spendere 23 milioni di euro sull’unghia per portarsi nel proprio salotto un Akor Adams d’autore, o i muscoli scolpiti di quel bonaccione di Bella Kotchup, per cui non ci possiamo lamentare. Tanta era dunque l’attesa di rivedere come le stelle le legioni dell’Arcangelo Stroppa, da convincere almeno 8 mila persone a staccare anticipatamente dall’aperitivo degli Alberoni per alcolizzarsi al Pierluigi Yo te Pienso Asì. Con una rosa profondamente rinnovata e un manipolo di giannizzeri provenienti dai confini del mondo, il druido di Mulazzano utilizzava il match di Coppa Italia per sperimentare alcune pozioni a base di calendula spatasciando sul rettangolo di gioco imbevuto di acqua come il sottoscritto di mojito un undici in bilico tra tradizione e innovazione, con il più stanco tra i Filippi a difendere scampoli di dignità straordinariamente messi in pericolo dal trio composto da come porti i capelli Bella Kotchup, il macellaio Halal e l’inafferrabile Arsenio Schintienne, mentre sulle ali di un entusiasmo sopito dal calore veleggiavano il preganziolano Hainaut e Ciano il Luganegher Haps, arrivato direttamente dai Murazzi; a centrocampo, vista l’assenza di basime Basic, imperversavano almeno nelle intenzioni Capitan Sperma Busio, il torero Camomillo e il qualunquista Sohm; in attacco infine, il buon mercoledì Adams si insediava tra le vette offensive con il solito ballatore di San Vito Yeboah a sparare fumogeni tutt’intorno. L’inizio non era un granché e ricalcava grosso modo le trame della scorsa stagione, con l’Unione a girare la palla in attesa del pertugio e il Modena pronto ad approfittare degli spazi nelle ripartenze. Per non smarrire la tradizione, il primo sussulto del match lo regalava K**e Perez, che inaugurava la sua stagione dei pali cogliendo il legno sinistro con un tiro da dentro l’area. Succedeva poco altro, perché la squadra appariva ancora lontana dall’amalgama e in difficoltà nel servire prontamente il buon Adams, una specie di incrocio tra Filippo Inzaghi e Godzilla dedito ad azzannare l’aria e molto meno propenso ad attendere i tempi giusti che l’ariosa manovra Stroppa richiede. In compenso, ben presto si palesavano dei buchi difensivi capaci di far impallidire un Emmenthal svizzero, con il lato sinistro particolarmente sugli scusi ma un lato destro pronto a dimostrare di non essere da meno alla prima occasione. Infatti, se il primo vantaggio nasceva da un crasso svarione sulla sinistra che consentiva ad Ambrosino (proprio l’Ambrosino oggetto dei sogni erotici di Antonelli prima di virare sullo spilungone di Erfurt) di insaccare come un cacciatorino di Sauris il suggerimento a porta sguarnita, sul nuovo vantaggio modenese, sempre di Ambrosino con uno spregevole scavetto dopo una cavalcata solitaria, era proprio il lato destro a dimostrare che la stitichezza è un male piuttosto curabile. Nel mezzo, c’era il pareggio del nigeriano volante, abile a ribadire in rete una serie di batti ribatti con un Chicizola in giornata particolarmente goffa e una super parata dell’esausto Stankovic, apparso già in forma campionato e autore di una prova splendida. Si andava quindi a rinfrescarsi a suon di birre all’intervallo, seguendo i suggerimenti dei medici che invitato a bere molto nei giorni afosi e una volta rientrati si assisteva a una ripresa in cui poco si smuoveva, mentre il Modena andava vicino almeno un paio di volte alla rete che avrebbe chiuso il match con uno scavetto alto e un tiraggir su cui ancora una volta Stankovic mostrava il meglio di sé. Gli allenatori iniziavamo il consueto valzer di cambi, con menzione speciale per Panada apparso rispetto a Sohm una specie di apparizione della Vergine Maria, mentre il match sembra incanalarsi nei meandri dell’addio. E invece, proprio mentre i dubbi cominciavano a popolare come una metropoli asiatica le nostre menti, arrivava l’uno due vincente dell’Unione. Prima Adams sparava addosso a Chichizola, recuperava palla e metteva un sorprendente cross al bacio per l’altrettanto sorprendente tuffo d’angelo di Yeboah, poi, nel giro di pochi minuti, sparava un tiro senza pretese su cui un difensore canarino interveniva deviando la palla in rete. Finiva dunque in vittoria e festeggiamenti, con l’ennesima infioppettata agli amici di Modena che cominceranno ad odiarci nell’intimità dell’anima e a cui noi dall’Alessandro dal Canto nostro auguriamo ogni bene per il campionato in arrivo. Al di là della vittoria, c’è poco di cui entusiasmarsi, ma anche molto poco di cui lamentarsi. La difesa vista oggi è preoccupante e così br**ta da pensare che un futuro peggiore non possa esserci, nemmeno prendendo in considerazione Futuro Nazionale. Teniamoci dunque ciò che si può tenere da questo ferragosto calcistico e prepariamo i nostri cuori alla sofferenza, perché già la prossima settimana da queste parti arriverà l’ayatollah della sconfitta propositiva Di Francesco, e sappiamo che di questi tempi gli iraniani danno il filo da torcere un po’ a tutti. FORZA RAGAZZI
IL PAGELLONE
STANKOVIC: è già ricca stagione di raccolto con gli ambrosini in fiore a decorare le larghe vie di Sant'Elena, le upupe upupano, le b***e ballano e la vita danza nel suo meraviglioso ciclo. I GIARDINI DI MARSO voto 7
SCHINGTIENNE: registrato regolarmente il porto d'armi per i ferri da stiro ai piedi, non fai a tempo a dire che a sinistra facciamo angoscia che subito ci tiene a ribadire che a destra potrebbe essere peggio. Metafora fedele della politica italiana. NON TI FIDAR DI ME SE IL CUOR TI MANCA voto 5,5
BELLA-KOTCHAP: dà una sensazione di onnipotenza fisica nei contrasti e nei tackle che però si sgretola come gustosi cracker pavesi in fase di costruzione e tocca vette di lirismo leopardiano nelle infilate dei rapidi e pimpanti attaccanti modenesi. Da registrare. BELLA DI PADELLA voto 5,5
HALHAL: i ragazzi sinceri hanno bisogno di un po' di tempo per potersi esprimere serenamente nella massima sincerità e lui che fa della sincerità palla al piede la sua caratteristica principale avrà certamente qualche settimana per ritrovare se stesso. TRA LE INFILATE E IL WEST voto 5,5
HAPS: si accende a folate come da suo marchio di fabbrica ma riesce nonostante le difficoltà di giornata a far vedere alcune buone danze apotropaiche che alla fine aiutano a scacciare le entità maligne portando perfettamente a compimento il suo ruolo. BILLY BALLO voto 6 - CORREIA: di bella presenza e dal fare amichevole, non lo distinuiamo granchè ma gli diamo una pacca sulla spalla e un voto di fiducia. IO NON SONO QUI voto 6
K**E PEREZ: riparte da dove aveva lasciato con un bel legno a battezzare una nuova florida stagione di turgida sensualità. TANTO CI SARÀ SEMPRE LO SAPETE UN MUSICO UN FALLITO UN PIO UN TEORETE UN K**E PEREZ UN PRETE A SPARARE SUL PALO voto 6 - FANNE: uno scampolo per far notare una certa somiglianza fisica con l'elefantino albino ghiotto di leffe ormai volato via. ANCORA TU MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIÙ sv
BUSIO: tanta ca****ma e tanto lavoro ma è una partita ingrata dove gli eccessi esuberanti della sua gioventù procace sembrano trovare solo troncature e severità oltre i suoi demeriti. MA DENTRO DI ME SENTO CHE IL VERO BUSIO ESISTE voto 6
SOHM: bilancia un apporto in copertura inesistente con una soave inconsistenza in avanti e una tiepida minestra di appoggi e sguardi colmi di bisogni d'affetto in fase di costruzione. INSOHM voto 5,5 - PANADA: al netto di una prima giocata con palla ciabattata alla cieca in avanti che fa ululare alla luna versi innominabili, il suo ingresso invero dà un barlume di equilibrio alla squadra e suo è il lancio che prepuzia il gol del pari. PREPUZIO ERGO SUM voto 6,5
HAINAUT: alcune belle sgroppate meritavano di più ma a volte anche essere giovani puledri senza freni può non bastare e il suo frombolare perpetuo subisce l'influsso nefasto delle imprecisioni e delle arruffonerie della serata. SFILACCI E BRIE voto 5,5 - SAGRADO: entra per dare alla manovra arancioneroverde il solito contributo di mancanza di punti di riferimento per sè e per gli avversari, fa anche a tempo a prendersi un bel giallo sacrosanto. RIBOLLA GIALLA voto 6
YEBOAH: se riuscisse a combinare la sua straordinaria capacità di portar palla in rapidità e nello stretto con la lucidità di saper passare al momento giusto sarebbe un top player ma purtroppo ad ogni giocata lascia passare una settantina di tempi di gioco utili per poi ripiegare sul passaggino in orizzontale che non fa bene non fa male. Però trova la zuccata del pari. MICA PIZZA E FICHI voto 6,5 - RRAHMANI: pochi minuti ma abbastanza per dare peso al suono ispido ed insidioso del suo cognome. PERFIDA ALBIONE voto 6
ADAMS: massa muscolare in grado di flexare il mondo, sguardo da cerbiatto, zampata del licaone scarlatto; un tempo a inveire contro la vita per i passaggi tardivi dei compagni, un secondo tempo di stop occhiatacce e tiri. Due gol e un assist all'esordio che allontanano le velleità di una presa facile al fantacalcio. GLI EROI SON TUTTI GIOVANI E BELLI voto 8
STROPPA: nelle infilate a centrocampo Stroppa è morto, nelle beffe di Ambrosino Stroppa è morto, negli errori in costruzione Stroppa è morto. Ma nei capelli di Sagrado Stroppa è risorto, nella chierica di Panada Stroppa è risorto, nelle sportellate di Akor Adams Stroppa è risorto. MAESTRONE voto 6