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Angelo Zomegnan - Wikipedia 03/05/2023

C’è profumo di Rosa in Giro.

Scendendo lungo l’Adriatico verso il Gargano, dalle parti di Pescara si avverte quella eccitazione che soltanto i grandi eventi sanno stuzzicare. Il Giro d’Italia è ancora capace di sollecitare certe sensazioni, nonostante i famelici agenti commerciali incaricati di fare incetta di soldi ne stiano martoriando il marchio, trasformando il principale appuntamento nazionalpopolare del Paese – il Giro, appunto – in un appuntamento ferito e obbligato a trascinare se stesso verso mete sconosciute.

Un tempo, Cilindro “Indro” Montanelli scriveva della magia del Giro, capace di trasformare in domenica ogni giorno della settimana. Pensò questa frase una notte proprio a Pescara dove era sceso da Milano per raccontare l’avventura in rosa e dove quest’anno il Rito si perpetuerà una volta di più, sbocciando nella periferica Fossacesia, lungo la Costa dei Trabocchi, le macchine ingegnose per la pesca da terra che più giù, in Puglia, oltre il Molise, si chiamano Trabucchi, ma che son la stessa cosa.

Non c’è più un Montanelli … in Giro. Quindi non andiamo a cercare frasi tipo “la cittadina che lo ospita ha indetto per l’occasione un concorso bandistico, tutti i tromboni, tutte le cornette, tutti i clarini e tamburi della provincia sono convenuti nel capoluogo sin dalla sera innanzi riempiendolo di divise austere, di pennacchi e di ottoni luccicanti”; come Cilindro stampò sul Corriere della Sera. Stavolta verremo inondati di post su facebook, instagram o di tik tok tutti uguali ad ogni latitudine dei Social.

Un certo fermento c’era, c’è e ci sarà, pur essendo finita, Pescara, ad ospitare la solita didascalica, incolore, ripetitiva, scontata presentazione delle Squadre (22) giovedì 5 maggio (chissà se verrà ricordato il giorno d’addio di Gino Bartali…) attese protagoniste e affatto avvezze agli show di piazza. Ci auguriamo di essere smentiti nei fatti.

Si avverte energia diversa, grazie al Giro e ad esso soltanto, che è più forte di qualsivoglia umiliazione nel concepimento, nell’organizzazione e nei racconti. E non è l’energia dell’E-Giro, ovviamente, che è una triste declinazione della macchina meccanica di Leonardo verso il surrugato molto meno sostenibile e molto meno “green” della bicicletta originaria perché aggravato dalle batterie.

Giro numero 106. Da Fossacesia a Roma: 21 tappe in 23 giorni, 3.489,2 km (che precisione nell’annuncio!), ma alla fine saranno di più), 51.400 metri di dislivello positivo come si dice adesso. Cioè un Giro montagnoso, che attimo dopo attimo sarà concupito dall’eroe di giornata e ripudiato da chi viene respinto dalla strada.

La strada nel ciclismo è come la morte nella vita: uguale per tutti. La racconteremo day-by-day come dicono gli esterofili. Qui si tratta di vivere la vigilia e di prepararci tutti insieme ad un tuffo nelle sensazioni più piacevoli. E noi, allineati con i dettami che Montanelli inaugurò nel Secondo Dopoguerra, non possiamo certo dimenticare le sue parole dettate ai dimafoni il 6 giugno 1947:

“Procederemo verso un’altra domenica piena di nuove fatiche intestinali, di nuovo baccano, di nuovi concerti bandistici, di nuova brillantina. Nelle città, nelle campagne, nei villaggi, in qualunque giorno si giunga, il Giro crea la domenica. Abbiamo visto su un tratturo, sul quale si convogliava un placido fiume di pecore che dalla pianura pugliese i pastori riconducevano a estatare sul montagnoso Abruzzo, improvvisarsi, di giovedì, una domenica di bivacco per attendere il Giro.

“Abbiamo visto un treno che fiancheggiava la nostra colonna rallentare la sua corsa in domenicale pigrizia per godersi poi lo spettacolo, su richiesta degli stessi viaggiatori stivati ai finestrini. E abbiamo visto persino, sulla soglia di un camposanto, un cartellone issato sulle spalle del becchino con questa scritta, in carboncino: «Girini: i morti di questo cimitero vi danno il benvenuto». Quest’ultima fu la trovata meno gradita. Ma si dovette far buon viso anche alla domenica dei morti, noi della costipata, impolverata, rauca allegria dell’eterna domenica del Giro d’Italia”.

Si alzi il sipario sulle sfide tra Remco Evenepoel, Primoz Roglic, Giulio Ciccone, Geraint Thomas, Damiano Caruso, Aleksandr Vlasov, Jefferson Cepeda… Filippo Ganna, che il destino e la classe chiamano subito ad indossare la maglia rosa in Abruzzo grazie anche a quelle rivoluzionaria bici Pinarello su cui neppure il fenomenale Miguel Indurain potè contare.
Si parte sabato 6 maggio con la …concorrenza dell’incoronazione di Re Carlo III e di Regina Consorte Camilla a fare audience pesante da Londra.
Il nuovo Giro è atteso a Roma il 28 maggio al capolinea di 3.489,2 chilometri (solo per chi ci arriverà in bicicletta: la carovana ne macinerà il triplo).
Buon viaggio a tutti.

Angelo Zomegnan - Wikipedia Entrato alla Gazzetta dello Sport nel 1979, fu caposervizio e caporedattore centrale e ne diventò vice-direttore nel 2003. Dal 2004 al 2011 è stato il direttore unico del Giro d'Italia. Nel corso della carriera giornalistica ha seguito e raccontato eventi sportivi come i Giochi Olimpici (otto ediz...

Angelo Zomegnan - Wikipedia 03/05/2023

C’è profumo di Rosa in Giro.

Scendendo lungo l’Adriatico verso il Gargano, dalle parti di Pescara si avverte quella eccitazione che soltanto i grandi eventi sanno stuzzicare. Il Giro d’Italia è ancora capace di sollecitare certe sensazioni, nonostante i famelici agenti commerciali incaricati di fare incetta di soldi ne stiano martoriando il marchio, trasformando il principale appuntamento nazionalpopolare del Paese – il Giro, appunto – in un appuntamento ferito e obbligato a trascinare se stesso verso mete sconosciute.

Un tempo, Cilindro “Indro” Montanelli scriveva della magia del Giro, capace di trasformare in domenica ogni giorno della settimana. Pensò questa frase una notte proprio a Pescara dove era sceso da Milano per raccontare l’avventura in rosa e dove quest’anno il Rito si perpetuerà una volta di più, sbocciando nella periferica Fossacesia, lungo la Costa dei Trabocchi, le macchine ingegnose per la pesca da terra che più giù, in Puglia, oltre il Molise, si chiamano Trabucchi, ma che son la stessa cosa.

Non c’è più un Montanelli … in Giro. Quindi non andiamo a cercare frasi tipo “la cittadina che lo ospita ha indetto per l’occasione un concorso bandistico, tutti i tromboni, tutte le cornette, tutti i clarini e tamburi della provincia sono convenuti nel capoluogo sin dalla sera innanzi riempiendolo di divise austere, di pennacchi e di ottoni luccicanti”; come Cilindro stampò sul Corriere della Sera. Stavolta verremo inondati di post su facebook, instagram o di tik tok tutti uguali ad ogni latitudine dei Social.

Un certo fermento c’era, c’è e ci sarà, pur essendo finita, Pescara, ad ospitare la solita didascalica, incolore, ripetitiva, scontata presentazione delle Squadre (22) giovedì 5 maggio (chissà se verrà ricordato il giorno d’addio di Gino Bartali…) attese protagoniste e affatto avvezze agli show di piazza. Ci auguriamo di essere smentiti nei fatti.

Si avverte energia diversa, grazie al Giro e ad esso soltanto, che è più forte di qualsivoglia umiliazione nel concepimento, nell’organizzazione e nei racconti. E non è l’energia dell’E-Giro, ovviamente, che è una triste declinazione della macchina meccanica di Leonardo verso il surrogato molto meno sostenibile e molto meno “green” della bicicletta originaria perché aggravato dalle batterie.

Giro numero 106. Da Fossacesia a Roma: 21 tappe in 23 giorni, 3.489,2 km (che precisione nell’annuncio!), ma alla fine saranno di più), 51.400 metri di dislivello positivo come si dice adesso. Cioè un Giro montagnoso, che attimo dopo attimo sarà concupito dall’eroe di giornata e ripudiato da chi viene respinto dalla strada.

La strada nel ciclismo è come la morte nella vita: uguale per tutti. La racconteremo day-by-day come dicono gli esterofili. Qui si tratta di vivere la vigilia e di prepararci tutti insieme ad un tuffo nelle sensazioni più piacevoli. E noi, allineati con i dettami che Montanelli inaugurò nel Secondo Dopoguerra, non possiamo certo dimenticare le sue parole dettate ai dimafonisti il 6 giugno 1947:

“Procederemo verso un’altra domenica piena di nuove fatiche intestinali, di nuovo baccano, di nuovi concerti bandistici, di nuova brillantina. Nelle città, nelle campagne, nei villaggi, in qualunque giorno si giunga, il Giro crea la domenica. Abbiamo visto su un tratturo, sul quale si convogliava un placido fiume di pecore che dalla pianura pugliese i pastori riconducevano a estatare sul montagnoso Abruzzo, improvvisarsi, di giovedì, una domenica di bivacco per attendere il Giro.

“Abbiamo visto un treno che fiancheggiava la nostra colonna rallentare la sua corsa in domenicale pigrizia per godersi poi lo spettacolo, su richiesta degli stessi viaggiatori stivati ai finestrini. E abbiamo visto persino, sulla soglia di un camposanto, un cartellone issato sulle spalle del becchino con questa scritta, in carboncino: «Girini: i morti di questo cimitero vi danno il benvenuto». Quest’ultima fu la trovata meno gradita. Ma si dovette far buon viso anche alla domenica dei morti, noi della costipata, impolverata, rauca allegria dell’eterna domenica del Giro d’Italia”.

Si alzi il sipario sulle sfide tra Remco Evenepoel, Primoz Roglic, Giulio Ciccone, Geraint Thomas, Damiano Caruso, Aleksandr Vlasov, Jefferson Cepeda… Filippo Ganna, che il destino e la classe chiamano subito ad indossare la maglia rosa in Abruzzo grazie anche a quelle rivoluzionaria bici Pinarello su cui neppure il fenomenale Miguel Indurain potè contare.
Si parte sabato 6 maggio con la …concorrenza dell’incoronazione di Re Carlo III e di Regina Consorte Camilla a fare audience pesante da Londra.
Il nuovo Giro è atteso a Roma il 28 maggio al capolinea di 3.489,2 chilometri (solo per chi ci arriverà in bicicletta: la carovana ne macinerà il triplo).
Buon viaggio a tutti.

Angelo Zomegnan - Wikipedia Entrato alla Gazzetta dello Sport nel 1979, fu caposervizio e caporedattore centrale e ne diventò vice-direttore nel 2003. Dal 2004 al 2011 è stato il direttore unico del Giro d'Italia. Nel corso della carriera giornalistica ha seguito e raccontato eventi sportivi come i Giochi Olimpici (otto ediz...

03/05/2023

Senza troppo girare in Giro

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