Shostakovich il musicista ultras

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Shostakovich il musicista ultras "Il calcio è la poesia del movimento". Parola di Dmitri Shostakovich.

Op. 11: Largo. ​È il movimento della verità, dove le illusioni si dissolvono e gli strumentisti rimangono misurare il vu...
01/09/2026

Op. 11: Largo.
​È il movimento della verità, dove le illusioni si dissolvono e gli strumentisti rimangono misurare il vuoto: la festa è finita e bisogna fare i conti con la realtà.

​Nel calendario del calcio il 1 settembre ha sempre rappresentato la fine della commedia estiva. Chiudono le stanze del mercato e le chiacchiere dei giornali vengono spazzate via dal fischio d'inizio.

Sono finiti i sogni da ombrellone e le promesse dei presidenti: da oggi parla solo il campo e quest'ultimo non accetta finzioni.

Come nel "Largo" dell'Ottava Sinfonia op. 65 di Shostakovich, composizione del 1943, nel pieno della tragedia della guerra: una passacaglia dolorosa, che inizia con l'esposizione in fortissimo di tutta l'orchestra di un tema austero che dopo passa ai bassi e si ripete 12 volte, mentre sopra le ceneri delle illusioni si alza un canto di nuda resistenza. È una musica che sembra dire: "Adesso si fa sul serio, adesso si soffre".

Una volta questo giorno separava il chiacchiericcio estivo dalla verità della Domenica, oggi il calcio moderno ha spostato questo confine: è come se il mercato non chiudesse mai del tutto, alla pari delle partite spalmate in ogni giorno della settimana.
Manca il tempo del silenzio, non c'è più il tempo della riflessione...

​Sarebbe bello se si tornasse in campo con la consapevolezza che la poesia non sta nei rilanci dell'ultimo minuto, ma nel coraggio di chi scende sul prato a difendere i propri colori.
​"Quando le parole d'estate si spengono, resta solo la musica del campo. E lì non si può mentire."
​Buon ascolto e buona stagione a tutti i custodi del calcio vero.

https://open.spotify.com/track/6hr6NkF4Q35Q8Ou18H8cUq?si=cod09mE0Q1ym8zW0982wmA&utm_source=copy-link

Dmitri Shostakovich, Berliner Philharmoniker, Kirill Petrenko · Shostakovich: Symphony No. 8 · Song · 2023

20/07/2026
09/07/2026

Buon 9 luglio
Alessandro Del Piero Fabio Cannavaro

Il calcio è stato umiliato.Balogun era squalificato, fine della storia.Poi arriva la telefonata che scavalca tutti trasf...
06/07/2026

Il calcio è stato umiliato.
Balogun era squalificato, fine della storia.
Poi arriva la telefonata che scavalca tutti trasformando una decisione di campo in una barzelletta mondiale.
La FIFA piega la schiena, il bomber torna e il rispetto per le regole finisce sotto le scarpe di chi comanda.
Non è grazia: è prepotenza.
È il calcio che si inginocchia davanti al potere invece di difendere la propria dignità.
Chiunque ami questo sport oggi dovrebbe essere furioso.
Balogun giocherà.
Ma ogni secondo in campo sarà il promemoria che la giustizia, quando serve davvero, viene messa in panchina, che la partita più sporca non si gioca sul prato, ma nelle stanze del potere, dove una telefonata vale più di un cartellino rosso.

Oggi il calcio non ha perso credibilità.
L’ha proprio buttata via.

Op. 10: Lo Scherzo e la Catarsi (La notte di Dortmund, 2006).​Nella grande architettura sinfonica, lo Scherzo è il movim...
04/07/2026

Op. 10: Lo Scherzo e la Catarsi (La notte di Dortmund, 2006).
​Nella grande architettura sinfonica, lo Scherzo è il movimento della danza: un ritmo ossessivo, frenetico, che muove l'anima dell'ascoltatore. Non c'è spazio per respirare. Ma la vera magia avviene quando questo ritmo serrato sfocia nel Finale: un'esplosione improvvisa, totale, una catarsi in cui ogni singola nota accumulata in precedenza si libera in un grido di gioia assoluta.
​Per chiunque abbia vissuto l'estate 2006, il 4 luglio evoca la notte in cui sul rettangolo verde è stato scritto il più clamoroso dei finali.
​Westfalenstadion di Dortmund, La roccaforte del tifo germanico, sessantamila tedeschi convinti di festeggiare l'accesso alla finale. Di fronte, l'Italia di Lippi. Una partita che è un corpo a corpo durato centoventi minuti. Pali, traverse, respiri strozzati in gola. Poi, quando i rigori sembrano inevitabili, al minuto 119 lo spartito sfocia nel Finale: Pirlo inventa un passaggio cieco, Fabio Grosso disegna un tracciante a giro che si insacca nell'angolo e inizia a correre piangendo, incredulo. Un minuto dopo, il contropiede da manuale: Cannavaro, Totti, Gilardino e Del Piero che la mette sotto l'incrocio: 2-0. Dortmund è zittita. La Germania intera, dopo titoloni della vigilia corredati con foto di fantomatiche pizze, mandolino e luoghi comuni è zittita. L'Italia è in finale.
​Come in una sinfonia di Shostakovich. Una tensione accumulata per quattro movimenti, una lotta costante contro un destino che sembra schiacciarti, che poi esplode negli ultimi minuti in un monumentale accordo maggiore, liberatorio, travolgente, che trascina via ogni paura. Il gol di Grosso e il raddoppio di Del Piero sono stati due colpi di piatti perfetti, arrivati esattamente nel momento di massima enfasi orchestrale.
​Era una squadra di uomini che si caricavano il peso di una nazione intera sulle spalle dentro stadi che sembravano arene gladiatorie. C'era un'epica della resistenza che oggi sembra sbiadita.
​Non abbiamo più visto quel fuoco sacro e selvaggio che illuminava gli occhi di Grosso quella notte.
​Per questo è bello e significativo ricordare il momento in cui l'Italia ha fatto tremare la terra a Dortmund. Perché ci sono notti in cui il calcio, proprio come l'accordo finale di una grande opera, ti solleva da terra e ti consegna, anche solo per un attimo, all'eternità.
​"La gioia più grande non è vincere facili battaglie, ma suonare l'accordo più bello nel teatro più difficile del mondo."
​Buon ascolto e buona catarsi a tutti i custodi delle estati azzurre.
​📻 🎻 ⚽ 🇮🇹
​
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04/07/2026

Catarsi: Italia - Germania 2006

Alessandro Del Piero Fabio Cannavaro

04/07/2026

Una notte magica, di quelle che solo il calcio sa regalare. 🇦🇷🇨🇻
L'Argentina, con la sua classe e la sua storia; Capo Verde, che ha messo in campo il cuore, l'orgoglio e un'anima immensa, conquistando gli occhi e il rispetto del mondo intero.
​È finita e la bellezza di questa sfida, hydration break a parte, resterà impressa a lungo. Onore a Capo Verde, complimenti all'Argentina:stasera ha vinto la poesia dello sport. ⚽✨

Op. 9: Il Climax Spezzato (La fine delle Notti Magiche, 1990).In una sinfonia il Climax è il momento in cui tutti gli st...
03/07/2026

Op. 9: Il Climax Spezzato (La fine delle Notti Magiche, 1990).
In una sinfonia il Climax è il momento in cui tutti gli strumenti suonano fortissimo e con grande intenzione. È l'apice dell'entusiasmo, il punto in cui l'ascoltatore crede che il trionfo sia ormai a portata di mano. Ma i grandi compositori, quelli che conoscono la spietatezza della vita, sanno come spezzare quel momento. Un colpo delle percussioni, un accordo dissonante degli ottoni e la musica precipita di colpo in un'atmosfera scura, lenta.
​Per chi ha vissuto l'estate del 1990, il 3 luglio evoca il Climax tra i più dolorosi della nostra storia calcistica.
​Stadio San Paolo di Napoli. Italia - Argentina, semifinale del Mondiale. Un intero Paese è sintonizzato davanti ai televisori a tubo catodico, con le finestre spalancate sulla notte estiva e il profumo di un sogno che sembra già scritto nel destino. Totò Schillaci ci porta in vantaggio, l'orchestra azzurra di Mister Vicini suona a memoria. Poi, il destino cambia lo spartito: l'uscita a vuoto di Zenga, la testa di Caniggia, il pallone che si insacca. 1-1. Il dramma si trascina fino ai calci di rigore sotto i riflettori di Napoli, dove le parate di Goycochea e quelli realizzati da Maradona e compagni spengono le Notti Magiche lasciando un'intera nazione ammutolita, al buio.
​Quella partita fu l'incarnazione del Primo Movimento della Quinta Sinfonia di Shostakovich. Una musica che nasce da un sentimento popolare immenso, che trascina le masse, ma che nasconde sotto la superficie una malinconia devastante, il presagio che la felicità sia solo un'illusione passeggera. Gli errori dal dischetto di Donadoni e Serena ebbero lo stesso impatto di quelle note isolate e spietate che chiudono il movimento, lasciando il pubblico fermo sulle poltrone, senza fiato.
​Era un calcio dove le lacrime dei giocatori erano le stesse di un intero popolo, dove le canzoni non erano jingle commerciali ma inni generazionali scritti col cuore. C'era una purezza in quell'attesa, in quelle bandiere appese ai balconi di periferia, che oggi sembra archeologia.
​Oggi abbiamo perso il senso della tragedia romantica e la sacralità di una sconfitta che fa ancora piangere a distanza di trentasei anni.
​Con questo ricordo si vuole rendere omaggio a quel sogno spezzato. Perché ci sono sere in cui la bellezza non sta nella coppa sollevata al cielo, ma nella grandezza del dolore che si è stati capaci di provare insieme.
​"Il silenzio che segue una grande musica è ancora fatto di quella musica. E il silenzio del 1990 dura ancora oggi."
​Buon ascolto e buona nostalgia a tutti i custodi delle notti magiche.
​📻 🎻 ⚽ 🇮🇹





03/07/2026

Italia - Argentina, semifinale dei Mondiali 1990. Un sogno infranto.

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Saint Petersburg
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