01/09/2026
Op. 11: Largo.
È il movimento della verità, dove le illusioni si dissolvono e gli strumentisti rimangono misurare il vuoto: la festa è finita e bisogna fare i conti con la realtà.
Nel calendario del calcio il 1 settembre ha sempre rappresentato la fine della commedia estiva. Chiudono le stanze del mercato e le chiacchiere dei giornali vengono spazzate via dal fischio d'inizio.
Sono finiti i sogni da ombrellone e le promesse dei presidenti: da oggi parla solo il campo e quest'ultimo non accetta finzioni.
Come nel "Largo" dell'Ottava Sinfonia op. 65 di Shostakovich, composizione del 1943, nel pieno della tragedia della guerra: una passacaglia dolorosa, che inizia con l'esposizione in fortissimo di tutta l'orchestra di un tema austero che dopo passa ai bassi e si ripete 12 volte, mentre sopra le ceneri delle illusioni si alza un canto di nuda resistenza. È una musica che sembra dire: "Adesso si fa sul serio, adesso si soffre".
Una volta questo giorno separava il chiacchiericcio estivo dalla verità della Domenica, oggi il calcio moderno ha spostato questo confine: è come se il mercato non chiudesse mai del tutto, alla pari delle partite spalmate in ogni giorno della settimana.
Manca il tempo del silenzio, non c'è più il tempo della riflessione...
Sarebbe bello se si tornasse in campo con la consapevolezza che la poesia non sta nei rilanci dell'ultimo minuto, ma nel coraggio di chi scende sul prato a difendere i propri colori.
"Quando le parole d'estate si spengono, resta solo la musica del campo. E lì non si può mentire."
Buon ascolto e buona stagione a tutti i custodi del calcio vero.
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Dmitri Shostakovich, Berliner Philharmoniker, Kirill Petrenko · Shostakovich: Symphony No. 8 · Song · 2023