Lettera aperta a Lotito (Sperando che qualcuno gliela faccia leggere) – Io dico basta. La Lazio non è casa vostra.
Dopo anni di abbonamenti, passione e fedeltà assoluta, non rinnoverò. E non biasimo chi deciderà di farlo: ognuno protesta come può, come vuole, e ognuno ha la sua storia con la Lazio. Ma io, oggi, dico basta.
Lo dico con dolore, ma anche con rabbia. Rabbia per una gestione che da troppo tempo sta svuotando questa squadra di identità, di ambizione, di senso di appartenenza. Non è più la Lazio del popolo: è un feudo personale, una macchina al servizio delle società correlate alla famiglia Lotito, che ogni anno si portano via dai 10 ai 15 milioni di euro. Soldi tolti al campo, ai giocatori, al futuro. E tutto questo senza aver messo mano al portafoglio personale per fare investimenti seri e produttivi che accrescano il valore sportivo ed economico della squadra. I soldi li mettono le Tv ed i tifosi. Tra questi ci sono anche i miei soldi. Quelli spesi per un abbonamento costoso in Tribuna Monte Mario Top. Soldi che valgono poco rispetto ai sacrifici veri di chi si fa ore di fila, chilometri e turni saltati per seguire la Lazio in curva. Il principio è lo stesso: ci stanno usando.
L’ultima dimostrazione? La chiesa a Formello. Sarà costruita da una società legata alla famiglia Lotito. Non è una scelta spirituale, né sociale: è un’opera d’interesse privato mascherata da bene comune. Un’altra occasione per guadagnare qualcosa sulla pelle della Lazio. E non voglio parlare delle campagne acquisto degli ultimi 5 anni tra Salerno e Verona con giocatori supervalutati che hanno portato ad uscire dalle casse della Lazio,
Volevate una Lazio morente, delirante, svuotata pezzo dopo pezzo?
Eccola. Ce la state servendo, giorno dopo giorno.
E tra 15 o 20 anni, cosa resterà? Una squadra che arranca nel nulla, in una città dove ci saranno sempre meno laziali, travolti dal tempo, dall’età, e da un crollo demografico del tifoso biaoncoceleste. Perché una squadra si eredita con l’amore e con l’identità, non con la propaganda e le conferenze stampa.
Io non ci sto più e non sarò complice.
Non pagherò per essere preso in giro.La Lazio non è vostra.
È nostra, di chi l’ha amata anche quando non c’era nulla.
Di chi la ama senza secondi fini.
Mai più con Lotito. Per sempre con la Lazio (se volete condividetela)
Perché io so io e voi non siete un c
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15/06/2025
ma tu ci sei che parli!....io sto dormendo czz
14/06/2025
Siamo sempre piu demoralizzati. Ormai è quello che provo, ma esiste anche uno scenario peggiore di cui nessuno ne parla perché fa comodo a troppi non farlo. La Lazio sta morendo. Lentamente, silenziosamente, ma in modo inesorabile. E il colpevole ha un volto preciso: Claudio Lotito. Da oltre vent’anni sfrutta questa società come un bene personale, un mezzo per i suoi affari, per il potere, per i suoi giochi politici. Non c’è amore. Non c’è rispetto. Solo calcolo. La Lazio non è più una squadra viva. È un contenitore vuoto, senza ambizione, senza anima, senza futuro. I bambini laziali nelle scuole sono ormai pochi, spesso isolati, quasi timorosi di dichiararsi. L’altra sponda cresce, si espande, si promuove. Noi, invece, stiamo scomparendo nel silenzio.
I Lazio Club, un tempo orgoglio del territorio, chiudono uno dopo l’altro. I vivai sono stati abbandonati. Non si semina, non si costruisce, non si guarda avanti. Il tifo biancoceleste si sta dimezzando, e non per mancanza di fede, ma per limiti di eta (parlo per me e pere quelli della mia eta). Tra trent’anni, se va bene, resterà solo il ricordo di ciò che eravamo.
E peggio ancora: chi alza la voce, chi prova a ribellarsi, rischia. Rischia denunce, querele, intimidazioni. Un clima da censura, dove la critica è punita e il dissenso è visto come un pericolo. Sembra quasi che tutto faccia parte di un disegno: spegnerci piano piano, portarci all’estinzione senza clamore.
Ma nonostante tutto, c’è una verità che resiste.
La tifoseria laziale è stanca. È disillusa, demoralizzata. È stata tradita e abbandonata. Ma non si arrende. Lotta. Lotta inesorabilmente ogni giorno, per tenere in vita questa squadra, per portarla in alto, per non farla morire. Perché la Lazio non è Lotito. La Lazio è il suo popolo.
Eppure, ogni giorno che passa, un pezzo della nostra storia viene seppellito, e tra trent'anni o giù di li saremo o saranno rimasti in pochi
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04/06/2025
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