09/02/2021
Siamo negli anni ottanta, reagan è il presidente degli Stati Uniti in Italia sono gli anni di piombo , il papa viene ferito in un attentato e nel rally???? Nel rally c'è solo un nome lancia, in questi anni vince 11 titoli costruttori , 1 campionato internazionale, 10 mondiali, 5 titoli piloti , 1 coppa fia e 4 campionati del mondo , numeri da paura, numeri da cannibali, e la lancia e le sue vetture questo era , dalla Fulvia alla stratos fino al mito dell'integrale hf macchina che ancora oggi ha il suo fascino per le nuove generazioni, come sempre, le belle storie soprattutto se riguardano l'Italia , poi finiscono. Ma rimarrà sempre il mito di un marchio, di un piccolo marchio che bastonava tutti e tutto , LANCIA ❤️
🇮🇹 🇮🇹
29/11/2020
Da oggi spero che alcuni “appassionati” di formula 1 smetteranno di dire “ah ma i piloti di oggi non rischiano più, sono delle signorine, rivogliamo i piloti veri che rischiano la pelle tutte le domeniche”. Leggere queste cose è atroce per più motivi, soprattutto perché i piloti vengono trattati come fossero carne da macello, come uomini che per dare spettacolo devono rischiare la vita e non gareggiare al meglio delle loro possibilità. Per fortuna i tempi cambiano e soprattutto la tecnologia avanza rendendo meno rischioso, ma non del tutto privo di pericoli, il mestiere del pilota e per fortuna oggi in tal senso il progresso (vedi l’halo) ha letteralmente salvato una vita. Vorrei capire sui 20000 commenti che ho letto di tale genere fino poco tempo fa, che cosa vi da gusto: vedere un pilota perdere la vita ? Che rimanga sempre sospeso sul filo tra la vita e la morte ? Per voi, mi spiace, non c’è la formula 1 ma la corrida.
27/11/2020
“Til the roof comes off, till the lights go out
'Til my legs give out, can't shut my mouth.
'Til the smoke clears out and my high perhaps
I'm a rip this s**t till my bone collapse.”
[Till I collapse - Eminem]
25/11/2020
“They never lose hope when everything's cold
And the fighting's near
It's deep in their bones, they'll run into smoke
When the fire is fierce
Oh, pick yourself up, 'cause
Legends never die
When the world is calling you
Can you hear them screaming out your name?
Legends never die
They become a part of you
Every time you bleed for reaching greatness”
[Legends never die - League of legends]
20/11/2020
In questo weekend si conclude la meravigliosa avventura che ha legato la Yamaha Ufficiale e Valentino Rossi, rapporto nato tra i dubbi di tutti nel lontano 2004 e lastricato di successi, soprattutto fino al 2010.
In sintesi:
56 vittorie,
142 podi,
34 pole position.
Partita come una sfida, il dimostrare di saper vincere con una moto priva di mondiali da 20 anni, è diventato molto ma molto di più. Successi impressionanti, memorabili che non entrano tutti in un post di Instagram ne come elenco ne come emozioni che hanno scaturito e che forse suscitano tutt’ora.
To be continued ...
E i vostri preferiti quali sono ?
19/11/2020
Vorrei spezzare una lancia a favore di questo ragazzo, criticato, a volte troppo, per un mondiale che gli è sfuggito dalle mani e per alcune critiche da lui rivolte a Yamaha. Lo scorso anno Fabio Quartararo, debuttante in MotoGP, ha conquistato 6 pole position e 7 podi, battagliando varie volte con Marc Marquez, quindi di costanza ne aveva, e ha iniziato la stagione 2020 con 2 vittorie, poi qualcosa è cominciato ad andare storto, per tutti la pressione di essere primo.
Ovvio lui i suoi errori li ha commessi, come a Misano e a Valencia, ma immedesimatevi in lui: parti da favorito, vinci ma ti ritrovi una moto che da prima in un gran premio può fare improvvisamente ultima la gara successiva e con la quale se parti male non puoi oggettivamente recuperare per via della poca potenza sul dritto. Si aggiunga poi la sfortuna del problema ai freni in Austria e la gomma fallata ad Aragon, quando tra l’altro era in pole position, il tutto da gestire a 21 anni.
Inoltre tra i politi della stessa marca l’unico in grado di arrivagli davanti con costanza è stato Franco Morbidelli, anche lui condannato alle alternanze di prestazioni della moto, anche sulla stessa pista, ma più maturo in grado di commettere meno errori.
Perciò non condannate un ragazzo 21enne che ha dovuto affrontare una situazione sicuramente nuova e difficile e nemmeno di giustificarlo per forza ma cercate almeno di comprenderlo.
15/11/2020
Oggi è stata la giornata che ha decretato i campioni del mondo delle classi regine ma ha offerto anche molto altro come conferme, ritorni e belle sorprese.
Iniziamo da lui, lo schiacciasassi, la leggenda o per dirla alla Marvel, l’ineluttabile Lewis Hamilton; ha non c’erano più dubbi sul fatto che avrebbe vinto il 7º titolo ma l’ha fatto vincendo una gara che per una volta non lo vedeva lontanamente tra i favoriti. Ecco oggi ha dimostrato un’altra volta la sua grandezza, in grado di aspettare il momento giusto, rimanere calmo senza strafare come Verstappen e poi sfoderare la sua incommensurabile velocità.
Poi c’è la sorpresa Joan Mir; nessuno all’inizio avrebbe mai puntato un euro su di lui forse nemmeno lui stesso. Costanza incredibile con ben 7 podi, vittoria al momento perfetto e infine titolo, che mancava in cada Suzuki dal 2000 con Kenny Roberts jr.
Oggi c’è stata anche una conferma, quella di Franco Morbidelli; gara da vero martello resa più difficile sta volta da un sempre più presente Jack Miller con cui mette in scena un duello all’ultimo giro bellissimo e gestito da vero campione. Se non fosse stato per quei 3 dnf per problemi tecnici probabilmente staremmo parlando di un altro campionato e un altro campione ma la storia non si fa con i se e con i ma. Tuttavia è il primo tra le Yamaha, con la moto del 2019, e 2º nel mondiale, chapeau.
Infine c’è Sebastian Vettel; prima che il pilota, meraviglioso in partenza con una Ferrari disastrosa con le gomme full wet, c’è l’uomo, il signore, la splendida persona. I suoi errori li ha fatti in passato è vero (anche la Ferrari) ma ha sempre dimostrato amore, passione e rispetto per la Ferrari e ciò che rappresenta. Il primo gesto che ha fatto è stato quello di andarsi a complimentare con Lewis, grande rivale e con cui ha inequivocabilmente segnato un decennio di F1, poi ha ringraziato tutta la Ferrari e i tifosi i quali troppo spesso passano dall’amore all’odio nei suoi confronti. Può piacere o meno come pilota ma come persone e incontestabile, grazie.
13/11/2020
“Ricucire un rapporto con chi ha tradito la nostra fiducia è possibile, ma è come rammendare un abito rotto: il segno rimane, indelebile.”
[Emanuele Breda]
08/11/2020
Tutti dicevano che era quello che più meritava il primo posto in classifica, che la costanza va premiata.
Ma il primo a cui non piaceva per nulla l’idea di essere primo senza vittorie era proprio lui.
Oggi Joan Mir vince in maniera impressionante e mette una seria ipoteca sul mondiale con 37 punti di vantaggio su Rins, oggi 2º per una doppietta Suzuki, e Quartararo vittima dell’ennesimo errore.
PS: Davide Brivio mostra che i Team Manager contano eccome.
06/11/2020
Sta per iniziare il rush finale del campionato più avvincente ed incerto degli ultimi 10/15 anni. L’assenza di Marc Marquez, le gomme Micheline e nessuna moto capace di adattarsi a piano a gomme e circuiti hanno creato questa atipica situazione a tre gare dal termine:
1º JOHAN MIR, 137pti: partito male si è dimostrato sicuramente il più costante ed è il pilota che è andato più a podio durante la stagione. Tuttavia non ha mai vinto, forse una piccola pecca in una bella stagione finora.
2º FABIO QUARTARARO, 123pti: al contrario di Mir è molto incostante, infatti è secondo nonostante le tre vittorie, più di chiunque altro. La Yamaha sicuramente non aiuta dato che con questa moto o parti in testa o non si riesce a sorpassare ma nemmeno lui è esente da errori.
3º MAVERICK VINALES, 118pti: è senza ombra di dubbio mister pole position ma i punti si fanno la domenica. Stessi problemi di Quartararo con la sua Yamaha ma meno vittorie e ancor più incostanza come ormai ci ha abituato dam 2017.
4º FRANCO MORBIDELLI, 112pti: non ha mai commesso errori, i suoi ritiri derivano tutti da problemi della sua Yamaha, che tra l’altro è in specifica 2019, e ciò conferma quanto di buono sta facendo. Due vittorie all’attivo e arriva a questi ultimi appuntamenti come uno dei più in forma.
5º ANDREA DOVIZIOSO, 108pti: ad inizio stagione con l’infortunio di Marquez era il principale candidato al titolo ma una Ducati quanto meno strana e indecifrabile, lenta e allo stesso tempo veloce sulla stessa pista e nelle stesse condizioni, e il quasi disinteresse del team nei suoi confronti hanno reso la situazione complicata. Ha massimizzato il possibile come ha sempre fatto ma ha sicuramente pochissime possibilità di titolo.
WHO WILL WIN ?!
02/11/2020
Quand’è che Hamilton è diventato inarrivabile, imbattibile, mentalmente perfetto ? Quando abbiamo cominciato a pensare che lui potesse ba***re i record di Schumacher ?
Novembre 2015: Hamilton vince il suo 3º titolo battendo Rosberg, dopo un inizio di stagione un po’ in sordina e diversi colpi a vuoto rispetto al finale devastante, esattamente come l’anno precedente.
Giugno 2016: Rosberg vince le prime quattro gare della stagione e a Barcellona c’è lo scontro che porta entrambi al ritiro.
Fino a quel momento Hamilton aveva compensato tutti i suoi errori col suo immenso talento, troppo più grande di quello di Rosberg che nonostante tutto non riusciva a batterlo, quando Lewis decideva che era il momento di cambiare marcia era assolutamente inarrivabile.
Succede così anche nel 2016 ma stavolta l’epilogo fu diverso: L’abnegazione, la costanza e il lavoro di Rosberg hanno vinto sul talento cristallino di Hamilton nonostante quest’ultimo avesse conquistato 10 vittorie stagionali. È un colpo duro forse mai del tutto assorbito a causa del ritiro immediato del suo rivale.
Forse è cambiato tutto da lì, quando Hamilton decise che di Rosberg non ne dovevano più che esistere.
31/10/2020
Sarà il casco, sarà il circuito, sarà una buona Alpha Tauri ma Pierre Gasly sta dimostrando costantemente che, se supportato dal team, riesce a fare 4º con quello che fondamentale è un team satellite.
Sempre più Chapeau Pierre.