INCONTRO di LETTERATURA SPONTANEA domenica prossima 7 giugno 2026 dalle 10:30 alle 12:30 su WhatsApp o di persona a casa mia, Möhlstrasse 44, Monaco di Baviera, 81675.
(se non lo avete già fatto, mandatemi il vostro numero di cellulare, che vi aggiungo alla lista)
Iniziativa sponsorizzata
dalla SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI DI MONACO DI BAVIERA e.V.
(leggete anche gli allegati per favore, se ci sono)
La necessità di raccontarsi agli altri e di essere ascoltati diventa sempre più importante di giorno in giorno. Se hai una poesia, un piccolo racconto o anche un pensiero, un sogno o un’idea, che vuoi leggere o raccontare, vieni che sarai la/il benvenuta/o. In pratica se vorrai, ci racconterai qualcosa di tuo o di altri, ma scelto da te. Poi riceverai spesso in cambio anche altri tanti racconti o storie. Quindi ti conviene comunque.
Le testimonianze e le storie di tutti sono importanti e hanno dignità. Esprimersi, ascoltare e conoscersi fa comunque bene. Nel primo giro della tavola rotonda ci si presenta e poi negli altri giri si portano i propri contributi all'incontro. Prepariamone almeno due, se possibile. I dibattiti non sono molto graditi, se finiscono per monopolizzare l'incontro.
Un invito particolare a partecipare e a non sottovalutare quest’iniziativa va agli italiani di qui, ma anche a quelli in Italia, che hanno già pubblicato. La vostra presenza naturalmente ci arricchirebbe molto e credo che sarebbe in fondo anche interessante per voi.
Ancora un'ultima preghiera: se credete nel presente e nel futuro di quest’iniziativa, segnalatela e condividetela per favore nei vostri gruppi di riferimento.
Alcune raccomandazioni:
- attenzione ai rumori molesti del microfono,
- allontanare il telefonino ed altri apparecchi elettronici ecc... dal microfono,
- spegnere il microfono, quando gli altri parlano,
- all’ora stabilita si comincia. Cliccate solo su “partecipa alla chiamata”, anche se non la sentite, perché in caso di molte persone non si sente il suono,
- colleghiamoci puntuali e sentiamo così anche le presentazioni di tutti gli altri,
- raccontiamo storie brevi e leggiamo lentamente a voce alta, per facilitare la comprensione.
Grazie!
Un caro saluto e a presto
giulio
ps.. Chi può e chi riconosce l’importanza formativa e culturale di questa iniziativa, senza fini di lucro e che dura ormai da 25 anni, ha la possibilità di sostenerla anche un po' economicamente con un piccolo versamento sul c.c. HypoVereinsbank, giulio bailetti, Kontonummer 6860168020, Bankleitzahl 70020270, IBAN DE69700202706860168020, BIC HYVEDEMM # # # oppure sul mio Paypal: paypalme/letteraturaspontanea Grazie, comincio a diventare vecchio e ve ne sarei molto grato.
http://www.luna-sole.com/
la lingua italiana è bella
Condiviso con Tutti
RESOCONTO dell’INCONTRO di LETTERATURA SPONTANEA dell’26 maggio 2026 a Monaco di Baviera di persona a casa mia o su WhatsApp,
sponsorizzato da Società Dante Alighieri, Monaco di Baviera e.v.
Ci siamo collegati in 5, di cui 3 dall’Italia e cioè da Roma, da Mercogliano (Avellino) e da Anzola d’Emilia (Bologna) e 2 dalla Germania da qui da Monaco, con provenienza da Caltanisetta e da Roma:
- Così Annalisa, psichiatra, di Nuoro, ma da Mercogliano dal libro di Donata De Bartolomeis: - Cambia le tue parole per cambiare la tua vita-. Edizioni Il Papavero:
"L'inconscio e la mente razionale".
Prefazione
Vedremo come parlare al nostro inconscio per trasformarlo nel nostro grande alleato per il raggiungimento della nostra vera essenza ed evitare di farci condizionare da credenze limitanti, che altri hanno innescato nel nostro cervello come bombe ad orologeria pronte ad esplodere da un istante all'altro; l'inconscio gestisce le nostre scelte emotive, custodisce le credenze e orienta la nostra vita, anche se non ce ne accorgiamo. La mente razionale, invece, analizza, confronta, classifica e giudica in base ai risultati. Spesso però mente razionale e inconscio hanno obiettivi diversi e la persona si ritrova intimamente frammentata a riguardo.
Mi piace riportare una favola letta nel mio primo libro di kinesiologia. In realtà, quando lo comprai, Non sapevo neanche parlasse di kinesiologia, ma al cambio dei treni, in stazione, durante i miei interminabili viaggi di lavoro, non potevo fare a meno di fare razzie nelle librerie che incontravo lungo il mio cammino e tra gli altri c'era questo libro.
Vi riporto la favola della pulce e dell'elefante.
C'era una volta una pulce che pensava di essere la regina della foresta; un giorno decise di andare al mare, ma i chilometri da percorrere erano troppi, così chiamò il suo elefante. Salì sul suo dorso e gli chiese di portarla al mare l'elefante parti immediatamente, ma verso un'altra direzione, perché desiderava fare un giro nella foresta. La piccola pulce non poté fare nulla per fermarlo e così trascorse tutto il giorno sull'elefante a correre e prendendo in faccia rami e foglie.
Il giorno seguente la pulce cercò di farsi portare in farmacia per comprare una crema per i colpi al viso presi nella foresta e l' elefante decise di fare un giro sui monti, terrorizzando la pulce che rimase a letto per tre giorni in preda agli incubi, prima di chiamare l'elefante per farsi portare dal medico, ma l'elefante decise di andare al mare dove trascorse l'intera giornata, nuotando felicemente al contrario della pulce, che rischiò di annegare. Mentre si asciugava la pulce ebbe modo di riflettere su quanto accaduto. Allora chiamò l'elefante e gli disse: per domani che programmi hai?
Questa semplice storia rende bene l'idea della differenza di forze tra mente logica - la pulce - e subconscio - rappresentato dall'elefante. È facile comprendere che per realizzare i propri obiettivi è necessario che conscio e inconscio siano allineati. Nei prossimi capitoli cercheremo di vedere come le parole possono condizionare il nostro inconscio e di comprendere in che modo la pulce deve parlare all'elefante per chiedergli qualcosa.
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Poesia di AC per me, sua psichiatra (lui ha iniziato a scrivere poesie circa un mese fa).
Poesia ad Annalisa:
Quando entro nel tuo ufficio non è un sacrificio
Un tuo sorriso mi manda in paradiso u
Un sorriso splendente mi rigenera la mente
Quando ci mettiamo a parlare è un grande piacere.
Un saluto a tuo marito che quando ti ha sposato è stato fortunato
e anche un figlio gli hai dato
Una critica voglio fare per quando ti fanno arrabbiare:
fuori li devi mandare!
La cagnolina porti a passeggio
È stato un privilegio.
Quando parli alle riunioni bahá'í quanto piacere che mi fai
Il tuo nome Annalisa
mi ricorda la nonna Elisa.
Mi ricordo che mi hai salvato,
un saluto ti va dato
Per me è un gran demerito
un tuo rifiuto di curarmi, mi sentirei ferito.
Ti auguro una grande carriera,
ne devi essere fiera .
Un abbraccio affettuoso
mentre mi riposo
5 maggio 2026 A.C.
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Mia poesia:
- Le regole dell'amicizia –
Impegno quotidiano, anche fatica
Occorron per tenersi un'amica
Discrezione, gentilezza e cortesia
A volte… anche un po' di fantasia!
E se si sceglie la confidenza
Si deve allontanar la maldicenza.
L'amicizia è come la casa
Di sporcizia non sia mai invasa
Se la vuoi veder bella e pulita
Ci devi lavorare a dieci dita
E se talvolta non è come sembra
Non perder la pazienza, ma rimembra
Che nulla ci si può aspettare
Di più di ciò che ognun di noi può dare.
Godi l'amicizia senza pretendere
Vivila con letizia e si farà prendere!”
Avellino, 7 dicembre 2016
- Così Giuseppe di Caltanissetta, ma da qui da Monaco con RIO DE JANEIRO. DIRTY FISHING, OSSIA: DON CAMILLO E TERRAZO
“È semplicemente meraviglioso essere di nuovo in Rio e inebriarsi dell‘ atmosfera di questa cittá, che per me é la piú bella del mondo! Vado subito a passeggiare sul lungomare di Copacabana. Qui non é cambiato niente. Fuori del ristorante „Don Camillo“ siedono i turisti per pranzare. Quest‘ area é, come l‘ area davanti a qualsiasi altro locale in Rio e in tutte le cittá del Brasile, recintata con f***e ed alte siepi o da reticolati per proteggere i visitatori da molestie o da tentativi di furto dal di fuori. Dall‘ altra parte delle siepi stanno stuoli di giovani e meno giovani donne che, come pescatori sull‘ orlo di uno stagno pieno di pesci, cercano di atti**re l‘ attenzione dei commensali uomini con gesti e sguardi lascivi e con penetranti, acuti fischi o emettendo richiami o adescamenti come: „Pst!“ o „Hei! Tu lá!“, usando come esca per i loro „pesci“ scollature da capogiro e minuscole minigonne. Tutte le „peccatrici“… Pardon, „pescatrici“ calzano scarpe con tacchi a spillo altissimi per allungare le loro gambe e per poter vedere meglio quel che c‘ é aldilá delle siepi. Ogni tanto alcune di loro entrano nel recinto da sole o con una o due amiche con la scusa di voler passare dall‘ altra parte o entrare nel ristorante. I camerieri permettono loro di fare questo, a meno che uno o piú clienti si lamentino di ció, cosa che peró da tempi immemorabili non é piú accaduta. Passando vicino agli ospiti, accarezzano le belle a volte un turista, mostrandogli quello che hanno da offrire, oppure gli chiedono se ha un accendino per le loro si*****te, nella speranza di iniziare una conversazione o di ve**re invitate a sedersi al loro tavolo. Chi di esse se lo puó permettere, si siede anche ad un tavolo libero e ordinano qualcosa da bere o da mangiare. Questa é di regola una buona investizione, perché cosí hanno molte piú opportunitá di conoscere turisti danarosi. La concorrenza in questa attivitá é purtroppo molto dura. Qui ci sono donne per tutti i gusti: Bianche, nere, bionde, brune , rosse, asiatiche, indiane, in tutte le misure e confezioni. Alcune sono giovanissime e cosí belle da farti mozzare il fiato; altre sono piú anziane e logorate dal loro duro mestiere. Se riescono ad accalappiarsi un ricco turista, allora la sopravvivenza per oggi é assicurata! Il primo premio vincono quelle che vengono assunte come accompagnatrici fisse del turista per tutto il tempo che egli trascorrerá nella cittá, perché questo significa per loro una o due settimane di vitto e alloggio gratis e la possibilitá di guadagnarsi un gruzzoletto di soldi per poter mantenere le loro famiglie. Le altre, che oggi non hanno avuto fortuna, hanno dalle ore 20 in poi, una seconda chance di sbarcare il lunario. La sera apre infatti il „Terrazzo Atlantico“, un bar/ristorante sul lungomare, che offre una zona d‘ operazione molto piú vasta del „Don Camillo“. Qui hanno le lavoratrici dell‘ amore la possibilitá di esercitare le loro arti seduttrici fino a notte inoltrata. Molte di loro non riusciranno lo stesso a fare affari, perché la proporzione é di tre donne circa per un turista. Allora cosa fanno le belle della notte? Si aiutano tra di loro! Riesce una a far abboccare un turista, allora gli presentano una o due amiche affinché anche esse vengano invitate al tavolo.
L‘ ANGELO NERO, OSSIA LA INNOCENTE RAGAZZA DI CAMPAGNA, OPPURE, LE BUGIE HANNO LE GAMBE LUNGHE!
Mentre sto lí al bordo della pista e mi godo lo spettacolo, ecco che una giovane mulatta comincia a parlare con me come se fossimo gli amici piú intimi e ci conoscessimo da tanti anni. A causa della musica che rimbomba dagli altoparlanti e del chiasso che fa la gente, non riesco a capire nulla di quello che dice. Per capirci dobbiamo gridarci a vicenda dentro le orecchie usando le mani come imbuto. Lei mi racconta che una sua amica mi sta osservando giá da diverso tempo e che si sarebbe subito innamorata di me come se un fulmine la avesse colpita. „Lei é qui oggi per la prima volta e si vergogna di ve**re da te per dichiararti il suo amore perché é molto, ma molto timida e per questo ha mandato me“, mi dice e poi mi porge un pezzo di carta, „Questo é il numero di telefono di lei. Tu devi assolutamente chiamarla domani mattina!“ Naturalmente io non credo neanche una parola di tutto quello che la tipa mi racconta… Peró il numero telefonico sembra essere vero. Le chiedo di chi lei stia parlando e lei punta il dito indice su una giovane e bella ragazza vestita di nero con lunghi capelli anche neri che le arrivano fino ai fianchi. La venere nera sta in questo momento abbracciando un giovanotto e lo fa ridendo. „Quella sarebbe timida?“, esclamo io, „A me sembra invece che ne sappia una piú del diavolo!“ “Stupidaggini!“, risponde la mia nuova amica, „Lei sta solo scherzando con l‘ altro; é veramente timida e ama te e te soltanto! Vieni con me che te la presento“. Improvvisamente lei mi sta davanti, nera come il peccato e mi guarda imbarazzata con due occhietti di cerbiatto. Mi racconta che oggi due colleghe di lavoro la hanno trascinata qui dentro e che perció si vergogna. Lei non é mai stata qui, mi dice, e non sa neanche dove sia il bagno; mi chiede quindi di dirle dove si trova. Quando ritorna, continua a raccontarmi le sue bugie: Dice che mi trova immensamente interessante ed é convinta che io sia una persona di buon cuore e comprensiva. Naturalmente questo é qualcosa che mai potrei negare. Ma guarda un po‘ queste brasiliane! Come sanno fare complimenti… Ciononostante tento di farle capire che non sono l‘ uomo giusto per lei e la esorto a cercarsi qualcuno piú giovane di me. „L‘ amore non ha etá!“, risponde lei e mi guarda dritto negli occhi. Questo mi commuove, ma decido lo stesso di non occuparmi piú di lei e respingo i suoi tentativi di prendermi per la mano e di condurmi sulla pista da ballo. „Ma non ti piaccio proprio?“, esclama lei quasi con le lacrime agli occhi. Mentirei se affermassi che lei non mi piace. Naturalmente la ragazza mi piace da morire; solo che non credo che lei mi ami davvero e glielo dico pure schiettamente. Lei diventa allora ancora piú triste e mi ribadisce la sua sinceritá. Mi dice che é una parrucchiera e che io non debba pensare che lei sia una pr******ta. Veramente? Penso io. Allora aspettiamo. Prima o poi deve ve**re la domanda obbligatoria. La prima cosa che le pr******te ti chiedono, dopo aver domandato come ti chiami, é: „Dove abiti?“ Questo é estremamente importante per loro, perché ci sono alberghi dove esse non possono entrare per passare la notte con un uomo. E guarda un po‘, dopo alcuni minuti l‘ innocente ragazza della provincia mi chiede dove io sono alloggiato. Adesso é tutto chiaro! Era tutto chiaro sin dall‘ inizio, peró devo ammettere che lei recita la sua parte come un‘ attrice holliwoodiana. Si meriterebbe un Oscar! Lei continua a raccontarmi che é venuta da Bahia qui nella grande cittá per lavorare e che ancora non conosce bene Rio. „Allora“, dichiaro io, „Se non conosci la cittá é inutile spiegarti dove si trova il mio albergo“. „Ha ha, piccola mia! Ti ho sconfitto con le tue stesse armi!“ Dico non a lei ma a me stesso. La furbacchiona incassa il colpo magistralmente e fa finta di niente, poi comincia ad accarezzarmi, aderendo strettamente il suo meraviglioso corpo al mio. All‘ inizio trovo questo imbarazzante, poi lentamente comincio a provarci gusto. Improvvisamente lei mi bacia appassionatamente sulla bocca. Mmmmm! Questi baci gustosi fanno ve**re il vizio! Decido allora di smettere di difendermi e di partecipare al gioco. Quando mai avró di nuovo l‘ opportunitá di tenere tra le mie braccia un angioletto cosí bello e giovane? La ragazza ha circa vent‘ anni ed é ancora fresca e non consumata. Amore vero o falso, che importa? Sempre amore é! Probabilmente le sue amiche le stanno insegnando come si lavora coi turisti e io sono solo un tizio qualunque che le serve per esercitarsi. Che me ne frega? Noto intorno a me gli sguardi invidiosi di giovani tedeschi e italiani. Mi dispiace per voi, ragazzi, ma io ho oggi qui la donna piú bella tutta per me! La situazione comincia a piacermi sempre piú. Carla, cosí si chiama il mio tesoruccio, non la smette di baciarmi e abbracciarmi, cosa che una pr******ta incallita non farebbe mai. Dopo aver danzato e baciato abbondantemente il mio amoruccio mi chiede se puó passare la notte con me. „Questo purtroppo non é possibile“, rispondo io. Lei diventa di nuovo triste, ma su questo io sono irremovibile. Le sue amiche vengono continuamente da lei e le dicono non so che cosa, probabilmente consigli su come si „lavora“, e la riforniscono anche di birra. „Perché lo fanno?“, le chiedo. „Perché non ho soldi!“, é la sua risposta. La poveretta mi fa pena. Affinché lei non abbia lavorato gratis, le offro 20 real, ma lei ne vuole 25. Va bene, per me sono solo cinque euro. Carla intasca il denaro e poco dopo se ne va insieme alle sue amiche. „Non dimenticarti di chiamarmi domani mattina“, mi dice prima di andarsene. „Chiaro!“, la rassicuro io, „Ciao, buona notte!“. Il giorno dopo le telefono veramente. Come tutti sanno, io sono un tipo molto curioso. Una voce di donna sconosciuta mi risponde. Dallo sfondo si sentono rumori come in un salone di parrucchieria, ma Carla non c‘ é, dice la donna. Io prego la tipa di riferire a Carla che stasera l‘ aspetto nella discoteca Help; ma lí trascorreró la notte da solo. O mio angelo nero, potró mai rivederti?
La prima di Beethoven
Sabato, 23 dicembre 2005. Quando restiamo soli, Cida cambia idea; non mi vuole piú lasciar riposare, ma pretende che io le massaggi il collo, le spalle e la schiena. Sperando che la procedura non duri molto a lungo, comincio con il mio incarico. „Mmmm… sai massaggiare veramente bene!“, sospira la donna, „Dove hai imparato?“ „Sono un talento naturale!“, rispondo io. Cida si gira e comincia a far scivolare il suo top sempre piú in basso… Devo immediatamente inventare qualcosa, prima che la situazione degeneri! Mi viene un‘ idea. „Dimmi un po‘“, faccio io, „Ma il cane é giá uscito fuori oggi?“ „No“, é costretta ad ammettere Cida, „Nessuno di noi ha ancora avuto tempo…“ „Ma questo non é possibile!“, sbotto io indignato, „Non potete lasciare il poveretto tutto il giorno in casa!“ Quasi come se Beethoven avesse capito il senso delle mie parole, comincia proprio in quel momento a guaire lamentosamente. „Lo senti?“, dico io, „Il povero cane deve soffrire terribilmente! Deve uscire subito! Rimani pure coricata, lo faccio io per voi!“ „Ma Liz puó anche…“, tenta di protestare Cida. Troppo tardi! Ho giá preso il guinzaglio dal muro e liberato il cane dalla sua prigione! Sono salvo! Non appena siamo usciti fuori, lascio correre il felicissimo Beethoven dove vuole lui. Sembra che la spiaggia lo attiri, come se lí ci fosse qualcosa di irresistibile che lo attenda. Dopo aver fatto i suoi bisogni su un prato, il barboncino comincia a passeggiare orgogliosamente sul lungomare. Allunga il collo in su, guarda a destra, guarda a sinistra e poi continua a correre sul marciapiede. Le banchine dalla promenata marina sono piene di gente che si gode il sole pomeridiano. Alcuni leggono un libro o il giornale, altri conversano tra di loro. Beethoven si ferma davanti a un giovanotto di circa 35 anni e poi appoggia le zampe anteriori sulle ginocchia di lui. „Lei conosce il cane?“, gli domando. „No“, risponde il tizio, „Ma lui ha un buon fiuto, infatti sono un veterinario!“ Dopo che i due hanno fatto amicizia, continuiamo con la nostra passeggiata. Piú in lá incontriamo una coppia di anziani in compagnia di una cagnolina nera. Beethoven tenta di flirtare con lei, ma la sconosciuta lo ignora distaccata. Lei non lo fa neanche avvicinare a sé e lo morde addirittura sul muso. „Lascia le donne in pace, mio caro! Sono pericolose!“, lo avverto. Beethoven si lascia convincere e, dopo aver fatto un ultimo tentativo, rinuncia definitivamente alla ricalcitrante bellezza. Continuiamo con la nostra escursione e, dopo circa 200 metri, avviene quel che doveva avve**re! Due donne ci vengono incontro, sicuramente una madre con la figlia. La figlia, una bella ragazza molto alta, tiene tra le braccia una cagnolina di color bianco sul capo della quale spicca un fiocco rosa intrecciato a un ciuffo di pelo. È amore a prima vista! Beethoven rimane incantato dalla celeste visione e comincia a correre attorno alla giovane donna. Si alza sulle zampe posteriori, saltellando e danzando, languisce, implora, abbaia, niente lo puó far calmare! La ragazza trova il barboncino adorabile e domanda come si chiami. „Beethoven? Ma questo é un nome bellissimo!“, esclama poi, e, rivolgendosi alla sua cagnolina, dice: “Hai visto, Bianca? Tu hai un ammiratore! Non é dolcissimo?“. La ragazza non si azzarda peró ad abbassare il suo tesoruccio verso Beethoven. Bianca é evidentemente lusingata per la corte che le fa il nostro Dongiovanni a quattro zampe! Lo guarda dall‘ alto del suo balcone con i suoi occhi belli, proprio come fece un dí Giulia col suo Romeo. Beethoven cerca di saltare sempre piú in alto da diversi lati, ma non riesce a raggiungere l‘ oggetto dei suoi sogni perché la ragazza é veramente molto alta. La padrona di Bianca sembra essere tentata e pensa sicuramente: „Lo faccio, o non lo faccio?“ Poi, in un momento di debolezza, abbassa giú la cagnolina. La poveretta non ha ancora toccato terra, che il nostro eroe le salta addosso e tenta su due piedi… voglio dire: su quattro zampe, di „sposarla“ subito! La sconosciuta é inorridita e tira immediatamente Bianca di nuovo in sú, rimproverando il cane: „Vergogna, Beethoven! Questo non si fa‘! Non al primo appuntamento! Andiamocene, Bianca! Di‘ ciao a Beethoven!“, e poi comincia a tornare sui suoi passi insieme alla madre. Beethoven é inconsolabile! Vede il suo primo, grande amore andarsene via e non sa se lo potrá mai rivedere… Naturalmente io debbo con tutte le mie forze trattenere il cane dal correre dietro a Bianca. Le due donne si fermano dopo circa 50 metri e discutono tra di loro, guardando nella nostra direzione. „Andiamocene via subito!“, dico io a Beethoven, „Oggi tu hai avuto fortuna! Resta scapolo e libero! Ti parlo per esperienza! Anch‘ io poco fa sono sfuggito a malapena a un pericolo simile!“. Ma il cane non mi ascolta e tira invece disperatamente il guinzaglio che gli ho messo di nuovo sul collo e fissa lo sguardo in direzione di Bianca e delle due donne. Un uomo che era seduto lí vicino e che si é goduto tutta la scena, dice ridendo: „Lui non desiste!“ „Deve desistere!“, dichiaro io, e trascino con la forza Beethoven verso casa. Questa fu la fine di un grande amore e cosí finisce qui anche la mia storia!”
- Così Guido di Lioni (Avellino), ma da Roma:
“Boom di animali domestici nelle famiglie italiane
Ogni tanto mi capita di leggere sui social un post che recita:
“Avere un animale in casa aiuta i vostri figli a essere domani degli adulti migliori”.
Per quanto mi riguarda è così, anche se parlo per me e della mia esperienza personale.
A dieci anni ho avuto il mio primo cane e da allora non ho più smesso di avere animali da compagnia.
Roby, così si chiamava, era un cane lupo e nonostante non avesse mai svolto nessun corso di addestramento, era l'ombra di mia madre.
Quando lei andava a lavorare in farmacia, il cane la seguiva e restava in sua compagnia fino all'orario di chiusura.
Se per caso si spostava nel magazzino per prendere un medicinale, Roby la seguiva senza mai perderla di vista.
Vivere con un animale domestico migliora, senz'altro, il tuo grado di empatia e sensiblità e ti aiuta a capire appieno il significato delle parole: amore e rispetto.
Anche in Italia la presenza di cani e di gatti, considerati come componenti della famiglia, è in aumento dal 2024.
Praticamente dieci milioni di nuclei familiari, pari al 37 % del totale, convivono con uno o più animali domestici e in cima alla lista ci sono i cani con il loro 22,1 %.
A seguire i gatti che rappresentano il 17,4% e poi via via tutti gli altri come criceti, conigli nani, tartarughe, pappagalli, pesci etc.
Sia ben chiaro che accogliere uno di questi “compagni speciali” in casa, richiede la consapevolezza che si tratta di esseri che vanno accuditi tutti i giorni e NON quando fa comodo a noi e senza provare a lasciare il compito noioso (pulire il posto dove vive, pettinarlo o portarlo fuori in passeggiata, se si tratta di cani o di gatti) a un altro componente della famiglia.
Soprattutto il cane non può diventare una sorta di peluche e magari, solo perchè si possiede un giardino spazioso, si pensa di non doverlo portare fuori in passeggiata.
Bisogna considerare che il nostro “compagno” ha la necessità di uscire per ispezionare luoghi diversi da quelli abituali e annusare nuovi odori (pratica molto importante).
Riguardo al tema dell'annusare c'è da aprire una piccola parentesi perché succede che molti proprietari, esasperati dalle frequenti fermate che il cane fa per fiutare gli odori, tendono a ti**re il guinzaglio.
Sbagliato!
Annnusare muri, pali o semplicemente fili d'erba, è fondamentale per i nostri amici a quattro zampe perché permette loro di raccogliere una serie di informazioni che gli risulteranno molto utili per esplorare, conoscere, memorizzare il territorio e, magari, lasciare anche un “ricordino” del loro passaggio.
Basti solo pensare che l'olfatto canino è diecimila volte più sviluppato di quello dell'uomo.
La raccolta di questi dati aiuta il cane a comprendere quali altri animali frequentino quel luogo, chi è solito bazzicare quell'area e in più capire se la stessa è sicura o meno.
Quindi è importante non strattonare il cane quando si ferma ad annusare, anche perché tutto questo rappresenta per lui un momento di rilassamento e di conseguenza una diminuizione dello stress.
Importante, poi, quando si esce in passeggiata, che il cane incontri i propri simili e abbia la possibilità di annusarli poiché anche questo atto, che in genere avviene odorandosi le parti intime, rappresenta per loro un preciso scambio d'informazioni.
Diversi studi, che hanno visto coinvolte alcune università americane, sono arrivati alla conclusione che gli animali domestici, soprattutto i cani, da quando vivono con gli uomini hanno migliorato la loro capacità di adattamento alle situazioni estemporanee o impreviste.
Una università ungherese, invece, ha svolto un test utilizzando dei cani, dei gatti e dei bambini molto piccoli, notando che una certa cooperazione si instaura prevalentemente tra cane e bambino, mentre i gatti restano a osservare, tranne, poi collaborare se ricevono qualche premio sotto forma di cibo o di gioco.
Non posso che concludere col dire che la presenza di un animale in casa migliora CERTAMENTE la vita.”
Roma 18.05.2026
- Così Sebastiano di Vignola (Modena), ma da Anzola:
“Mi sono collegato brevemente da casa.
Ho parlato di un viaggio di lavoro e di formazione molto interessante condotto a Parigi tra il 18/05 e il 23/05 insieme a una ventina di altri bibliotecari italiani, prevalentemente emiliani, dove abbiamo conosciuto l’associazione DULALA (https://dulala.fr/) che si impegna a creare le condizioni per la costruzione di un multilinguismo basato sul riconoscimento della dignità di ogni lingua, al fine di sviluppare nuove forme di ospitalità linguistica, invitando a ripensare le questioni della differenza, dell’alterità e dell’integrazione in una società multiculturale.
Il corso si è svolto in quattro giornate, dove abbiamo appreso alcuni strumenti per approfondire questa conoscenza, come le “biografie linguistiche”, i giochi in scatola e i kamishibai multilingue.
Come riferito nel gruppo, ogni professionista ha tratto utili spunti per il proprio lavoro: io ho proposto l’eventuale implementazione di un Gruppo di Lettura multilingue nel comune dove lavoro.”
-Io di Roma, ma da qui da Monaco ho letto alcuni pensieri da me scritti prima di trasferirmi qui a gennaio 1983 e raccolti in - La mia filastrocca - Libroitaliano, Nuova Poesia Contemporanea, 1996::
“La mia filastrocca.
A chi di sera piace giocare un po' con le parole, anche se a volte
può capitargli. di farsi da solo un po' male.
O chi, comunque, sembra essere rimasto legato a qualcosa o a qualcuno,
che piano piano, pare cominci a nascere spontaneamente da dentro, gli
si espande e tutto lo prende.
O quelli che ancora esprimono qualcosa, solo in una loro cantilena antica,
come in certe storie essenziali, di certi lontani paesi di una volta.
-
Chi la mattina in ufficio, per lo più inutilmente, cerca disperato
almeno qualcuno nella stanza, che si ricordi ancora del bel tramonto di ieri.
-
Chi finalmente ha imparato da solo un po' a galleggiare, con piccoli
movimenti, ma sereni, dei piedi e delle mani.
Chi da tempo si aggira ormai senza speranza, quasi nei dintorni del
fondo.
-
Chi è stato salvato proprio da quelle persone che lui, da subito,
aveva istintivamente rispettato. Ma lui ancora non l'ammette.
-
Chi va, incerto, verso un improbabile centro, da qualche parte, nello spazio.
Chi mira molto più sicuro, più o meno al centro esatto della terra.
C'è praticamente, direi, di tutto.
-
Chi ancora cocciutamente s'intestardisce a voler fare l'amore pro-
prio con quella donna, con cui è sfortunatamente già stato pro-
vato, che è per lui praticamente impossibile. Del resto, almeno a detta di chi la cono-
sce bene, lei non sembra neppure essere niente di così speciale.
-
Chi da tempo s'è comprata una grande carta del mondo.
Chi la sera ora se ne sta lì da solo per ore, teso e impalato
a guardarla, mentre lei invece tranquilla pende solo dal muro.
A chi non disturba affatto sentire di notte i treni passare, anzi.
Chi si sente addirittura rassicurato, nel caso si decidesse un
giorno finalmente ad andare.
-
Chi scrive da solo la sera, dopo il lavoro, alcuni azzardano che
lo faccia in qualche modo per recuperare.
-
Quelli che la notte vanno a dormire da soli per scelta.
Quelli di cui si dice che siano realmente i più duri.
Chi giustamente, dopo aver fatto una volta decentemente l'amore,
veramente poi non vuol fare più niente.
-
Quelli che piangono, subito dopo aver brillantemente vinto la loro
ennesima partita.
Quelli a cui, sfortunatamente solo dopo, manca ora un po' il bel
nemico.
Poi gli altri, forse i più buoni e i più teneri del mondo, ma
testardamente solo e sempre muti tra di loro.
-
Quelli che amano così tanto il teatro.
Quelli che ora se ne stanno tutto il giorno beati al mercato.
-
Chi si prende talmente sul serio.
Chi riesce perfino a smuovere persone.
Chi finisce spesso per fare un po' troppo casino.
-
Quei momenti in cui cominci proprio a disperare.
Quei momenti in cui poi inventi e capisci la tua cosa.
-
C'è anche chi ha avuto una vita, come dire, frammentaria.
-
Quelli dai bei capelli lunghi di una volta.
Quelli che con un solo e semplice gesto, se li
portavano graziosamente in dietro.
-
Chi una volta non era nessuno.
Chi ancora non ce la fa.
Chi continua a tutt'oggi a rimanere, falsamente indifferente, nes-
suno.
-
La verità dei giovani che avanza.
Le cose stranamente cominciano ad indietreggiare e a ve**re quasi
all'osso.
-
Quelli che credono ormai solo ai rapporti personali.
Quelli che ora si guardano sempre diritti in faccia, negli occhi,
in cagnesco.
Quelli che poi finiscono per guardare inevitabilmente anche certe
facce.
Quelli a cui, prima o poi, capita sempre qualcuno che gliela sfa-
scia.
C'è infatti in giro anche chi è già esasperato di suo.
-
Chi, stupido, ha orgogliosamente rifiutato di lasciarsi ancora
guidare.
Quelli che questo di sicuro lo pagano.
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Chi capisce le cose.
Chi ormai è maturo.
Chi sa già quello che vuole.
Quelli che, quando hanno ottenuto tutto, infatti poi s'ammazzano.
Quelli proprio tutti d'un pezzo, più che coerenti”…
Un caro saluto e a presto
giulio
ps. Chi può e chi riconosce l’importanza formativa di questa iniziativa, senza fini di lucro e che dura ormai da 26 anni, può anche un po' sostenerla economicamente con un versamento sul c.c. HypoVereinsbank, giulio bailetti, Kontonummer 6860168020, Bankleitzahl 70020270, IBAN DE69700202706860168020, BIC HYVEDEMM # # # oppure sul mio Paypal: paypalme/letteraturaspontanea Grazie, comincio a diventare vecchio e ve ne sarei molto grato.
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