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IlMieleNelPallone � "Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calci

Quando si nomina Mario  , chi lo ha visto giocare, lo relaziona direttamente e semplicemente ai “gol”. Furono infatti 12...
11/08/2026

Quando si nomina Mario , chi lo ha visto giocare, lo relaziona direttamente e semplicemente ai “gol”. Furono infatti 125 in 130 partite durante i quattro anni al Porto, 22 in 24 partite nella parentesi turca al Galatasaray, prima del ritorno in p***a magna in Portogallo, questa volta allo Sporting Lisbona, dove vince classifica marcatori e Scarpa d’oro con 42 gol in sole 30 presenze. È stato uno degli attaccanti più prolifici dell’ultimo decennio del secolo scorso, segnando in ogni dove e in ogni competizione, annichilendo, con i giallorossi di Istanbul, il Real Madrid nelle finale della SupercoppaEuropea del 2000. In carriera segnerà più di 450 reti.
Tanti rimpianti, soprattutto quello di non averlo mai visto in una grande squadra a lottare per titoli più prestigiosi. Giocherà in Serie A, ma non sarà che per qualche apparazione - sovrappeso - con la maglia dell'Ancona. Per qualche anno girovagherà per il mondo, tra Europa, Australia e Brasile, prima di chiudere con i sauditi dell’AlTaawon, dove segnerà 13 gol in 19 partite. Giusto perché il fiuto del gol non gli è mai mancato.

⚫⚪ LO STEMMA DEL NEWCASTLE: PIÙ DI UN LOGO, L’ANIMA DI UNA CITTÀCi sono stemmi che rappresentano una squadra. E poi ci s...
11/08/2026

⚫⚪ LO STEMMA DEL NEWCASTLE: PIÙ DI UN LOGO, L’ANIMA DI UNA CITTÀ

Ci sono stemmi che rappresentano una squadra.
E poi ci sono stemmi che raccontano una città intera.

Quello del Newcastle United appartiene alla seconda categoria.

I due cavallucci marini che sorreggono lo scudo richiamano il legame indissolubile tra Newcastle e il mare, da sempre motore della sua storia e della sua economia. Al centro compare il castello, simbolo della città fondata dai Normanni e da cui deriva il nome stesso: “New Castle”, il nuovo castello.

Sulla sommità campeggia il leone, emblema di coraggio e nobiltà, mentre il vessillo reca il motto latino:

“Triumphing by brave defence”
(Trionfare grazie a una coraggiosa difesa).

Un motto che sembra scritto apposta per il calcio inglese, fatto di sacrificio, appartenenza e orgoglio.

Non è uno stemma moderno, minimalista o costruito per il marketing. È un frammento di storia. Un ponte tra il club e la sua gente.

Perché il Newcastle United non è soltanto una squadra di calcio.

È il riflesso di una città operaia che non ha mai smesso di lottare.

⚫⚪ LO STEMMA DEL NEWCASTLE: PIÙ DI UN LOGO, L’ANIMA DI UNA CITTÀCi sono stemmi che rappresentano una squadra. E poi ci s...
11/08/2026

⚫⚪ LO STEMMA DEL NEWCASTLE: PIÙ DI UN LOGO, L’ANIMA DI UNA CITTÀ

Ci sono stemmi che rappresentano una squadra. E poi ci sono stemmi che raccontano una città intera.

Quello del Newcastle United appartiene alla seconda categoria.

I due cavallucci marini che sorreggono lo scudo richiamano il legame indissolubile tra Newcastle e il mare, da sempre motore della sua storia e della sua economia. Al centro compare il castello, simbolo della città fondata dai Normanni e da cui deriva il nome stesso: “New Castle”, il nuovo castello.

Sulla sommità campeggia il leone, emblema di coraggio e nobiltà, mentre il vessillo reca il motto latino:

“Triumphing by brave defence”
(Trionfare grazie a una coraggiosa difesa).

Un motto che sembra scritto apposta per il calcio inglese, fatto di sacrificio, appartenenza e orgoglio.

Non è uno stemma moderno, minimalista o costruito per il marketing. È un frammento di storia. Un ponte tra il club e la sua gente.

Perché il Newcastle United non è soltanto una squadra di calcio.

È il riflesso di una città operaia che non ha mai smesso di lottare.

🇮🇹 FRANCO BARESIIl capitano che non se ne andrà maiCi sono calciatori che vincono.Ci sono campioni che fanno la storia.E...
01/08/2026

🇮🇹 FRANCO BARESI

Il capitano che non se ne andrà mai

Ci sono calciatori che vincono.

Ci sono campioni che fanno la storia.

E poi ci sono uomini che diventano parte della memoria di chi ama questo sport.

Franco Baresi era uno di loro.

Per quasi vent’anni ha indossato la stessa maglia, la stessa fascia, gli stessi valori.

In un calcio che correva verso il cambiamento, lui rimaneva un punto fermo.

Eleganza. Coraggio. Lealtà.

Non aveva bisogno di segnare per essere decisivo.

Non aveva bisogno di urlare per essere ascoltato.

Bastava la sua presenza.

Oggi il calcio perde uno dei suoi simboli più autentici.

Ma certe leggende non finiscono con l’ultimo fischio.

Restano nei ricordi di chi le ha viste giocare.

Nei racconti tramandati da padre in figlio.

Nelle immagini di San Siro che alza gli occhi verso il suo capitano.

Addio Franco.

Il numero 6 continuerà a vivere ogni volta che qualcuno parlerà di cosa significhi davvero amare una maglia.

🍯⚽

“Le bandiere non cadono. Continuano a sventolare nella memoria di chi le ha amate.”

Giugno 2008. Austria 🇦🇹 e Svizzera 🇨🇭aprono i battenti al campionatoeuropeo che si suddividerà tra i due Paesi. Ai nast...
20/07/2026

Giugno 2008.
Austria 🇦🇹 e Svizzera 🇨🇭aprono i battenti al campionatoeuropeo che si suddividerà tra i due Paesi. Ai nastri di partenza si presentano tutte le grandi tranne l’Inghilterra che clamorosamente non è riuscita a qualificarsi. Le favorite sono le solite ma, da qualche tempo, a livello di squadre di club si inizia a strizzare particolarmente l’occhio alle compagini spagnole che vadano oltre i blancos di Madrid. Tuttavia, la nazionale, ha sempre fallito il salto di qualità e, a parte l’europeo del 1964 non ha mai vinto nulla. Ma quell’estate, la storia del calcio spagnolo, è destinata a cambiare.
La Spagna 🇪🇸 le vincerà tutte, soffrendo soltanto contro gli azzurri 🇮🇹 che usciranno, ai quarti, ai calci di rigore (“Li abbiamo battuti, tutte le volte, in tutti gli sport, per trent’anni. Anche nelle biglie in spiaggia. I giornali spagnoli ci odiavano. Poi questi qua hanno girato la vite e non so cosa sia successo”, Cit. Federico Buffa).
La finale contro la Germania 🇩🇪 la deciderà Elniño Fernando Torres e, quell’estate, rappresenterà l’inizio dell’ascesa delle furierosse. Con Aragones prima e DelBosque dopo domineranno l’Europa e il mondo intero, vincendo consecutivamente due europei e un mondiale. Parallelamente, un certo Pep Guardiola metteva in mostra a livello di club pura poesia calcistica.

Cos’è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio, velocità d’esecuzione”. Era il   1986 quando Argentina 🇦🇷 e Ingh...
22/06/2026

Cos’è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio, velocità d’esecuzione”.

Era il 1986 quando Argentina 🇦🇷 e Inghilterra 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 si sfidarono sul terreno dell’ di Città del Messico. La rivalità sul campo, accentuata dalla Guerra della ancora vivida negli occhi dei protagonisti sul manto erboso, diede vita ad una partita storica. “È stata la ​“, dichiarerà a fine partita il Pibe de oro. E il destino volle che proprio in quella partita, lo stesso Maradona, segnerà quello che sarà definitivo all’unanimità il “gol del secolo". Ecco cos'è il genio: è fantasia, intuizione, colpo d’occhio, velocità d’esecuzione.

E poi, dal nulla, si inventò un capolavoro. Un gol che solo un f***e può immaginare, ma soltanto il più forte di tutti può rendere realtà.
Argentina-Inghilterra, Coppa del Mondo 1986.

Fino all’ottobre del 1990, la nazionale di calcio della  , di fatto, non esisteva. Aveva disputato qualche partita a cav...
21/06/2026

Fino all’ottobre del 1990, la nazionale di calcio della , di fatto, non esisteva. Aveva disputato qualche partita a cavallo tra il 1940 e il 1944 prima di essere annessa, dopo la seconda guerra mondiale, alla Jugoslavia (letteralmente: “terra degli slavi del sud”). Questa divenne per decenni la forzata madre patria di tanti, troppi popoli diversi che, dopo la morte di , si accorsero di essere stati accorpati in modo innaturale.
È l’inizio degli anni ‘90 e la Jugoslavia, quella dei “sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Tito” sta per dissolversi.
A quel processo di dissoluzione prenderà ben presto parte la stessa Croazia che, nel 1991, si dichiarerà indipendente.
Nel 1998 farà il suo debutto ad un mondiale, quello di Francia e stupirà il mondo intero, arrivando in semifinale contro i padroni di casa dopo aver umiliato la .
Lì, ai bleus, servirà un Lilian Thuram mai visto prima che con una doppietta allontanerà i fantasmi e lancerà i francesi alla conquista della loro prima coppa del mondo, ribaltando il vantaggio iniziale di Davor Suker.
Che squadra, quella nazionale. La chiamarono la generazione d’oro dove i vari Prosinecki, Bilic, Vlaovic, Stanic, Jarni erano guidati da uno dei più cristallini talenti di quel ventennio: Zvonimir Boban.
Fu una bellissima storia di calcio, che riuscì a mettersi alle spalle la devastante storia della guerradeibalcani dove la Croazia ottenne l’indipendenza giusto in tempo per dare una nazione ad un popolo di soli 4 milioni di persone. Proprio da lì, in quegli anni, uscì una delle più affascinanti nazionali di sempre che si sia mai vista ad un Mondiale.
E da quel passato, ha preso vita un incredibile presente.

🐅 IL VIAGGIO DELLA TIGRENon tutte le carriere si misurano in trofei.Alcune si misurano in città attraversate, stadi conq...
20/06/2026

🐅 IL VIAGGIO DELLA TIGRE

Non tutte le carriere si misurano in trofei.

Alcune si misurano in città attraversate, stadi conquistati e cuori lasciati indietro.

Radamel Falcao non è stato soltanto un centravanti.

È stato un viaggiatore del calcio.

📍 Tunja 🇨🇴 gli ha insegnato a sognare.
📍 Buenos Aires 🇦🇷 lo ha trasformato in un idolo del River Plate: 45 gol.
📍 Porto 🇵🇹 lo ha consacrato come uno dei bomber più letali d’Europa: 72 gol in 87 partite.
📍 Madrid 🇪🇸 ha imparato a chiamarlo “El Tigre”: 70 gol in 91 partite con l’Atlético.
📍 Monaco 🇲🇨 lo ha visto rialzarsi dopo l’infortunio più duro e tornare a ruggire: 83 gol.
📍 Manchester 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 e 📍 Londra 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 sono stati capitoli difficili, ma anche le leggende conoscono le tempeste.
📍 Istanbul 🇹🇷 gli ha restituito il sorriso: 20 gol con il Galatasaray.
📍 Madrid 🇪🇸, ancora una volta, lo ha accolto a Vallecas come un figlio adottivo.
📍 Bogotá 🇨🇴 gli ha regalato il finale che ogni bambino sogna: indossare la maglia della squadra del cuore, il Millonarios.

In carriera ha superato i 300 gol tra i professionisti, diventando uno dei più grandi attaccanti colombiani di sempre e il simbolo di un’intera generazione.

Ma i numeri raccontano solo una parte della storia.

Perché Falcao non ha lasciato il segno soltanto dove ha segnato.

Lo ha lasciato ovunque sia passato.

Dalle rive del Douro alle notti del Calderón.
Dal Principato alle luci del Bosforo.
Dalle strade di Buenos Aires fino al ritorno a casa.

Le maglie cambiano.
Le città cambiano.
I gol restano.

E alcune carriere non finiscono mai.

Semplicemente, tornano a casa 🇨🇴

Perché Falcao non ha semplicemente cambiato squadra.
Ha lasciato un pezzo di cuore in ogni angolo del mondo.

🐅 IL VIAGGIO DELLA TIGRENon tutte le carriere si misurano in trofei.Alcune si misurano in città attraversate, stadi conq...
20/06/2026

🐅 IL VIAGGIO DELLA TIGRE

Non tutte le carriere si misurano in trofei.

Alcune si misurano in città attraversate, stadi conquistati e cuori lasciati indietro.

Radamel Falcao non è stato soltanto un centravanti.

È stato un viaggiatore del calcio.

📍 Tunja 🇨🇴 gli ha insegnato a sognare.
📍 Buenos Aires 🇦🇷 lo ha trasformato in un idolo del River Plate: 45 gol.
📍 Porto 🇵🇹 lo ha consacrato come uno dei bomber più letali d’Europa: 72 gol in 87 partite.
📍 Madrid 🇪🇸 ha imparato a chiamarlo “El Tigre”: 70 gol in 91 partite con l’Atlético.
📍 Monaco 🇲🇨 lo ha visto rialzarsi dopo l’infortunio più duro e tornare a ruggire: 83 gol.
📍 Manchester 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 e 📍 Londra 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 sono stati capitoli difficili, ma anche le leggende conoscono le tempeste.
📍 Istanbul 🇹🇷 gli ha restituito il sorriso: 20 gol con il Galatasaray.
📍 Madrid 🇪🇸, ancora una volta, lo ha accolto a Vallecas come un figlio adottivo.
📍 Bogotá 🇨🇴 gli ha regalato il finale che ogni bambino sogna: indossare la maglia della squadra del cuore, il Millonarios.

In carriera ha superato i 300 gol tra i professionisti, diventando uno dei più grandi attaccanti colombiani di sempre e il simbolo di un’intera generazione.

Ma i numeri raccontano solo una parte della storia.

Perché Falcao non ha lasciato il segno soltanto dove ha segnato.

Lo ha lasciato ovunque sia passato.

Dalle rive del Douro alle notti del Calderón.
Dal Principato alle luci del Bosforo.
Dalle strade di Buenos Aires fino al ritorno a casa.

Le maglie cambiano.
Le città cambiano.
I gol restano.

E alcune carriere non finiscono mai.

Semplicemente, tornano a casa 🇨🇴

Perché Falcao non ha semplicemente cambiato squadra.
Ha lasciato un pezzo di cuore in ogni angolo del mondo.

Ci sono storie che sembrano scritte da un romanziere. Storie che parlano di speranza, coraggio e sogni più grandi delle ...
16/06/2026

Ci sono storie che sembrano scritte da un romanziere. Storie che parlano di speranza, coraggio e sogni più grandi delle difficoltà.

Quella di Nestory Irankunda inizia lontano dagli stadi pieni e dalle luci dei riflettori. Nasce in un campo profughi in Tanzania, dopo che la sua famiglia era fuggita dalla guerra civile in Burundi. Un inizio fragile, segnato dall’incertezza, ma anche dalla forza di chi non smette di credere in un domani migliore.

Pochi mesi dopo, l’Australia diventa la sua nuova casa. Tra strade di periferia, palloni consumati e pomeriggi passati a giocare con i fratelli, nasce un amore destinato a cambiare tutto: quello per il calcio.

Ogni dribbling, ogni allenamento, ogni sacrificio diventa un piccolo passo verso un sogno che sembrava impossibile. Da ragazzo rifugiato a giovane talento, fino ad arrivare sui palcoscenici più importanti del calcio internazionale.

La sua storia ci ricorda che il luogo in cui nasci non definisce il luogo in cui puoi arrivare. Che anche quando la vita ti costringe a partire da zero, puoi costruire qualcosa di straordinario.

Perché a volte i sogni non nascono nei posti perfetti. Nascono nei cuori che non si arrendono mai. ⚽

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