20/09/2026
20 SETTEMBRE 2026
ACI, GALATEA E LE “BOCCE” DI POLIFEMO!
La romantica storia di Aci e Galatea è certamente una delle piu belle di Sicilia, conosciuta in tutto il mondo, trasportata in libri, film, opere pittoriche, sculture…
Parliamo di una tresca vecchia di oltre tremila anni!
I protagonisti sono due bellissimi giovani: il pastorello Aci e la ninfa Galatea.
I due si amavano alla follia e passavano le giornate in riva al mare.
E qui entra in scena il terzo incomodo: il monocolo Polifemo.
Dimenticatevi il mostro cavernicolo e scontroso.
Ovidio (I sec a.C.) nel suo racconto “Le Metamorfosi” ci descrive un Polifemo totalmente rimbecillito dall'amore il quale, preso dal romanticismo, decide che è arrivato il momento di curare il look per fare colpo sulla ninfa.
E quindi cominciò a darsi da fare.
Si radeva usando una falce da fienagione!
E per pettinarsi i capelli arruffati?
Usava un rastrello.
Praticamente un salone di bellezza ante-litteram!
"Ora ti pettini gli irsuti capelli con un rastrello, ora ti piace tagliarti la barba ruvida con la falce...", scrive difatti Ovidio.
Per completare l'opera, Polifemo si sedette in cima a un promontorio, tirò fuori un flauto fatto con cento canne (una roba che ci volevano i polmoni di un compressore industriale) e cominciò a cantare per Galatea.
Sempre Ovidio ci tramanda che prima le dice che è più bianca dei petali di ligustro, ("Candidior folio nivei, Galatea, ligustri..."), poi però si fa prendere la mano e aggiunge che è "più dura di una vecchia quercia e più pungente di un rovo".
Un corteggiamento un po' confuso!
Mentre il gigante si sgola, Aci e Galatea sono nascosti dietro uno scoglio, abbracciati, che se la ridono di gusto ascoltando quella lagna.
Ma le risate stavano per finire.
Polifemo gira lo sguardo e becca i due piccioncini proprio sul più bello.
Immaginatevi il gigante alto come una montagna che comincia a urlare come un pazzo, facendo tremare tutta la Sicilia e l'Etna.
Galatea, che è una ninfa marina, fa un salto e si tuffa in acqua mettendosi in salvo.
Ma il povero Aci si spaventa, si gira e comincia a scappare a gambe levate.
Polifemo, accecato dalla rabbia, strappa un masso lavico gigantesco dalla montagna e lo scaglia contro il ragazzo.
Lo colpisce, e il povero pastorello muore sul colpo.
È finita così?
No, c'è il colpo di scena finale.
E così Zeus, che non amava le lagne indaffarato com’era ad organizzare orge e banchetti, trasformò il sangue di Aci in acqua cristallina, ovvero in fiume e le sue acque si mescolano a riva con quelle della Nereide Galatea, sancendo così un amore eterno.
Ebbene, quello che racconta Ovidio lo abbiamo già detto ma esiste una leggenda popolare che vi voglio raccontare…
La fonte popolare (il folklore siculo, alias mio nonno Mario) narra proprio che il masso lavico scagliato dal ciclope Polifemo fu così devastante da smembrare il corpo del pastorello in nove parti.
Ciascun pezzo anatomico, volando in direzioni diverse, sarebbe caduto nel punto esatto in cui sono nate le "Nove Aci": Acireale, Aci Castello, Aci Trezza, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Aci Bonaccorsi, Aci San Filippo, Aci Platani e Aci Santa Lucia.
Ora, e chiudo, secondo voi quale parte anatomica del povero Aci ha creato i vari Paesi?
Per la privacy non vi scrivo cosa diceva a tal proposito mio nonno.
Voi, se volete, scrivetemelo nei commenti.
Alla prossima domenica, e come sempre... Bocce e Baci ad Aci (e Galatea) Bonaccorsi!
Mario Indelicato.
P.S. Aci deriva dal greco Akis, “saetta”, che era il nome dato ad un fiume che appunto scorreva velocemente dalle parti delle attuali Aci, anche se non si è mai saputo esattamente dove.
PP.SS. Un particolare ringraziamento a mio nonno Mario che davanti ad un buon bicchiere di vino mi raccontava storie incredibili.
Bibliografia:
Ovidio, Libro XIII dell’opera “Le Metamorfosi”.
Foto.
1 - Gruppo scultoreo raffigurante Aci e Galateo presso la villa belvedere di Acireale.
2 - Questa immagine mostra il famoso gruppo marmoreo ellenistico di Afrodite, Pan ed Éros, datato intorno al 100 a.C. e custodito nel Museo Archeologico Nazionale di Atene.
3 - Questa scultura in marmo raffigura il dio greco Pan accoppiato con una capra, un'opera del I secolo d.C. proveniente dalla Villa dei Papiri di Ercolano..Collocazione attuale: Conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napol. Il dio greco Pan corrispondel al dio romano Fauno, padre di Ace.
4 - L'immagine mostra il celebre affresco Il Trionfo di Galatea, dipinto da Raffaello Sanzio intorno al 1511-1512 e conservato nella Sala di Galatea alla Villa Farnesina a Roma.
5 - Aci, Galatea e Polifemo, dipinta dall'artista italiano Pompeo Batoni nel 1761 e conservata al Nationalmuseum di Stoccolma.
6 - Polifemo e Galatea (noto anche come Polifemo innamorato) dipinto da Annibale Carracci tra il 1597 e il 1605.