29/08/2016
Catene muscolari e dolori articolari: riequilibrio delle tensioni delle catene muscolari attraverso Pancafit®
Il nostro apparato muscoloscheletrico è organizzato in quelle che vengono definite Catene Muscolari. Non si devono perciò considerare i muscoli come singole entità a sè stanti, ma come una serie di unità funzionali che lavorano in maniera complementare con una influenza reciproca : anche muscoli che si trovano lontani tra loro (ad esempio i glutei ed i trapezi) sono comunque collegati dalle fasce connettivali che rivestono tutti i muscoli e hanno funzioni che si completano nel mantenimento delle posture e nell'esecuzione dei movimenti.
L’intreccio tra tutte le catene muscolari del nostro corpo, come queste si condizionino reciprocamente, sia distalmente che prossimalmente, sono dunque dati accertati e, dato che ogni catena condiziona la cinetica delle articolazioni, la corretta ampiezza fisiologica di ogni articolazione dipende da un buon rapporto articolare e dall’equilibrio delle tensioni muscolari che vi si applicano.
Il nostro corpo è sottoposto quotidianamente ad attività ripetitive in ambito lavorativo (si tratta spesso di attività sedentarie, caratterizzate da molte ore passate davanti ad un computer, al telefono o in macchina; o ancora di mansioni in cui si sollevano continuamente carichi pesanti sempre con gli stessi schemi motori ), sportivo ( in allenamento si ripetono gesti specifici per migliorare la qualità delle performance, ma se eseguiti scorrettamente o utilizzando catene muscolari retratte si favorisce l'insorgere di problematiche muscolari e articolari) e domestico ( attività di gestione della casa o del proprio tempo libero). In ognuna di queste situazioni si mantengono a lungo posture fisse che spesso sono errate e nocive o si compiono scorrettamente movimenti ripetuti.
A ciò si aggiunge un importante fattore aggravante, ovvero lo Stress psicofisico.
Come risulta da numerosi studi scientifici uno stato di stress emotivo continuo e ripetuto (sia esso causato da fattori emozionali personali o da pressioni esterne quali ad esempio le esigenze lavorative) produce gravi effetti negativi, tra cui:
• Aumento del tono ed Iperattivazione Mucolare.
• Accorciamento delle fibre muscolari.
• Retrazione del tessuto Connettivo Fasciale che riveste i muscoli
• Perdita elasticità.
• Ridotto apporto O2 e nutrienti.
• Riduzione della forza e resistenza muscolare.
• Irritazione fibre nervose
• Dolore locale e Dolore Irradiato
L'insieme di queste concause provoca uno squilibrio dei muscoli Posturali; in particolare alcuni saranno sottoposti ad un maggior carico di lavoro e di conseguenza con il tempo saranno sempre più "accorciati" e alla fine retratti.
Un muscolo ipertonico e retratto subisce delle modificazioni quali:
• perdita di elasticità;
• perdita della capacità di allungarsi ;
• perdita di forza;
• perdita di resistenza.
Quando gli stimoli dolorosi si protraggono a lungo per la mancata risoluzione delle cause può avvenire un fenomeno chiamato Centralizzazione del Dolore ovvero si ha un'ipersensibilizzazione dei neuroni del Sistema Nevoso Centrale che porta a percepire come dolorosi anche stimoli che non lo sono (ad esempio semplici stimoli tattili). Questo è il meccanismo del dolore cronico.
Se non viene individuata e corretta la causa o le cause principali quelli che nascono come problemi locali si trasmettono ad altri distretti corporei. Ciò in quanto, come più volte sottolineato, i muscoli sono collegati tra loro nella loro organizzazione e si influenzano.
Inoltre il nostro corpo ed il nostro sistema nervoso mette in atto meccanismi di difesa che ci permettano di vivere la quotidianità svolgendo le nostre attività senza il problema del dolore. Accade così che si sviluppino dei compensi, cioè si assumano delle posizioni diverse da quelle fisiologiche per non sentire dolore. Ma questo porta solo ad ulteriori squilibri, per cui da cause abbastanza semplici e circoscritte si può passare a sindromi dolorose che coinvolgono vari distretti del corpo con sintomatologie complesse, dolori irradiati ed importanti limitazioni funzionali (tra le tante, cervicobrachialgia, cefalee muscolotensive e cervicogeniche, dorsalgie con dolori costali e sternali, lombalgie accompagnate da problematiche radicolari o pseudoradicolari).
Il collegamento tra le catene muscolari fa sì cioè che lo squilibrio di un distretto raramente rimanga circoscritto: più spesso viene trasmesso a quelli confinanti e poi quindi a tutti gli anelli della catena.
Perciò possiamo dedurre che ogni articolazione può svolgere funzione:
o COMPENSATIVA cioè si adatta agli squilibri di altri distretti muscolari;
o CAUSATIVA cioè il problema può partire dalla una specifica area e andare a influenzare le altre aree vicine o lontane attraverso le varie catene neuro-muscolari.
Ne deriva che se si va ad agire sulle catene muscolari con con un metodo globale, esse si possono riequilibrare e con esse il rapporto articolare.
La Tecnica di riequilibrio posturale ad approccio globale Metodo Raggi® con Pancafit è una tecnica riabilitativa volta al riequilibrio delle alterazioni delle tensioni muscolari e delle disfunzioni articolari del corpo umano attraverso quello che viene definito “allungamento muscolare globale decompensato”.
Non si tratta di un semplice stretching analitico o classico. E’ un allungamento muscolare fatto in postura corretta e senza permettere “compensi”, cioè quei meccanismi antalgici che il corpo mette in atto per sfuggire alle tensioni, ai dolori o ai semplici disagi che reputa non graditi.
Agendo sulla globalità delle catene muscolari, fasciali, connettivali e neurologiche, che sono sempre tese, retratte o programmate secondo schemi alterata, si può risolvere qualsiasi problematica alla "radice", andando cioè ad eliminare la causa principale e non solo il sintomo.
Pancafit® è particolarmente adatta quindi a tutte quelle patologie che sono essenzialmente causate da retrazioni muscolari, dunque da iperpressioni endoarticolari.
Pancafit® agisce infatti sulle retrazioni muscolari, che altro non sono se non un processo di “fibrotizzazione” della componente fibrotica connettivale e della componente fasciale, che imprigionano i sarcomeri (unità contrattile del muscolo).
Tale “fissità” o “intrappolamento muscolare” avviene sempre nella direzione del muscolo in chiusura, ossia in direzione del raccorciamento, determinando nel tempo una condizione di accorciamento muscolare che risulta irreversibile, a meno che non si ricorra all’ausilio di tale tecnica ad azione globale decompensata.
Fermo restando tale principio generale, ogni patologia muscoloscheletrica, seppur con caratteristiche di base comuni, è legata alla persona, cioè ha delle caratteristiche individuali che dipendono da una serie di fattori anatomici strutturali ed ambientali esclusivi, che quindi cambiano da una persona all'altra.
Questa è la ragione per la quale la tecnica di riequilibrio posturale Metodo Raggi® con Pancafit analizza e propone trattamenti individualizzati e non stereotipati, attraverso cui ognuno può raggiungere:
• Ripristino della fisiologia muscolare.
• Decompressione articolare e restituzione della libertà di movimento articolare.
• Scomparsa del dolore.
• Recupero di una corretta igiene posturale e sviluppo della capacità di automonitorizzazione e autocorrezione.
• una miglior respirazione
• articolazioni libere, migliore circolazione, benessere generale
• scomparsa di patologie osteomuscolari quali: cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, tendiniti, borsiti, pubalgie, radicoliti, epicondiliti, tunnel carpale, periartriti, fibromialgie, protrusioni discali, ernie discali, ernie jatali, processi artrosici alla colonna, coxartrosi, gonartrosi; grande efficacia si ottiene agendo sulle ipercifosi, iperlordosi, scoliosi.
18/05/2016
04/05/2016
29/04/2016
10/04/2016