02/09/2026
La forma dei chiodi può cambiare il modo in cui la pista risponde sotto il piede.
Ma questo significa automaticamente correre più forte?
In uno studio preliminare su pista Mondo, Bahamonde et al. (2014) hanno confrontato diverse geometrie di chiodo da 7 mm.
Nel protocollo utilizzato, il Modified Christmas Tree ha mostrato la maggiore restituzione di energia, seguito dal Pyramid.
Il dato interessante, però, va interpretato per quello che è: lo studio analizza la risposta meccanica del sistema chiodo–pista, non la prestazione di un atleta sui 100 o 200 metri.
Quindi:
✅ la geometria del chiodo conta
✅ può modificare la deformazione della pista
✅ alcune tipologie di chiodi restituiscono maggiore energia
❌ più energia restituita ≠ automaticamente più prestazione
È una variabile tecnica interessante. Non una scorciatoia miracolosa.
📖 Articolo di Alessandro Bacci su ilCoach Academy — link in bio
Fonte primaria: Bahamonde et al. (2014).
15/08/2026
Le scarpe chiodate, soprattutto quelle di nuova generazione, sono uno strumento che permette di migliorare la performance
Nei giovani, però, come e quando vengono utilizzate conta moltissimo.
Negli ultimi anni nuove piastre, schiume e geometrie hanno cambiato profondamente le calzature da atletica.
Per questo crediamo serva più consapevolezza: non solo sui vantaggi prestativi, ma anche su limiti, adattamento e gestione del carico.
Da questo percorso nasce TrackSpikes, la nuova rubrica di ilCoach Academy curata da che da sempre tratta il tema tramite la sua pagina TrackSpikes DaiSogniAllaPista
Tecnologia, biomeccanica, salute dell’atleta e criteri pratici di scelta, sempre partendo dalla letteratura scientifica.
Il primo approfondimento è dedicato alle scarpe chiodate nei giovani atleti: cosa ci dicono i dati e quali attenzioni possono aiutare a introdurle in modo più consapevole.
👉 Articolo completo — link in bio
10/08/2026
Worked for 17s
👁️ Occhio, metro e cronometro: tre strumenti diversi, un unico obiettivo.
Capire meglio ciò che accade tra gli ostacoli.
L’esperienza dell’allenatore rimane fondamentale, ma osservare non sempre basta.
Misurare distanze, rilevare touchdown e intervalli, analizzare velocità e pattern dei passi permette di trasformare una sensazione in una domanda più precisa.
Nell’articolo aggiornato approfondiamo l’analisi ritmica e cronometrica:
⏱️ dai 60 ostacoli ai 100/110 hs
📏 fino ai 400 ostacoli
📊 con esempi di rilevazione e interpretazione dei dati
I numeri non sostituiscono l’occhio dell’allenatore. Lo aiutano a riconoscere ciò che spesso, a velocità reale, è difficile vedere e a fare domande migliori.
Quali dati raccogli abitualmente durante gli allenamenti sugli ostacoli?
📖 Leggi l’articolo completo su ilCoach Academy: link in bio.
03/08/2026
🌍 Quanto costa davvero costruire il ranking internazionale?
Il circuito è cresciuto: più meeting significano più opportunità, ma anche più complessità.
Oggi non conta soltanto quanto vai forte.
Contano anche il piazzamento, la categoria della gara, i punti disponibili e la capacità di sostenere viaggi, alloggi, trasporti e staff. ✈️📈
Lo stesso circuito può quindi rappresentare realtà molto diverse per un atleta dell’élite mondiale, per chi ha già lo standard e per chi deve qualificarsi attraverso il ranking.
L’articolo non è una ricerca statistica sull’attività degli atleti italiani o stranieri, ma una fotografia ragionata del sistema nel 2026, costruita attraverso dati ufficiali, osservazioni sul campo ed esempi economici indicativi.
👉 Leggi l’analisi completa sul nostro blog.
🔗 Link in bio
Hai vissuto questo percorso come atleta, allenatore, manager o società? Raccontaci la tua
esperienza nei commenti. 💬
ilcoach
28/07/2026
Quanto deve essere pesante il traino nello sprint?
La risposta non dipende semplicemente dalla percentuale del peso corporeo.
Il criterio più utile è osservare quanto il carico riduce la velocità rispetto allo sprint libero.
A decrementi diversi corrispondono obiettivi diversi:
✅ carichi pesanti per enfatizzare forza orizzontale e accelerazione iniziale;
✅ carichi intermedi per lavorare sulla potenza accelerativa;
✅ carichi più leggeri per mantenere maggiore specificità verso la velocità.
Non esiste quindi un carico perfetto in assoluto.
Esiste il carico più adatto alla fase dello sprint che vuoi allenare, all’atleta e alle condizioni in cui stai lavorando.
Per rendere i confronti affidabili, ricorda di mantenere costanti:
– attrezzo e imbragatura;
– superficie;
– metodo di misurazione della velocità.
Se cambia una di queste condizioni, il decremento deve essere verificato nuovamente.
Abbiamo approfondito questi concetti nell’articolo dedicato all’allenamento dello sprint contro resistenza.
👇 Scrivi RESISPRINT nei commenti e ti invieremo il link all’articolo completo.
20/07/2026
55"19 — nuovo record Europeo U18 dei 400 ostacoli, firmato Linda Botková.
Abbiamo analizzato i dati ufficiali tratti dal sito della European Athletics.
Abbiamo estratto il tempo ad ogni parziale e la velocità
Questo tipo di lettura è il cuore di SPLIT, la newsletter che lanciamo oggi: un report per ogni grande prestazione, costruito solo su dati ufficiali e verificabili.
Non chi vince, ma come.
Alcuni report usciranno aperti a tutti, altri saranno riservati ai tesserati ilCoach.net ASD, che sostengono la produzione di questi materiali.
Nel primo numero trovate anche i 100hs di Succo, i 110hs di Philipsen (record europeo) e l'oro di Doualla in 11"14.
Iscriviti a SPLIT al link in BIO!
15/05/2026
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Forza o pliometria nei giovani atleti?
La risposta più utile, probabilmente, non è scegliere una delle due.
Il punto è capire di cosa ha bisogno quell’atleta, in quel momento.
Prima e intorno al picco di crescita, molti giovani atleti non hanno ancora i prerequisiti per esprimere una vera reactive strength: forza relativa, controllo eccentrico, stiffness, qualità dei contatti.
Per questo, in alcuni casi, l’allenamento della forza con sovraccarichi può migliorare la reactive strength più della pliometria.
Non perché la pliometria non funzioni.
Ma perché se mancano i prerequisiti, rischia di diventare semplicemente “jump training”: salti, contatti lunghi, poca reattività reale.
La domanda non è:
sovraccarichi o pliometria?
La domanda è:
cosa serve a questo atleta, adesso?
Età biologica, livello di forza e qualità dei contatti dovrebbero guidare la progressione.
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