Hagakure Karate Mozzate, Busto Arsizio, Olgiate Olona

Hagakure Karate Mozzate, Busto Arsizio, Olgiate Olona

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HAGAKURE KARATÈ ha come scopo lo sviluppo e la diffusione della pratica del Karate, tramandato dal Maestro Hiroshi Shirai fondatore del Karate in Italia.

L’associazione Sportiva Dilettantistica A.S.D. HAGAKURE KARATE ha come scopo lo sviluppo, la diffusione e la pratica del Karate Tradizionale secondo i principi e i metodi che ci sono stati tramandati dal Maestro Hiroshi Shirai, la Nostra scuola è percorsa da due discipline di karate (Shotokan e Goshindo). Il nostro obiettivo è quello di divulgare un'arte marziale giapponese con una spiccata valenz

Photos from AIKT's post 16/10/2025
27/05/2025
07/12/2024

COME O CON CHI…

Non si tradisce scegliendo come voler continuare a praticare…
Rispetto al scegliere con chi voler praticare…

Il problema nasce quando scegliere con chi praticare, diventa più importante del come praticare.

I principi che abbiamo ereditato praticando, ci dovrebbero far capire che strada seguire… quando decidi di seguirli, al di là di con chi decidi di praticare, non si tradisce mai…

Seguire quei principi ci permette di poterli tutelare, di poterli trasmettere e di dar loro Continuità.

Scegliere chi seguire, dimenticando, ignorando , cambiando strada e rotta di quei principi, si può definire tradire…

Tradire ciò che ci hanno insegnato,
Tradire quello che eravamo dimenticando che grazie a quei principi oggi siamo quelli che siamo.

A riguardo… nessun dubbio oss!

07/10/2024

🤜 𝗨𝗻 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼, 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀
𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟲 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟰. Una data che rimarrà nella storia del Karate Tradizionale in Italia: 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗔𝗜𝗞𝗧, l’acronimo di 𝑨𝒄𝒄𝒂𝒅𝒆𝒎𝒊𝒂 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒂 𝑲𝒂𝒓𝒂𝒕𝒆 𝑻𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 il cui 𝒄𝒂𝒑𝒐𝒔𝒄𝒖𝒐𝒍𝒂 è il 𝒎𝒂𝒆𝒔𝒕𝒓𝒐 𝑮𝒊𝒖𝒔𝒆𝒑𝒑𝒆 𝑷𝒆𝒓𝒍𝒂𝒕𝒊, cintura nera 8° dan.
Primo appuntamento lo stage tecnico nazionale con il 𝒎𝒂𝒆𝒔𝒕𝒓𝒐 𝑫𝒂𝒓𝒊𝒐 𝑴𝒂𝒓𝒄𝒉𝒊𝒏𝒊, 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒊𝒄𝒐 𝑨𝑰𝑲𝑻.
🥋 Un ritorno alle origini, con studio, approfondimento e pratica dei principi base del tradizionale, snocciolati con maestria da chi sa arrivare al cuore dei praticanti.
𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗶𝗲𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲 che rimarrà scolpita nel cuore dei praticanti di ogni grado.
⌨️Testi a cura di
📸 Foto by

26/09/2024

Nel bushido si esaltavano dunque i valori che un samurai doveva dimostrare a se stesso e pubblicamente. Possiamo riassumerli in sette punti.

Rettitudine (gi)
Intesa come onestà e senso di giustizia. Non doveva esserci confusione tra giusto e sbagliato. Questo significa che per un samurai le vie di mezzo non esistevano: vedeva bianco o nero (una regola strettamente legata al sentimento di fedeltà). La strada scelta doveva essere abbandonata se la si reputava sbagliata.
Questo senso di giustizia doveva essere esteso agli altri e interve**re se lo si vedeva venir meno. Era anche un modo per evitare esitazioni nel compiere un’azione.

Coraggio (yu)
Eliminare ogni tipo di paura è l’arma più efficacie. Quando la folla trema e si nasconde, il samurai reagisce. Non si tratta di essere sconsiderati: l’azione va fatta con intelligenza e saggezza, ma una volta scelto di agire non si torna indietro. La resa non è contemplata. È uno dei motivi che portò i giapponesi a non avere rispetto per i nemici arresi (come successe, per esempio, nella seconda guerra mondiale).
Come liberarsi della paura della morte? I samurai attingevano alla pratica Zen, il cui scopo era di “liberare” la mente dell’uomo. Uno stato chiamato “senza-pensiero” (mushin), in cui corpo e spirito diventano un tutt’uno e si ha un distacco dalle cose materiali: in questo distacco la paura non può trovare posto, perché è sostituita dall’accettazione e dalla calma.

Solidarietà (jin)
Intesa come pietà nei confronti del più debole. Se si ha più potere della massa, non lo si deve usare per se stessi ma per aiutare gli altri. Le qualità possedute, che rendono il samurai migliore degli altri, vanno sfruttate aiutando chi non può avvalersi di queste qualità. Se l’opportunità di aiutare gli altri non si mostra, deve essere il samurai a ricercarla.

Rispetto (rei)
La cortesia e il rispetto nei confronti di un uomo è essenziale, anche se si tratta di un nemico. Non importa quale sia lo schieramento o l’ideologia di un uomo: va in ogni caso rispettato per il fatto di essersi messo in gioco. Se anche l’avversario si comporta con onore, si tratterà di una battaglia (vera o figurata) che si ricorderà in futuro; in caso contrario il samurai non sarà in torto.

Sincerità (makoto)
L’onestà deve essere ben chiara nelle proprie azioni. Il samurai non mente, non finge e non ha bisogno di fare promesse: quello che dice deve essere già di per sé una promessa e chiunque sarà certo che l’intento da lui mostrato sarà portato a termine. Come si può capire, è qualcosa che va oltre alla semplice verità, perché si riconduce alla fermezza nel carattere: una volta presa una decisione, non si torna indietro, sia nelle piccole che nelle grandi imprese.

Onore (meiyo)
L’onore è forse il sentimento più difficile da capire della cultura orientale. Associarlo alla vendetta sarebbe sbagliato: non si limita, infatti, a spingere il samurai a vendicarsi per un insulto subito.
Quello che ruota attorno al concetto è, in poche parole, il cercare di raggiungere la perfezione; il dimostrare la propria condizione (che deve essere buona). Il samurai preferiva morire che cadere in disgrazia. Se poi veniva ricordato nelle generazioni future, allora aveva raggiunto lo scopo. Per questo motivo, in battaglia, gridava il suo nome e cercava di elevarsi sopra agli altri.
Il precetto dell’onore nasce e muore con se stessi. Nessun altro dovrebbe dire se le azioni di un samurai sono onorevoli, perché dovrebbe essere lui stesso a saperlo.

Lealtà (chugi)
In quest’ambito ricade il concetto di dovere, molto sentito dagli orientali. Il samurai era legato anima e corpo al suo signore (daimyo), ma anche alla via che aveva scelto. La fedeltà non si fermava qua: il samurai era legato a chiunque decidesse di proteggere. Soprattutto, il legame verso i genitori era forte e saldo quasi quanto quello che aveva nei confronti di un signore. Un samurai era disposto a difendere con la morte sia i genitori che il suo signore.
Il senso di dovere è da estendere a ogni azione. Fatta un’azione, si diventa responsabili delle conseguenze, qualsiasi esse siano.
Fonti principali
Yamamoto Tsunetomo, «Hagakure»

08/09/2024

Oggi un giorno, un periodo da ricordare, nel bene o nel male, comunque si va avanti, pochi o tanto non fa niente… ma determinati… perché quando una persona ha dato tutto… non può rimproverarsi di niente.

Per questo non cancellare passato, perché nel bene o nel male ci ha reso quello che oggi siamo…
Il passato ci insegna che ci sono tanti modi per dimostrare amore, riconoscenza, rispetto, gratitudine e tanto altro…
ma solo una cosa darà vita alle parole…i fatti.

Domani si riprende da dove ci eravamo lasciati; ore 19:30 in pedana oss!

28/08/2024

Ringrazio i miei genitori per avermi indirizzato in un dojo dove ho avuto la fortuna di trovare un Maestro che ha saputo formarmi negli anni, fisicamente e mentalmente...

Propio in quel dojo ho avuto la possibilità di praticare un Karate che negli anni mi ha dato tantissimi stimoli e guidato verso Maestri di tutto rispetto...

Grazie ai maestri Giapponesi ed Italiani
per molti anni in FIKTA abbiamo avuto la possibilità di praticare un Karate di ECCELLENZA ...

Quello ritengo che sia stato il Karate più bello che abbia mai praticato e mai smetterò di praticare e di insegnare ciò che mi è stato insegnato propio in quegli anni...

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Busto Arsizio
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Mercoledì 17:00 - 20:00
Giovedì 16:30 - 17:00
Venerdì 19:30 - 21:00
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