19/05/2026
Insegnare e imparare la difesa personale.
I tre pilastri e la metafora del chiodo.
Insegnare e praticare la difesa personale è come piantare un chiodo. Non si tratta di scienza missilistica o un’attività riservata a pochi eletti, ma richiede attenzione, metodo e buon senso.
Piantare un chiodo è un’attività comune, per nulla difficile ma non è banale.
Ci si può far male piantando un chiodo così come lo si può piantare storto e renderlo inutile. Altre volte si può rovinare il muro o il supporto su cui si vuole fissare il chiodo.
Questa analogia è utile per orientarti nei tre pilastri fondamentali della difesa personale. Efficacia e sicurezza procedono di pari passo. Iniziamo dalle basi: Sicurezza prima di tutto
Il primo pilastro: la sicurezza
Quando si sceglie un corso o un istruttore, il primo elemento da valutare e la sicurezza. Un percorso valido prevede una progressione logica dell’intensita, esercizi studiati per ridurre i rischi e procedure chiare per limitare gli infortuni.
Non stiamo parlando di assenza di contatto fisico. Allenarsi nella difesa personale non avviene nel vuoto, ma è importante sottolineare che ogni esercizio deve avere un senso e una logica.
Il rischio di infortunio va calibrato in relazione al livello dell’atleta e della classe in generale con esercizi che siano proporzionali ad esso.
Il livido non è un problema, ossa e articolazioni invece non vanno messe a rischio.
Il secondo pilastro: Una tecnica diritta al punto.
Il secondo pilastro riguarda la qualità tecnica. Questo è particolarmente importante in considerazione del fatto che sotto stress tutti i movimenti si “sporcano”.
Il detto “la tua peggior performance in allenamento è la tua miglior performance in combattimento reale” spiega bene la necessità di avere una preparazione tecnica appropriata.
Questo però non è sufficiente.
Le capacità tecniche devono essere sostenute da skill di base come il saper colpire ed il saper lottare e da una buona capacità di improvvisazione e adattamento alla situazione.
Si ottiene ciò con un lavoro in doppia pista:
Da un alto le tecniche sono essenziali e dirette al punto, senza fronzoli e facilmente adattabili.
Da un altro sono interconnesse, rafforzandosi a vicenda in un corpus coerente e di agile ritenzione.
Il terzo pilastro: Pensare nel lungo termine
Il terzo elemento e la preservazione degli “strumenti”: corpo, mente e conseguenze delle proprie azioni. Un buon allenamento migliora la qualità della vita, non la compromette.
La proporzionalità é centrale nell’allenamento come nelle azioni di difesa personale.
L’allenamento in sé porta benefici fisici e mentali se somministrato nel modo giusto (e senza isterismi) e concorre a migliorare la qualità della vita a prescindere che ci si trovi o meno ad usare quanto appreso per difendersi.
Il concetto di proporzionalità e preservazione si applica molto bene anche alla difesa personale in se e per se.
Difendersi senza infierire, considerare il contesto, saper che la difesa personale è intesa per difendere sul piano fisico, legale e reputazionale, sono parti integranti e non accessorie dell’allenamento.
08/07/2024
Questo è uno di quegli eventi che si fatica a credere di aver realizzato davvero. �
Per la prima volta, i camp di allenamento intensivo di Krav Maga Global (KMG), guidati da Eyal Yanilov e dal suo team (Rune Lind, Ilya Dunsky, Jan Tevini, Jon Bullock, Massimo Fenu e Linn Haraldswik), si sono tenuti in Italia. ��
Più di 160 praticanti, provenienti da tutto il mondo, si sono dati appuntamento a Cagliari per un evento di allenamento intensivo che è durato complessivamente tre settimane.��
Molti di loro non erano mai stati in Sardegna e questa è stata un'occasione unica per conoscere l'isola. Cagliari, con i suoi scorci caratteristici, le strade piene di storia e la bellissima spiaggia del Poetto, ha offerto uno scenario indimenticabile per i partecipanti. La città ha incantato con la sua bellezza e la sua ospitalità, rendendo l'evento ancora più speciale.��
I camp, suddivisi nei livelli di Practitioner, Graduate ed Expert, si sono svolti principalmente nella nuovissima struttura della palestra Palaistikè, una delle poche in grado di garantire spazi e attrezzature adeguate.
Ogni livello ha offerto un'opportunità straordinaria di apprendimento e miglioramento sotto la guida dei migliori esperti di Krav Maga.
Eyal Yanilov, considerato l'erede del fondatore del sistema Krav Maga, ha portato la sua esperienza e la sua visione unica, ispirando e motivando i presenti.
Allenarsi con Eyal e con il suo team è ciò che rende questi camps intensivi unici, consentendo di confrontarsi con un gran numero di esperti di lungo corso riuniti nello stesso evento. ��
Oltre agli allenamenti regolari, c'è stato spazio anche per eventi conviviali e allenamenti extra. �
Un ringraziamento particolare va al locale Major Preep e all'associazione di soft air Camp Delta Evolution, che hanno contribuito a creare un'atmosfera di amicizia tra i partecipanti.
Il confronto con persone provenienti da diverse parti del mondo è stato estremamente utile. Ha arricchito l'esperienza di tutti, permettendo di apprendere nuove prospettive e metodologie tecniche. Questo scambio culturale e tecnico ha reso ogni sessione di allenamento unica e stimolante.
Ogni camp internazionale si è concluso con una giornata dedicata ai test di livello.
Tra gli istruttori italiani presenti, segnaliamo con piacere il passaggio a Graduate 3 di Vilma Brunatti, quello a Expert 1 di Fabrizio Casula e quello di Emmanuele Sanna a Expert 2.
Questi successi sono il risultato di impegno, dedizione e della qualità dell'insegnamento ricevuto.
Questo evento ha rappresentato non solo un'opportunità di crescita tecnica e personale, ma ha anche creato legami di amicizia e collaborazione che dureranno nel tempo.
16/06/2024
I camp ufficiali della Krav Maga Global - KMG HQ sono iniziati oggi!
Quest'anno, grazie all'organizzazione di abbiamo avuto l'onore di ospitarli nella nostra amata Sardegna.❤
Ci attendono tre settimane di allenamento, divertimento e scambio interculturale con bellissime persone che vengono da tutto il mondo!😎
https://www.facebook.com/100044574723253/posts/1020097769486038/?mibextid=rS40aB7S9Ucbxw6v
10/05/2024
Altri dubbi? Scrivici nei commenti o in DM!😉
Se per te il Krav Maga è una serie di tecniche capaci di mettere chiunque in grado di sconfiggere un aggressore più grosso in 3 semplici allenamenti, questo articolo NON fa per te!
In questo articolo sfateremo diversi miti e, alla fine della lettura, ti sarà chiaro come funzioni davvero questo sistema.
Il Krav Maga è arrivato alla ribalta e, proprio come qualsiasi altra celebrità, ha attirato la sua dose di voci di corridoio e chiacchiere da bar.
A questo si aggiunga il fatto che, essendo una disciplina giovane, un certo numero di persone senza particolari scrupoli abbiano ben pensato di fare un cocktail di discipline a caso e venderlo come Krav Maga.
Quello che arriva al grande pubblico è, di conseguenza, una immagine confusa, irrealistica, spesso portata avanti da istruttori che non si. capisce bene dove si siano formati e che, infatti, spesso giocano la carta del “mistero” sulle loro origini.
MITO 1: IL KRAV MAGA È PRATICATO SOLO DA CORPI SPECIALI DELL’ESERCITO
Sì e no.
Originariamente sviluppato nell’ambito militare, il Krav Maga si basa su principi di ottimizzazione delle risorse, logica nell’applicazione e massimi risultati con il minimo sforzo.
Quello che viene insegnato nelle palestre è una versione adattata alle necessità dei civili. Mentre l’obiettivo militare è l’eliminazione della minaccia, la difesa personale mira alla protezione propria e dei propri cari.
È essenziale tenere presente questa distinzione anziché cercare di emulare personaggi da film d’azione.
MITO 2: IL KRAV MAGA È TROPPO DIFFICILE PER I CIVILI
Assolutamente falso.
Il Krav Maga è stato appositamente sviluppato per permettere a persone senza particolare addestramento di migliorare le proprie capacità di combattimento fisico e mentale. In particolare all’inizio della sua storia il Krav Maga era uno strumento per elevare la capacità combattiva delle forze israeliane di recente formazione. Solo successivamente, il Krav Maga è stato sviluppato come metodo specifico per preparare chi svolge ruoli operativi.
Sebbene la versione militare condivida principi simili, essa è caratterizzata da tecniche specifiche per l’equipaggiamento e il ruolo.
La difficoltà non è un elemento centrale, l’intensità lo è in relazione al ruolo.
Un civile ha bisogno di imparare a difendersi da una aggressione comune, non di combattere i terroristi.
MITO 3: IL KRAV MAGA SI BASA SU LEVE E DISARMI COMPLESSI
Questo mito va sfatato nella maniera più assoluta.
Anche nella versione per forze dell’ordine, leve e disarmi non costituiscono la parte principale e le manovre che si fanno per atterrare e immobilizzare in previsione di un ammanettamento, sono semplificate.
Le leve e i disarmi richiedono una padronanza avanzata e la capacità di passare a alternative se non avvengono con successo.
Non sono tabù, ma vanno utilizzati con intelligenza in relazione al contesto.
Nel Krav Maga orientato ai civili il concetto di controllo non si applica se non nei casi in cui non ci sia minaccia alla propria incolumità e si voglia ridurre il danno che è necessario infliggere all’aggressore per far cessare la minaccia.
MITO 4: IL KRAV MAGA È TROPPO INTENSO E PROVOCA INFORTUNI
Sì, è vero che allenarsi in una attività di contatto implica il rischio di infortunio.
Il dolore muscolare e i lividi in un certo senso sono parte integrante dell’allenamento, ma sarebbe un errore pensare che lo siano anche gli infortuni.
Questo rischio va tenuto basso quanto qualsiasi altra attività di contatto perché una persona infortunata non può allenarsi e se l’infortunio è ripetuto, sviluppa paura verso il contatto anziché fiducia nelle proprie capacità di difesa.
MITO 5: IL KRAV MAGA È UNA SERIE DI ESERCIZI DI COMBATTIMENTO
L’idea che il Krav Maga coinvolga costantemente il combattimento tra partner è un errore. Benché l’allenamento possa includere sessioni di sparring per condizionamento fisico e mentale, il suo obiettivo imparare a risolvere (vincere) una situazione di aggressione anziché vincere l’aggressore.
Certo, capita che le due cose coincidano, ma nella difesa personale questo non è un assoluto.
Lo sparring è uno strumento utile e importante, modulato secondo diverse esigenze e scenari, ma solo uno degli strumenti tra gli altri che ci sono per imparare il Krav Maga in modo efficace.
CONCLUDENDO:
Questi miti espongono una verità più profonda: il Krav Maga è un sistema di difesa personale che si basa su principi di logica, adattabilità e progressione.
Rompere questi miti significa comprendere appieno l’essenza di questa disciplina.
La sicurezza personale non sull’essere bravi a picchiare, ma su una preparazione intelligente e sistematica che protegga la persona sotto il profilo fisico, mentale, legale e reputazione.
Mantenere il corpo e la mente al sicuro richiede comprensione, disciplina e un approccio olistico all’addestramento.