Trial Team Valli Del Canera

Trial Team Valli Del Canera Il team nasce nel 2005 per volere del Moto Club Tre Valli. Team manager è Maurizio Aluffi che cura gli aspetti organizzativi e d’immagine

09/08/2026
06/08/2026

ZONA FRANCA URBANA: una buona notizia per il nostro territorio

Le imprese di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto possono guardare al futuro con più fiducia.

Il nuovo decreto-legge su ricostruzione e Protezione civile prevede il rifinanziamento della Zona Franca Urbana per i tre Comuni simbolo del sisma del 2016, riconosciuti come "primo cratere".

Cosa significa concretamente 👇
✅ Agevolazioni fiscali e contributive per le annualità 2027 e 2028
✅ Benefici estesi anche alle nuove attività economiche
✅ Una corsia preferenziale per la ricostruzione e risorse dedicate al rilancio

Un sostegno reale a chi ogni giorno tiene vive queste comunità.

📌 Nei prossimi giorni forniremo alle imprese tutti gli aggiornamenti operativi e l'assistenza necessaria per accedere alle agevolazioni.

Perché noi ci siamo. Sempre. Al fianco delle imprese del territorio. 💪

4 MEMORIAL DIEGO BOSIS A CASACANDITELLA! Il Museo del Trial, non ci sono solo moto, ma maglie storiche, manifesti dell'e...
25/07/2026

4 MEMORIAL DIEGO BOSIS A CASACANDITELLA!

Il Museo del Trial, non ci sono solo moto, ma
maglie storiche, manifesti dell'epoca e tutto ciò che riguarda questo mondo, con un riguardo e un affetto profondissimo per l'indimenticabile Diego Bosis.
È un luogo fatto di anima, rispetto per il passato e generosità verso le nuove generazioni. Oggi a Casacanditella celebriamo la storia attraverso questi pezzi unici di vita vissuta.
Grazie di cuore a Riccardo Stocco per l'immensa dedizione, il tempo e il cuore che mette nel preservare la cultura del trial classico. Senza persone così, il nostro sport perderebbe un pezzo delle sue radici.

https://www.facebook.com/share/p/17dBSWdRAP/
14/12/2025

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Una telecamera nascosta nella f***a giungla africana ha ripreso un enorme gorilla silverback che distrugge un campo abbandonato con una furia che ha lasciato tutti senza parole. Bidoni rovesciati, tende strappate, oggetti lanciati ovunque: sembrava una scena di pura rabbia animale.

Molti hanno pensato a un classico attacco territoriale. Ma quando i ranger hanno visionato le registrazioni precedenti, la verità è emersa… e ha spezzato il cuore del mondo intero.

Poche ore prima, due cuccioli di gorilla erano stati catturati da bracconieri proprio in quel punto. Ripresi mentre li chiudevano in una gabbia di metallo grezzo, prima di fuggire. Il gorilla? Era il loro papà. E aveva seguito ogni traccia, ogni odore, ogni passo dei rapitori, attraversando chilometri di foresta per ritrovarli.

Il video è diventato virale, scatenando indignazione globale e una valanga di sostegno per la causa dei gorilla. In pochi giorni, i bracconieri sono stati arrestati e i piccoli ritrovati sani e salvi.

La scena del ricongiungimento ha commosso anche i ranger più esperti: il silverback li ha stretti a sé con una dolcezza immensa. Un momento potente, che ci ricorda quanto l’amore di un padre sia più forte di qualsiasi pericolo. Anche nella giungla.

https://www.facebook.com/share/p/1ExtuMbnMK/
14/12/2025

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Era seduto sotto la pioggia da tre giorni, aspettando una promessa che io avevo già dimenticato.

Erano le 02:14 di notte a Torino. La pioggia batteva incessantemente contro le vetrate del mio appartamento in centro. Sul monitor davanti a me brillavano i disegni tecnici di un nuovo progetto architettonico. La mia vita era così: scadenze, caffè nero e notti insonni. Il caos non era previsto.

Poi il mio telefono squillò. Era Papà.

Mio padre, Dante, non chiamava mai dopo le dieci di sera. È un uomo di poche parole, un vecchio artigiano piemontese, duro come le pietre delle Langhe dove vive. Una chiamata a quell'ora significava solo una cosa: una tragedia.

"Non rientra, Elio," disse. La sua voce non tremava, ma era svuotata. "Chi?" chiesi, stropicciandomi gli occhi. "Argo."

Argo. Il nostro vecchio Pastore Maremmano. Tredici anni. Un tempo era il re della collina, ma ora le sue anche cedevano e gli occhi erano velati dalla cataratta.

"Papà, diluvia. Rientrerà quando avrà freddo. Lascialo fare." "Tu non capisci," sussurrò lui. "Ho provato tutto. I biscotti. La sua coperta. L'ho persino tirato per il collare. Non si muove. È pesante come il marmo. Fissa solo il cancello."

Poi il telefono vibrò. Una foto.

Il mio cuore p***e un battito. L'immagine era sgranata, illuminata solo dalla luce giallastra del lampione stradale. Ma la sagoma era inconfondibile. Argo non era seduto. Non era sdraiato. Stava in piedi. Immobile sotto il diluvio, davanti al vecchio cancello di ferro battuto. Non sembrava un cane che voleva uscire. Sembrava una sentinella al suo ultimo turno di guardia.

"Da quanto tempo è lì?" "Da ieri sera," rispose Papà. "Da quando… da quando ho pronunciato il tuo nome."

Chiusi il laptop. La riunione del mattino dopo svanì dai miei pensieri. Presi le chiavi della macchina. "Arrivo, Papà."

Il viaggio sull'autostrada verso le colline fu un tunnel di acqua e ansia. I tergicristalli non riuscivano a tenere il passo con la pioggia, ma i miei pensieri correvano più veloci.

Pensai all'ultima volta che ero stato a casa. A Pasqua. Sette mesi fa. Ero stato sbrigativo, sempre al telefono. Quando stavo per partire, Argo aveva infilato il muso nello sportello dell'auto, guardandomi con quegli occhi stanchi. "La prossima volta, vecchio mio," gli avevo detto, dandogli una pacca distratta. "La prossima volta stiamo un po' insieme. Promesso."

Era una bugia. Una di quelle bugie bianche che noi figli andati in città raccontiamo per placare il senso di colpa. Non c'era stata nessuna "prossima volta". C'erano stati solo scuse e ritardi.

Ma avevo dimenticato che i cani non conoscono il calendario. Conoscono solo noi. E la nostra parola.

Quando arrivai al vialetto di ghiaia della casa paterna, l'alba stava appena spuntando tra la nebbia. La pioggia era diventata una pioviggine gelida. La luce del portico era accesa.

Scesi dall'auto. Il freddo mi penetrò subito nella camicia, ma non lo sentii. Lui era lì. Argo.

Era crollato. Le zampe posteriori avevano ceduto, il pelo bianco era ormai grigio di fango e zuppo d'acqua. Tremava così forte che lo vedevo da lontano. Ma la testa… la testa era ancora alta. Appoggiata sulle zampe anteriori, lo sguardo fisso sulla strada.

Papà era sulla soglia, avvolto in una vecchia giacca di lana. Non piangeva, ma il suo viso era segnato da rughe profonde. "Ha aspettato," disse piano quando aprii il cancello.

Argo sentì il rumore familiare del metallo. Le sue orecchie ebbero un piccolo scatto. Un lamento sottile uscì dalla sua gola – un suono che spezzava il cuore, pieno di dolore e sollievo.

Corsi da lui e mi gettai in ginocchio nel fango, rovinando i pantaloni eleganti. "Ehi, bello," riuscii a dire con la gola chiusa. "Sono qui."

Cercò di alzarsi, ma il corpo non rispondeva più. Spinse solo il muso freddo contro il mio palmo. Mi diede una leccata sulla mano. Una sola. Lenta.

Papà si avvicinò zoppicando. "Il veterinario è venuto due giorni fa," disse con voce rotta. "I reni hanno smesso di funzionare. Ha detto che era finita. Ma io… io non ci sono riuscito da solo, Elio. Sono stato un vigliacco." Fece una pausa, e sentii il peso del suo silenzio. "Ho detto ad Argo: 'Aspetta. Elio sta tornando. Dobbiamo aspettare Elio.'"

Guardai mio padre, poi di nuovo il cane. Argo non aveva aspettato per abitudine. Aveva obbedito. Nel suo mondo, dove la fedeltà è l'unica religione, aveva tenuto a bada la morte per tre giorni. Aveva combattuto contro il dolore, contro il freddo, contro il buio – solo perché il suo padrone gli aveva detto che io sarei arrivato.

Le lacrime si mescolarono alla pioggia sul mio viso. Sentii il suo respiro farsi irregolare. La tensione abbandonò il suo corpo. Sapeva che la guardia era finita.

Mi chinai vicino al suo orecchio bagnato. "Bravo ragazzo," sussurrai. "Missione compiuta. Ora puoi riposare. Sono a casa."

Esalò un lungo respiro profondo. Poi i muscoli si rilassarono. La testa divenne pesante nella mia mano. Il tremito cessò. Il mio amico più fedele se ne andò tra le mie braccia, nell'istante esatto in cui seppe che ero tornato.

Restammo lì a lungo. Due uomini e un cane immobile nell'alba grigia del Piemonte. Il mondo intorno a noi iniziava a svegliarsi.

Papà si sedette sui gradini bagnati del portico. Si passò una mano sul viso stanco. "Crediamo sempre di avere tempo," mormorò, guardando le colline coperte di nebbia. "Ma il tempo non aspetta nessuno. Solo l'amore… l'amore a volte aspetta. Fino all'ultimo respiro."

Mi guardò, e per la prima volta vidi non il padre severo della mia infanzia, ma un uomo anziano che temeva il silenzio di una casa vuota. "Grazie per essere tornato, figlio mio."

Appoggiai la testa sulla sua spalla. Il telefono vibrò in tasca – probabilmente un'email urgente. Lo ignorai. Oggi non sarei andato al lavoro. E nemmeno domani. Sarei rimasto. Per scavare una buca sotto la vecchia quercia. E per essere di nuovo un figlio, prima che fosse troppo tardi anche per quello.

Perché alla fine, nessuno ricorderà le tue riunioni. Ma ricorderanno se c'eri quando è scesa la notte.

Scopri altre belle storie con Cose Che Ti Fanno Pensare.

23/06/2025

Il TATA (Trofeo ASI Trial Antico) si presta a tornare a Cartignano (CN) per la 5° e 6° prova in programma il 28 e 29 giugno. L'area Trial aveva già ospitato gli appassionati di moto d'epoca, sia nel 2022 alla primissima prova, sia nel 2023, ma la location, all'inizio della bellissima Val Maira, è famosa per diverse edizioni di queste manifestazioni organizzate in passato.
Il Moto Club Dragone e Val Varaita è giunto al 17* anno del Memorial Gabriele Aimar, quindi vanta sicuramente l'esperienza necessaria a tracciare le 10 zone da ripetersi due volte che caratterizzano questo trofeo.
Sono tutti stati sensibilizzati su quanto il Comitato TATA richiede nella quarta edizione e finora magistralmente eseguito dagli organizzatori delle prove precedenti. Principalmente : zone lunghe e un abbassamento del livello verde, più in linea con l'equivalente nelle competizioni straniere di successo.
Saranno sempre due gare separate e saranno aperte anche alle moto moderne, che vorranno coraggiosamente mettersi in gioco, confrontandosi con le “vecchiette”.
Per consultare la classifica di campionato: https://www.phototrial.it/2025/epoca/tata/2primaluna/campionato.pdf
Iscrizioni moto d'epoca sul sito www.trialpertutti.it
Moto moderne: al mattino del sabato alle operazioni preliminari previste fra le 8:30 e le 10:45, la domenica tra le 8:30 e le 9:45,
oppure (consigliato perchè non possono superare il 30% delle moto d'epoca) contattando Roberto Cavaglià al 3384523419, indicando Nome Cognome, numero Trial Card, ASD, moto e livello.
I piloti delle moto moderne in possesso della pettorina in dotazione al Trofeo Nord Ovest potranno usare quella.
A chi ne fosse sprovvisto o vorrà cambiare il colore (livello), gli verrà fornita una targa con numero, che dovrà essere restituita al termine della gara.
Orari di gara: sabato 28 Giugno partenza moto d'epoca dalle ore 11:00 e domenica 29 Giugno dalle ore 10:00.
Un pilota al minuto, le moto moderne dopo quelle d'epoca.

Vendesi Sherco 125 4 T.  Per ulteriori informazioni contattare Davide Zaccagnini
29/05/2025

Vendesi Sherco 125 4 T. Per ulteriori informazioni contattare Davide Zaccagnini

26/05/2025

Indirizzo

Casacanditella
66010

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