12/09/2026
Diciamocelo senza girarci intorno: non abbiamo i panorami di gare più famose e la Valle Sabbia non è esattamente il centro del mondo. Sappiamo benissimo chi siamo: una gara piccola, nata in un posto apparentemente fuori da ogni rotta, dove organizzare le cose richiede il doppio della fatica.
Eppure, ogni anno, chi corre tra queste montagne ci lascia il cuore.
Perché succede? Perché quando non puoi vendere il glamour, devi ti**re fuori le p***e e far parlare i fatti. La differenza non la fanno i fuochi d'artificio, la fanno le cose semplici, concrete, fatte con una cura quasi maniacale per chi corre:
I transfer che non lasciano nessuno a piedi: un ringraziamento enorme e personale a Daniele Perotti e alla FIDAL, che hanno gestito una macchina di spostamenti impeccabile, macinando chilometri per far arrivare ogni singolo atleta esattamente dove doveva essere, senza stress.
Un’ospitalità che definire generosa è poco: porte aperte, tavole piene e un'accoglienza che in certi momenti è stata persino esagerata, perché qui se entri in casa nostra diventi parte della famiglia. Subito.
La sostanza prima di tutto: niente fuffa, solo percorsi veri, rispetto assoluto per la fatica e la certezza che qui un atleta non è mai un numero di pettorale, ma una persona.
Il nostro grazie va a tutti. Ai campioni mondiali che qui spingono al limite, ma soprattutto a ogni singolo mountain runner che ha caricato la borsa in macchina, ha fatto un viaggio lunghissimo e ha scelto di ve**re fin quassù.
Speriamo con tutto il cuore che ne sia valsa la pena. Per noi ne è valsa ogni singolo secondo.
A tutto il movimento della corsa in montagna diciamo grazie, con tutta la sincerità di cui siamo capaci. Ma vi diciamo anche una cosa: non dateci mai per scontati. Perché mettere in piedi tutto questo, anno dopo anno, non è una passeggiata. La Nasego non è scontata. Non lo è mai stata, e non lo sarà mai.
Ci vediamo sui sentieri. Con le gambe pronte e il cuore pieno. 💙