30/07/2026
BUON GURU PURNIMA
Il 29 luglio segna la fortunata ricorrenza di Guru Purnima,una giornata sacra, che affonda le sue radici nelle antiche tradizioni di tutto il mondo.
È un giorno dedicato a onorare e venerare il Guru, colui che dissipa le tenebre e rivela la luce della Verità sempre presente.
In questa giornata, è per noi una grande gioia e un privilegio celebrare la presenza e la guida del nostro amato Moojibaba.
“Qual è il significato del giorno di Guru Purnima?
È quello di ricordare il Guru interiore – il Satguru nel nostro cuore – e di divenire tutt'uno con esso. Il Satguru, il vero cuore dell'essere, è senza forma, ma appare sotto forma fisica per ricordarci la nostra Realtà senza tempo e non nata, e per risvegliarci a essa.”
~Moojibaba
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HAPPY GURU PURNIMA DAY
This 29 July marks the auspicious occasion of Guru Purnima, a holy day which has ancient roots in traditions around the world. It is a day in honour and reverence for the Guru, who dispels darkness and reveals the light of the ever present Truth.
On this day, it is our great joy and privilege to celebrate the presence and guidance of our beloved Moojibaba.
“What is the significance of Guru Purnima day? It is to be reminded of and to be one with the inner Guru, the Satguru inside our heart. The Satguru, the true heart of being, is formless but appears in form to remind and awaken us to our timeless and unborn Reality.”
~Moojibaba
19/06/2026
🕉️
Ognuno, mia cara, ti vede come ti vuol vedere a seconda delle sue emozioni del momento, del filtro psichico, del livello coscienziale… Ci si deve prestare al gioco. Guarda cosa accade a me! Tra spiritualisti mi prendono per filosofo, tra filosofi mi vedono come un santo-mistico perché vivo ritirato e in solitudine. C’è chi mi chiede se ho approfondito Jung o se sono un alchimista, chi proietta la figura paterna, chi dell’intellettuale, chi del Guru… ma che importa? Raphael prova dentro di sé un tale senso di libertà verso tutto e tutti, che riconosce quanto sia difficile dall’esterno capirci qualcosa! Il mondo deve catalogarti, inquadrarti in un ruolo, in un contesto, altrimenti resta spiazzato.”
Dal libro di Mirella Bastelli: “Incontro con Raphael”
edito da Noesis Edizioni
10/06/2026
[…Soprattutto durante le formazioni che tengo all’estero, cerco di far capire che il “Reformer Pilates” non esiste. Esiste il Pilates e tutti i suoi apparati (grandi e piccoli) e che ognuno di essi ha caratteristiche proprie. Inoltre, sono contrario da sempre ai gruppi di Reformer e da “Nostradamus” del Pilates (o gufo) aspettavo i vari infortuni di chi pratica il Pilates in mega-gruppi nelle palestre e centri fitness. È bastato aspettare poco, ci sono tanti video sui social che lo testimoniano…]
Il Far West del Pilates | APPI-ITALIA
Il boom del Pilates ha portato ad un'offerta di scarsa qualità con il rischio di infortuni da parte della clientela e un danno nei confronti della disciplina
23/04/2026
Abituati a tradurlo dall’inglese - Pilates method - l’abbiamo sempre chiamato il metodo Pilates. In realtà da tempo come associazione insistiamo che il Pilates non è un metodo, ma una disciplina, termine più giusto in Italia.
Il Pilates è una disciplina e non un metodo di ginnastica perché non si limita all'esecuzione meccanica di movimenti, ma poggia su una base filosofica e olistica che mira all'integrazione tra mente, corpo e spirito. L'uso della parola "disciplina" sottolinea la natura educativa e il rigore mentale necessari per praticarlo correttamente.
Credits: freepik.com
07/04/2026
Mi dispiace che ci si ostini a chiamare “pilates” una forma di allenamento per i grandi numeri, quando seguire tre persone sui macchinari già rappresenta una condizione cosiddetta “al limite” 🕉️🙏🏻
05/04/2026
Buona Pasqua 🕉️
“Dio dice: vivi me, essendo me,
in unità e completezza.
Sono con te, mai separato da te:
sono nel nucleo stesso del tu vedere
e del tuo essere,
in quanto presenza senza tempo.
Tu e io siamo un tutt'uno.
Fai che questo sia il tuo momento.
Quando scegli questo, tu vieni scelto.”
Mooji
11/03/2026
IL CORPO TIENE IL CONTO.
Vai in terapia. Parli dei tuoi problemi. Capisci perché ti senti così.
Ma continui a sentire il nodo allo stomaco e la pressione al petto. Perché?
Perché il trauma non è solo un ricordo cognitivo: è una impronta fisiologica.
La fascia è la rete di tessuto connettivo che avvolge ogni muscolo, organo e nervo. È un vero e proprio organo sensoriale, con più terminazioni nervose della pelle o degli occhi.
Quando vivi uno stress acuto o un trauma e non puoi “combattere o fuggire” (ti blocchi), quell’enorme energia cinetica rimane intrappolata. La fascia si contrae per proteggerti (armatura corporea). Con il tempo, si disidrata e si irrigidisce.
Nel 2026, la neuroscienza somatica conferma ciò che gli osteopati sapevano da tempo: la fascia ha memoria.
• La paura si immagazzina nel psoas (il muscolo dell’anima).
• Il carico di responsabilità si accumula nei trapezi.
• La rabbia non espressa si trattiene nella mandibola.
Finché questa tensione fisica persiste, il cervello riceve un segnale costante di “PERICOLO” dal corpo (interocezione).
Non puoi calmare la mente se il corpo sta urlando.
È qui che entrano in gioco la liberazione miofasciale e le terapie somatiche (come TRE o Somatic Experiencing). Manipolando fisicamente i tessuti o inducendo il tremore neurogeno, “rompi” il quiste energetico.
È comune che durante un massaggio profondo o una sessione di yoga le persone inizino a piangere senza un motivo apparente. Non è una tristezza nuova: è una tristezza vecchia che sta uscendo dal tessuto.
Per guarire la mente, a volte devi smettere di parlare e iniziare a muovere il tessuto connettivo.
Il nostro consiglio (Liberazione dello psoas):
“Lo psoas è il bidone emotivo del corpo.
Esercizio quotidiano: sdraiati sulla schiena. Metti un blocco da yoga o un cuscino rigido sotto il sacro (glutei). Stendi una gamba e porta l’altro ginocchio al petto. Respira profondamente verso il basso addome. Se senti una f***a o un’emozione, è normale. Mantieni 2 minuti per lato.”
Fonte:
Libro: “Il corpo accusa il colpo” (Bessel van der Kolk).
Journal of Bodywork and Movement Therapies: “La fascia come organo sensoriale”.