Parco dei Basalti

Parco dei Basalti

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Il progetto Parco dei Basalti interessa il territorio costiero che si estende da Catania ad Acireale e promuove la realizzazione di un Geoparco.

Il Geoparco è un sistema organizzato di conoscenza, fruizione sostenibile e valorizzazione dei geositi presenti nell’area.Il progetto Parco dei Basalti ha l’ambizione di rappresentare un vero e proprio Boom culturale. Una sere di percorsi e di iniziative organizzate metterà in rete i geositi della Riviera, collegandoli anche alle altre risorse presenti nel territorio ed assicurandone una fruizione

New paleoseismological and morphotectonic investigations along the 2018 surface ruptures of the Fiandaca Fault, eastern flank of Etna volcano (Italy) 04/12/2025

🌋 Etna e la Faglia di Fiandaca: nuove scoperte sulla sismicità storica Un team di ricercatori ha studiato le fratture superficiali prodotte dal terremoto di Fleri del 26 dicembre 2018 (Mw 5.0), individuando tracce di altri due eventi sismici avvenuti in epoche passate: uno tra il 1281 e il 1926 (probabilmente nel 1894) e uno ancora più antico, tra il 757 e l’894 d.C. Queste indagini mostrano che la faglia Fiandaca ha avuto una attività sismica più intensa negli ultimi secoli, con velocità di movimento in questo settore etneo quasi raddoppiate rispetto al periodo greco-romano.
👉 Questi risultati confermano l’importanza degli studi paleosismologici e morfotettonici per comprendere i rischi sismici in aree vulcaniche come l’Etna.

New paleoseismological and morphotectonic investigations along the 2018 surface ruptures of the Fiandaca Fault, eastern flank of Etna volcano (Italy) Abstract. We present the first paleoseismological results along the Fiandaca Fault, source of the 26 December 2018, Mw 5.0 Fleri earthquake. This earthquake caused extensive damage and 8 km of surface faulting. We excavated two exploratory trenches close to the Fiandaca village, in the central seg...

13/08/2024

IL CHIODO DELLA TERRA
di Roberto Zito, Ed. Scatole Parlanti, 2022

Recensione
È solo un romanzo. Punto. Premessa necessaria per una storia “catastrofista” ambientata su un vulcano conosciutissimo ed attraente qual è l’Etna, visitato ogni anno da milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. Un romanzo avvincente che si snoda raccontando le vicissitudini di sei diversi personaggi improvvisamente travolti da un evento naturale drammatico di dimensioni apocalittiche, ma fortunatamente alquanto improbabile.

Lo scenario del romanzo è, quindi, quello dell’Etna che erutta in modo violentissimo, la sua metà superiore che si disintegra ed alla fine implode, formando una caldera di 8 chilometri di diametro e devastando le sue pendici con colate laviche, flussi piroclastici e bocche eruttive aperte a bassa quota.

È uno scenario verosimile? No, non lo è, non tutte queste cose insieme e non nelle dimensioni descritte. Nella storia vulcanologica dell’Etna, la più ampia caldera sommitale conosciuta è quella che si è formata circa quindicimila anni fa, larga 3-4 chilometri. L’eruzione che l’ha prodotta ha disintegrato la sommità del vulcano, che si è abbassato di quota da 3600 metri a 2800 metri circa. Per il resto, negli ultimi sessantamila anni i magmi etnei non hanno mai avuto caratteristiche chimiche tali da produrre eruzioni di dimensioni veramente catastrofiche come quelle narrate nel romanzo.

Ma mettendo da parte la razionalità e concentrandosi solo sulla narrazione, il romanzo funziona. Le storie dei protagonisti si dipanano in modo fluido e convincente e la lettura risulta piacevole ed avvincente. I personaggi si muovono in contesti effettivamente esistenti, per cui i lettori che conoscono l’Etna ritrovano luoghi ben noti e si immedesimano facilmente negli accadimenti. Gli altri lettori, quelli “non-etnei”, scoprono un testo facile da leggere con descrizioni degli ambienti comprensibili e ben dosate.

In fin dei conti, il romanzo rappresenta una lettura piacevole ed avvincente. Chi, poi, è appassionato di vulcani ed in particolare del genere “disaster books”, lo considererà, secondo me, imperdibile.

28/05/2024
22/05/2024

Segnalo l'iniziativa promossa dal Kiwanis di Zafferana Etnea in cui Mario Mattia, geofisico dell'INGV, illustra attraverso le immagini e le voci dei terremotati raccolti dai giornali "L'Ora" e "Epoca" il sisma del Belice del 1968. Si tratta di una rivisitazione geologica e sociologica di quegli eventi terribili e quasi rimossi dalla memoria collettiva dei siciliani, che ha molto da insegnarci riguardo il modo in cui le popolazioni ed i governi reagiscono alle calamità naturali ed in particolare ai terremoti. Una riflessione, quella di Mario, che aiuta anche i geologi a comprendere più a fondo il loro ruolo nella società, spesso tenuto in scarsa considerazione da chi coordina le scelte pianificatorie del territorio, eppure di importanza strategica per la salvaguardia delle vite umane e dei beni immobili. Mario Mattia, inoltre, si occupa di divulgazione da molti anni ed espone qualsiasi argomento in modo sempre chiaro, semplice, esaustivo ed avvincente. Insomma, un'occasione da non perdere per chi avrà la possibilità di partecipare all'evento. L'accesso è gratuito, nella Sala Consiliare del Comune di Zafferana Etnea, il 24 maggio alle ore 18:00.

Di là dal fiume e tra gli alberi - I sentieri dell'Etna - video - RaiPlay 01/07/2019

Di là dal fiume e tra gli alberi - I sentieri dell'Etna - video - RaiPlay Il più alto e più attivo vulcano d'Europa regna da cinquecentomila anni su tutta l'isola siciliana. Da sempre gli uomini cingono il gigante da ogni parte, respinti e inceneriti di tanto in tanto dal fuoco delle sue colate, traendone non solo pericoli e paure ma anche sostanze preziose e grandi emo...

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