AIWON

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Scuola professionale di Arti Marziali. Studio di Ginnastica Posturale a Catania.

28/03/2026

Una grande prima giornata di seminario diretta dal Maestro Flavio Daniele è andata.

Domani si continua sulla scia del grande entusiasmo di oggi! 🔥

23/11/2025

Nuova rubrica DENTRO LA PRATICA-Episodio N° 1: TRASMETTERE UN'ARTE.

Ho pubblicato su Facebook il primo episodio di una nuova rubrica che tende a fare chiarezza su alcuni argomenti spinosi delle arti interne.

Corri a leggerla, fammi sapere cosa ne pensi nei commenti e dimmi pure se vorresti che facessi chiarezza su un argomento che ti sta a cuore!

Buona pratica!

Photos from AIWON's post 21/05/2024

Un altro esempio dell'importanza fondamentale dell'esercizio fisico preventivo, adattato e posturale nei ragazzi in età adolescenziale.

Abbiamo fatto un primo percorso durato 20 sessioni finora.

Il risultato è notevole poiché non solo abbiamo arrestato il peggioramento di una postura disfunzionale che arrecava continui dolori alle ginocchia e ai talloni del ragazzo, ma è stata migliorata in modo significativo favorendo una crescita più sana e armonica da un punto di vista motorio (con tutto ciò che ne consegue).

Che dire, un altro importante traguardo per il centro posturale AIWON e per l'esercizio fisico svolto correttamente.

02/04/2024

La didattica delle arti marziali nel tempo.

Gli antichi insegnamenti dei maestri di arti marziali, sono ammantati da metafore, allegorie, poesie.

Questa didattica ha un doppio risvolto e un doppia motivazione:

Un primo effetto (negativo) dell’utilizzo di metafore e allegorie, è sicuramente quello di mistificare l’insegnamento, rendendolo criptico.
Questo accade quando i contenuti sono poveri e allora si cerca di aumentarne il valore “gonfiandoli”. Si tenta di impacchettare bene qualcosa che al suo interno è vuoto.

Il secondo risvolto invece riguarda la didattica funzionale, ove si guida l’allievo verso la ricerca delle giuste sensazioni.

Oggi, alcuni maestri, tra cui Flavio Daniele, sono riusciti a tradurre determinati insegnamenti e didattiche obsolete in concetti e percorsi di studio adatti al praticante moderno.

Io da chinesiologo, trovo nella sua didattica, per quanto essa sia permeata da metafore e similitudini, insegnamenti molto sofisticati e sottili sull’utilizzo funzionale del corpo umano.

Questo poiché allo stesso tempo il maestro Daniele ha trovato le risposte nell’anatomia, fisiologia e biomeccanica. E proprio la scia della “scientificità” (nonostante spesso si sfori nella meta-posturologia e nella meta-fisica) mi ha coinvolto.

Allo stesso tempo, ogni riferimento al mondo animale, al mondo della natura e a situazioni di vario genere che Flavio Daniele propone, hanno sempre una funzione di avvicinare l’allievo verso il corretto modo di eseguire il movimento/tecnica/forma.
La metafora può guidare in poche battute - può rendere l’idea - quando altrimenti avremmo la necessità di fare dei trattati di anatomia funzionale per cogliere il significato profondo della spiegazione.



Adesso vorrei riportare a titolo di esempio la descrizione che il defunto Maestro Wang Xian Zhai diede della cosiddetta “forza della terra”, ovvero quella forza che oggi viene universalmente riconosciuta nel mondo delle arti marziali (e che per la prima volta è stata spiegata approfonditamente dal Maestro Daniele) come una forza di “attrazione” verso la terra, seguendo le linee muscolari che partono dalla base del collo e si dispiegano “a cascata” fino al piede.
Praticamente tutte le nostre masse muscolari più grandi possono essere utilizzate per “tirarci” al suolo. Per diventare “pesanti”. Chiaramente questo deve prevedere l’uso intelligente del corpo non soltanto verso la terra ma in tutte le direzioni, con il corretto stato, la corretta tipologia di forza (elastica), la corretta respirazione, il dovuto “ascolto” (ting jin) delle interazioni, il giusto timing di attivazione muscolare, il rispetto delle gerarchie funzionali (alto-basso, avanti-dietro, destra-sinistra, centro-periferia, interno-esterno), le corrette interazioni "cielo - terra" ovvero la gestione dei flussi di forza che viaggiano lungo il corpo ecc…



Vediamo dunque come veniva interpretata e spiegata la stessa tipologia di forza - della terra - fino allo scorso secolo (da Wang Xiang Zhai, un maestro che stava già facendo la rivoluzione nel mondo del kung fu cercando di modernizzarlo e rivitalizzarlo):

“Tutto il corpo è rotondo, grosso, pesante e solido; la mente è massiccia come le alte montagne; non c’è luogo in cui la capacità non si manifesti. Sono le caratteristiche della terra, e questa è la cosiddetta forza della terra”. Ciò in riferimento specifico alla forza della terra.

E poi continua: “Ogni azione e ogni movimento possiedono queste cinque forze: è il cosiddetto sincretismo dei Cinque Elementi. Nella quiete tutto il corpo ha una forza costante, nel movimento tutte le giunture, grandi e piccole, possiedono sempre le due forze contrarie, verso l’alto e verso il basso, in avanti e all’indietro, oppure a destra e a sinistra: soltanto così si può acquisire la forza “hun yuan” di tutto il corpo.”

In definitiva mi chiedo, qual è l’approccio migliore allo studio del kung fu per l’uomo contemporaneo? E inoltre è pronto e consapevole l’uomo o donna di oggi a immergersi nella consapevolezza del suo sistema corpo-mente? Esistono ancora oggi tante valide guide per fare ciò?

28/03/2024

"Quando li osservo, ho la sensazione nettissima che stiano sbagliando tutto. [...]
Non devono arroccarsi sulle proprie posizioni, bensì sforzarsi di seguire chi è migliore di loro. [...]
Ma purtroppo le debolezze di questi uomini sono fin troppo numerose, e non è facile influenzarli in così breve tempo. Spero soltanto che diventino consapevoli della verità e comincino gradualmente a scavare in se stessi. Non chiedo nient'altro.
Tutta la conoscenza del mondo si basa sul confronto: soltanto in questo modo, infatti, è possibile distinguere tra giusto e sbagliato. In caso contrario, ogni scuola affermerebbe di aver ragione e i non addetti ai lavori avrebbero difficoltà a capire qual è il percorso giusto. La validità della boxe non può essere giudicata semplicemente in base al parametro della vittoria o della sconfitta: bisogna valutare, invece, se sia adatta alle esigenze umane."
Wang Xian Zhai.

03/03/2024

Sempre più spesso mi trovo a trattare, o meglio somministrare esercizio fisico preventivo ai bambini con i piedi piatti.

Fortunatamente la maggior parte delle volte riesco a ristabilire un'arcata plantare più fisiologica in tempi moderatamente brevi a tutti i bambini che mi seguono e aderiscono agli esercizi correttamente.

Questa mia esperienza mi spinge a considerare il piede piatto una malattia da mismatch evolutivo.

Mi interesso di evoluzionismo dai tempi dell'Università e, più vado avanti, più riconosco quanto questa materia possa dare davvero moltissime risposte a moltissime malattie dell'uomo moderno.

Dunque, contrariamente a quanto si legge su internet, anche in siti molto accreditati che si occupano di salute, contrariamente a quanto dicono e prescrivono molti podiatri, vediamo il piede in un'ottica evoluzionistica secondo Lieberman:

"Un piede forte e flessibile è un piede sano, ma molti podiatri, invece di rafforzare i piedi dei pazienti, prescrivono un'ortesi e consigliano di indossare scarpe comode con supporti plantari e suole rigide. Queste cure, in effetti, alleviano i sintomi dei piedi piatti e della fascite plantare, tuttavia se l'utilizzo non è soltanto saltuario possono innescare un circolo vizioso deleterio, dal momento che non prevengono il problema ma fanno si che, alla fine, i muscoli del piede si indeboliscano ancora di più".

Riconosciamo i circoli viziosi in cui siamo intrappolati per quanto riguarda la solute, il comfort, l'ergonomia e, persino, le arti marziali?

Siamo consapevoli del fatto che spesso non rispettiamo il nostro corpo ma ne facciamo un utilizzo scorretto?

Il nostro corpo è l'unico nel quale passeremo il resto dei nostri giorni e, per preservare la qualità di questi ultimi, dovremmo prendercene cura nel modo CORRETTO.

13/02/2024

Manca poco prima che ricominci la prossima lezione… nel frattempo penso alle tante chiacchere che si generano intorno alla mia figura professionale, al me Valerio Arena, e alle discipline che mi interessano direttamente.

Mentre aspetto le 12, scrivo.

In fondo sono questo, un “lavoratore”, come si dice qui.

Le persone si riferiscono a me per imparare a muoversi correttamente, per fare in modo che i dolori diminuiscano o scompaiano, oppure per imparare a muoversi attraverso la lente delle arti marziali interne.

Ma non siamo tutti chinesiologi, posturologi, insegnanti di arti marziali.
Possiamo ambire a quello. Possiamo essere nel cammino. Ma non siamo tutti uguali. Né tantomeno soltanto uno di noi è già arrivato (chi non ha peccato scagli la prima pietra).

Forse appaio come una persona arrogante, forse lo sono… forse no. Ma sicuramente non sono uno indifferente a ciò che faccio, a ciò che vedo e sento.

Dire ciò che penso non è la mia forma di marketing, è il mio bisogno, il mio carattere. Non c’è la volontà di abbassare le qualità altrui, di nessuno. Quando scrivo, come faccio adesso, scrivo per tutti e per nessuno, forse solo per me stesso.

Se qualcuno si sente colpito dai miei post, dovrebbe farsi un’ esame di coscienza. Oppure se ha qualcosa di importante da dire, potrebbe professarla, così da analizzare insieme quanto stiamo sostenendo.

Ma in fondo siamo tutti presi da noi, dai nostri impegni, dalle nostre lotte quotidiane. Così rimane tutto nell’aria e si continuerà a perpetuare in questo modo.

Quante sono le persone realmente responsabili di ciò che fanno? Che se ne assumono la vera e piena responsabilità? Che non si stancano di incontrare i propri maestri o anche altri maestri che abbiano qualcosa da dire? Che non si stancano di fare formazione? Seria. Non per pubblicare il diploma (di laurea, master, ennesimo corso, stage) ma per accrescere le proprie competenze e la propria consapevolezza. Che ascoltano i bisogni reali delle proprie persone.

Ecco io so che da queste mosche bianche non riceverò mai critiche ma soltanto stima e supporto. Perché tra di noi ci riconosciamo e rispecchiamo. Sappiamo quanto è difficile e rispettiamo la fatica profusa. Che allo stesso tempo è anche piacere.

Non siamo superiori a nessuno. Abbiamo solo più esperienza di alcuni e meno di altri. Possiamo dare la nostra esperienza a chi ne ha meno.
E siamo dei professionisti del nostro lavoro. Rari.

Non c’è mancanza di rispetto verso nessuno quando sostengo una mia “idea” o una mia visione a scapito di un’altra “idea” o modo di fare.

Sono in questa vita per imparare e per dire la mia. Ma so anche ascoltare molto, altrimenti non sarei arrivato fin qui. Mi rimetto continuamente in gioco. Perché sono fatto così.

Appena intuisco che qualcuno può farmi anche soltanto sorgere un dubbio, mi ci incontro. Così da elaborare meglio il mio lavoro. Avere altri spunti.

Ma dopo tanta fatica, non posso accettare racconti, storielle. Portate fatti, dimostrazioni logiche e coerenti, RISULTATI, testimonianze valide.

Non siamo tutti addetti ai lavori. Non scimmiottate, non emulate. Le vostre scuole di riferimento non vi autorizzano a dire parole vuote solo perché le professa il vostro maestro.

I vostri dogmi che ripetete solo perché tutti lo fanno, vi rendono piccoli e bigotti. Siamo qui per fare esperienza non per ripetere.

Pensieri delle ormai rarissime ore buche…

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