14/09/2026
“ECHI DI UN PASSATO PROSSIMO”
Nel grande teatro della Storia, tutto sembra muoversi come dentro una musica antica che non smette mai di ripetersi. È una melodia profonda, suonata da un immenso organo che non conosce silenzio, come se la memoria dell’umanità fosse rimasta intrappolata in poche note ricorrenti, incapaci di evolvere davvero.
Su questa musica, presenze caotiche, quasi istintive: piccoli diavoletti che giocano con gli errori dell’uomo come fossero simboli leggeri, senza peso. Guerre, avidità, persecuzioni e distruzione diventano strumenti del loro gioco, continuamente scambiati e rimessi in circolo.
Dentro questo stesso flusso, anche la voce del richiamo morale sembra perdersi: figure che predicano nel disordine, parole che cercano di opporsi alla corrente ma che finiscono per fondersi con essa, senza riuscire a spezzarla.
E sopra tutto questo, si percepisce una presenza più oscura: un demone, nato proprio dalla ripetizione umana degli sbagli .
Sghignazzante osserva compiaciuto gli errori del passato continuare così a propagarsi come echi, attraversando le epoche. Ma siamo davvero di fronte ai ricordi di ciò che è stato, o agli echi di un passato prossimo destinati a risuonare ancora nel nostro futuro?