Domenico Di Natale

Domenico Di Natale Pagina Ufficiale di Domenico Di Natale, allenatore di calcio UEFA B, chinesiologo Responsabile tecnico U19 Celano Calcio.

Appassionato di Match Analysis e Metodologia dell'Allenamento, ritengo imprescindibile la qualità delle relazioni umane in ogni ambito. Sono laureato in Scienze Motorie Curriculum Calcio e in Economia & Management. Ho un master in Gestione delle Risorse Umane.

L'Italia è veramente un Paese fantastico.La benzina a 2.50€, stipendi fermi da 30 anni, un Governo che nega ai giudici d...
27/07/2026

L'Italia è veramente un Paese fantastico.
La benzina a 2.50€, stipendi fermi da 30 anni, un Governo che nega ai giudici di accedere alle intercettazioni tra uno dei suoi e la mafia, i fascisti in strada sul tappeto rosso e i manifestanti pacifici manganellati e multati, il gioielliere che rincorre e uccide viene santificato.
La Nazionale senza mondiale da 12 anni e un Paese in rivolta perché Pirlo fa pubblicità a una società russa mentre sosteniamo spudoratamente il governo israeliano che ha ammazzato 30mila bambini.
In tutto ciò, arriva il genio, Gianni Rivera che vuole allenare la Nazionale e c'è pure chi gli fa gli articoli.
Deriva totale, estinzione prossima.

17/07/2026

Javier Zanetti, parlando di Lautaro, sostiene che quando prendi un giocatore forte a 20 anni devi avere la lungimiranza di capire cosa diventerà 4-5 anni dopo. In Italia invece devi essere "pronto" altrimenti ti spediscono dritto in Serie D.
Nessuno ti aspetta, nessuno guarda oltre. Se sbaglia un passaggio un over può succedere, se lo fa un ragazzo non è capace, non ha talento, è scarso.



Credits to


gazzoli

13/07/2026

PIRLO TRAEVA VANTAGGIO DAL RICEVERE PALLA IN POSTURA CHIUSA

🤔 In questo video (in rete ce ne sono moltissimi) è evidente come Pirlo traesse vantaggio da una situazione che, solitamente, per gli allenatori è qualcosa che vada assolutamente demonizzata: la ricezione palla in postura chiusa, quindi con spalle all'avversario, a rischio pressione, con visione di gioco praticamente dimezzata e difficoltà a orientare il primo controllo verso la porta avversaria.

😆 "Devi ricevere con postura aperta altrimenti, se sei chiuso, non puoi fare altro che scaricare palla all'indietro". Chiunque abbia giocato un po' a calcio se lo sarà sentito dire almeno un centinaio di volte. Anche Pirlo avrà avuto allenatori che lo avranno bombardato con questa roba che, si badi bene, ha assolutamente un senso.

⚽ Per nostra fortuna Pirlo aveva talento e personalità tali da aver sempre giocato a modo suo, esprimendosi liberamente in mezzo al campo e trovando, proprio nella ricezione chiusa, il suo punto di forza più grande. Infatti è riuscito a trarne il massimo vantaggio perché, così facendo, poteva poi disorientare l'avversario col primo controllo e con le sue famose finte di corpo, uscendo da situazioni complicatissime e mettendo fuori gioco chiunque abboccasse al suo tranello.

😉 Tantissimi allenatori avversari provavano a limitare Pirlo mettendogli un uomo addosso in marcatura ma questo significava sempre giocare con un uomo in meno perché lui si esprimeva al meglio proprio sotto pressione, andando a prendersi palla "di spalle" nelle situazioni più complicate e riuscendo a venirne fuori con classe ed eleganza.

😎 Una cosa è certa, Pirlo riceveva chiuso ma sapeva sempre da dove arrivasse il suo avversario, grazie alla "coda dell'occhio" e a una capacità innata di 'sentire l'avversario' anche senza vederlo.

😜 Domanda provocatoria: è utile "insegnare calcio" come se ci fossero regole da imporre meccanicamente in maniera uguale a tutti i giocatori oppure, in una visione più ampia, sarebbe opportuno lasciarli provare/sbagliare, limitandosi solo a far comprendere il gioco, gli eventuali rischi e farli scegliere da soli?

⚽️ IL CALCIO DELLA STRADA STA ABBATTENDO L'IMPERO DELLE ACCADEMIE ⚽️Mentre vi scrivo, sta andando in scena una delle ser...
01/07/2026

⚽️ IL CALCIO DELLA STRADA STA ABBATTENDO L'IMPERO DELLE ACCADEMIE ⚽️

Mentre vi scrivo, sta andando in scena una delle serate più incredibili e rivoluzionarie della storia recente del calcio. Chi credeva che il denaro, i software di bio-metrica e i super-staff potessero comprare l'anima di questo gioco si sta bruscamente svegliando.
Guardiamo i fatti di questa pazzesca tornata internazionale:

* Germania e Olanda: eliminate senza appello dalle rispettive avversarie (Paraguay e Marocco)
* Belgio: in questo preciso momento, è sotto e sta perdendo contro il Senegal.
* Inghilterra: salvata oggi pomeriggio solo nei minuti di recupero da una storica eliminazione per mano del Congo (che, avanti 1-0, ha pure stampato un palo clamoroso a portiere battuto).

Cosa ci dice tutto questo? Che sta emergendo una netta, totale superiorità delle nazionali i cui giocatori sono cresciuti a pane e pallone, giocando in strada e senza essere incanalati fin da bambini in rigide accademie tattiche. I talenti più puri stanno nascendo in quelle nazioni comunemente definite "terzo mondo", o comunque dove la fame si traduce in quello che succedeva tanti anni fa anche in Italia: ore infinite di gioco libero.

Il mercato globale e il caso Francia.
Oggi i club più ricchi del pianeta, grazie a sistemi di scouting iper-avanzati, non puntano più sui talenti locali. Vanno a pescare i calciatori direttamente nelle zone più remote del mondo. Per questo i top club europei sono pieni di stranieri: semplicemente, là fuori c'è un talento nettamente maggiore.

In questo scenario europeo desolante, le uniche a salvarsi sono Spagna e Francia. Ma perché? In Spagna è pieno di strutture gratuite in cui i bambini giocano tutti i giorni senza sosta, le accademie hanno cognizione di ciò che fanno e l'attenzione alla tecnica è maniacale, si mette al centro la crescita del singolo e mai la vittoria del collettivo, nella selezione si privilegiato sempre giocatori tecnici e intelligenti, mai quelli tutto muscoli e polmoni.

La Francia invece è una nazionale imbottita di francesi di seconda generazione. Ragazzi cresciuti nelle periferie e per strada, che possiedono la stessa fame, la stessa furbizia e le stesse caratteristiche dei giocatori del terzo mondo, e che solo in un secondo momento sono stati rifiniti e curati nelle accademie francesi.

Perché la strada batte la tecnologia?
Nelle strade non ci sono droni o lavagne tattiche, ma si sviluppano doti che nessun computer può programmare. Il calcio è lo sport più popolare al mondo proprio perché è il più semplice da praticare. Bastano un pallone e due giacche a terra per fare le porte. O delle panchine, due finestre, delle pietre, la serranda di un garage.

I dati dimostrano il paradosso: i paesi occidentali investono miliardi in strutture all'avanguardia e staff ultra-qualificati, ma i giovani passano il tempo libero chiusi in casa davanti a smartphone e videogiochi. Il benessere sta lasciando il passo alla qualità che deriva da contesti di povertà.

L'importanza dello sport libero e della polisportività.
Il vero problema è la specializzazione precoce. Per formare atleti veri è fondamentale fare sport libero, giocare per strada e fare attività all'aperto. Questo movimento disorganizzato permette di acquisire un bagaglio immenso e variegato di competenze motorie. Giocando a tutto ci si testa nella polisportività, si impara a cadere, a saltare, ad adattarsi ad ogni superficie. Solo più avanti ci si deve specializzare in una singola disciplina.
In un gioco complesso e fluido come il calcio, la schematizzazione esasperata uccide l'efficacia. Ciò che decide i match ad alti livelli rimangono l'improvvisazione, la tecnica pura, il genio e la creatività. Elementi che non si insegnano sui banchi di una scuola calcio da 2.000 euro all'anno, ma si rubano con gli occhi sui marciapiedi del mondo.

Solo lui, il più grande della storia 😍
01/07/2026

Solo lui, il più grande della storia 😍

16/03/2026

Va all'Aielli il match contro l'Amiternina, valevole per il turno numero 21 del girone A di Prima Categoria.…

😵‍💫 LA NORVEGIA VINCE LE OLIMPIADI INVERNALI E SURCLASSA L'ITALIA NEL CALCIO, GRAZIE A MINORE COMPETIZIONE DA BAMBINI E ...
25/02/2026

😵‍💫 LA NORVEGIA VINCE LE OLIMPIADI INVERNALI E SURCLASSA L'ITALIA NEL CALCIO, GRAZIE A MINORE COMPETIZIONE DA BAMBINI E SPORT ACCESSIBILE A TUTTI

La Norvegia, con i suoi risultati, sta dicendo una cosa semplice e scomoda: la performance è prodotto di sistema, di studio e di investimenti mirati.
Sport gratuito/agevolato, volontariato organizzato, percorsi chiari dalla base all’élite, e un’idea educativa prima che competitiva (meno ossessione per la classifica, più qualità del processo).

Alle Olimpiadi come nel calcio non vinci perché “nasce il fenomeno”, vinci perché crei le condizioni perché tanti possano provarci, restare, crescere.

Polemica? Sì, perché serve: noi ci riempiamo la bocca di “talento”, ma spesso investiamo poco nel contesto che lo rende possibile. La Norvegia pianifica, noi troppe volte improvvisiamo, per non parlare delle pressioni precoci sul risultato che bruciano motivazione e ragazzi.

Il gap non è genetico: è organizzativo. È di mentalità.

Fonte: Scognamiglio

Talento, scouting e selezione: raramente ho letto qualcosa di più illuminante
26/11/2025

Talento, scouting e selezione: raramente ho letto qualcosa di più illuminante

L'affermazione "il ragazzino tecnico si vede subito" è un'opinione superficiale e, soprattutto, un errore epistemologico che ignora i principi fondamentali dello sviluppo neuromotorio. Smontarla non è neppure una questione di punti di vista, ma un dovere: è necessario allinearsi alla scienza che regola l'evoluzione di un atleta.
La realtà, supportata da decenni di ricerca in biomeccanica, neuroscienza e pedagogia applicata allo sport, è che la tecnica di un bambino e la tecnica di un adulto sono due entità distinte, sostenute da substrati neuromuscolari e schemi corporei diametralmente opposti.
Chi sostiene il contrario sta valutando un'opera d'arte guardando solo il bozzetto preliminare, senza comprendere che la tela, i colori e persino l'artista sono destinati a cambiare radicalmente. Il bambino di 8-10 anni che definiamo "tecnico" opera in un contesto biologico privilegiato e, soprattutto, ingannevole, per ragioni che vi spiegherò in seguito. Da un punto di vista neuro-muscolare, dispone di un sistema nervoso centrale ad altissima plasticità e rapidità di apprendimento degli schemi motori, che però sono codificati su un corpo a bassa inerzia. In termini di biomeccanica, con leve ossee corte, baricentro basso, bassa massa muscolare e assenza di picchi ormonali, il controllo del corpo è intrinsecamente più semplice. La coordinazione fine appare esasperata perché non deve contrastare forze significative. In un'ottica di propriocezione, il bambino beneficia di una integrazione sensoriale più semplice da gestire in un corpo piccolo e leggero, che permette aggiustamenti millimetrici e un’efficienza neuromotoria che è, in gran parte, una conseguenza della scala corporea, non di un'abilità superiore consolidata. Dunque, stiamo ammirando un'abilità costruita su un modello corporeo semplificato.
È tecnica, sì, ma è una tecnica "in vitro", non testata nella complessità del mondo "reale" adulto. La pubertà (11-16 anni) non è una semplice "crisi di crescita". È un processo di ristrutturazione sistemica che agisce su tutti i fronti. L'allungamento delle leve (arti) sposta il baricentro e aumenta il momento di inerzia in rotazione e nei cambi di direzione. Il cervello deve riscrivere gli algoritmi motori per gestire questa nuova fisica del corpo. I vecchi schemi, basati su un sistema a bassa inerzia, diventano obsoleti e inefficienti.
La rapida crescita ossea precede l'adattamento di tendini e legamenti; il "mapping" cerebrale del corpo deve essere completamente aggiornato. Il risultato è una temporanea ma profonda perdita di consapevolezza cinestetica. L'introduzione di testosterone e ormone della crescita modifica il rapporto tra forza e controllo, aggiungendo una variabile di potenza che il sistema neuromotorio non è ancora in grado di modulare. Il bambino "tecnico" si trova quindi a dover migrare la sua tecnica da un corpo ormai inesistente a uno nuovo, sconosciuto e instabile.
È un reset forzato.
Chi non aveva sviluppato una robusta capacità di adattamento (plasticità adattiva) rischia di non riconquistare mai la fluidità perduta. Il bambino goffo è spesso un bambino che affronta in anticipo queste complessità. La sua "goffaggine" può indicare diversi aspetti.
Un allungamento segmentario precoce rende difficile la coordinazione intra- e inter-articolare. Il suo sistema nervoso sta elaborando un afflusso di informazioni (visive, propriocettive, vestibolari) da un corpo in rapida mutazione. Questi individui, però, stanno inconsciamente allenando una competenza fondamentale: la risoluzione di problemi motori complessi.
Mentre il ragazzino tecnico precoce naviga in acque tranquille, il goffo sta già lottando con il mare in tempesta. Quando il suo corpo si stabilizza, possiede un "bagaglio di soluzioni" e una resilienza neuromotoria che il primo non ha mai dovuto sviluppare.
La sua tecnica emergente sarà quindi più robusta, adattiva e contestuale. La tecnica infantile è spesso un possesso astratto del gesto (tecnica esecutiva). La tecnica adulta è l'applicazione situazionale del gesto (tecnica decisionale sotto pressione).
La tecnica precoce (astratta) è eseguita in condizioni di bassa densità, senza pressione avversaria, con tempi di esecuzione lunghi: valuta la pulizia del gesto, non la sua efficacia in contesto.
La tecnica adulta (applicata) è definita dalla capacità di eseguire il gesto ottimale in spazi ridotti, sotto pressione fisica e psicologica, in condizioni di affaticamento, integrando percezione, decisione ed esecuzione in decimi di secondo (abilità open/closed-loop).
Molti ragazzini tecnici precoci falliscono questo passaggio perché il loro vantaggio era basato sul controllo in un ambiente semplificato, non sulla capacità di adattamento in un ambiente complesso. Affermare che "il giocatore tecnico si vede subito" è scientificamente insostenibile. È un bias cognitivo che confonde la prestazione attuale con il potenziale futuro, ignorando la non-linearità dello sviluppo biologico. La verità fisiologica è un'altra. La tecnica è un adattamento dinamico tra il sistema nervoso e il corpo. Quando il corpo cambia, la tecnica deve essere ricostruita. Il potenziale tecnico finale non è predetto dall'abilità pre-puberale, ma dalla capacità di un individuo di attraversare e superare la ristrutturazione puberale, riconquistando il controllo di un corpo radicalmente mutato. La goffaggine precoce può essere un segnale di uno sviluppo neuromotorio più complesso e, in prospettiva, più ricco, non di un deficit di talento. Qualsiasi processo di selezione definitiva prima del pieno consolidamento della maturazione biologico-motoria (post-16 anni) è metodologicamente errato e fisiologicamente ingenuo. L'unico giudizio che un osservatore competente può esprimere su un giovane atleta non è una sentenza ("è tecnico"/"non è tecnico"), ma una prognosi:

"Date le sue caratteristiche attuali e la sua capacità di adattamento, quali sono le probabilità che riesca a ricostruire la sua tecnica sul corpo adulto che avrà?".

Questo è il livello di analisi che separa l'opinionista da bar dello sport da un professionista.

È importante chiarirlo con forza: questa mia analisi non è un invito a "puntare sui goffi". Non esiste un gruppo da favorire e uno da scartare.
Esiste solo la necessità di non prendere decisioni premature su organismi che non hanno ancora espresso il proprio potenziale reale. Se si seleziona troppo presto, si sbagliano entrambi: si sovrastima il precoce e si sotterra il tardivo, privando tutti della possibilità di mostrarsi per ciò che diventeranno davvero.
Per questo, prima della maturazione completa, selezionare non significa scegliere: significa sbagliare il futuro di tutti.

21/11/2025

Indirizzo

Cerchio

Telefono

+393284569577

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Domenico Di Natale pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi