27/10/2026
Accadde oggi: 28 ott.1979
Alcuni anni fa Sky ripropose il docufilm “1979, Roma violenta” per il ciclo "Storie" di Matteo Marani, che raccontò i fatti relativi all'uccisione del tifoso laziale avvenuta pochi minuti prima del derby della Capitale.
(Da un lungo articolo ben corredato di foto di SKY SPORT), è interessante il manifesto di questo film/documentario che ritrae un tifoso con sciarpa e bandiera bianconera, al quale sono stati aggiunto il colore azzurro per "truccarlo" da Laziale, scorrendolo si arriva alla foto del tifoso da dove è stato preso lo spunto per il manifesto, è senza ombra di dubbio un tifoso Cesenate, perchè indossa una maglietta delle Brigate Bianconere con il cavalluccio al centro, un piccolo motivo d'orgoglio che per il manifesto di un film nazionale è stata scelta la foto di un ultras Cesenate.
IL FATTO:
28 ottobre 1979 c'è Il derby tra Roma e Lazio, fissato alle ore 14.30, era valevole per la settima giornata del campionato. Vincenzo Paparelli che oggi primo maggio 2020 avrebbe compiuto 74 anni, nel 1979 ne ha 33, va allo stadio Olimpico con la moglie, prima dell'inizio della partita sarà ucciso da un razzo che lo colpirà in un occhio davanti alla moglie.
la sentenza del giudice:
Il razzo mortale, costituito da un tubo esterno con funzione di custodia e anche di orientamento al momento del lancio, aveva seguito una traiettoria bassa, quasi rasente al suolo, e quando colpì il Paparelli, ad un occhio, era ancora in fase di accelerazione; il razzo consentiva, dopo lo strappo di una catenella, tutto il tempo sufficiente per prendere la mira senza fretta mediante l’angolazione del tubo ritenuta più opportuna: il lancio dei razzi era stato iniziato dal Fiorillo, come era stato preordinato con il Marcioni e l’Angelini, per reazione alle previste provocazioni dei tifosi laziali, che si erano concretate, peraltro dopo altre manifestazioni di intolleranza dei tifosi romanisti.
Fiorillo non ha sparato da solo, dunque. Con lui c’era l’amico Enrico Marcioni, ancora minorenne, e c’era Marco Angelini, altro membro del Cucs giallorosso. Proprio la Cassazione, dopo la sentenza di primo grado del 3 luglio 1981, e dopo il secondo grado pronunciato l’8 maggio 1987, fisserà le seguenti pene definitive: 6 anni e 10 mesi di detenzione per Fiorillo, 6 anni e 10 mesi per Angelini, 4 anni e 10 mesi per Marcioni.
Al di là della giustizia, ciò che resta è la morte di un giovane uomo di 33 anni. Il razzo, radente, ha attraversato l’intero stadio. Quasi 250 metri. Ha superato la pista di atletica, poi il campo e infine la pista opposta, tutto nello stupore generale. Vanda ha sentito un sibilo, ma ha capito la portata del dramma quando si è girata verso il marito. Vincenzo Paparelli ha conficcato nell’occhio sinistro un razzo potentissimo, costruito da un’azienda lombarda e usato in mare per la segnalazione a grande distanza.
La situazione appare subito disperata. Tocca alla moglie estrarre l’oggetto dall’occhio e questo le costerà un’ustione alla mano che si porterà dietro per tutta la vita. Vincenzo è a terra in una pozza di sangue. Gli infermieri lo caricano su un’ambulanza diretta all’ospedale Santo Spirito. Sono le 13.30 di domenica 28 ottobre 1979, il calcio italiano sta guardando, in presa diretta, alla propria morte. La copertina del Guerin Sportivo riassume alla perfezione il sentimento di quel giorno.
La corsa verso il Santo Spirito, struttura sanitaria posizionata nel cuore di Roma, si fa frenetica e sempre più inutile. È in questo ospedale della capitale, quando l’orologio indica le 14, che muore Vincenzo Paparelli.
Ho cercato di fare il più breve ma esauriente sunto dell'articolo di SKY SPORT, le altre foto proposte sono , una foto dove Pino Wilson cerca di calmare i tifosi Laziali che volevano invadere i settori confinanti, e per ultima l'immagine felice di Vincenzo e Vanda al loro matrimonio, che tu possa riposare in pace Vincenzo.
Il primo morto in uno stadio di calcio italiano non è stato Vincenzo Paparelli, ma Giuseppe Plaitano, tifoso della Salernitana, raggiunto dal proiettile di un carabiniere, sparato in risposta all’invasione di campo dei tifosi. È il 1963.
Ma Paparelli è il primo a morire per mano di un altro tifoso e non resterà l’ultimo. Il 30 settembre 1984 viene ucciso Marco Fonghessi, anni 21, dopo un Milan-Cremonese. Poi tocca a Nazzareno Filippini, che cade dopo Ascoli-Inter del 9 ottobre 1988 per mano di ultras nerazzurri. Si sarebbe sposato pochi giorni dopo e la famiglia non ha mai avuto giustizia.
Stessa stagione e Antonio De Falchi muore per un infarto durante una fuga prima di Roma-Milan. Aveva solo 18 anni. Come soli 22 ne aveva Salvatore Moschella, morto il 30 gennaio 1994.
Il 29 gennaio 1995 tocca a Vincenzo Spagnolo. Pochi minuti prima di Genoa-Milan viene accoltellato da un tifoso rossonero.
Una lista che corre sino a noi, sino a oggi. Antonino Currò, Sergio Ercolano, Filippo Raciti, Gabriele Sandri, Matteo Bagnaresi, Ciro Esposito, Daniele Belardinelli. Morto in prossimità del calcio. Tutti dormono sulla collina.
(M.M.)