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IL GIOVEDI' DEL REGOLAMENTO Cinque secondi, poi può scattare il calcio d’angoloDa questa stagione cambia anche la gestio...
24/09/2026

IL GIOVEDI' DEL REGOLAMENTO

Cinque secondi, poi può scattare il calcio d’angolo

Da questa stagione cambia anche la gestione del tempo sul calcio di rinvio.

Le Laws of the Game 2026/27 prevedono che, se una squadra ritarda ingiustamente l’esecuzione di un calcio di rinvio, l’arbitro fischi e inizi un conto alla rovescia visibile di cinque secondi.

Se al termine del conteggio il pallone non è stato messo in gioco, la decisione è precisa:

calcio d’angolo per la squadra avversaria.

Non si tratta quindi di un limite automatico di cinque secondi per ogni rinvio. Il conteggio parte quando l’arbitro ritiene che l’esecuzione venga ritardata ingiustamente.

È una distinzione importante.

E attenzione a non confondere questa norma con quella introdotta nel 2025/26 per il portiere che controlla il pallone con mani o braccia per oltre otto secondi. Anche in quel caso la sanzione è un calcio d’angolo, ma siamo davanti a due situazioni diverse.

Per il portiere significa avere un elemento in più da gestire: sistemazione del pallone, scelta della soluzione, movimento dei compagni e tempi della ripresa.

E per chi allena significa inserirlo anche nel lavoro quotidiano.

Avete già visto un arbitro iniziare questo conteggio durante una partita?

🧤 Ottavio Bugatti: il portiere di 1,70 metri che arrivò ai vertici del calcio italiano.Nato a Lentate sul Seveso nel set...
23/09/2026

🧤 Ottavio Bugatti: il portiere di 1,70 metri che arrivò ai vertici del calcio italiano.

Nato a Lentate sul Seveso nel settembre del 1928, Ottavio Bugatti fu uno dei portieri italiani più apprezzati degli anni Cinquanta.

Dopo gli inizi con Vis Nova Giussano e Seregno, Paolo Mazza lo portò alla SPAL, affidandogli la porta della squadra appena promossa in Serie A. Le sue prestazioni gli valsero presto la convocazione in Nazionale e la partecipazione alle Olimpiadi di Helsinki del 1952.

Nel 1953 passò al Napoli per 55 milioni di lire, una cifra molto importante per un portiere dell’epoca. Rimase in azzurro per otto stagioni, diventando anche capitano e vincendo il Premio Combi riservato al miglior portiere del campionato.

È rimasta nella memoria la sua prestazione del 24 novembre 1957, quando il Napoli vinse 3-1 sul campo della Juventus. Bugatti, nonostante la febbre, riuscì a opporsi agli attacchi di una squadra nella quale giocavano campioni come Sívori, Boniperti e Charles.

Concluse la carriera nell’Inter di Helenio Herrera, inizialmente accanto a Lorenzo Buffon e successivamente come vice di Giuliano Sarti. In Nazionale raccolse complessivamente sette presenze.

Bugatti era alto circa 1,70 metri. Compensava con coraggio, agilità, senso della posizione e una notevole capacità di intervento. Il calcio e il ruolo del portiere sono profondamente cambiati, ma la sua storia propone una domanda ancora molto attuale, soprattutto nei settori giovanili:

quanto deve incidere la statura nella valutazione di un giovane portiere?

Le caratteristiche fisiche hanno un peso evidente. Il rischio nasce quando diventano un criterio definitivo troppo presto, senza considerare tecnica, coordinazione, personalità, tempi di intervento e possibilità di crescita.

Attendiamo il parere e l’esperienza dei preparatori.

🧤 Dopo la parata: quanto alleniamo la seconda azione?Durante Roma–Inter, Mile Svilar ha risposto con un grande intervent...
23/09/2026

🧤 Dopo la parata: quanto alleniamo la seconda azione?

Durante Roma–Inter, Mile Svilar ha risposto con un grande intervento di riflesso al colpo di testa ravvicinato di Thuram. La respinta è rimasta giocabile e Lautaro Martínez, arrivato sulla seconda palla, ha colpito la traversa.

L’episodio non deve essere letto come un errore del portiere. Da una distanza così ridotta, la priorità è impedire al pallone di entrare e non sempre è possibile scegliere con precisione la direzione della deviazione.

È però una situazione molto utile per il lavoro sul campo.

Dopo il primo intervento, il portiere deve recuperare rapidamente equilibrio e posizione, individuare il pallone, leggere il comportamento degli avversari e prepararsi a una nuova conclusione. Nello stesso momento, i difensori devono reagire e proteggere lo spazio davanti alla porta.

Allenare la parata senza prevedere il possibile sviluppo successivo rischia quindi di isolare il gesto dal contesto reale della partita.

Quanto spazio dedicate alla seconda azione nelle vostre sedute? Preferite esercitazioni già costruite oppure situazioni aperte, nelle quali il portiere non conosce in anticipo la destinazione della respinta?

Aspettiamo nei commenti il contributo dei preparatori.

🧤 Sette parate, la porta inviolata e un rinnovo fino al 2031: il fine settimana di Lorenzo PalmisaniNella vittoria per 2...
22/09/2026

🧤 Sette parate, la porta inviolata e un rinnovo fino al 2031: il fine settimana di Lorenzo Palmisani

Nella vittoria per 2-0 del Frosinone contro il Como, Lorenzo Palmisani ha effettuato sette parate, sei delle quali su conclusioni dall’interno dell’area.

Interventi ravvicinati, reattività e continuità hanno permesso al Frosinone di proteggere il risultato anche nei momenti di maggiore pressione avversaria. Sofascore gli ha assegnato una valutazione di 10, indicandolo come migliore in campo.

Il giorno successivo è arrivato l’annuncio del rinnovo con il Frosinone fino al 2031.

La prestazione contro il Como conferma un percorso già importante: nella passata stagione Palmisani ha contribuito alla promozione con 15 clean sheet e una percentuale di tiri parati dell’80%. Oggi fa parte anche del gruppo dell’Italia Under 21.

Numeri importanti, che acquistano valore quando vengono letti insieme agli aspetti tecnici: posizione, tempi di intervento, copertura della porta e capacità di reagire rapidamente alle conclusioni da distanza ravvicinata.

Quale caratteristica di Palmisani vi ha convinto maggiormente? E su quale aspetto pensate possa ancora crescere?

Aspettiamo il parere dei preparatori nei commenti.

Come si allena davvero un portiere professionista?Uno studio pubblicato sul Journal of Science and Medicine in Sport (ht...
21/09/2026

Come si allena davvero un portiere professionista?

Uno studio pubblicato sul Journal of Science and Medicine in Sport (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41318311/) ha raccolto l’esperienza di 15 preparatori dei portieri professionisti, con attività nei principali campionati europei e nelle nazionali. Il loro curriculum comprende anche Mondiali, Europei, Champions League, Europa League e Premier League.

Le risposte non portano a un metodo unico. Portano però a idee molto chiare.

Prima di tutto, il portiere deve essere compatibile con il modo di giocare della squadra. Poi va trovato un equilibrio tra sviluppo individuale e preparazione della partita successiva. Undici dei quindici preparatori intervistati dichiarano di costruire parte del lavoro anche sullo stile dell’avversario.

Un altro punto ci interessa molto: il portiere va trattato come individuo.

Otto preparatori sottolineano quanto sia importante conoscerlo davvero, sette utilizzano video di allenamenti e partite per personalizzare il lavoro, altri costruiscono report individuali o momenti di confronto specifici.

C’è poi un principio condiviso da tutti e 15 sulla struttura della seduta: il lavoro parte dopo una pre-attivazione individualizzata e cresce gradualmente per intensità, potenza dei tiri, distanza, velocità dei movimenti e difficoltà decisionale.

Tradotto sul campo: niente esercizi messi lì perché “si sono sempre fatti”.

Il lavoro deve avere un obiettivo, un contesto e un destinatario preciso.

È una conferma interessante per chi allena portieri ogni giorno: osservare, adattare, correggere e costruire il lavoro sulla persona resta centrale, anche ai massimi livelli.

Nella vostra settimana quanto pesa il lavoro individuale e quanto la preparazione dell’avversario?

20 settembre 1972. Dino Zoff subisce un gol. Il successivo con la Nazionale arriverà quasi due anni dopo.Italia-Jugoslav...
20/09/2026

20 settembre 1972. Dino Zoff subisce un gol. Il successivo con la Nazionale arriverà quasi due anni dopo.

Italia-Jugoslavia finisce 3-1. Al 72’ segna Momčilo Vukotić.

Da quel momento la porta azzurra resta chiusa fino al 15 giugno 1974, quando Emmanuel Sanon segna al 46’ di Italia-Haiti, prima partita degli Azzurri al Mondiale in Germania Ovest.

In mezzo ci sono oltre 1.140 minuti consecutivi senza subire gol.

La FIGC attribuisce a Zoff 1.143 minuti di imbattibilità. FIFA ne conteggia 1.142, una piccola differenza dovuta al criterio di conteggio, che non cambia la sostanza del record.

È un dato enorme anche visto con gli occhi di oggi.

Per un portiere, una serie del genere non parla soltanto di parate. Parla di concentrazione nelle partite in cui arriva un solo pallone, gestione dei tempi, posizione, comunicazione con la linea e capacità di restare dentro la gara anche quando si viene chiamati poco in causa.

Zoff costruì quel record con una continuità che ancora oggi resta un riferimento nella storia del ruolo.

E la serie finì in un modo diventato storico: Sanon superò Zoff e portò Haiti in vantaggio. L’Italia avrebbe poi vinto 3-1.

Per chi allena portieri, una domanda interessante resta aperta:

quanto pesa la concentrazione nella costruzione di una lunga imbattibilità?

⚽ Giocare con i piedi non significa soltanto saper passare il pallone.Nel calcio attuale il portiere partecipa alla cost...
19/09/2026

⚽ Giocare con i piedi non significa soltanto saper passare il pallone.

Nel calcio attuale il portiere partecipa alla costruzione, offre una soluzione ai compagni e viene spesso chiamato a decidere sotto pressione.

La qualità tecnica resta fondamentale, ma deve essere accompagnata dalla capacità di leggere ciò che accade: posizione degli avversari, movimenti dei compagni, spazi disponibili e rischio della giocata.

Un’esecuzione corretta può diventare una scelta sbagliata se arriva nel momento o nella direzione meno adatti.

Da qui nasce una domanda utile anche per il lavoro quotidiano sul campo: nelle esercitazioni dedicate alla tecnica podalica alleniamo soprattutto il gesto oppure la decisione?

Luigi Borrelli affronta il tema nell’articolo “Il portiere moderno e la tecnica podalica”, disponibile nell’area riservata del sito APPORT.

👉 Gli associati possono accedere e leggere il contributo completo.
👉 Per consultare i materiali tecnici e le risorse riservate è possibile iscriversi ad APPORT.

Come organizzate il lavoro podalico durante la settimana? Condividete la vostra esperienza nei commenti.

Due nuovi corsi UEFA GK B per allenatori dei portieri: Firenze e Verona.Il Settore Tecnico FIGC ha pubblicato due nuovi ...
18/09/2026

Due nuovi corsi UEFA GK B per allenatori dei portieri: Firenze e Verona.

Il Settore Tecnico FIGC ha pubblicato due nuovi bandi per il corso UEFA GK B, uno a Firenze e uno a Verona.

Entrambi inizieranno l’11 ottobre 2026 e termineranno il 22 gennaio 2027.
La scadenza per presentare la domanda è fissata al 28 settembre 2026.

È una notizia che interessa direttamente chi lavora, o vuole lavorare, nella preparazione dei portieri.

La specializzazione del ruolo ha ormai un peso preciso anche nei regolamenti UEFA. Per la licenza dei club, infatti, è prevista la presenza di un allenatore dei portieri qualificato per la prima squadra, in possesso della licenza richiesta dall’associazione nazionale secondo la UEFA Coaching Convention.

Un passaggio importante, perché il lavoro con i portieri richiede competenze specifiche, aggiornamento e formazione continua.

Per chi sta pensando di intraprendere questo percorso o di completare la propria qualifica, il consiglio è semplice: leggere con attenzione il bando FIGC e verificare per tempo requisiti e modalità di iscrizione.

📍 Firenze
📍 Verona
📅 Inizio: 11 ottobre 2026
📅 Fine: 22 gennaio 2027
⏳ Domande entro il 28 settembre

I bandi sono disponibili sul sito ufficiale FIGC, nella sezione dedicata ai corsi regionali

🥅 Il calcio di rigore? Lo dobbiamo a un portiere.Nel 1890 William McCrum, portiere irlandese e componente della federazi...
18/09/2026

🥅 Il calcio di rigore? Lo dobbiamo a un portiere.

Nel 1890 William McCrum, portiere irlandese e componente della federazione calcistica del suo Paese, propose una nuova regola per punire i falli intenzionali commessi vicino alla porta.

L’idea suscitò molte resistenze. Una parte del mondo del calcio riteneva offensivo immaginare che un giocatore potesse commettere volontariamente un fallo: secondo la mentalità sportiva dell’epoca, un “gentiluomo” non avrebbe mai agito in quel modo.

La realtà del campo raccontava altro e il 2 giugno 1891 l’IFAB approvò la nuova regola.

Il 14 settembre dello stesso anno, al Molineux, Billy Heath del Wolverhampton trasformò contro l’Accrington quello che viene ricordato come il primo calcio di rigore segnato nella storia della Football League. I Wolves vinsero 5-0.

Da allora il rigore è diventato uno dei momenti più delicati della partita: tecnica, lettura, preparazione e controllo emotivo concentrati in pochi secondi.

Tutto partì dall’intuizione di un portiere.

Per voi, nella preparazione di un rigore, pesa di più lo studio del rigorista o la capacità del portiere di leggere il momento?

Jean Butez è il numero 5 della selezione APPORT dei migliori portieri attivi in Italia.Il quinto posto va a un portiere ...
17/09/2026

Jean Butez è il numero 5 della selezione APPORT dei migliori portieri attivi in Italia.

Il quinto posto va a un portiere che nella scorsa Serie A ha costruito la propria candidatura soprattutto attraverso continuità e rendimento.

Con il Como, Jean Butez ha giocato tutte le 38 partite del campionato 2025/26. La Lega Serie A gli attribuisce 19 clean sheet, miglior dato nei cinque principali campionati europei, e una media di 0,70 gol subiti ogni 90 minuti, la migliore della Serie A. Il Como ha chiuso quella stagione con la miglior difesa del campionato: 29 reti incassate.

Numeri importanti, ma il profilo di Butez va letto anche dentro il modo di giocare del Como.

È un portiere coinvolto nella costruzione, chiamato a offrire una soluzione ai compagni e a gestire una squadra che vuole controllare il pallone. Nella Serie A 2025/26 ha completato l’83% dei passaggi, dato che racconta una parte precisa del suo lavoro nel sistema.

La sua stagione è stata meno appariscente di altre, ma molto continua. Presenza tra i pali, gestione dell’area, concentrazione nelle partite in cui viene sollecitato meno e capacità di partecipare all’uscita dal basso.

Il Como ha scelto di prolungarne il contratto fino al 2030 e Cesc Fàbregas lo ha definito un portiere particolarmente adatto al modello di gioco della squadra.

Nella nostra graduatoria Svilar, Maignan, Carnesecchi e Vicario lo precedono per il peso attribuito a rendimento individuale, completezza, esperienza internazionale e continuità nel ruolo.

Butez completa la top 5 perché il 2025/26 ha offerto dati difficili da ignorare.

Ora il Como ha anche Robert Sánchez nella rosa dei portieri: la gestione della concorrenza aggiungerà un elemento interessante alla stagione 2026/27.

Qual è, secondo voi, il punto di forza principale di Butez: continuità, posizione, gioco con i piedi o gestione della partita?

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Città Di Castello

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