07/09/2026
Abbraccia la superbia che è in te,
perché dietro di lei c'è un bambino non amato.
Abbraccia la pretesa che hai in te,
perché dietro c'è un bambino che non ha sentito l'amore.
Abbraccia quello che "vuole fare il grande" che è in te,
perché dietro c'è un bambino rifiutato.
Abbraccia l'ira e la rabbia che ci sono in te,
perché dietro c'è un bambino abbandonato.
Abbraccia il solitario che vive in te,
perché dietro c'è un bambino escluso e discriminato.
Abbraccia la riluttanza, l'apatia, la mancanza di senso
perché dietro tutto questo c'è il tuo bambino che patisce di essere ciò che non è.
Abbraccia il dolore che vive in te,
perché dietro di lui c'è un bambino ferito.
I bambini che vivono dentro di noi stanno cominciando a manifestarsi - e questa volta non si fermano finché non saranno ascoltati.
Per favore dal più profondo del mio cuore ti chiedo di non zittirli più.
Impara ad integrarli
comprenderli,
abbracciarli,
liberarli,
restituirli alla vita.
Clarissa Pinkola Estés
06/09/2026
Viviamo in una casa di specchi e pensiamo di stare a guardare fuori dalle finestre.
Fritz Perls
05/09/2026
Tutti dovrebbero poter tornare indietro con la memoria ed essere certi di aver avuto una mamma che amava tutto di loro, anche la p**ì, anche la c***a. Chiunque dovrebbe poter essere sicuro che la mamma gli voleva bene giusto perché era lui, e non per per quello che avrebbe potuto fare. Altrimenti non ci si sente in diritto di esistere, si sente che non si sarebbe mai dovuti nascere. Non importa cosa succede poi a questa persona, non importa se soffre, può sempre guardare indietro e sentire che può essere amato. Può amare se stesso: non può più rompersi.
Ronald David Laing
04/09/2026
"Quello di amare senza aspettarsi nulla in cambio, è bello nelle favole. Ma nella vita reale, un amore maturo richiede un delicato equilibrio tra dare e ricevere, perché tutto ciò che non è reciproco, è tossico."
Bert Hellinger
03/09/2026
Il bambino non muore mai:
ogni essere umano, se non ha portato a termine un certo lavoro spirituale,
è un bambino travestito da adulto.
È meraviglioso essere bambini quando si è bambini ed è terribile che in tenera età qualcuno ci obblighi a comportarci da adulti.
È terribile anche essere bambini quando si è adulti.
Maturare significa mettere il bambino al suo posto, lasciarlo vivere dentro di noi non come un comandante ma come un seguace.
Lui ci apporta lo stupore quotidiano, la purezza nelle intenzioni, il gioco rigeneratore, ma non deve mai convertirsi in tiranno.
Alejandro Jodorowsky
02/09/2026
Per crescere i figli in modo felice c'è una sola soluzione: le relazioni d'affetto, sia che si tratti di una coppia etero sia che si tratti di una omosessuale. Là dove vige l'amore si cresce bene, là dove vige la violenza o il gelo emotivo si cresce male. Che la smettano di dire che la famiglia è fatta da un uomo e da una donna, perché questa è una visione fondamentalmente materialista. Lo stare insieme non è semplicemente mettere al mondo i figli, ma ha anche il significato di volersi bene, di dedicarsi a un'opera educativa. [...] i figli sono figli non perché vai a letto con una donna e la donna va a letto con un uomo, sono figli perché li cresci, perché stai insieme a loro, perché rispondi alle loro domande, perché stai attento ai loro bisogni. Questo significa "paternità" e "maternità", da chiunque sia svolta.
Umberto Galimberti
01/09/2026
Non si perdona la propria infanzia. Un’infanzia infelice è come un’anima senza sepoltura, geme in eterno.
Irène Némirovsky
31/08/2026
Se ogni lutto, anche quello più elaborato, più “accettato”, conservasse sempre un resto, una scheggia, un punto dolente che continua a pulsare dentro di noi?
Ho sempre pensato che esista qualcosa di irriducibile nel dolore della perdita, una ferita che non guarisce mai del tutto.
Possiamo provare a rimarginarla, a darle un senso, ma resta sempre lì: come una cicatrice che, al cambiare del tempo o delle stagioni, torna a farsi sentire...
Forse dovremmo accettare che il lutto non è qualcosa che si supera, ma qualcosa che si trasforma.
Che dentro di noi non muore mai davvero ciò che abbiamo amato: cambia forma, si riconfigura, diventa un’altra presenza.
È un’operazione di metamorfosi, un’opera interiore di trasformazione del dolore in significato, della perdita in creazione.
Il lutto, se resta senza lavoro, ci incatena al passato, ci condanna alla paralisi della malinconia.
Ma se trova una via, se riesce a generare senso, allora può aprirci di nuovo alla vita.
È qui che nasce una nuova forma di nostalgia — non quella sterile del rimpianto, ma quella grata, viva, che illumina come la luce delle stelle morte: una luce che ci raggiunge da un corpo che non esiste più, ma che continua a splendere.
La nostalgia delle stelle morte è questo: la memoria che non spegne, ma accende; il dolore che non distrugge, ma trasforma; il passato che non ci trattiene, ma ci invita ad andare avanti.
Il lutto, allora, non è mai solo perdita. È anche promessa.
È un ritorno di luce - quella che proviene da ciò che abbiamo amato, e che, anche se non c’è più, continua a mostrarci la via.
Massimo Recalcati
30/08/2026
L’animale non si ribella contro la propria natura. Osserva gli animali: come sono retti e modesti, come obbediscono alle tradizioni, come sono fedeli alla terra che li sostiene, come ritornano sui loro passi abituali, come curano i piccoli, come vanno a cibarsi insieme e si attirano l’un l’altro alla fonte.
Non ve n’è uno che nasconda la preda che sopravanza, lasciando morire di fame i propri fratelli. Non ve n’è uno che costringa al proprio volere la sua specie. Non ve n’è uno che vaneggia di essere un elefante quando invece è una zanzara.
L’animale vive con modestia e fedeltà la vita della propria specie, nulla di più e nulla di meno.
Carl G. Jung
29/08/2026
Questo è un punto decisivo: sono molti quelli che dedicano la propria esistenza a realizzare una loro concezione di come dovrebbero essere, invece di realizzare se stessi.
Questa differenza tra realizzazione di sé e realizzazione della propria immagine di sé è molto importante.
La maggior parte delle persone vive soltanto per la propria immagine.
Dove alcune persone hanno un sé, la maggior parte delle persone hanno un vuoto, dato che sono impegnatissime a proiettarsi in questo o in quello.
Anche in questo caso ci troviamo di fronte alla maledizione dell’ideale. La maledizione del non dover essere quello che si è.
Fritz Perls