19/10/2026
Il 19 ottobre di ben 17 anni fa ci praparavamo a partire per Potenza, una delle ultime trasferte senza l'obbligo della tessera del tifoso, (che sarebbe stata poi introdotta da gennaio, ma minacciata già dall'inizio del campionato)
Proprio in questa trasferta che ci rendemmo conto che il clima intorno alle trasferte era radicalmente cambiato... controllati fin dalla partenza, in possesso del titolo di viaggio e soprattutto in possesso del biglietto nominale per assistere alla partita, altrimenti sarebbe stato impossibile anche solo partire per Potenza... controllati più volte durante il viaggio, con carta di identità in mano e ripresi dalla testa ai piedi con una telecamera... Arrivati a destinazione ancora controlli e forze dell'ordine schierate ad attenderci... nonostante la partenza da Cosenza con largo anticipo ci costringono a sostare fuori dal settore ospiti, la partita sta per iniziare e si ritarda nell'ingresso... qualche scaramuccia, le solite provocazioni e si arriva allo scontro... per fortuna tutto sedato in pochi minuti e senza grosse conseguenze...
Alla fine entrammo a partita iniziata. (Per la cronaca la partita la vincemmo 0 a 2 con doppietta di Biancolino "il pitone" e con un gran tifo da parte del nostro settore.) Durante il ritorno il morale era alto, ma nonostante tutto, fu dopo questa trasferta che maturammo definitivamente l'idea che non avremmo mai sottoscritto la tessera del tifoso... che a malincuore non avremmo più seguito la nostra squadra fuori dalle mura casalinghe... ma che non era più accettabile piegarsi ulteriormente e che non sarebbe più stato possibile combattere contro la repressione se non al patto di mettere fortemente a rischio la propria libertà personale... Da quel momento in poi decidemmo quindi che il segnale più forte che si potesse dare, non era quello di partire ugualmente sottoscrivendo la tessera, ma era quello di non partire più... in questo consisteva la vera ribellione, per far capire che c'è un limite a tutto, che non si possono fare leggi che limitano la libertà personale e che autorizzano a trattare delle persone come criminali senza alcun motivo apparente.
Anche se questa decisione avrebbe comportato il fatto di non poter più condividere con dei fratelli di vita e di gradoni il momento di aggregazione più forte, che è rappresentato dalla trasferta, ci rendemmo conto che c'erano anche fratelli che non avremmo potuto avere accanto comunque, perché gli veniva impedito di partire... e questi fratelli non potevano essere lasciati indietro... era per questi fratelli che bisognava continuare a lottare e Resistere... O tutti, o nessuno!
Ad oggi siamo fieri della scelta fatta a quel tempo e coerentemente restiamo fermi sulla nostra posizione... Negli anni abbiamo avuto anche delle "vittorie"; per un periodo infatti abbiamo assistito ad un allentamento dell'applicazione della tessera del tifoso, fino a quando non era stata quasi del tutto accantonata... mentre più di recente è tornata ad essere uno strumento di repressione sempre più utilizzato... Bisognerebbe interrogarsi sulle motivazioni che hanno portato a questo ritorno al passato e di chi possano essere le "colpe" (magari facendo anche un po' di autocritica), ma questo è un altro discorso.
In tutto questo noi restiamo fedeli ai nostri ideali... "Resistere per continuare ad esistere".
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO
NO ART. 9
Tutta la vita Ultrà!