20/09/2026
🐇 MIXOMATOSI DELLA LEPRE: UNA NUOVA MINACCIA IN ITALIA
La comparsa in Veneto della variante Toledo-MYXV (o ha-MYXV) della mixomatosi, adattata alla lepre, rappresenta una nuova e importante sfida per la gestione e la conservazione delle popolazioni di lepre in Italia.
Il virus, storicamente associato soprattutto al coniglio, dal 2018 ha compiuto un “salto di specie”, adattandosi prima alla lepre iberica e successivamente alla lepre europea. Dopo essersi diffuso in diversi Paesi europei, nell’agosto 2026 è stato confermato per la prima volta in Italia, in lepri provenienti da allevamenti e da alcuni ATC delle province di Padova, Venezia e Rovigo.
🔎 QUALI SONO I SINTOMI?
Tra i segnali più caratteristici troviamo:
• forte gonfiore intorno agli occhi;
• grave congiuntivite, spesso bilaterale;
• intensa lacrimazione;
• lesioni nodulari e dermatiti sulla testa, sul naso, sulle zampe e nella regione anogenitale;
• debilitazione e difficoltà nella fuga.
Nei casi più gravi la congiuntivite può compromettere la vista fino a provocare la cecità.
⚠️ QUANTO È PERICOLOSA?
Il decorso può essere variabile e manifestarsi anche a ondate. In alcune aree europee sono state registrate mortalità molto elevate, fino al 60–90%, con una maggiore incidenza nelle zone caratterizzate da elevate densità di lepri e abbondanza di vettori.
La trasmissione avviene soprattutto attraverso zanzare e altri insetti ematofagi, ma un ruolo importante può essere svolto anche dalla movimentazione di animali infetti.
Per il momento le popolazioni italiane sono considerate prive di una significativa immunità nei confronti di questa nuova variante. Il documento stima che possano essere necessari 3–5 anni perché si sviluppi un’efficace immunità di popolazione, soprattutto nelle aree con buona densità di lepri.
🦠 E PER L’UOMO?
L’uomo non è sensibile alla malattia.
🌿 COSA CAMBIA NELLA GESTIONE DELLA LEPRE?
Tra le misure indicate vengono considerate importanti:
• evitare densità eccessivamente elevate nelle ZRC;
• limitare le traslocazioni non necessarie;
• evitare importazioni di lepri provenienti da Paesi interessati dal virus;
• sospendere prudentemente i ripopolamenti nelle aree dove il virus circola;
• monitorare costantemente l’evoluzione epidemiologica.
La situazione è comunque ancora in evoluzione e le misure dovranno essere adattate sulla base dei dati raccolti sul territorio.
👁️ IL CACCIATORE COME “SENTINELLA AMBIENTALE”
In questa fase il ruolo del cacciatore è fondamentale.
Chi frequenta il territorio può essere tra i primi a individuare una lepre debilitata, morta o con lesioni sospette. In questi casi è importante segnalare tempestivamente il ritrovamento alle autorità competenti, seguendo le procedure previste.
È consigliabile documentare il caso con fotografie e, quando possibile, raccogliere informazioni precise su: comune e località, coordinate geografiche, data del ritrovamento e fotografie dell’animale e delle lesioni.
Per la manipolazione delle carcasse sospette il documento raccomanda inoltre l’utilizzo di guanti monouso e sacchi adeguati, evitando la dispersione di liquidi.
🔬 PERCHÉ SEGNALARE È COSÌ IMPORTANTE?
Perché ogni segnalazione contribuisce a costruire la mappa della diffusione della malattia, individuare le aree maggiormente colpite e comprendere l’impatto sulle popolazioni locali.
La priorità, in questa fase, è quindi una sola: sorvegliare il territorio in modo capillare e continuativo, raccogliere dati e adattare le strategie di gestione all’evoluzione della situazione.
🐇 La conservazione della lepre è una responsabilità condivisa. La collaborazione tra cacciatori, ATC, servizi veterinari, istituti zooprofilattici e autorità competenti può fare la differenza nel comprendere e affrontare questa nuova minaccia.
Fonte: “La diffusione della Myxomatosi nella lepre in Italia: una nuova minaccia”, Valter Trocchi & Daniel Tramontana, Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro-Ambientali, settembre 2026.