08/06/2026
Per Le Voci di Kurma, Silvia ci porta dentro una riflessione sulla presenza, sul respiro e sulla pratica come spazio di ascolto e riconnessione.
“Il momento presente è il tuo punto di potere.”
– Eckhart Tolle
Questa semplice ma profonda affermazione ha risuonato in me fin dalle prime esperienze sul tappetino.
Ho compreso, sin dall'inizio, quanto sia cruciale coltivare la presenza non solo durante la pratica yoga, ma anche nel corso della mia giornata.
Sviluppare la consapevolezza e l'attenzione ha portato enormi benefici alla mia vita quotidiana, trasformando il modo in cui interagisco con il mondo e con me stessa.
Ogni sessione di yoga ha stimolato sempre di più il mio interesse, sia per la pratica fisica degli asana che per la meditazione.
Mentre eseguo le posizioni, sento di essere consapevole delle sensazioni che emergono nel mio corpo.
Sento il mio respiro che fluisce, un dialogo intimo e profondo che mi guida nel lasciare andare la tensione accumulata.
Ogni inspirazione porta con sé un senso di rinnovamento, mentre ogni espirazione è un invito a liberarmi di ciò che non mi serve più.
Ho imparato che la pratica dello yoga agisce come "l'arte di conoscere sé stessi".
Ogni volta che mi posiziono sul tappetino, mi connetto a me stessa in un modo che va oltre il semplice esercizio fisico.
È un viaggio di ascolto, un'opportunità per esplorare le mie emozioni, i miei pensieri e le mie sensazioni.
Ogni movimento diventa un atto di consapevolezza, un modo per entrare in contatto con il mio essere più autentico.
Tuttavia, non sempre è facile mantenere questa connessione.
Ci sono momenti in cui la mia mente inizia a vagare, intrappolata in pensieri limitanti o distrazioni quotidiane.
In quei frangenti, ho imparato a lasciare andare quei pensieri, accettando che è normale avere distrazioni.
La chiave è riportare dolcemente la mia attenzione al respiro, al momento presente.
Questo atto di riconnessione diventa una pratica in sé, un modo per esercitare la mia capacità di focalizzarmi e di rimanere ancorata al qui e ora.
Coltivare la presenza mi ha insegnato a vivere con uno stato di consapevolezza diverso.
Ho scoperto che affrontare le sfide quotidiane con calma e riflessione è possibile quando sono radicata nel momento presente.
Le difficoltà non sembrano più insormontabili; piuttosto, diventano opportunità per crescere e imparare.
Ogni ostacolo è un invito a esplorare le mie reazioni e a rispondere con una mente aperta e un cuore disponibile.
Questo viaggio non è lineare; è un percorso continuo di crescita e scoperta.
Ogni volta che mi dedico alle mie pratiche, sento di avvicinarmi sempre di più a me stessa.
È come se ogni sessione mi ricordasse di smettere di identificarmi esclusivamente con i miei pensieri affaticanti o con i ruoli sociali che spesso mi definiscono.
In questo processo di disidentificazione, inizio a percepire la mia coscienza come un'entità infinita, illimitata e profonda.
Le Voci di Kurma
La pratica raccontata da chi la vive.
01/06/2026
Ci sono luoghi che si visitano.
E luoghi che, in qualche modo, ci trasformano.
Per il 2027 Kurma Yoga Center sta dando forma a due viaggi speciali nel Nord dell’India: due itinerari tra città sacre, templi, ashram, il Gange, luoghi di pratica e grandi testimonianze della cultura indiana.
Lo yoga sarà il cuore del viaggio: non solo pratica sul tappetino, ma uno sguardo con cui attraversare l’esperienza, gli incontri, i luoghi e il tempo del viaggio.
Non una semplice vacanza, ma un percorso spirituale, culturale e umano, pensato per chi sente il desiderio di conoscere l’India con presenza, ascolto e profondità.
I gruppi per le partenze di luglio e agosto 2027 stanno iniziando a formarsi.
Se senti che questo viaggio ti chiama, scrivici o chiamaci: ti invieremo il programma completo e tutte le informazioni.
Per informazioni
333 7452633
[email protected]
25/05/2026
Nello Yoga Vasistha si dice che quando la mente accelera, o è piena di pensieri, altera il piano energetico; e quando il piano energetico si altera, anche il corpo fisico ne risente.
Con il progredire della pratica, si attiva invece un processo di purificazione e liberazione. Con il tempo, con pazienza, attraverso posture, respirazione e concentrazione, dalla memoria inconscia iniziano ad affiorare immagini, ricordi, sensazioni: cose rimosse, nascoste o dimenticate nel corso della vita. A volte sono contenuti pesanti o dolorosi; spesso sono molto più condizionanti di quanto immaginiamo.
Più pratico, più queste esperienze diventano frequenti. Più pratico, più alleno l’ascolto. Più alleno l’ascolto, più divento consapevole. Più divento consapevole, prima riconosco il motivo radicale che sta alla base dei miei pensieri. E più comprendo quel motivo, prima riesco a distaccarmene.
Quando questi ricordi affiorano alla mente conscia, posso finalmente vederli. E nel momento in cui li vedo, inizio a lasciarli andare. Più lascio andare, più libero l’inconscio da pesi, pressioni e ferite profonde. Più l’inconscio si alleggerisce, più la mente si libera da condizionamenti che nemmeno sapeva di avere.
E una mente più libera genera pensieri più liberi. Pensieri più liberi portano ad azioni più allineate con ciò che sentiamo davvero.
Per questo, nella pratica, non cerco forza, elasticità o controllo. Cerco uno spazio in cui alleggerirmi, liberarmi e costruire un allineamento più fluido, più autentico tra conscio e inconscio.
Ti è mai capitato di aver scelto una direzione o deciso un cambiamento che poi è andato contro ai tuoi reali desideri? Hai mai sperimentato la sensazione di non conoscere davvero le motivazioni profonde alla base delle tue scelte di vita, come se ci fosse qualcun altro a guidare al tuo posto?
Testo di Nicola per Le Voci di Kurma.
18/05/2026
IL SUONO DELL’ORIGINE
Per Le Voci di Kurma, Francesca ci porta dentro il significato del mantra OM: il suono che, nelle tradizioni vediche, rappresenta il suono primordiale, la vibrazione da cui tutto ha avuto inizio.
A partire da questa immagine, Francesca racconta il modo in cui il mantra OM entra nella sua pratica:
I suoi tre suoni — A, U, M — per me raccontano un ciclo naturale: nascita, espansione, dissoluzione che ci riporta al silenzio.
E proprio in quel silenzio trovo uno spazio di quiete, dove il corpo si allinea, il respiro si distende, la mente si raccoglie.
Percepisco questa vibrazione attraversare la colonna come un’onda sottile, armonizzare i meridiani e creare un campo condiviso quando il mantra OM viene cantato in gruppo.
Il mantra OM apre la mia pratica, orientando l’attenzione verso l’interno, e la conclude, integrando ciò che è stato vissuto.
Una riflessione sul suono dell’OM non solo come elemento della pratica, ma come esperienza da ascoltare nel corpo, nel respiro e nello spazio condiviso.
Le Voci di Kurma.
La pratica raccontata da chi la vive.
11/05/2026
Nel tempo dell’ascolto, la pratica resta
Per questa nuova voce di Kurma, Irina ci porta dentro un tempo particolare: quello della pausa forzata a causa di un infortunio al ginocchio, del corpo che chiede ascolto, della pratica che cambia forma.
Ci racconta come ciò che ha coltivato sul tappetino continui a restare con lei anche ora: nella pazienza, nella costanza dei piccoli gesti, nell’accoglienza di un corpo che non è più come prima, ma che continua a parlare e a insegnare.
“Non è facile, a volte mi sento frustrata o stanca, ma poi torno lì: al respiro, a un movimento lento, a quello spazio in cui non devo dimostrare nulla.”
La sua voce ci ricorda che la pratica non vive solo nei momenti in cui tutto scorre, ma anche quando qualcosa si ferma e ci chiede di stare in ascolto.
04/05/2026
Ascoltare i cakra
Per questa nuova voce di Kurma, Marzia ci porta dentro un percorso dedicato ai cakra.
Non come qualcosa da spiegare soltanto, ma come una mappa simbolico-energetica da ascoltare nel corpo e nella pratica.
Un modo per osservare come la coscienza prende forma, si muove e si trasforma.
Questo percorso nasce con questo intento:
lasciare che i cakra diventino uno spazio di ascolto.
**ra
27/04/2026
Nelle pratiche che porto con le donne, iniziamo in cerchio.
Ci apriamo a richiamare e onorare i 4 elementi, celebriamo insieme le tappe della ruota dell’anno, osserviamo la luna e i suoi movimenti.
Impariamo la lentezza e ad ascoltare la saggezza dei nostri corpi.
Oli, profumi, danze e voci abitano il nostro cerchio: uno spazio sacro in cui regnano giocosità e sostegno reciproco. Non manca il lavoro con il corpo, che vogliamo mantenere forte e vivo.
Le nostre pratiche non sono un movimento verso qualcosa da raggiungere, ma un lasciarsi attraversare da ciò che già c’è. Coltiviamo presenza, resa, abbandono. Impariamo a onorarci, a celebrarci e a lasciare andare i condizionamenti.
È una visione più ampia, forse anche un po’ rivoluzionaria, che ci riporta all’autenticità, oltre la paura.
Sono pratiche spirituali femminili, profondamente radicate nel corpo. Insegnamenti che non restano sul tappetino, ma si portano nella vita.
Ed è lì che qualcosa cambia davvero: nel rapporto con te stessa, con il tuo corpo, con la natura, nelle relazioni, con la vita stessa.
È un viaggio meraviglioso.
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