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Pagina sportiva dedicata al calcio di provincia e non solo...

29/05/2026

Sii conclude cosi questa stagione di Serie B, con la vittoria dei playoff del Monza di mister Paolo Bianco, che torna in Serie A dopo un solo anno in cadetteria.
Sono stati dei playoff bellissimi, vinti in finale dai brianzoli contro uno storico Catanzaro, che nonostante abbia pareggiato il conto dell’andata non ha ottenuto la promozione per il peggior piazzamento in classifica.

Una promozione meritata per il Monza, che dopo aver visto sfumare il salto di categoria già nella regular season, vede finalmente il ritorno in A.

Una squadra esperta, con giocatori come Pessina, Cutrone, Petagna, Birindelli, Hernani, Carboni, Azzi, Colpani.
Complimenti al Monza e anche al Catanzaro per la super stagione fatta dai ragazzi di Alberto Aquilani❤️

Monz🅰️ is B🅰️ck 🏆⚽️

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17/05/2026

Il primo episodio della corsa verso la Serie A, ha visto come protagoniste le prime due semifinaliste, Juve Stabia e Monza.
Da una parte la squadra di Abate, rivelazione del campionato, dall'altra gli uomini di Paolo Bianco pronti a riconquistare la A dopo la retrocessione dello scorso anno.

Ma non è di questo che vogliamo parlare.

Mentre il calcio italiano, e tutto il sistema calvistigo nazionale si vede costretto a rispondere della grave carenza qualitativa di giovani e ripartire dopo l'ennesima delusione mondiale, la Serie B ci regala storie e talenti che non vediamo l'ora di ammirare in A.

È il caso di Alessio Cacciamani, protagonista del match di ieri sera con due assist e giovane talento classe 2007 scuola Torino.
Alla prima stagione tra i grandi, il numero 77 si è rivelato un' autentica rivelazione per le Vespe.

Uno dei talenti più cristallini e interessanti del panorama calcistico giovanile italiano, che sta bruciando le tappe a una velocità impressionante.
Dribbling nello stretto, accelerazione palla al piede e corsa i suoi marchi di fabbrica.

Passiamo i mesi a piangere la carenza di giovani talenti, a chiederci perché la Nazionale fatichi o perché i nostri vivai non sfornino più i campioni di una volta, perchè non si riescono a trovare quelle caratteristiche tecniche che mancano al nostro calcio... poi guardi un classe 2007 che sta dimostrando tutto il suo potenziale regalandoci quelle giocate che tanto cerchiamo e capisci che la verità è un'altra: i talenti ci sono, è il coraggio di lanciarli che spesso manca.

Ma non pensiamo al fututo, godiamoci questo presente, godiamoci tutto il talento di Alessio Cacciamani.❤️⚽️

Chapeau .cacciamani 👏🇮🇹
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07/05/2026

Mentre noi passiamo ore a guardare tutorial su come fare il "tiro a giro", Simy ha deciso che il modo migliore per segnare 20 gol in una stagione di Serie A è usare quelle leve infinite per arrivare dove gli umani normali non osano nemmeno sperare.

C'è chi lo chiama "stravagante", chi lo guarda e pensa che le sue lunghe leve siano un limite.
Poi però guardi il tabellino e leggi sempre lo stesso nome.
È quello che nella stagione 2020-21 ogni tifoso calabrese e non, si è trovato davanti giornata per giornata, come non ricordare la rovesciata contro la Juventus.
Un legame indissolubile con quei colori dove è diventato il miglior marcatore di sempre del club.

Dopo la sua stagione da 20 gol, Simy non è diventato un campione, la sua carriera non è decollata e lui non ha più ripetuto l'exploit rossoblu.
Anzi, l'attaccante è rimasto "prigioniero" del ricco contratto offertogli dalla Salernitana sulla scia della grande stagione crotonese.
Nemmeno i prestiti a Parma e Benevento hanno rivitalizzato il nigeriano, che oggi è tornato a segnare a ripetizione con la maglia dell'Al-Orobah, in seconda divisione saudita.

Tanti Auguri 🇳🇬❤️
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06/05/2026

C'è chi vede il calcio come una battaglia e chi, come Giovanni Stroppa, lo vive come una forma d'arte in movimento.

​Cresciuto alla scuola di chi il calcio lo ha rivoluzionato, Stroppa ha portato in panchina la stessa eleganza che aveva da calciatore.
Non si è mai accontentato di vincere: ha sempre voluto farlo con identità, possesso palla e coraggio.

Non è solo una questione di moduli (dal suo fedele 3-5-2 alle evoluzioni più offensive).
Quello di Stroppa è un calcio associativo, dove il talento individuale è sempre al servizio del collettivo. È un allenatore che non urla per farsi sentire, ma parla attraverso la qualità delle sue trame di gioco.

In 6 anni, questa è la quarta promozione in A, la quinta in carriera se aggiungiamo la promozione in B del Foggia.

L'impresa di Crotone, la cavalcata storica verso la Serie A, giocando un calcio che ha incantato l'Italia e trasformato lo Scida in un fortino di bellezza, la firma sul Monza portando per la prima volta nella loro storia i biancorossi in Serie A, realizzando il sogno di un'intera città e di una proprietà ambiziosa
Un anno fa la promozione in A con la Cremonese, e la scelta di restare in B rispondendo alla chiamata del Venezia...

Come è andata a finire?

Beh, potete immaginarlo!

❤️⚽️
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Photos from chiamarsi_leggende's post 23/04/2026

Non è da tutti trasmettere sicurezza a un’intera difesa quando si ha ancora l’energia dei vent'anni.

Edoardo Motta è stato il grande protagonista dell'impresa laziale con i quattro rigori parati, su 5 battuti dai bergamaschi.
Una serata da eroe per ba***re l'Atalanta e portare la Lazio in finale di Coppa Italia.

Dalla crescita nel vivaio della Juventus alle esperienze che lo stanno forgiando nel calcio dei "grandi", Edoardo sta dimostrando che il talento è nulla senza il lavoro quotidiano. Riflessi felini, un’altezza imponente e quella capacità di leggere l'azione prima ancora che si sviluppi: le doti del portiere moderno ci sono tutte.

La strada per il successo è fatta di guantoni sporchi e sguardi fissi sul pallone.
Continua così, Edo!

🧤
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Photos from chiamarsi_leggende's post 23/04/2026

Certe piazze non possono stare lontane dal calcio che conta troppo a lungo. Il Bisceglie Calcio 1913 torna ufficialmente in Serie D, chiudendo un capitolo di quattro anni in Eccellenza e riabbracciando finalmente il palcoscenico nazionale.

La cavalcata in Coppa Italia, che ha permesso di strappare il pass per la promozione in D, anche senza giocare la finalissima, unita alla costante competitività mostrata per tutto l’anno, ha premiato il lavoro di tutto il mondo neroazzurro stellato, dai membri dello staff, ai giocatori fino a tutto il tifo che è stato il dodicesimo uomo in campo al Ventura in ogni singola partita.
Questo è il momento del riscatto, il calore del pubblico biscegliese è pronto a tornare a respirare l'aria dei grandi confronti.
La Serie D non è solo una categoria: è il riconoscimento alla storia, alla passione e alla tradizione di una città che vive di calcio.

Dalle giocate del numero 10 Vito Lavopa, alla 7°promozione con squadre pugliese fino al fondamentale contributo di un attaccante di grandissimo livello, Nicola Citro.
Questi, due degli artefici di questa promozione, coordinati da un grande condottiero, il mister Pino Di Meo, dal ds Danilo Dammacco e il Direttore Generale Ferrulli.
Il ritorno nella quarta serie non è arrivato per caso, ma è il frutto di un percorso solido e di una programmazione che ha saputo guardare oltre le difficoltà.

La Serie D conquistata sul campo è il premio alla tenacia di chi non smette mai di sognare, dimostrando che, con la giusta organizzazione e un cuore grande, anche una realtà locale può scrivere pagine indelebili nel libro della storia sportiva nazionale.

Era D-estino ⚽
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Photos from chiamarsi_leggende's post 22/04/2026

In pochi, ad inizio stagione, avrebbero immaginato un epilogo così entusiasmante, eppure, il campo ha emesso il suo verdetto definitivo.
Il Nibbiano&Valtidone è matematicamente promosso in Serie D con tre giornate di anticipo.
È la prima volta nella massima categoria dilettantistica per la società presieduta da Valter Alberici, nata nel 2016 dalla fusione tra l’Acd Nibbiano e l’Asd Valtidone, realtà fondate entrambe nel lontano 1927.
Il salto di categoria era sfumato per un soffio l’anno scorso, quando all’ultima giornata il Nibbiano&Valtidone, a due minuti dalla fine, subì il gol del pareggio nello scontro diretto con la Correggese e poi p***e, sempre contro i reggiani, lo spareggio decisivo.

Nell’Alta Val Tidone, in provincia di Piacenza, si festeggia da una settimana: tra ritrovi al bar per brindare, sigari e una curiosa maschera di… Tony Pitony.
Il merito è di un presidente ex giocatore, Valter Alberici, ex giocatore della squadra e figlio di Sandro Alberici: noto nella storia del Nibbiano; Luca Rastelli operaio e allenatore; di un bomber-magazziniere, il capocannoniere Domenico Grasso, e pure dell’ex Juve Raffaele Alcibiade, che fino a qualche anno fa, si allenava con Cristiano Ronaldo.

Il calcio in Alta Val Tidone è passione, unione, divertimento.
Il classico esempio di calcio di provincia, quello che rappresenta la linfa vitale dello sport italiano: è lì che si respira l'autenticità, dove il legame tra la squadra e il suo territorio diventa un patto indissolubile.

Vedere club come il Nibbiano & Valtidone raggiungere traguardi così prestigiosi non è solo un successo sportivo, è una vittoria civile.
In un mondo del calcio sempre più dominato dai grandi capitali e dai riflettori della Serie A, queste imprese ci ricordano che il pallone resta, prima di tutto, una questione di passione, di visione e di radici.

Il calcio di provincia non è "minore": è semplicemente quello che ci ricorda, ogni domenica, perché ci siamo innamorati di questo sport.❤⚽

D-i un'altra categoria!!
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21/04/2026

Mentre il calcio contemporaneo si perde spesso in "falsi nueve" e attaccanti di manovra, Andrea Adorante sta ricordando a tutti l'importanza ancestrale del numero 9, dimostrando a tutti che il gol non è un caso, ma una conseguenza.
C’è chi aspetta l’occasione e chi, come Andrea, se la va a prendere con la fame di chi non è mai sazio. Senso della posizione, cattiveria agonistica e quel killer instinct che trasforma ogni pallone vagante in un urlo strozzato in gola ai portieri avversari.

Ormai serve a poco mettersi in mostra in B per fare il salto, ci sono riusciti Pio Esposito e Borrelli del Brescia, che sono saliti in A solo perché uno era in prestito e l’altro si è liberato a zero, perchè per salire bisogna solo vincere e Andrea Adorante si sta impegnando per questo.
Nelle sue prime due stagioni di B: 15 gol la stagione scorsa nella Juve Stabia (più 2 nei playoff), 16 in questa con il Venezia, con la possibilità di migliorarsi ancora, in questo finale di campionato.

Cercate gol italiani? Li trovate solo in Serie B 🇮🇹

Non chiamatelo più solo "centravanti".
Chiamatelo Bomber.

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Photos from chiamarsi_leggende's post 20/04/2026

C'è un nuovo nome nel panorama del calcio professionistico italiano: la Folgore Caratese compie il grande salto e conquista una storica promozione in Serie C!

Con due giornate d’anticipo grazie all’1-1 contro il Real Calepina, è ufficialmente promossa in C.
Per la Folgore Caratese si tratta di un ritorno storico: il club mancava in terza serie da 78 anni, dalla stagione 1947-1948 della Serie C Lega Interregionale Nord, entrando così negli annali della società e del calcio professionistico.
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Il successo nasce sotto la guida del presidente Michele Criscitiello, con una programmazione costante e il supporto della struttura Sportitalia Village, e grazie all'apporto degli uomini chiave di questa stagione.
Traghettatiore di questa nave, Nicola Belmonte al primo anno sulla panchina azzurra, ha dato un'identità d'acciaio e un gioco aggressivo alla squadra un leader calmo che ha saputo "scrivere la storia" come promesso.
La classe e l'esperienza di Luca Tremolada, al servizio del sogno ,la sua qualità a centrocampo ha alzato il livello di tutta la squadra nei momenti cruciali.
L' esperienza di Checco Lepore arrivato a stagione in corso che ha portato leadership all'interno del gruppo, ma anche quella di , di Andrea Capelli, i gol di Gjonaj, e la freschezza di ogni "under".

È la vittoria di un collettivo che ha messo il "noi" davanti all'"io".

Ora si apre una nuova fase tra i professionisti, complimenti 🍀🎈
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17/04/2026

La sua storia con il pallone inizia con l’eleganza di un’ala mancina dai piedi vellutati: cresciuto nella Juventus, ha vestito maglie come quelle di Genoa, Salernitana, Crotone e Parma, arrivando fino alla Nazionale grazie a quella capacità rara di saltare l'uomo e disegnare calcio con una classe naturale.

La sua carriera da allenatore è già una masterclass di personalità: dopo aver fatto grandi cose con la Primavera del Monza, arriva il momento che cambia tutto. È l’aneddoto che ormai appartiene alla leggenda: Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, in una cena ad Arcore, decidono di affidargli la prima squadra nel momento più difficile, all'esordio assoluto in Serie A. Una scelta di puro istinto e visione. Il risultato? Una vittoria clamorosa contro la Juventus al debutto e una salvezza conquistata con un calcio moderno, coraggioso e organizzato.

Oggi Palladino è uno dei tecnici più brillanti del panorama europeo, un leader capace di valorizzare i giovani e dare un'identità precisa a ogni sua squadra, unendo l'ossessione tattica per il dettaglio a una gestione umana impeccabile.
Tanti auguri mister ❤
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Photos from chiamarsi_leggende's post 17/04/2026

C’è stato un tempo in cui il calcio italiano sprizzava classe in ogni zona del campo, e Stefano Fiore ne era uno degli interpreti più raffinati.
Interno di centrocampo in un’epoca che non sapeva ancora come chiamarlo.
Tecnico quanto bastava per sembrare un trequartista, verticale quanto bastava per sembrare una mezzala.
Capace di segnare da fuori area con quella naturalezza silenziosa che appartiene solo ai giocatori che il pallone lo sentono davvero.
Pochi giocatori sapevano leggere gli spazi come lui, un numero 10 che non vestiva la 10, che fosse partendo da destra o agendo come trequartista, Fiore trovava sempre il corridoio giusto.

Protagonista di un Parma stellare e pilastro della Lazio, dove ha dimostrato che si può essere decisivi sia come rifinitori che come finalizzatori.
Partito da Cosenza, in provincia, fino ad arrivare sul tetto d'Europa, con il Parma e poi quell'estate magica ad Euro2000 da vero motore nel centrocampo di Zoff, la consacrazione a Roma e Udine, il Mondiale sfiorato nel 2006.

Stefano Fiore è stato il simbolo di un calcio in cui la qualità tecnica veniva messa al servizio della squadra con sacrificio.
Non aveva la velocità pura, ma la palla con lui viaggiava sempre più veloce degli avversari.

All'Olimpico si cantava "Dammi 3 parole: Nesta-Crespo-Fiore, vinceremo il tricolore" . ⚽🇮🇹

Tanti Auguri ❤
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