SLAM di Antonio Pianigiani

SLAM di Antonio Pianigiani

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Autore di tennis, resilienza e racchette spaccate. Author of tennis, resilience and broken rackets.

Da sempre appassionato di tennis, con qualche deformazione professionale: le risorse umane e le skills, come dicono quelli bravi.

19/07/2026

🇬🇧 English version below
🇮🇹 L’arte di saper soffrire: Sinner regge l’urto e poi sale in cattedra a Londra

Ci sono vittorie che vanno oltre il semplice verdetto del campo, capaci di ridefinire i confini della tenuta mentale di un atleta. La finale di Wimbledon contro Alexander Zverev ha regalato una di queste notti: un trionfo memorabile, nel quale Jannik Sinner ha dovuto superare una versione eccellente del suo avversario per confermarsi sul trono del tennis mondiale.

Tutto è iniziato con la spinta di Zverev e la salita nei primi due set, quando per quasi due ore il campo ha vissuto sul ritmo imposto da un tedesco in totale stato di grazia. Galvanizzato dalla recente vittoria a Parigi, Zverev ha sfoderato una prestazione al servizio difficilmente contenibile, tenendo una media spaventosa vicina all'80% di prime p***e in campo nei primi due parziali. A impressionare, però, non è stata solo la battuta: il teutonico ha messo in mostra anche i notevoli progressi del suo diritto. Un tempo considerato il suo vero punto debole sotto pressione, questo colpo si è rivelato solido, profondo e molto efficace, trasformandosi in una combinazione incisiva insieme al servizio.

Per Sinner la partita si è trasformata subito in una complessa salita tattica. Le traiettorie profonde e la potenza del tedesco toglievano all'azzurro il tempo necessario per organizzare il suo consueto gioco da fondo campo. Costretto a rincorrere e impossibilitato a pungere in risposta, Jannik ha ceduto il primo set e ha dovuto faticare enormemente nel secondo per restare aggrappato al match, mostrando a tratti la frustrazione di chi non riesce a trovare una crepa nel gioco dell'avversario.

La svolta geometrica nel tie-break del secondo set ha però cambiato ogni cosa. Pur trovandosi in grosse difficoltà di fronte a quel muro di servizio, nel momento più delicato della frazione Jannik ha trovato la lucidità per cambiare la sua strategia. Dopo aver cercato diverse posizioni arretrate senza successo, ha deciso di accorciare le distanze rimanendo con i piedi ben piantati vicino alla linea di fondo.

Da quel momento la risposta dell'azzurro è cambiata radicalmente. Sinner ha iniziato a colpire d'anticipo con uno straordinario tempismo, bloccando i traccianti di Zverev e rimandando la palla profonda e centrale, proprio tra i piedi del tedesco. Questo accorgimento ha tolto il tempo di preparazione all'avversario, togliendo fluidità sia alla battuta sia a quel diritto che fino a quel momento aveva funzionato a meraviglia. Con un parziale netto di 7 punti a 2, Sinner ha conquistato il tie-break, pareggiando i conti e svoltando la partita.

Questo momento chiave ha innescato il calo di Zverev e il dominio di Sinner. Il tie-break ha rappresentato un colpo psicologico durissimo per il tedesco: vedendo disinnescata la sua arma migliore, Zverev ha subito un graduale ma irreversibile calo fisico e mentale. Le sue percentuali al servizio sono scese, il diritto ha ricominciato a tremare nei momenti decisivi e la sua seconda palla è diventata improvvisamente attaccabile.
Al contrario, Sinner è salito in cattedra esprimendo una superiorità netta. Con le gambe più leggere e una ritrovata efficacia al servizio, l'azzurro ha preso il controllo di ogni scambio prolungato. Tra variazioni intelligenti e passanti chirurgici, Sinner ha dominato i successivi due set senza concedere repliche, gestendo il match con la lucidità dei grandissimi campioni.

Zverev ha espresso per due set il miglior tennis della sua carriera, ma Sinner ha dimostrato che la vera grande eccellenza risiede nella capacità di adattarsi e superare anche la giornata perfetta del proprio avversario. Con un numero uno capace di un tennis così totale e inscalfibile, l'orizzonte del circuito si fa strettissimo per chiunque: d'ora in avanti, l'impressione è che nessuno possa davvero opporsi a lui. Salvo Alcaraz, ovviamente.

🇬🇧 The Art of Enduring: Sinner Withstands the Storm Before Taking Center Stage in London
Some victories transcend the simple outcome of a match, redefining the limits of an athlete’s mental resilience. The Wimbledon final against Alexander Zverev delivered one of those unforgettable nights: a memorable triumph in which Jannik Sinner had to overcome an outstanding version of his opponent to reaffirm his place at the top of world tennis.

Everything began with Zverev’s relentless momentum, as he dominated the opening two sets. For nearly two hours, the match unfolded entirely on the German’s terms. Energized by his recent victory in Paris, Zverev produced an almost untouchable serving performance, landing close to 80% of his first serves during the opening stages. Yet it was not only his serve that impressed. The German also showcased the remarkable progress of his forehand, once considered his greatest weakness under pressure. On this occasion, it proved solid, deep, and highly effective, forming a devastating combination with his serve.

For Sinner, the match immediately became a demanding tactical challenge. Zverev’s depth and power robbed the Italian of the time he usually relies upon to dictate rallies from the baseline. Forced onto the defensive and unable to make an impact on return, Sinner dropped the opening set and had to fight relentlessly in the second just to stay alive, at times displaying the frustration of a player unable to find even the smallest weakness in his opponent’s game.

The turning point came during the second-set tie-break. Despite struggling against Zverev’s formidable serve, Sinner showed remarkable clarity under pressure by changing his tactical approach. After unsuccessfully experimenting with deeper return positions, he moved closer to the baseline, planting his feet firmly on the line and taking the ball much earlier.
From that moment on, the Italian’s return game changed dramatically. Sinner began striking the ball with extraordinary timing, neutralizing Zverev’s powerful deliveries and sending deep, central returns directly at the German’s feet. This adjustment robbed Zverev of his preparation time, disrupting both his serve and the forehand that had worked so brilliantly until then. Winning seven of the final nine points, Sinner claimed the tie-break and completely shifted the momentum of the match.

That decisive moment marked the beginning of Zverev’s decline and Sinner’s complete control. The tie-break dealt a severe psychological blow to the German. With his greatest weapon suddenly neutralized, Zverev suffered a gradual but irreversible physical and mental drop. His first-serve percentage declined, his forehand once again became unreliable in the key moments, and his second serve suddenly became vulnerable.
Meanwhile, Sinner elevated his game to another level, displaying clear superiority. Moving more freely and serving with renewed confidence, the Italian took command of every extended rally. Mixing intelligent variations with clinical passing shots, Sinner dominated the final two sets without giving his opponent any opportunity to respond, managing the match with the composure and authority of a true champion.

Zverev produced arguably the finest tennis of his career for two sets, but Sinner demonstrated that true greatness lies in the ability to adapt and overcome even an opponent’s perfect day. With a world No. 1 capable of such complete and seemingly unbreakable tennis, the path ahead looks incredibly narrow for everyone else. From this point forward, it is hard to imagine anyone truly standing in his way—except, of course, Carlos Alcaraz.

15/07/2026

SINNER È ANCORA IL RE DI WIMBLEDON

Jannik Sinner entra ufficialmente nel mito del tennis! Il numero uno del mondo difende il titolo sul Centrale di Wimbledon battendo Alexander Zverev in una finale al cardiopalmo durata quasi 4 ore.

In dialogo come sempre con il vicedirettore di FirenzeViolaSuperSport Paolo Caselli.

Decima puntata disponibile su YouTube al link:

https://www.youtube.com/live/Q0bBO9qxyVo?is=X_eOJzZTHffHo5Km

13/07/2026

🇬🇧 Miloslav Mečíř's silky touch was unmatched. Even Stefan Edberg realized it during the 1988 Wimbledon semifinal.

The Czechoslovak played an extraordinary match, but Edberg weathered the storm, won the contest, and two days later claimed his first Wimbledon title by defeating the favorite, Boris Becker.

🇮🇹 Il tocco felpato di Miloslav Mecir era ineguagliabile. Se ne rese conto anche Stefan Edberg nella semifinale di Wimbledon 1988.

Il cecoslovacco disputò una partita straordinaria ma Edberg resistette alla bufera, vinse il match e due giorni dopo conquistò il suo primo Wimbledon contro il favorito Boris Becker.

11/07/2026

🇬🇧 English version below
🇮🇹 Perfezione Sinner: demolito Djokovic.

Jannik Sinner è volato in finale a Wimbledon dopo aver annichilito Novak Djokovic con un triplo 6-4, sfoderando sul Centre Court di Londra una prestazione specchiata e priva di sbavature. Il campione azzurro in carica ha messo in mostra una precisione chirurgica, concedendo una sola palla break in tutto il match e spegnendo sul nascere ogni tentativo di rimonta del serbo. Nei rarissimi momenti di potenziale pressione, l'altoatesino è stato spietato ed ermetico, tirando fuori dal cilindro ben 16 ace e prime vincenti devastanti nei momenti più critici.

L'analisi del match trova la sua perfetta sintesi nel commento di Paolo Bertolucci sul finire del terzo set ha sottolineato la netta superiorità del numero uno del mondo: "Ogni volta che si avvicina, viene respinto." Nelle poche occasioni in cui Djokovic ha avuto una minima possibilità di avvicinarsi, Sinner gli ha subito sbattuto la porta in faccia, vuoi con un ace, una prima di servizio vincente o con un colpo fantastico, come solo i grandissimi campioni riescono a fare. 40 colpi vincenti messi a segno, appena 15 errori non forzati e 100% di p***e break salvate (1 su 1): questi sono i numeri di un dominio assoluto, al termine di appena due ore e venti minuti di gioco.

Nonostante la sconfitta, Nole ha comunque dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere una leggenda vivente di questo sport. All'età di 39 anni, il fuoriclasse serbo sta portando avanti una stagione straordinaria che sfida le leggi del tempo: essere riuscito prima ad arrivare in finale agli Australian Open e ora in semifinale qui a Wimbledon rappresenta un traguardo leggendario. Solo Ken Rosewall riuscì a fare altrettando nel 1974 con la doppia finale raggiunta a Wimbledon e agli US Open, ma senza voler sminuire l'impresa dell'australiano quello era un altro tennis.

Ad attendere Jannik in finale ci sarà domenica pomeriggio Alexander Zverev. Il tennista tedesco sta vivendo un momento di grandissima forma e ha evidenziato enormi progressi tecnici, dimostrando di saper esprimere un tennis di altissimo livello anche sull'erba. Nonostante l'italiano vanti un bilancio favorevole nei precedenti complessivi (10-4) e abbia vinto gli ultimi nove scontri diretti, la finale di domenica si preannuncia come una sfida al cardiopalma tra i due giocatori più in forma del circuito.

Sinner è il favorito? Forse, ma con questo Zverev, reduce dal fresco trionfo al Roland Garros, tutto è possibile.

🇬🇧 Sinner Perfection: Djokovic Demolished.

Jannik Sinner flew to the Wimbledon final after annihilating Novak Djokovic with a triple 6-4, unleashing a flawless and spotless performance on London's Centre Court. The defending Italian champion showcased surgical precision, conceding only a single break point throughout the match and nipping every attempted comeback by the Serbian in the bud. In the very rare moments of potential pressure, the South Tyrolean was ruthless and hermetic, pulling out an impressive 16 aces and devastating first serves at the most critical moments.

The analysis of the match finds its perfect synthesis in Paolo Bertolucci's comment towards the end of the third set, highlighting the clear superiority of the world number one: "Every time he gets close, he is pushed back." In the few instances where Djokovic had even the slightest chance to close the gap, Sinner immediately slammed the door in his face, whether with an ace, a winning first serve, or a fantastic shot, as only the greatest champions can do. 40 winners hit, just 15 unforced errors, and 100% of break points saved (1 out of 1): these are the numbers of an absolute dominance, at the end of just two hours and twenty minutes of play.

Despite the defeat, Nole once again proved—if any further proof were needed—to be a living legend of this sport. At the age of 39, the Serbian star is carrying out an extraordinary season that defies the laws of time: managing to reach the Australian Open final first and now the semifinals here at Wimbledon represents a legendary achievement. Only Ken Rosewall managed to do the same in 1974 with the double final reached at Wimbledon and the US Open, but without meaning to downplay the Australian's feat, that was a different era of tennis.

Waiting for Jannik in the final on Sunday afternoon will be Alexander Zverev. The German tennis player is experiencing a moment of great form and has shown tremendous technical progress, demonstrating that he can play high-level tennis on grass as well. Although the Italian boasts a favorable overall head-to-head record (10-4) and has won their last nine direct encounters, Sunday's final promises to be a nail-biting showdown between the two players in the best form on the tour.

Is Sinner the favorite? Perhaps, but with this Zverev, fresh off his triumph at Roland Garros, anything is possible.

SLAM con Antonio Pianigiani 08/07/2026

PRIMA SETTIMANA A WIMBLEDON: la debacle degli italiani nelle qualificazioni maschili e il difficile avvio di Sinner, Cobolli sempre di più Top Ten con la schiacciante vittoria contro de Minaur, l'ottimo debutto di Tyra Grant e il prepotente ritorno di Jasmine Paolini.

Tutto questo e molto altro ancora nella nona puntata di "SLAM di Antonio Pianigiani", in dialogo come sempre con il vicedirettore di FirenzeViolaSuperSport Paolo Caselli.

SLAM con Antonio Pianigiani 🎙️ Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a Stream...

05/07/2026

🇬🇧 English version below
🇮🇹Cobolli di nervi e di cuore: rimonta Khachanov e vola agli ottavi di Wimbledon.

Nessuno partiva battuto nei pronostici della vigilia, ma la certezza era una sola: contro Karen Khachanov sarebbe stata una battaglia durissima. Sul manto erboso di Wimbledon, Flavio Cobolli ha confermato il suo spessore da Top Ten superando il russo, un giocatore d'esperienza che vanta un passato solido tra i primi dieci del mondo. Una vittoria di peso, arrivata al termine di un match complicato ed equilibrato, che proietta il tennista romano alla seconda settimana dello Slam londinese.

La partita si è aperta in salita per l'azzurro, complice un primo set shock perso per 0-6 in appena 18 minuti e condizionato da un problema di stomaco che lo ha costretto a correre negli spogliatoi. La vera svolta è arrivata nel secondo parziale: Cobolli non si è lasciato condizionare dal punteggio d'avvio, ha ritrovato la bussola punto dopo punto ed è riuscito a ribaltare una situazione delicatissima, strappando il set al tie-break e rimettendosi in carreggiata.

L'incontro si è trasformato in una maratona mentale durata quattro ore. I primi tre set sono stati vissuti sul filo del rasoio e della pura tensione nervosa, con Khachanov capace di prendersi il terzo parziale ancora al tie-break. Davanti alle difficoltà fisiche e alla pressione dell'avversario, Cobolli ha dimostrato la sua dote migliore: la capacità di lottare su ogni singola palla senza arrendersi mai, gestendo i momenti chiave con ammirevole tempo psicologica.

Nel momento di massimo forcing del russo, la fase difensiva dell'italiano ha fatto la differenza. Coprendo il campo con grande rapidità, Cobolli ha prolungato gli scambi costringendo Khachanov all'errore. Ad assisterlo nei momenti caldi è stato anche il servizio: la battuta ha funzionato da vera e propria ancora di salvataggio, offrendo punti diretti o comode chiusure utili a uscire indenne dai turni di battuta più insidiosi.

Una volta riequilibrata la contesa, l'inerzia del match è passata totalmente nelle mani di Cobolli. Negli ultimi due set il romano ha alzato la qualità del suo tennis, giocando ad altissimo livello e limitando al minimo gli errori gratuiti. I due parziali conclusivi, vinti entrambi con un netto 6-2, fotografano la crescita tecnica e fisica dell'azzurro nella fase cruciale dell'incontro.

Il cammino agli ottavi metterà Cobolli di fronte a un ostacolo di altissimo profilo: l'australiano Alex de Minaur, numero 6 del mondo. Il confronto promette scintille e ritmi forsennati: De Minaur è universalmente riconosciuto come uno dei tennisti più veloci del circuito, un grandissimo combattente che fa della mobilità e della grinta le sue armi principali. Sarà un match speculare, una sfida tra due maratoneti del rettangolo di gioco che amano vendere cara la pelle su ogni punto.

🇬🇧 Cobolli Shows Grit and Heart: Comeback Against Khachanov to Fly Into Wimbledon’s Last 16

Neither player was written off in the pre-match predictions, but one thing was certain: facing Karen Khachanov was going to be an incredibly tough battle. On the Wimbledon grass, Flavio Cobolli proved his Top Ten caliber by defeating the Russian, an experienced player with a solid past in the world's top ten. It was a heavyweight victory at the end of a complicated and balanced match, launching the Roman tennis player into the second week of the London Slam.

The match started uphill for the Italian, due to a shocking 0-6 first set lost in just 18 minutes, worsened by a stomach issue that forced him to run to the locker room. The real turning point came in the second set: Cobolli did not let the early score affect him, found his bearings point after point, and managed to turn around a highly delicate situation, stealing the set in a tie-break and getting back on track.

The match turned into a four-hour mental marathon. The first three sets were played on a razor's edge of pure nervous tension, with Khachanov managing to take the third set in another tie-break. Faced with physical difficulties and his opponent's pressure, Cobolli displayed his greatest quality: the ability to fight for every single ball without ever giving up, managing the key moments with admirable psychological fortitude.

During the Russian's maximum forcing, the Italian's defensive game made all the difference. Covering the court with incredible speed, Cobolli extended the rallies, forcing Khachanov into making errors. His serve also came to the rescue during the hot moments: the shot worked as a true lifeline, providing direct points or easy setups to escape the most insidious service games unscathed.

Once the contest was leveled, the match's momentum shifted completely into Cobolli's hands. In the final two sets, the Roman raised the quality of his tennis, playing at the highest level and keeping unforced errors to an absolute minimum. The final two sets, both won with a clear 6-2 scoreline, perfectly capture the Italian's technical and physical growth in the crucial phase of the match.

The path to the round of 16 will now pit Cobolli against a top-tier obstacle: Australia's Alex de Minaur, the world number 6. The matchup promises fireworks and a frantic pace: De Minaur is universally recognized as one of the fastest players on the tour, a tremendous fighter who relies on mobility and grit as his main weapons. It will be a mirror-match, a battle between two court marathons runners who love to sell their skin dearly on every single point.

03/07/2026

🇬🇧 English version below.
🇮🇹 Quando il martello romano colpisce, l'erba di Wimbledon torna a tremare.

Matteo Berrettini supera Arthur Fils per 6-4, 7-5, 3-6, 6-3 con una prestazione sopra le righe e molto più convincente rispetto alla maratona d'esordio contro Stan Wawrinka. Con una eccellente solidità da fondo campo, un'efficacia letale in risposta sulla seconda palla dell'avversario e una lucidità d'altri tempi nei punti cruciali, l'azzurro vola al terzo turno lanciando a tutti un messaggio chiarissimo: The Hammer è tornato.

L'erba di Londra si conferma il suo prediletto terreno di caccia. Sul campo centrale, l'azzurro ha sfoderato una prestazione maiuscola, imponendosi in quattro parziali contro il quotato e giovane Arthur Fils, testa di serie numero 20 del torneo. Una vittoria che arriva contro un avversario pericoloso e in grande crescita, e che certifica il ritorno a livelli d'eccellenza del tennista romano.

Se il primo turno contro la leggenda Stan Wawrinka era stato un'estenuante battaglia di nervi durata oltre quattro ore e risolta solo al fotofinish di quattro tie-break, il match di oggi ha mostrato una versione di Berrettini in formato deluxe. Meno vincolata esclusivamente alla resa del servizio e molto più continua nel gioco profondo. L'azzurro ha espresso un tennis qualitativamente superiore, muovendosi meglio ed evidenziando progressi fisici e tecnici notevoli rispetto al debutto.

Fin dalle prime battute, l'italiano è apparso brillante e propositivo. Gli scambi prolungati hanno spesso premiato la profondità e la pesantezza di palla di Matteo, capace di imporre il proprio ritmo e di arginare con intelligenza la freschezza atletica della giovane promessa transalpina. Oltre a servire in maniera chirurgica nei game più delicati, l'azzurro è stato impeccabile nel punire le incertezze di Fils sulla seconda di servizio, ferma a un modesto 49% di punti vinti. Aggredendo la palla con i piedi ben piantati all'interno del campo, Berrettini si è procurato i break decisivi sul finale dei primi due set (chiusi sul 6-4 e 7-5) e ha respinto con autorità il tentativo di rimonta del francese nel quarto parziale, strappando il servizio e chiudendo i conti sul 6-3.

Con questo stato di forma e una ritrovata fiducia nei propri mezzi, il prossimo scontro contro Grigor Dimitrov si preannuncia come un vero e proprio spettacolo garantito per tutti gli amanti del bel tennis. Sarà una sfida avvincente tra due tra i migliori interpreti mondiali del gioco su erba, un match ad altissima intensità tecnica ed emotiva. Se il braccio e le gambe di Berrettini continueranno a girare con la stessa fluidità dimostrata contro Fils, sognare in grande non è più proibito: chissà davvero dove potrà arrivare l'azzurro in questa edizione del torneo. Con la speranza che la sorte gli restituisca finalmente quello che troppe volte gli ha ingiustamente tolto: un po' di fortuna, che non guasta mai.

🇬🇧 When the Roman Hammer strikes, the Wimbledon grass shakes once again.

Matteo Berrettini defeats Arthur Fils 6-4, 7-5, 3-6, 6-3 with an outstanding performance, far more convincing than his opening marathon against Stan Wawrinka. With excellent baseline solidity, a lethal effectiveness in returning his opponent's second serve, and vintage composure in crucial moments, the Italian flies into the third round, sending a crystal-clear message to everyone: The Hammer is back.

The London grass confirms itself as his favorite hunting ground. On Centre Court, the Italian put on a masterclass performance, prevailing in four sets against the highly-rated young prospect Arthur Fils, the tournament's number 20 seed. This victory comes against a dangerous and fast-rising opponent, certifying the Roman tennis player's return to elite levels.

While the first round against the legend Stan Wawrinka was an exhausting battle of nerves lasting over four hours and decided only at the photo finish of four tie-breaks, today's match showed a deluxe version of Berrettini. He was less reliant exclusively on his serve and much more consistent in his deep baseline game. The Italian displayed higher quality tennis, moving better and showing remarkable physical and technical progress compared to his debut.

From the very beginning, the Italian appeared sharp and proactive. The extended rallies often rewarded Matteo's depth and heavy hitting, as he successfully imposed his rhythm and smartly contained the athletic freshness of the young French prospect. In addition to serving surgically in the tightest games, the Italian was flawless in punishing Fils's uncertainties on the second serve, which won a modest 49% of points. Attacking the ball with his feet firmly planted inside the baseline, Berrettini earned the decisive breaks at the end of the first two sets (closing at 6-4 and 7-5) and authoritatively rejected the Frenchman's comeback attempt in the fourth set, breaking serve and sealing the match at 6-3.

With this form and a rediscovered confidence in his abilities, the upcoming clash against Grigor Dimitrov promises to be an absolute showpiece for all lovers of beautiful tennis. It will be an exciting challenge between two of the world's best grass-court players, a match of the highest technical and emotional intensity. If Berrettini's arm and legs continue to move with the same fluidity shown against Fils, dreaming big is no longer forbidden: who knows how far the Italian can truly go in this edition of the tournament. With the hope that fate finally returns what it has unjustly taken from him too many times: a bit of luck, which never hurts.

30/06/2026

🇬🇧 English version below.
La vera forza dei campioni si misura quando tutto gira storto, e la prima giornata londinese di Jannik Sinner ha ricordato a tutti perché l'azzurro siede sul trono del tennis mondiale. Non è stata una sfilata sul velluto, ma un'autentica prova di sopravvivenza sportiva in cui il talento puro ha dovuto cedere il passo alla dote più preziosa del numero uno: la resilienza.

Contro un Miomir Kecmanović in stato di grazia, l'italiano ha dovuto accettare fin dall'inizio una partita sporca e faticosa, ma il vero momento di svolta, quello in cui il destino ha presentato il conto più salato, è arrivato sul punteggio di due pari nel terzo set. In un frammento di secondo la terra sotto i piedi di Sinner è letteralmente franata, portando con sé una br**ta scivolata e unghie sanguinanti che hanno richiesto l'intervento del medico.

In quel preciso istante, con un set già perso sulle sp***e e il corpo dolorante, l'incontro ha smesso di essere una questione di diritti e rovesci per trasformarsi in un brutale test psicologico sulla gestione della paura. Laddove altri tennisti avrebbero cercato alibi o ceduto alla frustrazione, l'azzurro ha scelto di abitare la difficoltà con una maturità disarmante, accettando persino di perdere il terzo set al tiebreak senza mai disunirsi emotivamente.

La sua grandezza è risieduta proprio nella capacità di resettare il dolore all'inizio del quarto parziale, ripulendo il proprio gioco dagli errori non forzati e ricominciando a macinare scambi prolungati per logorare la resistenza del serbo. Gli ultimi due set, dominati con parziali netti, sono diventati così un capolavoro di reazione mentale e di gestione strategica delle energie residue.

Questa vittoria non arricchirà gli highlights dei colpi più spettacolari del torneo, ma resterà impressa come il manifesto programmatico del suo status attuale: un numero uno del mondo capace di piegarsi alle avversità senza mai spezzarsi, pronto a sporcarsi le mani per difendere la propria corona.

🇬🇧 A champion's true strength is revealed when everything begins to unravel, and Jannik Sinner's opening day in London served as a powerful reminder of why the Italian sits at the summit of world tennis. This was no comfortable procession; it was a gruelling battle for survival in which raw talent had to give way to the quality that defines the world No. 1 above all else: resilience.

Up against an inspired Miomir Kecmanović, Sinner was drawn into a scrappy, physically demanding contest from the very first game. Yet the defining moment—the point at which fate dealt its cruellest hand—arrived with the score locked at 2-2 in the third set. In the blink of an eye, the ground beneath him quite literally gave way, sending him tumbling to the court and leaving him with bleeding fingernails that required medical treatment.

With one set already gone and his body suddenly in pain, the match ceased to be a contest of forehands and backhands and instead became a relentless examination of mental strength and the ability to master fear. Where many players might have searched for excuses or allowed frustration to take over, the Italian embraced the challenge with remarkable composure, even accepting the loss of the third set in a tie-break without ever losing control of his emotions.

His greatness emerged in the way he reset at the start of the fourth set, stripping the unforced errors from his game and returning to the long, punishing rallies that gradually drained the Serbian's resistance. The final two sets, won with authority, became a masterclass in mental resilience, tactical intelligence and the careful management of his remaining energy.

This may not be the victory that fills the tournament's highlight reels with spectacular winners, but it will stand as the clearest statement yet of Sinner's status. A world No. 1 capable of bending under pressure without ever breaking, prepared to dig deep and embrace the hard work required to defend his crown.

27/06/2026

🇬🇧 "The Blonde Angel" Stefan Edberg versus "Boom Boom" Becker: the most iconic rivalry of the second half of the 1980s.

Do you remember this fantastic match, and who won?

🇮🇹 "L'angelo biondo" Stefan Edberg contro "Bum Bum" Becker: il duello più iconico della seconda metà degli anni ottanta.

Vi ricordate questo fantastico match e chi vinse?

24/06/2026

🇬🇧 "All the matches I played with Jimmy, from the first to the last, were like boxing matches," John McEnroe recalls in his autobiography You Cannot Be Serious, remembering the 1982 Wimbledon final.

Leading by two sets to one and at 3–3 in the fourth-set tiebreak, John was one point away from winning his second title on the Centre Court of the All England Lawn Tennis and Croquet Club. But while McEnroe was one of the greatest artists with a racket—rightly nicknamed "The Genius"—Connors was the greatest fighter of all time.

Jimbo had to win that point at all costs, and he did.

🇮🇹 "Tutti i match che ho giocato con Jimmy, dal primo all'ultimo, sono stati come incontri di boxe", racconta John McEnroe nella sua autobiografia You Cannot Be Serious, ricordando la finale di Wimbledon del 1982.

In vantaggio per due set a uno e sul punteggio di 3–3 nel tie-break del quarto set, John era a un passo dal vincere il suo secondo titolo sul centrale dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club. Ma se McEnroe è stato uno dei più grandi artisti della racchetta, non a caso soprannominato "The Genius", Connors era il più grande lottatore di sempre.

Jimbo doveva a tutti i costi vincere quel punto, e così fece.

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