27/09/2020
“Be’, potremmo disporre i tavoli a isole, ognuna per un gruppo di congiunti”
“o magari diamo le mascherine a scacchi bianchi e azzurri, in tema”
“potremmo fare trovare noi i posti già distanziati, come sui treni. Che ne so, su ogni posto che non si può occupare potremmo metterci una bambola gonfiabile, un manichino, dei grandi peluches…secondo me viene anche buffo”
“sì, ma…”
Il comitato tecnico scientifico de La Burla si è riunito qualche settimana fa per stilare il protocollo per lo svolgimento in sicurezza dell’OktoburlFest. È stata una riunione inusualmente fiacca: i membri del team, solitamente carichi a molla, stavolta erano incerti, vaghi. La riunione si è chiusa con un aggiornamento a data da destinarsi, ma la data sarà sicuramente del 2021.
Non faremo quest’anno la festa della Burla, come era facile immaginare.
Non ce la siamo sentiti, inutile girarci intorno. I numeri sono in aumento, quest’estate riaprendo le discoteche e i locali abbiamo fatto scempio di tanti sacrifici primaverili nonché dell’intelligenza collettiva, visto che da che mondo e mondo in discoteca o nei locali non ci si va a ballare la quadriglia. Ci possiamo vedere, certo, ma senza fare i cazzoni: tornerà il momento in cui ci abbracceremo senza timore, in cui bere uno nel bicchiere dell’altro non sarà tanto rischioso, ma ora il buon senso ci chiama a più miti consigli.
E quindi, in un filotto di mesi in cui:
- mi hanno messo a lavorare a casa, sola (il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me, il muro davanti, nessuno intorno)
- mi hanno diagnosticato un principio di artrosi alla colonna vertebrale, il che è stato come se mi dicessero “signora, per le dentiere si accomodi di là, i pannoloni sono in fondo a destra, per le badanti compili il modulo”, con gli ovvi effetti sulla mia autostima di bimbominkia
- ho fatto in videoconferenza call di lavoro, prove del coro, tutorial di qualsivoglia abilità umana, aperitivi con gli amici, ricavandone l’idea che no, non è questa la vita che sognavo..
ora con gran dispiacere mi privo della gioia di rivedervi vestiti da imbecilli e di passare una serata allegra con voi.
Ma l’Oktoburl fest è cazzonaggine in purezza, è la festa in cui per definizione si alzano i calici e ci si abbraccia senza motivo (se non il tasso alcolemico). Non ha senso a ranghi ridotti, e sarebbe stupido credere che si possa rispettare un briciolo di norma e di buon senso.
Ci pare anche una cosa leggermente immorale (non ditemi che di tutti quelli del Billionaire non state pensando “Fave, siete delle fave e ve la siete cercata”)
Torneremo, e faremo i fuochi d’artificio.
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