17/08/2025
Sono stati due giorni di trekking intensi, veramente tosti, oltre 50 chilometri e 3.500 metri di dislivello positivo, ma con dei panorami impagabili. Ero partito in solitaria da Colonnata, dove però ho subito incontrato un personaggio barbuto, a cui rivelare alcuni dubbi, che mi affliggevano sul giro ad anello che avevo pianificato. Oltre a darmi alcune dritte, ben volentieri ha deciso di modificare il suo giretto giornaliero e di accompagnarmi fin sulla vetta del Sagro. Per oltre quattro ore ho camminato sotto la sua ala protettiva, senza preoccuparmi della traccia, ma cercando di recepire ogni nozione sulle proprietà di quella o quell'altra pianta, oppure la storia di quelle cave di marmo. Che quel Massimo Danesi, fosse un tipo caratteristico era evidente e che fosse una mascotte delle Apuane, l'ho compreso quando quasi tutte le persone che incontravamo, si fermavano a salutarlo e a far due chiacchiere. Insomma siamo arrivati sul Sagro, senza che avesse mai smesso di parlare, senza mai bere o mangiare. Io però prima di riprendere il cammino, pranzo con l'ottima parmigiana di melanzane preparate da mia moglie. In solitaria scendo e poi proseguo sul bel sentiero panoramico, che passa da Foce di Vinca e poi dalla Capanna Garnerone, dove finalmente riesco a rifornirmi d'acqua, in questa calda giornata anche a quote sempre oltre i 1.500 metri. Continuo poi lungo il sentiero verso Foce di Giovo. Un tratto pianeggiante, che solo sotto al Pizzo d'Uccello sale deciso fino a raggiungere la sella. Da qui cammino nel bosco fino a giungere in prossimità del rifugio Orto di Donna, dove ho prenotato cena e pernottamento. Ma essendo soltanto le 18, decido di raggiungere la vicina finestra del Grondilice, uno scenografico affaccio tra enormi rocce, che trovo illuminate dalla calda luce della sera. Ceno al tavolo con un gruppo di arrampicatori, che vorrebbero convincermi a percorrere la cresta del Monte Cavallo, ma credo di aver già un programma piuttosto denso per l'indomani e dopo i 23 chilometri e i 2.200 metri di ascesa odierni, non voglio approfittare troppo del mio fisico. Dormiamo in 8/10 persone in camerata, dove incredibilmente nessuno russa e al mattino siamo tutti belli riposati, ognuno pronto a prendere la propria via. Lasciato il rifugio, in mezz'ora giungo al bivio per la cresta del Cavallo. Un gruppetto di tre escursionisti, quasi mi convince a seguirli, ma fortunatamente rimango sul mio sentiero che taglia il versante est del monte, fino ad una cava attiva, da cui inizia la traccia che sale sulla Tambura. Questa è una cresta fattibile, sempre con attenzione, ma la salita non presenta difficoltà particolari. Anzi la vista è magnifica. Da qui si ammira il lago di Gramolazzo e il lago di Vagli. Sulla vetta incontro un tizio argentino, scendiamo con cautela il ripido crinale e poi ci dividiamo. Una breve deviazione, mi conduce al rifugio Conti all'orario giusto, per un piatto di pasta e una crostata. Rinvigorito, inizio la discesa lungo la via Vandelli. Come molti, preferisco di gran lunga la salita. Giungo a Resceto in poco più di un'ora e mezza, ma con le ginocchia e alcuni muscoli delle gambe doloranti. In paese non c'è niente, quindi mi avvio subito sul sentiero che finalmente sale. Riprendo un signore a cui chiedo lumi sul proseguo. La sua previsione di 5/6 ore di tempo per arrivare a Colonnata, mi mette in allarme, dal momento che sono le 15 passate e non ho certo la forza do accelerare il passo. Comunque, tra bosco, qualche tratto aperto, salite e discese, in due ore sono a Forno. Nella casa del popolo trovo ristoro, ma non le risposte che avrei voluto, riguardo a quel sentiero che sulla mappa porterebbe a Colonnata. Mi dicono tutti che non è percorribile, che è ormai un percorso abbandonato. Così mi avvio per la lunga strada asfaltata e quando giungo in prossimità dell'inizio di quel sentiero, chiedo nuovamente lumi ad un ragazzo seduto sulla spalletta del fiume. Anche lui mi sconsiglia vivamente di avventurarmi per quella via, vista anche l'ora tarda. Anzi si offre di accompagnarmi fino a Verghereto dove termina l'asfalto, appena arriverà l'amico che sta attendendo. Non devo pensarci su molto e accetto volentieri, risparmiando 5 chilometri in salita e almeno un'ora di tempo. Ci salutiamo accanto ad una bella radura nel bosco, dove i giovani della zona campeggiano liberamente. Da qui in breve ritrovo il tratto iniziale del sentiero percorso ieri e alle 19 sono a Colonnata, in tempo per acquistare un po' di quell'immancabile lardo, a cui da troppo tempo stavo pensando.