Simone Ocello Reconditioning Athletic Trainer

The Source for Performance Enhancement, Athletic Development, and Reconditioning

12/06/2021

Xavi Hernández: "¿El Barça? No tengo prisa"

29/03/2021

El legado de Johan

12/03/2021

“A volte vedo calciatori in Serie C o D che hanno un talento incredibile.
Gente che da del tu al pallone.
Mi soffermo a guardare i loro movimenti, le loro giocate, e dentro di me mi domando: “come può uno del genere giocare in serie minori? Possibile che non lo noti nessuno?”
Poi vedo approdare calciatori in Serie A che fanno solo da comparsa. Calciatori presi in campionati sconosciuti, ma che per qualche ragione entrano nel giro giusto e approdano magicamente nella massima serie.
Sarà merito dei procuratori, degli sponsor? Non è dato saperlo...
Per rilanciare il calcio Italiano servono calciatori Italiani. Nelle serie minori ce ne sono tanti. Quando giocavo io arrivavano in Serie A solo stranieri che valevano veramente.
Poi ci sono state anche molte eccezioni, ma ci può stare.
Mi piacerebbe che vengano valorizzati i settori giovanili, come sta accadendo da svariati anni in Germania, e Spagna. Solo così riusciremo a tornare a grandi livelli.
Le società devono svegliarsi, comprese le grandi squadre. Devono dare più potere al calciatore e non ai procuratori.”

[Roberto Baggio]

#calcioscostumato #Baggio #RobertoBaggio #robybaggio #divincodino #calcioitaliano

Fonte: Sportweek

26/11/2020

Coach Curneen

Love this clip of Johan Cruyff and Hristo Stoichkov:

Engaging players in growth and new ideas invariably involves coaches doing it too. Small but critical leadership skills from Cruyff: the observation, the smile, and then the faultless demo. Great coaching.

20/11/2020

My Football Heroes

Durante la partita di rugby tra gli All Blacks e l'Argentina si è scatenata una zuffa tra i giocatori.
Quando gli animi si sono "raffreddati" un attimo, l'arbitro Angus Gardner ha richiamato a sé il capitano dei Pumas, Pablo Matera, rimproverandolo:

"Pablo, tu sei il capitano. Vorrei che tu fossi una guida non che spinga gli avversari dopo il fischio."

E Matera, con calma e fermezza ha detto:

"Non posso vedere che uno colpisce in faccia uno dei miei compagni. Non è rispettoso. Sto giocando per il mio Paese.
Non è rispettoso".

L'arbitro con calma ha concluso:
"Lo comprendo ma lascia che interveniamo noi. Cerca di essere d'esempio ok?"

Questa scena mi ha colpito molto.
Ho visto un arbitro comportarsi in modo fermo ma non arrogante come ho sempre sperato di vedere in campo.
Ho visto un capitano come piace a me, uno che non ci pensa due volte se deve lanciarsi in difesa del compagno.
E li ho visti dialogare con rispetto.
Tutto perfetto.

28/10/2020

My Football Heroes

Un detto brasiliano recita:

«Ancora oggi, se chiedi a un vecchio brasiliano chi è Pelè, il vecchio si toglie il cappello, in segno di ammirazione e di gratitudine. Ma se gli parli di Garrincha, il vecchio chiede scusa, abbassa gli occhi e piange».

Garrincha per i brasiliani era qualcosa di più di un idolo, qualcosa più di un fuoriclasse, era letteralmente "l'allegria del popolo".
La migliore ala destra della storia del calcio (insieme a George Best), era famoso per il suo dribbling imprevedibile e per le sue accelerazioni che bruciavano gli avversari.
Se ne accorse subito il grande Nilton Santos, fantastico laterale sinistro del Brasile, che se lo trovò di fronte quando Garrincha, a 16 anni, fu convocato dal Botafogo per un provino: "Quando lo vidi mi sembrava uno scherzo, con quelle gambe storte, l'andatura da zoppo e il fisico di uno che può fare tante cose nella vita meno una: giocare al calcio. Come gli passano la palla gli vado incontro cercando di portarlo verso il fallo laterale per prendergliela con il sinistro, come facevo sempre. Lui invece mi fa una finta, mi sbilancia e se ne va. Nemmeno il tempo di girarmi per riprenderlo e ha già crossato. La seconda volta mi fa passare la palla in mezzo alle gambe e io lo fermo con un braccio e gli dico: senti ragazzino, certe cose con me non farle più. La terza volta mi fa un pallonetto e sento ridere i pochi spettatori che assistono all'allenamento. Mi incazzo e quando mi si ripresenta di fronte cerco di sgambettarlo, ma non riesco a prenderlo. Alla fine vado dai dirigenti del Botafogo e dico: tesseratelo subito, questo è un fenomeno..."
Non scherzava Nilton Santos sull'andatura da zoppo, perché Manè aveva la spina dorsale storta e una gamba più corta dell’altra a causa della malnutrizione e della poliomelite.
Prese il soprannome Garrincha per la somiglianza ad un uccellino gracile e storto come lui.
La carriera di Garrincha fu fantastica con il Botafogo, ma ancora di più con il Brasile con cui trionfò in due mondiali, nel '58 e nel '62.
Pelé è la stellina osannata, ma Josè Altafini dirà che il mondiale «l’ha vinto Garrincha, come quello di quattro anni più tardi in Cile. Tutti dicono Pelè, ma senza Garrincha quel Brasile non sarebbe stato immenso».
Però andando avanti, nella sua vita prese sempre più spazio l'alcolismo che tarpò le ali di Garrincha e lo trascinò in un declino fisico ed economico che presto lo condusse ad una vita di miseria.
Morì solo e in povertà nel 1983, e questo abbandono resta, per i molti brasiliani che lo hanno amato, un rimpianto immenso.
Forse per farsi perdonare, o forse solo per gratitudine, sulla sua tomba nel cimitero di Pau Grande, ad un'ora e mezza di auto da Rio, ci sono sempre 7 candele accese, di giorno e di notte. perché lui è stato probabilmente il più grande numero 7 di sempre.

Tanti auguri Manè

25/10/2020

Gian Mario Migliaccio Ph.D

PERCHÉ PALESTRE E SPORT?
Sinceramente non lo capisco e lo dico su un piano scientifico.
In questa pagina da quattro anni ho sempre messo dati certi e verificabili.
Ho fatto una ricerca degli studi pubblicati negli ultimi 6 mesi e tutti, ripeto, tutti hanno ben segnalato che questa malattia Covid-19 ha terreno fertile in persone con patologie, in sovrappeso e inattive.
È stato segnalato che la prevenzione è fondamentale perché il virus Sars Cov-2 ha più difficoltà a replicarsi in un ospite attivo, sano e con un sistema immunitario efficiente.
Bene, queste condizioni si manifestano con un corretto "stile di vita", ovvero attività fisica costante e quotidiana e nutrizione adeguata.
CHIUDIAMO LE PALESTRE!
Perché?
Le palestre, già da maggio, si sono adeguate alle norme e sono molto attente alle procedure, sono luoghi sicuri e, fondamentale, lavorano per PREVENIRE lo stato di deficit immunitario.
Stare a casa significa fare esattamente il contrario : si diventa inattivi e si mangerà in eccesso.
Ed allora, perché?
Perché "qualcuno non rispetta le regole"?
Basta con queste cose.
Prendete questi tizi, sigillate la palestra, metteteli dentro e buttate la chiave.
Ma in Italia chi lavora seguendo le regole, con professionalità, non deve sentirsi il fiato sul collo ogni momento.
Non è possibile.
Lo Sport ed il Fitness sono utili e fondamentali per contrastare anche le malattie, cerchiamo di capirlo...
(Se avete invece "seri studi scientifici" che dimostrano il contrario parliamone, se qualcosa non mi è chiara la imparerò. Sono qui. )

elpais.com 25/10/2020

Ralf Rangnick: “Alemania influye más por sus entrenadores que por sus futbolistas”

elpais.com El fundador del RB Leipzig, patriarca de la nueva escuela del fútbol alemán, reflexiona sobre los éxitos de Klopp, Flick, Nagelsmann y Tuchel en las últimas Champions

23/10/2020

Problemi di Volley

Oggi, 26 anni fa, veniva coniata l'espressione “Generazione di Fenomeni”.

La urla Jacopo Volpi, telecronista della finale del Mondiale 1994, quando Cantagalli schianta a terra l'ace che chiude la partita. Citando un’omonima canzone degli Stadio.

Da sottolineare alcuni dettagli:

- si gioca in Grecia, ma i tifosi italiani sugli spalti sono talmente tanti che siamo andati a controllare su Wikipedia se non fossimo in casa
- per gli Azzurri è il secondo titolo planetario consecutivo, dopo quello vinto in Brasile nel '90. Ne seguirà un terzo nel '98
- Zorzi e Giani si alternano nel ruolo di centrale / opposto: oggi sembra fantascienza
- Bernardi quel giorno non lo avrebbero fermato manco spegnendo le luci del palazzetto

Immagini di RaiSport

18/10/2020

La gang degli Atleti disagiati

"Guarda ti racconto un aneddoto. Mi hanno invitato ad un convegno sull'alimentazione ad Avellino, anni fa. Avevano invitato un sacco di medici, tutti specializzati sull'alimentazione. Allora, ognuno nella sua relazione spiegava: 22gr di carboidrati prima dell'allenamento, 36 dopo l'allenamento, 15gr di sali durante i pasti. Spiegavano tutti questi fabbisogni prima, durante e dopo l'allenamento.
E mi ricordo che a quel convegno quando arrivai, tutti amici miei, saluti . Si erano inventati una professione su questo modo di spiegare ed indicare. Arrivai, feci anche io la mia relazione e dovevo spiegare la mia alimentazione quando stabilii il record del Mondo a Città del Messico. In quella settimana io stabilì 12 record fra Mondiali, Europei e Italiani. Allora, quando partiva la squadra azzurra si portava dietro una forma di parmigiano reggiano, pasta italiana e delle scatole di pelati. Noi abbiamo mangiato lì per 20 giorni pasta al pomodoro con il parmigiano che, tu tagliavi la forma, diventava due mezze forme, tu prendevi il parmigiano lo grattugiavi, e come terzo mangiavi di nuovo il formaggio. Una fetta di carne, acqua minerale e noi per 20 giorni abbiamo mangiato così. Verso la fine, il parmigiano all'interno delle 2 mezze forme era finito. Allora per condire la pasta tu cucinavi e buttavi la pasta nella mezza forma. Era più saporita. Diventava più saporita!
Allora ho raccontato questa esperienza. Finito il convegno non m'ha salutato più nessuno. Me ne andavo e tutti si scansavano. Ero diventato un lebbroso!
Pensa che io ho fatto il record italiano allievi a Salerno, nel '69, 10"8, a mezzogiorno avevo mangiato 3 piatti di pasta al forno, perché a Salerno fanno una pasta al forno che è la fine del Mondo. Sono andato in pista e ho fatto 10"8, era il record italiano. Ammazza dissi, qui la pasta al forno è buona assai."

[📷 Getty Images]
#GiornataMondialedellAlimentazione

gianlucadimarzio.com 13/10/2020

Roberto Baggio e la Panda: la nuova vita in una foto

gianlucadimarzio.com Non è così facile in questi tempi sentir parlare di Roberto Baggio. Una volta spenti i riflettori del calcio la sua immagine si è messa volutamente da parte, l...

11/10/2020

GMB Fitness

Flexibility doesn't have to be boring.

https://gmb.io/mobility/

07/10/2020

Frases

El día que Bruce Lee le dijo a Jackie Chan que se muriera

physio-network.com 24/09/2020

Easily stay on top of the latest & most important Physio research

physio-network.com Save time and effort keeping up to date with the latest research.

08/07/2020

la Repubblica

Genio o fortuna? Così è nata la volée di Van Basten a Euro '88. E così reagì il sovietico Dasaev che quel giorno era tra i pali.
Guarda tutte le gesta dei campioni https://larep.it/333BZNB

03/05/2020

My Football Heroes

"Ricordo una partita giocata in nazionale contro la Spagna nello stadio dell'Espanyol e persa 2-0
In quel periodo quando andavamo a giocare in Spagna perdevamo quasi sempre.
Infatti quella sera dopo 10 minuti eravamo già sotto.
La partita continua e non ce la fanno strusciare mai.
La palla ce l'avevano sempre loro.
Verso il 25esimo, un difensore, credo Puyol, alza la testa e fa un lancio lungo.
Guardiola era a centrocampo, si gira verso di lui e inizia a urlare.
Io lo spagnolo non lo capivo, ma credo che con quelle parole gli abbia infamato la madre, la nonna e altri parenti.
Tutto perché non aveva tenuto il possesso della palla.
Questione di mentalità"
(A. Del Piero)

25/04/2020

My Football Heroes

"Dopo la sconfitta per 1-0 nella prima partita contro il Numancia, Guardiola era furioso. Ci disse che ci eravamo dimenticati quello che avevamo imparato durante la preparazione e che era molto deluso. Leo teneva gli occhi bassi e sapeva che Pep aveva ragione"
(E. Gudjohnsen)

Oltre agli errori di posizione e al risultato, qualcos'altro infastidì Guardiola: Samuel Eto'o aveva convocato una riunione con i compagni prima della partita lasciando l'allenatore e lo staff tecnico fuori dallo spogliatoio.
Aveva fatto un discorso alla squadra: una chiara sfida all'autorità dell'allenatore.
Da quel momento vennero introdotte nuove regole.
Dopo la sconfitta contro il Numancia arrivò il pareggio contro il Racing Santander. Il Barcellona aveva conquistato soltanto un punto su due incontri in campionato.

"C'era incertezza. La gente era nervosa. Si chiedevano 'Cosa fa questo nuovo Barcellona? Guardiola che combina? Non è adatto alla prima squadra. Non è abbastanza duro'.
Ma io sapevo che eravamo sulla strada giusta"
(Sylivinho)

"L'unico che venne a parlarmi fu Andrés Iniesta che mi disse di non preoccuparmi, che se continuavamo a giocare così si sarebbe aggiustato tutto. Però credo che pochi avessero fiducia in noi. Ma ricordo che dissi che saremmo andati comunque avanti per quella strada "Giocheremo come voglio che giochi la mia squadra".
Txiki era dalla mia parte, aveva più fiducia in me di quanto ne avessi io stesso"
(P. Guardiola)

La terza partita contro lo Sporting Gijon finì con una vittoria dal punteggio tennistico, che segnò il punto di non ritorno per il Barcellona di Guardiola.
Le critiche scemarono, Eto'o smise di atteggiarsi a leader (non era nemmeno capitano) e si impegnò a collaborare con Messi.
Leo da parte sua cominciò a imporsi come punto focale del club."
(G. Balague)

Bisogna avere tempo e fiducia.
Anche i migliori esperimenti calcistici di sempre ne hanno avuto bisogno all'inizio.

25/04/2020

My Football Heroes

- "Il calcio consiste fondamentalmente in due cose. La prima: quando hai la palla, devi essere capace di passarla correttamente. La seconda: quando te la passano, devi saperla controllare. Se non la puoi controllare, tantomeno la puoi passare"

- "Alla radice di tutto c'è che i ragazzini si devono divertire a giocare a calcio"

- "La palla è una sola, quindi è necessario che tu ce l'abbia"

- "Tutti gli allenatori parlano di movimento, di correre molto. Io dico che non è necessario correre tanto. Il calcio è uno sport che si gioca col cervello. Devi essere al posto giusto al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi"

- "La creatività non fa a pugni con la disciplina"

- “Nella mia squadra il portiere è il primo ad attaccare e l’attaccante il primo a difendere”

– “Giocare a calcio è molto semplice, ma giocare semplice nel calcio è la cosa più difficile che ci sia”

25 aprile 1947, ad Amsterdam nasce Johan Cruyff.
Tanti auguri anche lassù Johan

18/04/2020

10 Different Animal Walk Exercises

Different animals walks and animal crawls for strength, conditioning and overall movement coordination and spatial awareness. 0:08 Duck Walk 0:28 Bunny Hops ...

26/03/2020

My Football Heroes

Come hai combinato il perseguire le tue convinzioni e la necessità di adattamento alle caratteristiche diverse del gioco da paese a paese?

"Sei costretto a modificare alcuni aspetti del tuo pensiero.
Per esempio quando ero in Spagna, il primo a costringermi a preoccuparmi delle ripartenze fu Mourinho con Di Maria, Ronaldo e Benzema.
Fino a quel momento in Spagna non avevo grande timore delle ripartenze.
In uno dei primi match in Germania, contro il Borussia Monchengladbach, subimmo delle ripartenze che mi fecero pensare "Fermi tutti! Abbiamo un problema!".
Prima di tutto non avevamo la sicurezza nel possesso che c'era nel Barcellona, dove la qualità dei giocatori faceva sì che un giocatore anche pressato difficilmente perdesse la palla.
In Germania avevamo grandissimi campioni ma con caratteristiche diverse. E caratteristiche diverse le avevano le squadre avversarie. Per questo non potevamo difendere lasciandoci 40 mt di spazio libero alle spalle senza essere posizionati in maniera perfetta. Ogni squadra avrebbe potuto farci male.
In Inghilterra oltre alla variabile del contrattacco rapido c'è il lancio lungo e l'attacco della seconda palla.
Oppure il metro di giudizio degli arbitri.
Se ricevi palla frontale, non sei veloce a scaricarla e permetti all'avversario di portarti pressione alle spalle, devi sapere che quella pressione, anche se intensa, per gli arbitri inglesi non è mai fallo.
All'inizio mi faceva arrabbiare la cosa. Poi pensi che devi cambiare tu visto che non puoi cambiare l'idea degli arbitri.
Sono tutti aspetti che ti costringono a modificare un po' quello che pensi.
Devi capire cosa va bene e cosa ha bisogno di adattamento.
Per questo non capisco quelli che dicono "Devi vincere subito".
Ogni allenatore ha bisogno di conoscere l'ambiente, conoscere i giocatori e adattarsi "
(Pep Guardiola)

24/03/2020

Dal libro di Alberto Andorlini

corrieredellosport.it 21/03/2020

Nelson Mandela: in carcere un'ora di corsa sul posto al giorno. Per 27 anni

corrieredellosport.it Nelson Mandela, un uomo dal fisico straordinario. In gran forma fino ai 95 anni. Ogni giorno correva un'ora, sul posto, in cella. Rugby, pugilato, premi, la storia dell'ex presidente sudafricano

26/02/2020

Avampiede in supinazione struttura il calcagno in valgo

Avampiede in supinazione, struttura il calcagno in valgo: Filmato riportato sul DVD, allegato al libro "TRATTATO DI BIOMACCANICA PODALICA" Autori: Ronconi Pa...

10/02/2020

Carta de despedida Pau Gasol - Kobe Bryant (Pau Gasol Letter) Tribute

Video emotivo y sincero de la carta que le escribió Pau Gasol a su compañero y amigo Kobe Bryant en el momento de su retiro.

Video (vedi tutte)

ESPLORQNDO PATTERN DI VULNERABILITÀ-7 mesi post intervento LCA-17 anni.
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