17/01/2026
BUON VIAGGIO PRESIDENTE
Pagina ufficiale del Viola Club Fantechi Ciuffi, fondato nel 1975 e dedicato allora a Mario Fantechi, poi anche a Mario Ciuffi dopo la sua scomparsa.
Il Viola Club “Fantechi Ciuffi”, dedicato al capo tifoso che si arrampicò sulla torre di Arnolfo per issarvi il mitico labaro viola in occasione della vittoria dello scudetto, nasce nel Maggio 1975 e presenta subito tra i fondatori un personaggio importante per la tifoseria viola: MARIO CIUFFI, che conduce il club con risultanti importanti fino quasi ad arrivare a circa 300 soci ed al quale verrà
17/01/2026
BUON VIAGGIO PRESIDENTE
19/10/2025
50 anni di amore incondizionato,
di amicizia,
di trasferte ignoranti
di sgranate indimenticabili
di pilotatissime lotterie
50 anni di noi
Grazie a tutti
07/10/2025
Stiamo invecchiando, venite a farci la festa! 😅
Martedi 14 ottobre 2025, facciamo 50 anni di trasferte, frustate e lotterie pilotate
22/07/2025
Siamo distrutti oggi.
Non ci sono parole per commentsre questa giornata
Un grande abbraccio alla famiglia Pin da tutto il mondo del violaclub Fantechi-Fiuffi
19/01/2025
50 ANNI FA, DURANTE UNO JUVENTUS-FIORENTINA, CI LASCIAVA MARIO FANTECHI, L'INDIMENTICATO TIFOSO VIOLA CHE NEL 1956 E NEL 1969 "SCALÒ" DUE VOLTE LA TORRE DI ARNOLFO PER ISSARE IL LABARO VIOLA
di Roberto Vinciguerra (consigliere dell'ass. "Storia Viola")
La settimana prima di quel maledetto Juventus-Fiorentina, Mario Fantechi (lo storico tifoso e presidente onorario del centro di coordinamento dei viola club, nella foto insieme a Nereo Rocco poche settimane prima della sua scomparsa) aveva scritto in un opuscolo distribuito allo stadio prima di Fiorentina-Lazio: «Ricordiamoci che, al di sopra di tutto e di tutti, esisteranno sempre Firenze e la sua Fiorentina».
Quella mattina del 19 gennaio di 50 anni fa Mario raggiunse Torino a bordo della macchina di un amico dopo aver organizzato e riempito 12 pullman per assistere a quello che, già da allora, rappresentava una gara molto sentita per i tifosi viola. Per Mario, appena cinquantaduenne, Firenze e la Fiorentina erano diventati indissolubilmente la sua vita, al punto che dal primo primo dopoguerra occupò sempre il solito posto in tribuna numerata senza mai mancare ad un incontro al “Comunale”.
Della Fiorentina fu anche socio attivo, molto polemico e con un grande ascendente sulla tifoseria gigliata al punto che era diventato un importante punto di riferimento della dirigenza della società viola stessa. Mario entrò nel “mito” quando, per festeggiare lo scudetto del 1956, “scalò” la torre di Arnolfo sotto gli occhi del sindaco La Pira per issare sul punto più alto di Palazzo Vecchio il vessillo viola, gesto che poi ripeté anche in occasione del secondo scudetto tredici anni dopo.
Quella domenica 19 gennaio 1975, alle ore 14:30, cioè al fischio iniziale di Juventus-Fiorentina, Mario disse “Mi fa freddo, mi fa molto freddo”. Dieci minuti dopo venne colto da un fatale collasso cardiocircolatorio che ne causò la morte durante il tragitto all’ospedale Mauriziano. La notizia della scomparsa del più importante tifoso viola si sparse fra i tifosi presenti allo stadio al termine del primo tempo. Al termine della partita, in cui una Fiorentina rimaneggiata riuscì a strappare un importante punto alla Juventus capolista, il presidente gigliato Ugolini ed altri dirigenti si recarono subito all’ospedale torinese. Le esequie si tennero il mercoledì dentro lo stadio di fronte alla tribuna d’onore e vi presero parte più di cinquemila persone.
Il suo amico, e voce storica del calcio italiano, Nicolò Carosio scrisse su La Nazione: “Mario Fantechi, lavoratore e ottimo padre di famiglia, ha distrutto le sue coronarie soprattutto per i palpiti procuratigli dalla sua Fiorentina. Ed, in fondo, mentre sugli spalti dello stadio di Torino ci lasciava, forse neppure se ne sarà rammaricato”.
02/12/2024
29/11/2024
⚠️ ENTRARE CON ANTICIPO DENTRO IL SETTORE!
Data la scarsa efficienza dei tornelli di Ferrovia e delle relative code che ogni volta si creano, vi chiediamo di entrare con ANTICIPO in Curva, per non lasciare posti vuoti e, di conseguenza, rovinare il disegno.
AVANTI CURVA FIESOLE
23/11/2024
“22 novembre 1981, Firenze, Stadio Comunale. È una domenica qualunque, almeno finché non diventa una pagina incandescente nella storia del calcio italiano.”
Giancarlo Antognoni, il poeta silenzioso del pallone, incanta il pubblico con giocate che sembrano dipinte. La Fiorentina è avanti sul Genoa: una perla sua e un rigore trasformato. Ma al 57’, accade l’impensabile.
Antognoni scatta su un pallone lungo. Martina, portiere del Genoa, esce a valanga. Uno scontro brutale. Giancarlo crolla, immobile. Gli occhi roteano, il cuore si ferma. Trenta secondi di silenzio irreale.
È il medico del Genoa, Pier Luigi Gatto, che inizia il massaggio cardiaco. Poi arriva Ennio Raveggi, il massaggiatore viola: respira per lui, combatte per lui. Un dito che libera la lingua, un cuore che riprende a ba***re. Trenta secondi che diventano un’eternità.
Lo stadio trattiene il fiato, poi esplode in un applauso liberatorio quando l’altoparlante annuncia: “Antognoni si è ripreso.” È vivo, Firenze respira.
Ma il capitano è ferito: fratture al cranio, prognosi riservata. Lo aspetteranno quattro mesi di assenza. Firenze, però, non lo dimentica. Quando il 21 marzo 1982 Giancarlo torna in campo, la curva lo accoglie con uno striscione che dice tutto: “Forza Antonio, l’inferno è finito, il Paradiso ci attende.”
E lui, come solo i grandi sanno fare, risponde. Assist decisivi, un gol a Napoli, una Fiorentina che sfiora lo scudetto. Non lo vincerà, ma per lui non conta. “L’amore di Firenze,” dirà anni dopo, “è valso più di uno scudetto.”
Ci sono momenti che definiscono un campione. E poi ci sono campioni che definiscono una città. Antonio ha scelto Firenze, e Firenze quel giorno ha scelto di non lasciarlo andare.
12/11/2024
Accorrete numerosi
Tre punti e a casa!
Si comincia!
| Lunedì | 07:00 - 21:00 |
| Martedì | 07:00 - 21:00 |
| Mercoledì | 07:00 - 23:30 |
| Giovedì | 07:00 - 21:00 |
| Venerdì | 07:00 - 21:00 |
| Sabato | 07:00 - 21:00 |